Il "gruppo PELLEGRINO", ecco l'Ordinanza di arresto

Scritto da Ufficio di Presidenza
Giovanni PellegrinoLeggendo l'Ordinanza del Gip di Sanremo a carico degli esponenti della famiglia PELLEGRINO si comprende che si è davvero all'inizio dell'offensiva giudiziaria contro gli 'ndranghetisti - rileggi quanto abbiamo pubblicato ieri -. Un'azione che dovrebbe muoversi passo dopo passo e che impedirà a lor signori di approfittare di un unica complessiva imputazione.
Intanto possiamo affermare, carte alla mano, che oltre ai PELLEGRINO Giovanni, Maurizio e Roberto, BARILARO Francesco, VALENTI Francesco, VALENTI Teodoro e Domenico e DE MARTE Rocco, sottoposti a misura di custodia cautelare in carcere, sono anche indagati per questo procedimento: BELLICINI Renato, DI TANO Giovanni, STALTARI Paolo, BANDIERA Attilio e OLTEAN Maria.
Scorrendo gli elementi probatori e le intercettazioni contenute nell'Ordinanza possiamo conoscere i fatti di cui i protagonisti, gli arresti e gli altri indagati, sono responsabili, scoperchiando le pressioni intimidatorie e le minacce portate ad alcuni Amministratori pubblici (ed anche chi invece assecondava il "gruppo PELLEGRINO"), la propensione all'aggressione violenta anche nei confronti delle Forze dell'Ordine oltre che verso le loro vittime, sino alla gestione diretta "di fatto" dello sfruttamento della prostituzione dei noti "imprenditori" tanto amati nel Ponente (da società pubbliche, Comuni e grandi imprese private)... Si può comprendere la pericolosità sociale dei PELLEGRINO e sodali, a partire da quell'esponente apicale che è Fortunato BARILARO (anche se non soggetto a misura restrittiva), sino ai rapporti con il signore della "Coffee Time", ovvero l'INGRASCIOTTA Giovanni legato al super latitante Matteo MESSINA DENARO, ed a contatti con il boss camorrista latitante Giovanni TAGLIAMENTO.
Pubblichiamo praticamente tutto il testo trascritto dell'Ordinanza, tralasciando solo alcune pagine, perché è dalla conoscenza dei fatti che è possibile capire che si possono combattere e colpire questi signori, ma anche e soprattutto è dalla conoscenza dei fatti, delle dinamiche e del contesto che l'Ordinanza ci permette di "vedere" che è possibile capire che i mafiosi li si può denunciare e colpire, senza cedere alle loro intimidazioni ed alle regole dell'omertà.
Quindi a voi la lettura...  

Pellegrino RobertoPer PELLEGRINO Roberto si contesta ad esempio l'intimidazione violenta e minacce portate dell'agente di P.S. MAGLIANO Rocco "proferendo nei suoi confronti le frasi 'ti scanno... so dove abiti, ti vengo a prende quando voglio' colpendolo contestualmente al volto con uno schiaffo, per opporsi allo stesso che intendeva, unitamente ad altro personale della Polizia di Stato, tradurlo in carcere in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa nei suoi confronti dal GIP..."

Per PELLEGRINO Giovanni e Maurizio, STALTARI Paolo, VALENTI Francesco, BELLICINI Renato, BANDIERA Attilio, OLTEAN Maria e DI TANO Giovanni si legge che "in concorso tra loro, avuto in esercizio e comunque in gestito, diretto e amministrato un locale sotto l'insegna 'LA GROTTE DEL DRAGO', sito in Via Martiri della Libertà 52, destinato di fatto all'attività di casa di prostituzione, favorendo e sfruttando in tale contesto la prostituzione di YORDANOVA Severina, COPREAN Alina e di altre donne impegnate come 'entreneuse' all'interno del predetto locale, in particolare consentendo loro di procurarsi i clienti all'interno del predetto locale e di appartarsi con gli stessi ovvero di allontanarsi con loro fuori dal locale, previo pagamento nelle loro mani di parte dei compensi concordati per le prestazioni sessuali".

Per i due VALENTE, il Teodoro ed il Domenico, per "aver... avuto in esercizio e comunque gestito, diretto e amministrato un locale sotto l'insegna "ARCOBALENO", ubicato in Piazza della Stazione di Bordighera, destinato di fatto all'attività di casa di prostituzione, favorendo e sfruttando in tale contesto la prostituzione di STANCIU Nicoleta, ILIE Mariana, DUMITRESCU Mioara, HARROW LEON Elvira Loida e di altre donne impiegate come 'entreneuse' all'interno del predetto locale ovvero disponibili presso la pizzeria "LE RUOTE" di Vallecrosia, in particolare consentendo loro di procurarsi i clienti all'interno dei predetti locali e di appartarsi con gli stessi ovvero di allontanarsi con loro, previo pagamento nelle loro mani di parte dei compensi concordati per le prestazioni sessuali".

Per i PELLEGRINO Maurizio, DE MARTE Rocco ed il VALENTI Francesco vi è ancora "in concorso tra loro, e quindi in più persone riunite al fine di procurarsi un ingiusto profitto, a fronte di un prestito di 2000,00 euro effettuato da DE MARTE Rocco ad ANDREOTTI Giovanni nell'aprile 2009, usavano violenza e minaccia nei confronti dell'ANDREOTTI allo scopo di ottenere in restituzione il doppio della somma ricevuta nonché la gestione dell'agriturismo "Il Povero" gestito dall'ANDREOTTI in Seborga, in particolare VALENTI prospettando ad ANDREOTTI Giovanni gravi conseguenze per la sua persona se non avesse consegnato a DE MARTE Rocco quanto da lui prestato, PELLEGRINO Maurizio e DE MARTE Rocco aspettando ANDREOTTI presso il predetto agriturismo e colpendolo ripetutamente con una bottiglia, una paletta di ferro ed un manico di scopa, non riuscendo nell'intento per cause indipendenti dalla propria volontà".

Pellegrino MaurizioMa andando oltre e leggendo nel capitolo sui "gravi indizi di colpevolezza" che si compre molto più nel dettaglio la questione, a partire dalla questione della sala giochi, dove si comprende che se da un lato gli Assessori che non assecondavano i PELLEGRINO ricevevano le loro viste a domicilio, dall'altro lato vi sono Assessori, come Rocco FONTI, che invece tutelato i PELLEGRINO... in un quadro in cui si evidenzia non solo la capacità di intimidazione ma anche il voto di scambio.

Intanto si legge che "Il presente procedimento trae origine dalla diffusa notizia, anche a mezzo stampa locale, del valutare, il Comune di Bordighera, la richiesta di alcuni privati di aprire nell'ambito del territorio cittadino, una sala giochi ove installare "slot machine". Iniziativa invisa a buona parte della cittadinanza.
In tale contesto i CC avevano raccolto la notizia che, di fronte alle titubanze dell'Amministrazione determinate dalla contrarietà della cittadinanza, due Assessori comunali erano stati avvicinati da esponenti della 'nota' famiglia PELLEGRINO (si badi che Giovanni ha riportato una condanna definitiva ad oltre 6 anni di reclusione per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti - con l'aggiunta della misura di sicurezza della libertà vigilata per anni 3 - Maurizio una condanna alla pena di otto mesi di reclusione per favoreggiamento della latitanza di tale COSTAGRANDE Carmelo, sottrattosi all'esecuzione di un ordine di carcerazione della Procura Generale di Reggio Calabria per una condanna definitiva in relazione al delitto dell'art. 416 bis c.p.; Roberto - già recidivo specifico - ha di recente riportato una condanna in primo grado alla pena di 2 anni di reclusione per illecita detenzione di armi) interessata all'apertura di detta sala giochi con modi intrinsecamente intimidatori e richiesti dal perché della loro personale contrarietà all'iniziativa espressa in sede di Giunta. Fatto che aveva ingenerato grande timore nei due Assessori oltre che preoccupazione per il fatto che ciò che era stato riservatamente espresso in sede di riunione, era stato immediatamente riferito, all'esterno, ai diretti interessati: soggetti ritenuti tali in ragione del fatto che, la richiesta di cui si dice, stando agli atti acquisiti presso il Comune di Bordighera, era stata avanzata da tale PEPE' Lucia - moglie di PELLEGRINO Maurizio (ma come si vedrà all'apertura della sala giochi risultano essere interessati anche agli altri due fratelli del Maurizio: Giovanni e Roberto PELLEGRINO) - quale legale rappresentante della 'R.M. di PEPE' Lucia & C sas' depositata in data 2/10/2008 presso l'Ufficio Commercio del Comune di Bordighera ed era appunto volta ad aprire una sola giochi in via Vittorio Emanuele...
Alla luce di tanto veniva sentito il Comandante della stazione CC di Bordighera - M.llo DAINESE - il quale riferiva che due giorni prima aveva invitato nel suo ufficio, per una chiacchierata, l'Assessore Marco SFERRAZZA il quale, con un certo turbamento, aveva ammesso che per alcune notti non era riuscito a dormire perché, dopo aver espresso in Giunta la sua contrarietà all'apertura della sala giochi, aveva ricevuto a casa la visita di Giovanni PELLEGRINO e del Barilaro Francescosuocero Francesco BARILARO (anch'egli pregiudicato e noto all'ufficio) che, pur senza esplicite minacce, gli avevano chiesto conto di quel suo atteggiamento contrario, aggiungendo: "però quando avete avuto bisogno dei nostri voti noi bi abbiamo aiutato, vi abbiamo dato una mano". Riferiva il M.llo DAINESE, che lo SFERRAZZA aveva aggiunto che si era lamentato con il Sindaco per quella fuga di notizie, che verosimilmente all'origine della stessa vi erano gli Assessori Rocco FONTI e Franco CALACITO e che il Sindaco era favorevole all'apertura della sala giochi perché aveva "favori da rendere"...
Sentito dal PM, l'Assessore al turismo del Comune di Bordighera Marco SFERRAZZA confermava le dette circostanze, riferendo in particolare che in sede di Giunta, unitamente ai colleghi INGENITO, IACOBUCCI e VIALE, aveva espresso delle perplessità circa l'autorizzazione all'apertura di una sala giochi avanzata da PEPE' Lucia, spingendo per l'emanazione di un regolamento sulla base del quale vagliare le richieste e che quella stessa sera si erano così presentati a casa sua Giovanni PELLEGRINO ed il suocero Francesco BARILARO per chiedergli conto del perché di tale avversità, ricordando il sostegno da loro dato alla sua elezione. Per quanto non avessero formulato esplicite minacce, l'Assessore SFERRAZZA confermava di aver detto al M.llo DAINESE che da allora dormiva con la pistola sotto il cuscino (si badi, al di là della 'battuta' che l'Ass. Ha voluto alla frase attribuire, che egli è realmente proprietario di una pisola... denunciata ... presso il Comando Stazione CC di Bordighera...). Aggiungeva lo SFERRAZZA che della fuga di notizie si era lamentato con il Sindaco e che anche l'Assessore Ugo INGENITO aveva ricevuto una visita analoga.
Sentito dal PM anche l'ultimo Assessore detto, egli confermava la circostanza della sgradita visita (...). Riferiva nello specifico che in sede di Giunta aveva espresso tutta la sua contrarietà all'attività che intendeva aprire la signora Lucia PEPE', che sapeva essere la moglie di uno dei fratelli PELLEGRINO, contrarietà motivata dal fatto che la sala giochi poteva essere un cattivo esempio per i giovani e contraria comunque all'immagine della città; che a distanza di uno o due giorni da quella discussione in Giunta si era così presentato presso il suo studio privato Francesco BARILARO che gli aveva chiesto ragione di quel suo orientamento contrario e 'se era un mio fatto personale contro di loro, contro la loro famiglia'. Riferiva inoltre che dopo tale visita si era lamentato con il Sindaco della fuga di notizie.
Anche l'Assessore INGENITO, così come aveva fatto l'Assessore SFERRAZZA, riconosceva nelle foto di Giovanni PELLEGRINO e Francesco BARILARO le persone di cui aveva fatto i nomi.
Il Sindaco Giovanni BOSIO, sentito dal PM, confermava che interessati all'apertura della sala giochi erano i fratelli Maurizio e Giovanni PELLEGRINO (titolari di una ditta di Bordighera che aveva partecipato al ripascimento della spiaggia) e che gli Assessori SFERRAZZA e INGENITO gli avevano effettivamente riferito di aver ricevuto delle visite da parte dei PELLEGRINO per ottenere spiegazioni per la loro contrarietà.
L'Assessore Rocco FONTI, ugualmente sentito, escludeva che altre persone, oltre all'Assessore Giulio VIALE, avessero espresso perplessità in ordine all'apertura della sala giochi. Aggiungeva di non sapere se i PELLEGRINO avessero presentato effettivamente la domanda e che con loro non aveva parlato De Marte Roccodel problema. Dichiarazioni, tuttavia, palesemente menzognere atteso che il dirigente del Settore Commercio del Comune di Bordighera, Marco CARIA, riferiva - al contrario - che era stato proprio l'Assessore Rocco FONTI a contattarlo telefonicamente nel periodo agosto/settembre 2008 e ad anticipargli che voleva parlargli del problema della sala giochi, che egli si era poi presentato qualche giorno dopo, accompagnando proprio una persona che gli fu presentata come PELLEGRINO, chiedendo quali fossero i requisiti per l'apertura di una sala giochi e che successivamente era stata presentata la domanda dalla 'R.M. di PEPE' Lucia sas', peraltro creando un certo allarme nell'Amministrazione perché in passato erano sempre state negate autorizzazioni per attività simili.
Il fatto che fossero proprio i fratelli PELLEGRINO i diretti interessati all'apertura della sala giochi e i responsabili delle indebite pressioni sui due Assessori emerge oltre che dalle dichiarazioni, come detto, rese dai due assessori destinatari di tanto e delle sit appena riferite, anche dal contenuto delle conversazioni intercettate nel corso delle indagini. Infatti, non solo vi è tutta una serie di conversazioni in cui Giovanni PELLEGRINO conversava con i fratelli e vari gestori in merito attivazione delle "macchinette" (...) ma, altresì, nella conversazione ... del 6/5/2009,..., Michele e Giovanni PELLEGRINO si lamentano del fatto che i giornali abbiano riportato la vicenda delle minacce agli assessori e decidono di parlarne con il loro avvocato, dando quindi come riconducibile a loro, i comportamenti illeciti citati nell'articolo di stampa. Si badi, infatti, come testimonia l'acquisizione della pagina della cronaca locale del 6/5/09, che ivi si parlava, si, di minacce per ottenere l'apertura della sala giochi, ma in nessuna parte dell'articolo fosse stato fatto il nome dei PELLEGRINO.
Va per completezza, sul punto, comunque segnalato che altra persona informata sui fatti, tale ANDREOTTI Giovanni, sentita a verbale il 5/11/2009, affermava di conoscere bene i fratelli PELLEGRINO in ragione di una lontana parentela, riferiva a proposito dell'apertura della sala giochi a Bordighera, che gli stessi gli avevano riferito che a livello comunale sapevano come muoversi mostrando sicurezza (...)
Ora, indiscutibile che la "Giunta" o "il Consiglio Comunale" rientrino a pieno titolo nel concetto di "corpo politico", che siano e siano state ampiamente conosciute in ambito locale le vicende giudiziarie dei fratelli PELLEGRINO e delle persone a loro vicine (condannati, come detto, per gravi reati e per aver agevolato la latitanza di persone a loro volta condannate per appartenenza ad associazione di tipo mafioso), appare evidente che l'essersi recati presso l'abitazione dell'Assessore SFERRAZZA e presso lo studio dell'Assessore INGENITO per chiedere loro conto in merito all'atteggiamento negativo per il rilascio della licenza per l'installazione delle 'slot machine' nonché per rammentare che erano stati eletti grazie ai voti da loro procurati, certamente configuri quel comportamento intrinsecamente minaccioso che integra il reato contestato".

Valenti FrancescoEd ancora sulla pericolosità sociale conclamata ed il ruolo gerarchico del Fortunato BARILARO, si legge:
"Va peraltro, ad abundantiam, rilevato e ribadito, che in questa riviera di ponente la famiglia PELLEGRINO già da anni viene indicata dalla stampa come appartenente o comunque contigua alla 'Ndrangheta, circostanza che indubbiamente contribuisce a rafforzare, nel contesto sociale e negli amministratori locali, il timore di ritorsioni in caso di mancato accoglimento delle loro richieste. In tal senso vedi gli articoli di stampa (...) che fin dal 1994 descrivono i fratelli PELLEGRINO come esponenti del 'racket della Riviera', con presunti continui collegamenti con gli esponenti delle cosche calabresi, depositari dell'arsenale di armi ed esplosivi utilizzati per attentati incendiari e dinamitardi nonché favoreggiatori di killer della 'Ndrangheta.
L'inserimento dei fratelli PELLEGRINO in un contesto delinquenziale, in cui vige una rigida gerarchia che impone di rispettare la volontà dei capi, è testimoniato, poi, dalla conversazione intercettata il 19/5/2009 sull'utenza in uso a PELLEGRINO Giovanni (...) nella quale PELLEGRINO Giovanni chiama lo zio BARILARO Fortunato e gli dice che probabilmente l'Avv. Marzia Ballestra (che sostituisce l'Avv. Bosio, in quei giorni toccato da un grave lutto familiare) non è all'altezza della situazione ed è il motivo per cui il fratello Roberto è ancora in carcere (per la vicenda delle armi). PELLEGRINO Giovanni chiede quindi il permesso allo zio (che è completamente estraneo a quella vicenda processuale) di cambiare avvocato.
Da rilevare, a proposito dell'indagato BARILARO Francesco, suocero di PELLEGRINO Giovanni, che anche ANDREOTTI Giovanni ne parla - verbale 5/11/2009 - intendendolo come persona che poteva intercedere in suo favore presso PELLEGRINO e DE MARTE ... poiché 'sapeva che ne aveva l'autorità'".

Tornando invece al disprezzo verso l'Autorità, maggiore comprensione si ha da qualche notizia in più rispetto alle minacce e violenze verso gli agenti della Polizia di Stato da parte del Roberto PELLEGRINO e di quelle profuse al telefono da Giovanni PELLEGRINO, riportate nell'Ordinanza. Leggiamo: "Circa le violenze e minacce poste in essere nei cfr. dell'Ass di PS MAGLIANO Rocco, in servizio c/o il Comm.to di PS di Ventimiglia, va ricordato che il 29/4/2009 personale di quell'Ufficio eseguiva un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa da quest'ufficio nei confronti di PELLEGRINO Roberto per violazione della normativa sulle armi. Al momento dell'accesso presso l'abitazione del PELLEGRINO, per l'esecuzione dell'arresto, l'indagato si lasciava andare ad una violenta reazione, colpendo con uno schiaffo l'Ass. MAGLIANO e minacciando gravi ritorsioni nei suoi confronti (...) Circa l'effettivo verificarsi dell'episodio, risulta non solo la relazione dell'Ass. MAGLIANO ma anche "il dire" di PELLEGRINO Giovanni che, intercettato a proposito della vicenda 'slot machine', nella telefonata ... del 29/4/09 ... ammetteva che il fratello Roberto aveva colpito con uno schiaffo l'Ass. MAGLIANO al momento dell'arresto. In particolare PELLEGRINO Giovanni, poco dopo l'arresto del fratello Roberto, chiamava al telefono ZOCCALI Giovanni, zio dell'Ass MAGLIANO e, dopo averlo coperto di insulti, ingiungeva a ZOCCALI di telefonare immediatamente al nipote e dirgli di chiamare subito esso PELLEGRINO perché se qualcuno avesse toccato il fratello Roberto avrebbe sparato al nipote e gli avrebbe staccato la testa. Si riporta il testo della telefonata per la sua eloquenza:...
G:Pellegrino Giovanni
Z: Zoccali Giovanni
...
Z: Pronto?
G: Gianni?
Z: Si?
G: Buongiorno sono Giovanni Pellegrino
Z: Oh ciao
G: ascolta... stamattina tuo nipote ha arrestato mio fratello Roberto
Z: ...
G: mio fratello Roberto... perché appena arrivai gli ho detto tutto quello che ti ho detto a te a tuo nipote che sei un pagliaccio e un coso lordo. Ok...
Z: io?
G: mio fratello gli ha tirato uno schiaffo a tuo nipote... digli una cosa Gianni... chiama subito tuo nipote ci stanno registrando guarda (intende dire che è a conoscenza che ha il telefono sotto controllo)... chiama subito a tuo nipote e gli dici ha detto Gianni Pellegrino che se per caso toccano un capello a mio fratello glia stacco la testa a tuo nipote
Z: cosa c'entra adesso...
G: Gianni chiama a tuo nipote e gli dici che ha detto Giovanni Pellegrino che se gli toccano un solo capello a suo fratello a costo che mi faccio l'ergastolo, viene e ti stacca la testa digli queste parole a tuo nipote e pregano il signore che non tocchino mio fratello neanche con un dito
Z: perché l'hanno arrestato?
G: te lo ridico in italiano Giovanni, chiama tuo nipote..
Z: ho capito! Ma perché l'hanno arrestato?
G: e gli dici a tuo nipote di non permettersi a toccare un capello, nessuno a mio fratello Roberto... altrimenti... se so che mio fratello Roberto prende uno schiaffo in Questura a tuo nipote gli stacco la testa Gianni
Z: va bene ora...
G: chiama subito tuo nipote... nel modo più assoluto non tocchino mio fratello... piuttosto mi faccio l'ergastolo oppure se è capace viene e mi spara lui a me o vado e l'ammazzo a tuo nipote vedi
Z: ma scusami non penso che sei così coglione No?
G: avvisa subito tuo nipote... non mi tocchino a mio fratello e mi richiami dopo Gianni... non mi tocchino a mio fratello nel modo più assoluto... se no vado e l'ammazzo e ti sto dicendo che ci stanno registrando e non me ne fotte un cazzo a mio fratello non lo devono toccare con un dico gli devi dire.
Z: va bene
G: e mi richiami Gianni
Z: si.
Poco dopo l'Ass. MAGLIANO chiamava in effetti PELLEGRINO Giovanni e quest'ultimo gli rinnovava con rabbia le minacce già fatte tramite lo ZOCCALI..."


Valente TeodoroSpostandoci al capitolo dello sfruttamento della prostituzione troviamo nuovamente a pieno titolo i fratelli PELLEGRINO tra i protagonisti, anche se il suo legale ha già affermato che loro con questo non c'entrano nulla (sic). Vediamo. Partiamo dal Circolo LA GROTTA DEL DRAGO, affiliato Endas:
"preliminarmente detto che la sua gestione è stata rilevata dai fratelli Giovanni, Roberto e Maurizio PELLEGRINO che, anche, si avvalgono della collaborazione di tali Attilio BANDIERA, Renato BELLICINI, Paolo STALTARI e Francesco VALENTI che vengono fatti figurare come membri del nuovo consiglio direttivo (...) l'evidenza che il locale sia nella diretta disponibilità dei fratelli PELLEGRINO risulta sia dalle dichiarazioni in data 5/11/2009 del già citato ANDREOTTI Giovanni: 'Posso dire che quel locale è sotto il loro controllo perché furono gli stessi Gianni e Maurizio PELLEGRINO a dirmelo in un'occasione in cui mi recai presso quel locale mentre erano in atto lavori di ristrutturazione. Me l'hanno confermato anche alcune ragazze straniere (bulgare, moldave, romene) che hanno lavorato come entraneuse presso quel locale'..., sia dalle dichiarazioni delle ragazze sentite dalla GdF al momento dell'accesso (il 13/2/2010...) presso la 'GROTTA DEL DRAGO' per fini fiscali, le quali hanno dichiarato di essere state sempre pagate da PELLEGRINO Giovanni...". Dalle intercettazioni poi si comprende anche più nel dettaglio l'organizzazione. "La YORDANOVA, come riferito dalla PG, è stata coinvolta in passato in un'indagine dei CC di Alassio sullo sfruttamento della prostituzione ed è in relazioni con VALENTE Teodoro che gestisce - come si vedrà - unitamente allo zio VALENTE Domenico (noto come 'Jack tre dita') il locale 'ARCOBALENO' di Bordighera dove si praticano attività analoghe a quelle della 'GROTTA DEL DRAGO'... PELLEGRINO Giovanni parlando con i suoi collaboratori BELLICINI Renato e BANDIERA Attilio parla di un appartamento in cui far alloggiare le ragazze che lavorano nel locale (...)" Ed ancora: "STALTARI Paolo avvisa Giovanni PELLEGRINO che andrà a prendere le ragazze e le porterà là...; Giovanni PELLEGRINO chiede a Renato BELLICINI se sono arrivare le ragazze di Brescia che devono lavorare in serata al locale... COPREAN Alina, detta Rosana, chiama Giovanni PELLEGRINO e gli chiede se può prendersi un giorno di riposo...; Giovanni PELLEGRINO si informa da Paolo STALTARI su come è andata la serata precedente. STALTARI risponde che è andata abbastanza bene, che sono stati pagati tutti ed è rimasto qualcosa... Giovanni PELLEGRINO chiama YORDANOVA Severina, detta Francesca, e le dice che l'altra ragazza, Ambra, non ce la farà a venire per cui lei dovrà andare da sola. La ragazza chiede se comunque dovrà passare al locale per prendere la 'roba da lavoro'. PELLEGRINO dice di no, perché passerà lui a prenderla e che dovrà vestirsi elegante. Se poi ce la farà andrà anche a lavorare al locale ... Il noto pregiudicato INGRASCIOTTA Giovanni, usando un'utenza intestata a tale Mannucci Giovanni, chiama PELLEGRINO Giovanni il quale gli chiede: 'come è andata?'. INGRASCIOTTA, ridendo, risponde: 'tutto bene... sono ancora con la signora', con evidente riferimento ad una ragazza messagli a disposizione dal PELLEGRINO la sera prima nel locale.... Sempre CORPEAN Alina chiama Gianni PELLEGRINO e gli dice di avere un terribile mal di testa ma che, se c'è qualche problema, perché non ci sono tutte le ragazze, andrà ugualmente a lavorare... VALENTI chiama la titolare dell'agenzia immobiliare "Moderna" di Sanremo e le chiede: 'allora dov'è che le spostiamo?' con chiaro riferimento alla nuova sistemazione delle ragazze che lavorano nel locale. La donna risponde: 'giù in Corso Orazio Raimondi, che oggi dovrebbero andar via mi lasciano le chiavi'. Poi alla domanda del VALENTI su quanto le deve portare, la titolare dell'agenzia chiarisce: 'ho già dato il biglietto a GIANNI'... VALENTI Francesco chiama subito Giovanni PELLEGRINO e lo avvisa che ha parlato con l'agenzia immobiliare, che occorre portargli i soldi e che provvederà a spostare le ragazze... Lo stesso giorno, alle 21.14 il VALENTI richiama il PELLEGRINO per verificare se è stato effettuato il pagamento dell'agenzia. PELLEGRINO risponde che è ancora a Bordighera e di incaricare dell'incombenza Maria OLTEAN....". Ed ancora: "Tale Guido ALCHIERI chiama Giovanni PELLEGRINO e gli propone due ragazze ucraine che hanno lasciato il locale dove lavoravano. Giovanni PELLEGRINO si mostra interessato...". Sorvoliamo su altri dettagli e intercettazioni, a partire dalle molteplici conversazioni che confermano che tipo di attività si svolgeva nel locale e persino le tariffe delle prestazioni, con tanto di sconto per chi prendeva "più ore" di prestazioni dalle ragazze. Ci limitiamo ancora ad un passaggio che rende esplicito, ulteriormente il ruolo del PELLEGRINO e le modalità di incasso da parte del locale per le prestazioni delle donne che poi ricevano una percentuale. Vediamo: "Altro frequenatatore della 'GROTTA DEL DRAGO" è VERRANDO Alessandro, ugualmente (come CAMPISANO) in debito con PELLEGRINO Giovanni per prestazioni sessuali erogate dalle ragazze del locale e non pagate.
Infatti il 24/6/2009 - ore 2:24 - PELLEGRINO Giovanni chiama VERRANDO che è appena uscito dal locale e gli rimprovera che si portato via la ragazza senza pagare (...):
G. Pell: a undi si Alessandro?
Verr: sugnu versu... versu Riva Ligure
G.Pell: ah verso Riva? O verso Sanremo con Paola?... passasti (incomprensibile) e dicesti che pagasti la serata e te la portasti via... non è comportamento u tou, guarda
Qualche tempo dopo PELLEGRINO Giovanni richiama VERRANDO e lo rimprovera non solo di essere ancora in debito con lui ma di frequentare un altro locale concorrente ...".


Ma vediamo un attimo chi sono i collaboratori dei PELLEGRINO per questa attività (e non solo).
"Nel contesto delle attività gestite dai fratelli PELLEGRNO il ruolo di VALENTI Francesco detto Franco è molteplice. Viene utilizzato da Gianni PELLEGRINO per lavori di pura manovalanza e pulizia all'interno del locale e soprattutto, come sopra evidenziato, per la sistemazione logistica delle ragazze. E' lui che cerca gli alloggi ove sistemarle, stipula i contratti di locazione a suo nome, provvede ad effettuare i lavori di ripristino degli appartamenti alla scadenza dei periodi pattuiti. Oltre alle telefonate sopra evidenziate vanno segnalate anche le seguenti:
- 17/6/2009 alle ore 18.15 Gianni PELLEGRINO compone il numero di VALENTI Francesco per chiedergli quanto era grande la casa proposta da Lory, (Loredana dell'agenzia). Franco risponde che è una stanza sola con due letti a castello per un totale di quattro posti letto...
- 25/6/2009 alle ore 16.00, Loredana dell'agenzia chiede a Gianni PELLEGRINO a chi deve intestare il contratto di affitto dell'alloggio occupato dalle ragazze. Gianni PALLEGRINO risponde di farlo a nome del VALENTI....
Da rilevare che, come riferito dalla persona informata sui fatti BAUDENA Margherita (...), VALENTI - sempre tramite l'agenzia immobiliare - aveva posto in locazione un suo appartamento per alloggiarvi le 'dipendenti' della 'GROTTA DEL DRAGO'. Il VALENTI risulta essere uomo di fiducia dei fratelli Gianni e Maurizio PELLEGRINO e del loro cugino Rocco DE MARTE per mille altre incombenze. A tale proposito il giorno 27/06/09 perviene in entrata all'utenza del VALENTI la telefonata del Gianni PELLEGRINO che ha necessità di parlare con Franco (...). Lo stesso lo avverte che al momento è impegnato presso un ufficio delle forze di polizia a sporgere la denuncia di furto del gommone asportato al DE MARTE Roco (si accertava, invece, che in quella data il VALENTI denunciava il furto presso i CC di Sanremo, attestando - falsamente - di essere proprietario del natante...). Ugualmente, come detto VALENTI si rende disponibile ad acquistare a suo nome schede telefoniche utilizzate in realtà dai fratelli PELLEGRINO...".

Saltiamo gli altri uomini dei PELLEGRINO che si occupano della "GROTTA DEL DRAGO" quali STALTARI e BANDIERA e passiamo invece al DI TANO:
"Altra persona che risulta aiutare PELLEGRINO Giovanni nella gestione della 'GROTTA DEL DRAGO' è DI TANO Giovanni, CC in congedo, titolare della agenzia di 'sicurezza' denominata BETA SERVICE - impresa individuale - con sede in Saremo, via Galileo Galilei 57/15.
Dal mese di luglio 2009 nella compagine della 'GROTTA DEL DRAGO' veniva inserito anche il DI TANO, che iniziava una continua e costante collaborazione (culminata nell'affidamento al DI TANO dell'incarico di 'direttore del locale' con pieno poteri riguardo le ragazze ed il locale in genere) circostanza che comportava la piena consapevolezza da parte dello stesso dell'attività delle ragazze. Ciò evidenziato da varie conversazioni..."

Sorvolando sulla questione affine, relativa ai VALENTE, in merito all'ARCOBALENO di Bordighera, in questo caso locale mascherato da circolo affiliato all'Asi, legato alla pizzeria "LE RUOTE" di Camporosso, altro tassello dello favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, e che stando alle risultanze investigative sarebbe collegato a LA GROTTA DEL DRAGO, passiamo all'ultimo punto chiave dell'Ordinanza del Gip di Sanremo, quella relativa ad un episodio estorsivi.
"In data 4/11/2009 si presentava presso i CC di Ventimiglia ANDREOTTI Giovanni per sporgere denuncia nei confronti di varie persone che, dopo avergli prestato somme di denaro, lo avevano pesantemente minacciato ed anche malmenato al fine di costringerlo a consegnare loro somme di gran lunga maggiori rispetto a quelle rivenute (...). Tali dichiarazioni l'ANDREOTTI le ribadiva davanti al PM il successivo 5/11.
In particolare ANDREOTTI Giovanni riferiva di un prestito di 2000 euro ricevuto nell'aprile del 2009 da DE MARTE Rocco, che gli era stato presentato come loro cugino da Maurizio e Gianni PELLEGRINO. Precisava che i fratelli PELLEGRINO erano da lui ben conosciuti in quanto li legava anche una lontana parentela. Nonostante avesse promesso di restituire il prestito in breve tempo, l'ANDREOTTI si era trovato in difficoltà e non aveva restituito la somma. Pertanto all'inizio di giugno era stato avvicinato da VALENTI Francesco, anche lui conosciuto da lunga data, che con fare minaccioso lo aveva invitato ad estinguere immediatamente il debito con DE MARTE, anche perché quest'ultimo avrebbe terminato la sorveglianza speciale a luglio e sarebbe venuto a cercarlo.
Nella vicenda si era poi inserito CHINDAMO Rocco, cognato del suocero di Giovanni PELLEGRINO. Anche CHINDAMO gli aveva sollecitato la restituzione dei soldi a DE MARTE.
ANDREOTTI sosteneva di aver quindi consegnato a CHINDAMO la somma di 200 euro come acconto, concordando la restituzione del resto in natura, rappresentata da pranzi e cene offerte gratuitamente a CHINDAMO e ai suoi amici presso l'agriturismo denominato 'Il Povero' gestito dallo stesso ANDREOTTI in Seborga.
Benché avesse offerto numerosi pranzi e cene, l'accordo, secondo ANDREOTTI, non era stato rispettato. Infatti, sabato 31 ottobre, aveva trovato ad aspettarlo all'ingresso dell'agriturismo DE MARTE Rocco e PELLEGRINO Maurizio. DE MARTE e PELLEGRINO avevano condotto ANDREOTTI nell'area interna dell'agriturismo e lo avevano violentemente percosso con una bottiglia, un manico di scopa spezzato ed un attizzatoio per camino, chiedendogli contemporaneamente in restituzione la somma di 4000 euro, il doppio di quella ricevuta, nonché la gestione diretta dell'agriturismo. ANDREOTTI aveva fissato un appuntamento per saldare il debito al giorno 2 novembre, sempre presso l'agriturismo. Peraltro non avendo la somma e temendo per la sua vita si era allontanato dalla zona per poi presentarsi presso la caserma dei CC e sporgere denuncia. Le dichiarazioni dell'ANDREOTTI, persona anch'essa con un passato non critallino, appaiono riscontrate non solo dal certificato del pronto soccorso dell'Ospedale di Bordighera che attesta la presenza sul corpo dell'ANDREOTTI di contusioni multiple con ematomi (...), ma anche dalle dichiarazioni rese da VIOLETTO Franco, cuoco, che si trovava in auto con l'ANDREOTTI al momento dell'arrivo presso l'agriturismo. Lo stesso ha confermato che ad attenderli c'erano due uomini a bordo di un fuoristrada del tipo di quello descritto dall'ANDREOTTI e che gli era stato detto che uno dei due era PELLEGRINO Maurizio (che in effetti risulta intestatario di un fuoristrada Mitsubishi Pajero) soggetto che poi è stato indicato da MOCCI Maria Brunella, convivente del cuoco VIOLETTO Franco, come la persona che il successivo giorno 2 novembre, unitamente ad altro uomo, attendeva davanti all'agriturismo si Seborga l'arrivo di ANDREOTTI (evidentemente per ricever la somma concordata).
Sull'agenda dell'ANDREOTTI, rinvenuta all'interno dell'agriturismo, risultano effettivamente annotati 5 tra pranzi e cene offerte a 'Rocco' (CHINDAMO).
Sempre presso l'agriturismo sono stati rinvenuti la bottiglia e lo spezzone di manico di scopa utilizzati dai due indagati per percuoterlo. La circostanza che su tali oggetti non siano state trovate impronte, né degli indagati né di altri, appare dovuto all'umidità che nel corso di diverse notti, prima del sequestro, avevano bagnato tali oggetti lasciati all'aperto.
A ciò va aggiunto che le telefonate intercettate nell'ambito del procedimento principale n. 1629/09 dimostra come VALENTI Francesco ebbe effettivamente a telefonare più volte all'ANDREOTTI per fargli capire che se non avesse restituito i 'documenti' (i soldi) Maurizio (PELLEGRINO) e l'altro (DE MARTE) avrebbero sistemato la cosa a modo loro, anche perché DE MARTE 'da lunedì è libero... ti ho avvisato da amico... lui vuole il suo grano' (...) Effettivamente risulta dal documento versato in atti che a metà luglio 2009 DE MARTE avrebbe cessato di essere sottoposto alla misura della sorveglianza speciale.
Inoltre (...) la Sezione di PG ha riferito che VALENTI Francesco, con l'utenza a lui in uso, oltre a mantenere i continui rapporti con DE MARTE Rocco (ad ulteriore conferma di quanto dichiarato da ANDREOTTI Giovanni) ha espressamente chiesto ad ABBATON Mirko (...) di accertarsi se effettivamente il 'bastardo' (cioè ANDREOTTI Giovanni) era tornato a Camporosso, con l'evidente intenzione di rintracciarlo per sottoporlo ad ulteriori violenze..."


Ingrasciotta GiovanniIn conclusione il GIP sottolinea le "esigenze cautelari" per cui dispone di condurre in carcere gli 8. Ecco cosa si legge: "Le circostanze emerse nel corso delle indagini evidenziano una personalità degli indagati PELLEGRINO Giovanni, PELLEGRINO Maurizio, PELLEGRINO Roberto, BARILARO Francesco, VALENTI Francesco, DE MARTE Rocco, VALENTE Teodoro e VALENTE Domenico particolarmente allarmante sotto il profilo della pericolosità sociale e non solo per i precedenti penali che per alcuni di loro sono comunque indicativi.
A prescindere dalla gravità dei fatti a loro ascrivibili destano infatti preoccupazione la volontà, per il gruppo "PELLEGRINO", di condizionare l'attività del Comune di Bordighera nonché la impudenza di minacciare apertamente appartenenti alle forze dell'ordine che osano intromettersi negli affari di famiglia.
Il ricorso alla violenza, anche come metodo di acquisizione del controllo di attività commerciali, emerge chiaramente dall'episodio che ha visto vittima ANDREOTTI Giovanni. A tale proposito va rilevato come DE MARTE Rocco e PELLEGRINO Giovanni siano in ottimi rapporti con INGRASCIOTTA Giovanni, persona già a suo tempo sfuggita miracolosamente ad un agguato di mafia e dichiaratamente vicino al noto latitante Matteo MESSINA DENARO (...). DE MARTE Rocco risulta essersi incontrato con INGRASCIOTTA Giovanni poche ore prima che venissero dolosamente incendiati gli automezzi della società DDS di Imperia, concorrente della ditta di INGRASCIOTTA per ciò che concerne l'appalto che la ASL 1 imperiese dovrà indire per la fornitura di macchinette erogatrici di bevande presso i vari uffici dipendenti.
Il quadro complessivo depone per l'esistenza di un gruppo di persone, tra di loro collegate da vincoli di sangue e comunque di comuni interessi in ambiti connotati da forti profili di illegalità, a cui va impedito l'ulteriore consumazione di analoghi reati, anche a tutela degli enti pubblici nei cui territori tale gruppo opera.Tagliamento Giovanni
Significativi sono inoltre i collegamenti (...) tra PELLEGRINO Giovanni ed il noto TAGLIAMENTO Giovanni. Per tratteggiare la figura di TAGLIAMENTO Giovanni si richiama il provvedimento con il quale il Tribunale di Imperia, in data 1/12/2007, ha applicato nei suoi confronti la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno e contestuale confisca - ai sensi della legge 575/1965 - dei beni patrimoniali a lui riconducibili, ritenendolo legato, con caratteristiche di attualità, ai clan camorristici ALFIERI, ZAZA e CUOMO e con gli ambienti criminali della Costa Azzurra"

Ed ancora, tra il resto, degno di segnalazione il passaggio in cui nell'Ordinanza si scrive che: "Relativamente al pericolo di inquinamento probatorio è sufficiente richiamare le pressioni esercitate da PELLEGRINO Giovanni, VALENTI Francesco e STALTARI Paolo su VERRANDO Alessandro per indurlo a rendere dichiarazioni reticenti al PM in sede di audizione come persona informata sui fatti nonché i tentativi di VALENTI Francesco, su mandato di PELLEGRINO Maurizio, di rintracciare e poi di sapere da ANDREOTTI Giovanni se aveva presentato denuncia per i fatti di cui quest'ultimo era rimasto vittima".

FacebookFacebookTwitterTwitterGoogleShareGoogleShareGoogleGoogleLinkedinLinkedinMySpaceMySpaceWindowsLiveWindowsLiveBloggerBlogger