Qualche risposta a Sindaci "gnorri" ed altri che: non vedono, non sentono e non parlano

Scritto da Ufficio di Presidenza

C'è chi vuol fare lo gnorri...Adesso, reso pubblico da parte nostra l'ultimo grande tassello (quello sui FOTIA) che mancava per dare a tutti la possibilità di comprendere la situazione, ed emerso che la Prefettura di Imperia ha già avviato l'iter per il nostro articolato esposto, possiamo rispondere ai Sindaci che del fare gli gnorri hanno fatto un'arte... e rispondere anche a quanti si stanno, con loro, esibendo nel proporre scenari improponibili di "cospirazione" o di "generalizzazioni", nell'estremo tentativo di sostenere che "tutto va bene"...

Partiamo dal sindaco di CASTELLARO... ovvero dal signor CATITTI Alessandro, che afferma (rispondendo alla Casa della Legalità, ma guardandosi bene dall'inviarci la sua cosiddetta "risposta") di essere risentito che la notizia ed il contenuto della nostra richiesta di Commissione di Accesso presso il suo Comune, non sia stata resa nota a lui! Straordinario: se uno chiede una Commissione di Accesso perché vi sono elementi da approfondire sull'infiltrazione mafiosa in un Comune, prima di chiederlo formalmente al Prefetto, deve - secondo il Catitti, inviare con anticipo il dettaglio al Sindaco del Comune interessato...



Addirittura il CATITTI si spinge a dire che andrà in Prefettura per chiedere di leggere il dossier inviato al Prefetto di Imperia dalla Casa della Legalità con cui abbiamo chiesto l'avvio dell'istruttoria per l'invio della Commissione di Accesso nel suo Comune (come per quelli di Ventimiglia e di Vallecrosia). In altre parole lui vorrebbe che il Prefetto avvisi in anticipo lor signori sulle verifiche in corso... Un genio! Ma lo straordinario della "replica" del sindaco CATITTI, con cui annuncia possibile querela naturalmente contro di noi, è questo:"Possiamo solo supporre, per ora, che tali esternazioni siano la continuazione della campagna denigratoria e diffamatoria da tempo avviata da alcuni cittadini riguardo ai due progetti Edilizi realizzati a Castellaro, oppure per la situazione della cava. Come tutti sanno, si tratta di interventi inseriti nel PRG approvato nel 1979, legittimamente autorizzati da oltre 10 anni, mentre l'area della cava è di competenza Regionale. Se invece si esamina la attività amministrativa del comune, anche andando indietro di molti anni, non risulta alcuna anomalia che possa giustificare simili affermazioni. Nei giorni scorsi è stato approvato il nuovo PUC, che tra l'altro pone grande attenzione all'ambiente ed al paesaggio. Lo strumento navigava negli uffici comunali da più 15 anni e la sua approvazione veniva continuamente rinviata". Questo passaggio è testimonianza che il signor CATITTI tenta di prenderci per i fondelli. Infatti lui afferma che gli atti sono stati tutti deliberati regolarmente, che le deliberazioni sono "legittime". E che vuol dire questo? Chi ha mai detto che i provvedimenti siano stati adottati in maniera illegittima o irregolare? Il problema è nel merito di scelte che piegano l'interesse pubblico, generale, ad interessi particolari, a volte di soggetti legati, contigui o emanazione diretta di organizzazioni mafiose... Non è, quindi, questione di regolarità degli "atti"! E sulla Cava, signor CATITTI, continua a lavarsene le mani? Forse non sa che il Sindaco ha il compito di tutelare la salute pubblica... non deve aver letto che ai sensi e per gli effetti dell'articolo 50 D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267, è legittimato ad emanare ordinanze contingibili ed urgenti per far fronte ad un pericolo imminente ed attuale. E quindi non sa che il suo Comune, con la Polizia Municipale, ha anche il dovere di intervenire davanti alle violazioni delle prescrizioni delle concessione date dalla Regione o dalla Provincia... E davanti ad una discarica abusiva (perché se i camion arrivano a scaricare questo è), che scusanti trova per l'omissione di intervento a tutela della salute e sicurezza pubblica, a fronte di esposti e richieste dettagliate e documentate dei cittadini? Lui e la sua Amministrazione, a parte chiudere gli occhi, tapparsi le orecchie e imbavagliarsi la bocca (se non per insultare gli abitanti esasperati), davanti alla discarica nella Cava cosa ha fatto d'altro? Nulla, non si è nemmeno accorto (e lo sfidiamo a rendere pubbliche le eventuali comunicazioni e denunce da lui presentate alle Autorità competenti) delle società di soggetti ben noti per la loro appartenenza alla 'ndrangheta, quali quella del clan dei PELLEGRINO e quella dei FOTIA della cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI che operavano in quella cava-discarica. Se "fiumi" di camion della FRATELLI PELLEGRINO e della SCVO-TER hanno avuto accesso e conferito in quel sito come è possibile che l'Amministrazione Comunale non li abbia visti? I Vigili erano al bar? E gli esposti inviati dai cittadini non sono mai stati letti?
E poi... il signor sindaco CATITTI se è davvero convinto che nel suo Comune sia tutto a posto che paura ha di una Commissione di Accesso che promuove un inchiesta amministrativa nell'ambito dell'amministrazione comunale? Ce lo spieghi signor CATITTI il perché ha così tanta paura di un controllo approfondito negli uffici del suo Comune di CASTELLARO!
Intanto ricordiamo, a CATITTI e altri sindaci "gnorri", un altro dettaglio della normativa vigente, che forse gli è sfuggito come le colonne infinite di camion che salivano a Castellaro. Un Sindaco è legittimato ad emanare Ordinanza in materia di rifiuti! Questo sia per imporre al proprietario di un'area di bonificarla se si è in presenza di rifiuti tossico e nocivi. Non si tratta, in questo caso, di sanzione o individuazione della responsabilità civile e/o penale dell'abuso, ma di imporre alla proprietà l'obbligo del ripristino dello status quo ante. In altre parole: rimozione dello stato di pericolo e quindi prevenire ulteriori danni ambientali ed alla salute pubblica. Il problema è che se il Sindaco non procede a controlli, non fa verifiche... non vede nemmeno i "fiumi" di camion che arrivano a scaricare... non potrà mai procedere nei suoi doveri d'ufficio sopra menzionati!


Passando ad altri "gnorri", ci spostiamo a BORGHETTO SANTO SPIRITO, ovvero nel savonese.

In questo caso chi vorrebbe sapere i dettagli di quanto a nostra conoscenza (e comunicato alle Autorità competenti) sui rapporti tra il COMUNE di BORGHETTO S.S. e gli esponenti della cosca GULLACE-RASO-ALBANESE e nello specifico con i nuclei GULLACE e FAZZARI, è l'avvocato Paolo GIANATTI per conto del signor Piero PIRRITANO. Gli rispondiamo senza problemi su ciò che è pubblico, su ciò che è al vaglio dei reparti investigativi, della magistratura e della Prefettura certamente comprenderà che invece si deve scordare ogni minima nostra risposta.
Ebbene il sig. PIRRITANO, è un consigliere comunale della maggioranza di centrodestra del Comune di Borghetto S.S. che recentemente è stato anche assunto presso la Regione Liguria per il consigliere Stefano QUAINI dell'Italia dei Valori - Lista Di Pietro. Dopo alcuni articoli del sito UominiLiberi lo stesso è passato nel gruppo misto come "indipendente" in Comune.
Il fatto che il COMUNE DI BORGHETTO S.S. sia stato per quasi un ventennio accondiscendente verso il gruppo del boss Carmelo GULLACE, della Rita, Giulia, Filippo e Francesco (sino alla morte) FAZZARI è un dato di fatto. Lo dimostrano molteplici fatti, alcuni che abbiamo pubblicato ampiamente altri che - ci spiace - sono al vaglio di chi di dovere. Non è un caso che soltanto dopo nostre denunce pubbliche e nostre denunce alle Autorità competenti, e soprattutto dopo il cambio di marcia presso la Procura di Savona con l'arrivo del Procuratore Granero, il COMUNE DI BORGHETTO S.S. abbia deciso di chiudere la partita di "villa FAZZARI". Ed allora che domanda è quella su cosa ci si riferisce nell'articolo del 21 agosto? Non è chiaro? Caso mai a fornire elementi utili dovrebbe essere il sig. PIRRITANO che in quel consiglio comunale era (ed è) consigliere e che quindi ha accesso agli atti e certamente conosce anche i funzionari di quel Comune, tra cui, quindi, anche quelli in rapporti con i FAZZARI-GULLACE, così come chi è stato vittima delle ritorsioni per aver svolto il suo dovere che ha portato alla scoperta ed al sequestro, e quindi alla bonifica, della Cava dei Veleni. Oppure non ha pensato mai di mettere il naso su questa "partita" da consigliere comunale? Non credo lo abbia fatto, altrimenti non chiederebbe di sapere da noi i dettagli per "chiarire a quali soggetti sia riferita detta responsabilità, riportando riferimenti precisi di atti, deleghe, poteri e responsabilità dirette". Comunque qualcosina possiamo dirla, così a titolo di riepilogo, visto che il consigliere, non ha mai pensato di informarsi su questa "bazzecola" della 'ndrangheta, rimandando al contempo agli speciali che abbiamo già pubblicato ed all'ultima iniziativa svolta proprio su quel territorio.
Primo punto: dove sono finiti i mezzi della vecchia cava dei veleni di Borghetto che erano stati sequestrati e messi in custodia presso l'aeroporto di Villanova D'Albenga? Il Comune se li è visti sfuggire come se fossero evaporati.
Secondo punto: perché ci sono voluti quasi vent'anni per arrivare a far sgomberare e quindi poter procedere (speriamo a breve) alla demolizione della villa abusiva dei Fazzari? Qualcuno in Comune, secondo le segnalazioni da noi avute, avrebbe recentemente anche pensato che sarebbe stato il caso di dargli una casa del Comune in cambio di quella abusiva che dalla notte dei tempi doveva essere sgomberata e demolita.
Terzo punto: come mai il Comune di Borghetto S.S. negli anni successivi allo scandalo della cava dei veleni ha dato incarichi a società del gruppo FAZZARI-GULLACE? Che siano stati diretti o indiretti il Comune dove guardava, visto che non solo è nota l'appartenenza alla 'ndrangheta delle famiglie GULLACE e FAZZARI (basta leggere le relazioni di DIA, PNA, Commissione Antimafia), ma anche si si tratta proprio del medesimo nucleo responsabile dell'inquinamento della Cava e dell'omesso pagamento dei danni?
Quarto punto: vi sono stati contatti di esponenti delle liste della destra di Borghetto S.S. con il boss Carmelo GULLACE per la ricerca di voti. Si tratta delle medesima area che ha espresso la maggioranza elettorale anche alle ultime elezioni Proviniciali. Anziché chiedere a noi chiarimenti in merito non è il caso che li domandi ai suoi (ex?) alleati politici?
Dovrebbe essere chiaro, a questo punto, fuori da ogni possibile dubbio, che ci si riferisce all'Amministrazione comunale di Borghetto S.S., nella sua parte "burocratica" ed in quella "elettiva", da una ventinna di anni ad oggi. Ci sono state pesanti connivenze e convivenze, omissioni e accondiscendenze verso i GULLACE-FAZZARI... in alcuni casi ci sono state complicità che devono essere individuate e colpite dalla competente Autorità. Per questo l'assistito dell'Avv. GIANATTI, che è appunto un Consigliere Comunale di Borghetto S.S., conoscerà bene la situazione e quindi potrà certamente fornire lui elementi utili a chiarire le responsabilità di questa situazione... oppure era distratto e non l'ha mai notata?


Ed ora spostiamoci nel territorio della provincia di Genova, ad ARENZANO!

Qui basterebbe la dichiarazione dello stesso Sindaco GAMBINO fatta al TG Liguria della Rai per chiarire. Infatti per sfatare gli interessi mafiosi e le infiltrazioni ad ARENZANO, il Luigi GAMBINO ha dichiarato: "Assolutamente no, gli imprenditori che oggi lavorano sul tessuto di Arenzano sono gli stessi che lavorano nel 1970. Posso anche fare i nomi: MARIO VALLE non c'è più ma l'ha presa l'ABITCOOP, CATTANEO ADORNO, CRAVIOTTO, GARINO... i soliti nomi che c'erano ancora nel '70... quindi se oggi ci sono le infiltrazioni mafiose c'erano anche nel '70".
Già questa affermazione sul fatto che da 40 anni costruiscono solo e sempre gli stessi è abbastanza significativa, se poi aggiungiamo che: il Marchese CATTANEO ADORNO di problemi seri ne ha già avuti ed è stato anche avvicinato dal MAMONE Gino - a cui quando era decaduto il GAMBINO spianava le strade -... e soprattutto che compare il il nome dell'ABIT-COOP, la cosa si fa seria. Infatti questa non è solo il colosso ligure dell'edilizia della LegaCoop (quella che è in Libera, tanto per intenderci), coinvolto nella "partita" di un danno alle casse pubbliche per la cessione (a vantaggio loro) dell'ex Rimessa AMT di Genova Boccadasse (per cui la corte dei conti a chiesto una decina di milioni di euro di danni agli amministratori pubblici), ma è soprattutto la cooperativa dove siede nel Cda RAFFA Fortunato, il cugino dei FOTIA, la famiglia savonese della cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI... e per l'ABIT-COOP lo stesso RAFFA siede nei Cda di diverse società con sede proprio ad Arenzano, quali: MARIO VALLE, MARIO VALLE ENGINEERING e SANT'ANNA GOLF. Inoltre è la stessa ABIT-COOP che nella vicina Varazze ha chiamato ad operare le società della già citata famiglia FOTIA e quella del clan PELLEGRINO dell'estremo ponente ligure.
E poi ci sono i rapporti dell'ex assessore (e consigliere comunale) Cinzia DAMONTE con il boss (ora latitante) Onofrio GARCEA, che ha promosso tre cene di presentazione e sponsorizzazione della candidata per le scorse elezioni regionali (una delle quali da noi documentata), oltre ad un ex portavoce del Sindaco con precedente militanza nell'area dell'estremismo eversivo di sinistra e poi condannato per traffico internazionale di armi, ed ancora un ex consigliere comunale allontanato dalla Guardia di Finanza e su cui è stato avviato un pesante procedimento penale. Ed ancora gli interessi dei MAMONE nella vecchia partita STOPPANI, grazie ad una acquiescenza anche di molteplici funzionari pubblici, cessata solo dopo l'arrivo alla guida dell'ente Commissariale sulla bonifica dell'ex sito a cavallo tra Cogoleto ed Arenzano, del Prefetto Anna Maria Cancellieri.
Per ora, ci si ferma qui... il lavoro dell'istruttoria prefettizia su ARENZANO sta andando avanti e certamente da noi non esce manco mezza virgola in più sino alla sua conclusione.
(leggi gli articoli - in formato .pdf - de Il Secolo XIX del 18 agosto 2010 - 19 agosto 2010 - 10 settembre 2010)

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