Questo Ponente... tra latitanti, infedeli, "brave persone" e colpi bassi

Scritto da Ufficio di Presidenza

L'imperiese vuole sconfiggere le mafie?[in coda gli articoli de Il Secolo XIX]
Giovanni TAGLIAMENTO è sempre là, in Costa Azzurra, con i suoi affari sporchi. Qualche mese fa faceva il galletto ma in realtà è solo un quaraquaqua che non ha il coraggio di mettere piede in Italia perché stavolta altro che soggiorno obbligato ad Ospedaletti, finisce direttamente al fresco!
Onofrio GARCEA potrebbe tranquillamente essere passato da lì prima della grande fuga, visto che con i cumpari di Cosa Nostra, avevano interessi commercial-immobiliari oltre confine che vedevano anche il galoppino ABBISSO seguire l'andamento dei lavori.
E lì, oltre confine, ad Vallauris vi era anche Roberto CIMA, boss della 'ndrangheta legato ai PALAMARA e del "locale" di Ventimiglia. Tra i 100 latitanti più pericolosi è stato catturato il 26 settembre mentre portava fuori il cane i ROS di Genova con la collaborazione della Gendarmeria francese...


Ed il ponente è terra anche di infedeli... servitori infedeli dello Stato. Non che manchino altrove, ma da Savona andando verso la Francia, pare si moltiplichino. Ed è così, ad esempio, che con questa rete di complicità quel passaggio verso la Costa Azzurra pare una passeggiata per i mafiosi. Ma non solo... è proprio tramite i "nemici in casa" che, ad esempio, i mafiosi possono avere addirittura le armi con permesso. Un caso certo lo abbiamo sollevato su Savona, quello di uno degli uomini più vicini al boss Carmelo GULLACE, ovvero Roberto ORLANDO, altri casi sono emersi nell'imperiese nel corso delle indagini sulla cosca dei PELLEGRINO.

Il Michele PELLEGRINO, l'unico dei fratelli rimasto in stato di libertà, afferma - ma guarda tu - che loro sono persone per bene ed onesti imprenditori, vittime di diffamazione e di un complotto per rubargli il business, e per avvalorare questa sua barzelletta (chissà se mai lo prenderebbero come "collaboratore" alla settimana enigmistica?) afferma che loro le armi le hanno avute con tanto di permesso della Polizia. Chiaro? Forse no.
Mentre i Carabinieri chiedevano di togliere le armi agli esponenti del gruppo dei PELLEGRINO e BARILARO, dal vertice della Questura veniva data indicazione di concedere il permesso alle signore (del clan) di custodirle.

Ed è così che si comprende che i problemi alla Questura di Imperia ci sono e sono seri. Infatti non è più solo questione di dichiarazioni alla stampa da parte del Questore Luigi Mauriello secondo cui la mafia lì non c'è (fatto già grave, visto che il migior alleato della mafia è proprio il silenzio che la rende invisibile), ma è un problema molto più concreto, pesante che si aggiunge all'operazione interna alla Questura che ha reso inefficace una squadra affiata dello SCO e che ha raggiunto l'apice con il trasferimento del Capo della Squadra Mobile, Mascia. E non è certamente un "complotto", ma un chiaro segnale di allarme, il fatto che i sindacati degli agenti di Polizia di Imperia abbiano chiesto unitariamente il trasferimento immediato del Questore.

Adesso, a questo punto, il vertice della Polizia ed il Ministero degli Interni, ben informati sui fatti, non possono più soprassedere e devono immediatamente procedere ad un cambio al vertice della Questura. La situazione venutasi a creare non è più tollerabile e non permette serenità al lavoro di contrasto ad un radicamento delle organizzazioni mafiose che è divenuto condizionante - come ormai vediamo sempre più chiaramente - di politica ed economia.

Il Comando dell'Arma dei Carabinieri ha provveduto nel risolvere le problematiche esistenti, con il trasferimento del col. Franco Cancelli dal Comando di Imperia (ed auspichiamo che risolva anche quelle nella Piana di Albenga)... ma se la Polizia di Stato non risolve quanto di propria parte, la credibilità delle Istituzioni rischia di essere labile e così non capace di rompere la cappa di omertà che ancora frena cittadini ed imprenditori nel denunciare.

Certamente sono importanti i segnali giunti in questi giorni dalla Prefettura, che non solo ha avviato il lavoro, con i Carabinieri, sulla nostra istanza su alcuni Comuni dell'imperiese, ma che ha anche deciso di affiancare alla Commissione di Accesso già operativa presso il Comune di Bordighera, gli uomini di DIA, GICO e ROS, così da rafforzare il più possibile la capacità di azione, sfruttando al meglio l'esperienza e il patrimonio dei reparti Antimafia.

Occorre però che tutti facciano la propria parte ed anche se difficile sarebbe fondamentale che anche Confindustria avviasse una più incisiva azione di convincimento presso le imprese perché denuncino, così come sarebbe auspicabile un cambio radicale dell'atteggiamento della politica che oggi si ostina ancora a negare, da un lato, la presenza delle mafie, e, dall'altro, a considerare normale la pratica del "voto di scambio" con le cosche mafiose. Se Confindustria ad Imperia decidesse che chi denuncia avrà sostegno e chi non denuncia verrà espulso (perché di fatto si fa complice) ed i partiti allontanassero quanti hanno ombre di contiguità e connivenza con esponenti delle cosche (indipendentemente dall'aspetto e dal rilievo penale), oltre - naturalmente - a quanti hanno visto più pesanti responsabilità di complicità, allora forse l'azione di contrasto sarebbe più rapida.

Chissà se si comprenderà che se non si sconfiggono le mafie e la criminalità finanziaria non vi sarà la possibilità di liberare le risorse necessarie per garantire concretamente la tutela dei diritti delle persone (sanità, scuola, lavoro), oltre diviene impossibile garantire una tutela dell'ambiente e dell'economia sana... Perché il Ponente non vuole dare questo segnale forte che potrebbe trascinare l'intera regione? Noi speriamo che la sveglia suoni e questa risposta giunga... pronti ad aiutare e sostenere con tutte le nostre forze quanti, senza ipocrisia, vogliono davvero stroncare le mafie e la rete di complicità che le circonda.



(gli articoli sono in formato .pdf)

27.09.2010
L'arresto del latitante Roberto Cima

15.09.2010
L'intervista a Michele Pellegrino, la mente del clan

11.09.2010
La Commissione di Accesso a Bordighera

10.09.2010
Porti d'Armi e Bordighera

09.09.2010
I porti d'armi alle signore del clan
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