C'e' Gioia (Tauro) tra Alassio e Ventimiglia...

Scritto da Ufficio di Presidenza

Gioia TauroChe nel savonese, la Piana di Albenga - a partire dalla Loano di Fameli e dal Borghetto S.Spirito e Toirano dei Gullace e Fazzari - fosse stata scambiata dalle cosche Gullace-Raso-Albanese e Piromalli, con la Piana di Gioia Tauro non è una novità, anzi... 
E' una lunga storia, che risale nei decenni quella del duetto tra savonese e Piromalli... Ma è la storia (presente) che ci consegna altri dettagli e permete, forse, di inquadrare meglio il contesto.
E ' una storia che parte da Gioia Tauro, arriva ad Alassio e da qui va sino Ventimiglia, in costante contatto con la madre terra...

 

AlassioLa prima, Alassio è quella dell'onnipotente arch. Marco Melgrati (uno dei politici più indagati d'Italia, con una condanna in primo grado, approdato nel Consiglio Regionale ed al contempo dichiarato decaduto da Sindaco direttamente da un Decreto del Presidente della Repubblica. E' una cittadina su cui da tempo abbiamo posto le nostre attenzioni, così come anche i giornalisti Marco Preve e Ferruccio Sansa con il libro "Il Partito del Cemento"... ed al centro delle inchieste della Procura di Savona con il Procuratore Granero, ed ha visto arrivare nelle settimane scorse anche le ispezioni della Direzione Investigativa Antimafia. Tra i punti più contestati, oltre all'immane colata di cemento, sono: lo Stadio Comunale (quello, per intenderci, della betoniera con cui aprivamo il nostro video sulla cittadina) e le concessioni per gli stabilimenti balneari che hanno rappresentato uno strano intreccio tra Comune e Massoneria... con un nuovo filone d'inchiesta sul "voto di scambio"... un indagine che vede moltepli indagati nell'ambito dell'amministrazione, tra cui Demetrio Valdiserra, vicesegretario generale del Comune di Alassio.

VentimigliaLa seconda, Ventimiglia, è uno dei punti cardine storici del radicamento della 'ndrangheta in Liguria (come ribadito anche nell'ultima Relazione della Procura Nazionale Antimafia), di cui abbiamo ampiamente parlato, con addirittura un "affiliato" alla 'ndrangheta (Vincenzo Moio, secondo l'Ordinanza "Il Crimine") che siede nel Consiglio Comunale di confine che -stando al rapporto dei Carabinieri a seguito della nostra istanza alla Prefettura - non è semplicemente infiltrato, bensì condizionato dalla 'ndrangheta.

 

Ma andiamo con ordine in questa fotografia di fatti e protagonisti.

 

La Casa della Legalità è riuscita a prendere visione della Relazione della Commissione di Accesso al Comune di Gioia Tauro che ha portato, in parallelo alle inchieste della DDA, allo scioglimento dell'Amministrazione comunale nel 2008...

 

Ed è da qui che partiamo... perché è proprio chi - pur avendo il compito di Direttore Generale e Segretario Comunale - non vedeva la 'ndrangheta dilagante negli Uffici, nella Giunta, nel Consiglio e negli Atti del Comune di Gioia Tauro, che ci porta dalla Piana calabrese alla rivera ligure.

 

Giuseppe Si tratta Avv. Giuseppe "Pino" STRANGI, Segretario comunale e Direttore Generale a Gioia Tauro dal 2004 sino al crollo dell'Amministrazione per mafia (e già segretario generale del Comune di Taurianova, anche questi soggetto allo scioglimento mafia).

 

Pino STRANGI è divenuto - dopo due anni di inattività - il Segretario Generale del Comune di Alassio e nei fine settimana se ne va sempre aVentimiglia. Per i primi mesi di servizio ad Alassio, in attesa di trovare casa, è stato ospite del Commissariato di Polizia di Alassio (dove è in servizio come vice ispettore capo la moglie del Melgrati),Melgrati commissariato dove il Responsabile è Saverio Aricò. Peccato che nessun civile possa - a quanto ci risulta per Legge - prendere dimora presso sedi delle Forze dell'Ordine... Ma ad Alassio pare si possa... tanto che ciò non ha attirato l'attenzione nemmeno degli attentissimi agenti dell'Arma che lì contano tra le proprie fila del maresciallo Monteleone, parente del Rosario Monteleone dell'Udc eletto alla presidenza del Consiglio Regionale della Liguria che è risultato in contatto con boss quali GANGEMI ('Ndrangheta) e CALVO (Cosa Nostra)... oltre che cugino di uno degli arrestati nell'Operazione INFINITO eseguita della DDA di Milano nel luglio scorso.

 

A Gioia Tauro l'avvocato Giuseppe STRANGI non vedeva e quando vedeva sottoscriveva ugualmente. E quel che accadeva lì era a dir poco inquietante, visto che il Comune di Gioia Tauro operava - come vedremo nel dettaglio - in funzione costante degli interessi della cosca dei potenti PIROMALLI... e come scrivono i magistrati della DDA un soggetto, lo STRANGI, che solo dopo le pressioni degli inquirenti, con due interrogatori, ha ceduto nel dire la verità... a "cui si è pervenuti gradualmente, contestazione dopo contestazione, attraverso un crescendo che, mentre da un lato dà conto del percorso mentale seguito dal dichiarante per giungere ad una genuina rappresentazione delle verità, dall'altro fa intendere il timore, la preoccupazione, le remore nel riferirla, certamente derivanti dalla atavica, inveterarata paura che alberga nell'animo dei cittadini di Gioia Tauro, penetrata quasi nel loro dna, ogni qual volta si tratta di riferire dati che riguardano soggetti che portano il cognome PIROMALLI. E qui la circostanza di rilievo è che tale forza di intimidazione che genera omertà diviene strumento che giova al DAL TORRIONE, perchè è la sua partecipazione determinante all'atto che lo STRANGI ha difficoltà a riferire, riferendola alla fine quando si rende conto che non più sottacersi una verità ormai fatta palese dall osvolgimento delle indagini.

E' quella stessa omertà che regna nelle parole del DAL TORRIONE, ed in quelle dello SCHIAVONE, ma soprattutto in quelle del primo.

E per costoro non come frutto di una costrizione a praticarla, bensi di una adesione alle regole che la determinano e fanno sì che essa domini nei territori ove vale la "legge" della ‘ndrangheta ."
[qui l'Ordinanza integrale in formato .pdf]

 

Ma ora è arrivato ad Alassio... e qui, l'Avv. STRANGI, pare aver preso ottimi rapporti di amicizia oltre che con il Responsabile del Commissariato e gli esponenti dell'Amministrazione comunale erede del sindaco Melgrati (decaduto per Decreto del Presidente della Repubblica!), anche con il massone e uomo di fiducia di Claudio Scajola, ovvero il commercialista Silvano Montaldo...

 

Se ogni fine settimana, ci dicono ad Alassio, va a Ventimiglia, ogni venti giorni Pino STRANGI scende in Calabria... deve essere uno di quelli che ha necessità di un rapporto costante con famiglia e cumpari, altrimenti si perde.

 

In Calabria aveva contatti non solo per ragioni d'ufficio, bensì anche politici... ed anche contatti e frequentazioni con con esponenti della cosca dei Piromalli, come evidenziano le carte delle inchieste della DDA di Reggio Calabria... Ed alcuni di quei particolari contatti con personaggi indicati dalla Relazione della Commissione di Accesso al Comune di Gioia Tauro, così come alcuni di quelli con l'altra amministrazione comunale sciolta per mafia, quella di Taurianova, non sembrano essere stati interrotti e nemmeno compromessi dal tempo, dalle inchieste e dai provvedimenti antimafia. Per verificare che certi "contatti" resistono, come pure che permangono certe simpatie esplicite dello STRANGI, basta addirittura la "finestra" che offre il social network Facebook.

 

Ma come detto andiamo con ordine, alle carte ed ai fatti.

 

Relazione Commissione di Accesso al Comune di Gioia TauroPartiamo da Gioia Tauro... ecco cosa scrive la Commissione di Accesso

 

Il Prefetto Musolino, allora Prefetto di Reggio Calabria, inviò la Commissione di Accesso che, lavorando in parallelo alla DDA, ha redatto una dettagliata relazione che fotografa fatti, protagonisti, legami e illegalità che scorrevano tranquillamente nel Comune di Gioia Tauro.

 

Nella dettagliata relazione scrivono i Commissari nella prima parte che: "Successivamente all'insediamento della Commissione, tra i mesi di gennaio e febbraio 2008, si sono verificati eventi di carattere giudiziario a carico dell'Amministrazione comunale, che sicuramente hanno spostato il centro di interesse ispettivo di questa Commissione.

In particolare per i fatti che verranno successivamente descritti, nel comparto: "Questione Piromalli" a pagina 66 della presente relazione, sono stati notificati, in data 31.01.2008, Avvisi di Garanzia nell'ambito del Procedimento Penale nr. 5275/07 RGNR-DDA, ed in data 05/2/08 il Sindaco ed il Vicesindaco venivano sottoposti a perquisizione personali e locali.

In data 12.02.2008 l'Autorità Giudiziaria disponeva l'acquisizione di tutta la documentazione attinente ai vari strumenti urbanistici, adottati dal comune di Gioia Tauro fino a quella data.
La vicenda sopradescritta ha determinato, confermando gli indirizzi ispettivi, assumendosi all'ordinaria cronaca locale.

Infatti la documentazione in parte già acquisita, in copia, da questa Commissione è stata sottoposta a sequestro penale dalla citata A.G."

 

E quando si entra nel merito la realtà che i Commissari si trovano davanti è devastante:

"Si ritiene opportuno evidenziare che le manovre nella giunta, iniziate con le dimissioni dell'assessore Barbaro (23/1/2008) e i cambiamenti di deleghe tra alcuni degli assessori in carica (29/1/2008), proseguite poi con la totale sostituzione dei suoi componenti (27/2/2008), enfatizzate dallo stesso sindaco attraverso i mass media come esigenza di "rilanciare l'azione amministrativa" (...), sono legate temporalmente all'attività della commissione d'accesso, insediatasi il 18/12/2007. e trovano evidentemente la loro ragione nel malcelato intento di allontanare dalla gestione della cosa pubblica persone divenute alquanto "scomode". L'"azzeramento" della prima giunta, peraltro, ha avuto luogo venti giorni dopo l'interrogatorio di garanzia, presso i magistrati della DDA, del sindaco e del vicesindaco indagati, secondo quanto dagli stessi dichiarato, per associazione a delinquere di stampo mafioso."

 

Ed iniziamo dunque a capire chi c'era in quel Comune. La Commissione di Accesso per quanto concerne i dipendenti del Comune di Gioia Tauro rimanda ad un apposito allegato in quanto: 
"Tra i dipendenti comunali, agli atti dell'Arma dei Carabinieri, figurano soggetti con gravi controindicazioni...".

Sul conto di Giunta e Consiglieri il quadro invece è evidenziato direttamente, senza rimandi... e trova conferma piena, tra l'altro, nell'Ordinanza di Custodia Cautelare per molteplici degli amministratori stessi unitamente agli esponenti della cosca Piromalli, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria, su istanza della DDA, il 5 ottobre 2008 [e che pubblichiamo integralmente - formato .pdf].

Nella lunga lista la Commissione scrive: "Sul conto degli amministratori in carica figurano gli elementi di criticità che appresso si riportano..." (per leggerli clicca qui)

 

Vengono poi sviscerati alcuni dei principali capitoli dove emerge il dominio del potente 'casato' 'ndranghetista dei Piromalli.

La questione dell'Elezione del Difensore Civico, con l'avvocato nominato che si iscrive a ridosso del bando all'Albo e che risulta essere nipote della suocera del boss Gioacchino Piromalli (per leggere clicca qui)

La "partita della società partecipata "GIO.SE.TA. spa" per "la liquidazione ed accertamento dei tributi, la notifica al contribuente delle imposte tasse ed altre entrate degli enti locali, la riscossione dei tributi e delle entrate accertate...". Costituita dal Comune di Gioia Tauro con i Comuni di Taurianova e Seminara, ha selezione con una "particolare" gara (del solo Comune di Gioia Tauro) il socio privato... particolare perché se la procedura era alquanto dubbia, pure l'esito è curioso: è stata accolta l'offerta dell'Associazione Temporanea di Imprese costituita da "Equitalia Pragma spa", "Gestione Servizi Pubblici srl" e "So.Ge.Fi.L. riscossione spa", pur se da un attento esame dell'assegnazione dei punteggi quella con punteggio più alto risultava essere la "AIP (Azienda Italiana Pubblicità) s.r.l.".

Anche sulle assunzioni del personale da parte della nuova società si scoprono cose interessanti, visto che molteplici degli assunti è imparentato e legato ai Piromalli e Molè. (per leggerli clicca qui)
Vi sono quindi le disamine degli "appalti per lavori pubblici e servizi" dove di nuovo le società legate alle cosche sono presenza garantita (per leggerli clicca qui).
Piromalli GioacchinoE vi è poi la questione delle questioni, ovvero quella del "PIROMALLI GIOACCHINO"... ovvero del boss della 'ndrangheta che il Comune di Gioia Tauro - con il segretario comunale e direttore generale Giuseppe Strangi (ora in servizio ad Alassio) - voleva prendere in Comune come "avvocato" per riabilitarsi e per permettere allo stesso Piromalli di restituire in natura (facendo l'avvocato del Comune, sic!) quel milioncino di euro che doveva restituire alla collettività (ai Comuni di Gioia Tauro e Rosarno)... per leggere tutto il dettagliato capitolo clicca qui.

 

Su questo particolare punto di decisivo interesse è la ricostruzione dei fatti e del pieno coinvolgimento del Sindaco DEL TORRIONE, del Vice Sindaco SCHIAVONE e dello stesso segretario generale STRANGI, nella stesura della lettera al Tribunale di Sorveglianza in favore del PIROMALLI, che è contenuta nell'Ordinanza già citata. Si noti che il Gip, su istanza della DDA scrive in merito agli atti dell'amministrazione relativi al Gioacchino Piromalli: "Verrebbe quasi da dire che i documenti in questione .....si siano scritti da soli".

 

Ed al Comune di Gioia Tauro gli atti che a sentire gli interessati (amministratori e funzionari) parrebbero essersi scritti da soli, torniamo alla Relazione della Commissione di Accesso che, nelle conclusioni, sottolineava ancora:

 

"Tra gli atti acquisiti, nel corso dell'accesso al Comune di Gioia Tauro, pur evidenziandosi un assetto documentale formalmente regolare ad eccezione della tenuta del sistema di protocollo, non mancano certo proliferazioni di pratiche ad alto tasso di illegalità di natura sostanziale, che hanno il presupposto nei rapporti interpersonali e/o e legami parentali; ciò permette e facilita l'infiltrazione mafiosa nella gestione della cosa pubblica."

 

"...Non manca almeno un caso in cui gli interessi di famiglia sono in commistione con procedimenti dell'amministrazione dell'ente. Si ricorda, in proposito, l'interesse di Dal Torrione Sergio, n. a Gioia Tauro il 19/8/1982, figlio dell'attuale sindaco, proprietario di un lotto di terreno edificabile inquadrato nell'ambito della lottizzazione sita alla contrada Filicusi denominata "Romeo-Teorema" (ricadente al foglio di mappa 32, sub. part. 734). Tale lottizzazione è stata deliberata dal consiglio comunale in sessione ordinaria urgente di prima convocazione (con 13 presenti ed 8 assenti) il 30/11/2006..."

 

"Altro profilo da segnalare è quello definito dai mass-media "politica punitiva" operata dalla giunta comunale nei confronti di dipendenti non allineati con gli "obiettivi" dell'amministrazione.

Alto, pertanto, è il grado di irresponsabilità - sarebbe meglio dire: di spavalderia - degli amministratori locali e poco radicato sugli stessi il cosiddetto "senso dello Stato". Ciò detto e l'inerzia della PA ha consentito l'espansione e il consolidamento di un intreccio tra ceto politico e ceto criminale che ha indubbiamente portato vantaggi, sotto varie forme, alle famiglie dei clan malavitosi, che hanno conquistato strumenti per consolidare il loro potere economico.

All'uopo, giova ricordare che il mancato perfetto funzionamento dei Vigili Urbani e degli impiegati preposti al rapporto con il cittadino, crea in questi ultimi la sfiducia verso le istituzioni in genere favorendo lo sviluppo del potere delle consorterie che gestiscono indirettamente le c.d. attività legali.

L'economia del territorio, infatti, ha una forte base criminale, la cui espansione è stata, indubbiamente, favorita anche dalla corsia preferenziale che le richieste di soggetti vicini alla criminalità hanno trovato presso l'amministrazione locale."

 

Dalle carte della DDA sugli Atti del Comune di Gioia Tauro (e STRANGI)

 

Molto intessante è l'Ordinanza di arresto del sindaco DAL TORRIONE ed altri [clicca qui] dove si legge che lo STRANGI ha tentato più volte di tacere la verità dovendo poi cedere alla pressione degli inquirenti e quindi rompere l'omertà.
Ad un certo punto dell'Ordinanza si legge: "Ed ecco, finalmente, la verità prendere corpo.

Quella verità voluta dalla logica delle umane cose coniugata con la realtà dei fatti ed il modo di essere dei personaggi cui detti fatti erano relativi. Quella verità che così furbescamente ciascuno dei soggetti ascoltati aveva voluto nascondere, ben consapevole della responsabilità derivante da un comportamento del tipo di quello fatto manifesto dall'atto incriminato, e della portata dello stesso in termini di dimostrazione delle cointeressenze del responsabile con gli interessi del PIROMALLI Gioacchino e, attraverso di lui, della cosca mafiosa di cui egli era il rappresentante. Accentuata da quell'inserimento, non derivante dal contenuto del documento proveniente dal Tribunale di Sorveglianza, relativo al titolo di studio del PIROMALLI costituente la base ed il punto di riferimento per individuare il tipo di servizio che avrebbe dovuto svolgere in favore del comune in luogo del risarcimento in forma monetaria, così come lo STRANGI, ancora non intenzionato ad essere completamente franco, aveva comunque dovuto ammettere. Inserimento costituente un vero e proprio lapsus, che a questo punto si può attribuire con sicurezza al DAL TORRIONE, derivante dal ricordo del contenuto della istanza del 2005 a firma dello stesso PIROMALLI, che non si trovava neppure inserita nella pratica del 2006, ed era nella diretta disponibilità del sindaco per come accertato dalla p.g. in sede di perquisizione delegata da questo Ufficio nei locali in uso al DAL TORRIONE medesimo, dopo che si era appurato che il documento non era stato esibito, seppur fosse certo che era stato spedito anche alla amministrazione comunale di Gioia Tauro, oltre che a quella di Rosarno.

Una verità, quella definitivamente rassegnata dallo STRANGI in sede di suo secondo esame, cui si è pervenuti gradualmente, contestazione dopo contestazione, attraverso un crescendo che, mentre da un lato dà conto del percorso mentale seguito dal dichiarante per giungere ad una genuina rappresentazione delle verità, dall'altro fa intendere il timore, la preoccupazione, le remore nel riferirla, certamente derivanti dalla atavica, inveterarata paura che alberga nell'animo dei cittadini di Gioia Tauro, penetrata quasi nel loro dna, ogni qual volta si tratta di riferire dati che riguardano soggetti che portano il cognome PIROMALLI. E qui la circostanza di rilievo è che tale forza di intimidazione che genera omertà diviene strumento che giova al DAL TORRIONE, perchè è la sua partecipazione determinante all'atto che lo STRANGI ha difficoltà a riferire, riferendola alla fine quando si rende conto che non più sottacersi una verità ormai fatta palese dall osvolgimento delle indagini.

E' quella stessa omertà che regna nelle parole del DAL TORRIONE, ed in quelle dello SCHIAVONE, ma soprattutto in quelle del primo. E per costoro non come frutto di una costrizione a praticarla, bensi di una adesione alle regole che la determinano e fanno sì che essa domini nei territori ove vale la "legge" della ‘ndrangheta."

 

Ma per arrivare a questa conclusione ci sono voluti anni di indagine e di lavoro incessante dei reparti e della DDA che ha battuto, senza dare tregua a nessuno, la realtà dell'Amministrazione di Gioia Tauto.

Il 4 marzo 2008 il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gioia Tauro unitamente alla SCO della Squadra Mobile di Reggio Calabria inviano una dettagliata informativa alla DDA, relative all'indagine "sui componenti il civico consesso, eletti nelle elezioni amministrative del 28 e 29 maggio 2006, a carico dei quali sono stati accertati numerosi e significativi collegamenti e parentele con le famiglie di 'ndranghetistiche PIROMALLI-MOLE'".

 

Il primo punto affrontato nell'informativa è quello relativo alla questione di Gioacchino PIROMALLI (cl. 1969), e si legge: "Ulteriore circostanza significativa è emersa nel mese di agosto 2007, allorquando, questo Ufficio ha accertato che l'amministrazione comunale di Gioia Tauro, nella persona del Vice Sindaco Rosario SCHIAVONE, in violazione dei precetti normativi, si era espressa in maniera favorevole ad accogliere la richiesta di PIROMALLI Gioacchino cl. 1969, condannato per associazione mafiosa nel processo "PORTO" e per il quale i Comuni di Gioia Tauro, Rosarno e San Ferdinando si era costituiti parte civile per il risarcimento del danno.
(...)

Con informativa ... del 7 febbraio 2008 è stato chiarito l'episodio relativo al reinvenimento dell'atto prodotto nell'anno 2005 dal PIROMALLI Gioacchino; e la d.ssa Domenica MUSITANO, responsabile dell'Ufficio Legale del Comune di Gioia Tauro, ha confermato quanto integralmente reso nelle precedenti dichiarazioni sia a codesta A.G. Che a questo Ufficio ed ha fornito ulteriori ampi chiarimenti sulla vicenda.

Per chiarire meglio la circostanza relativa al rinvenimento dell'istanza originale del Gioacchino PIROMALLI, si è reso necessario escutere nell'immediatezza a s.i.t. la d.ssa Simona SCARCELLA, addetta all'Ufficio Legale del Comune ed il signor PISANO Antonio funzionario dell'Ufficio di Segreteria.

(...)".

L'informativa in questione prosegue con intercettazioni dello stesso STRANGI ed una ricostruzione del condizionamento da parte dei PIROMALLI-MOLE' sul Comune di Gioia Tauro.

Da un'altra informativa del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gioia Tauro unitamente alla SCO della Squadra Mobile di Reggio Calabria, datata 8 marzo 2008, ed inviano una dettagliata informativa alla DDA si apprende che lo STRANGI si dava da fare per il DAL TORRIONE non solo nell'ambito del Comune, ma lo sosteneva per raggiungere più alti livelli nella politica.

Se già abbiamo visto, in precedenza, dei contatti del DAL TORRIONE con i parlamentari della Commissione Antimafia LAGANA' e TASSONE, qui ora vediamo quelli per tentare la scalata, che, ancora una volta portano con sé uomini dei PIROMALLI.

 

"Dall'attività tecnica in corso è emerso che il Sindaco DAL TORRIONE Giorgio alle ore 10.05,33 del 04 marzo u.s., ha contattato una persona a nome Lino, al quale ha comunicato la sua intenzione di transitare nel gruppo politico denominato MPA chiedendogli se poteva raccomandarlo con il presidente del movimento politico Lombardo...

Il soggetto chiamato dal Sindaco è "Il "Lino", identificato in Furfaro Arcangelo, sotto generalizzato, nel pomeriggio della stessa giornata, alle ore 15.35,33, richiama il Sindaco Dal Torrione e informandolo sulla posizione dell'Onorevole Veneto, si mostra disponibile ad organizzare un incontro con i vertici del Movimento per le Autonomie. Il Dal Torrione, alla disponibilità del Furfaro, chiede se è possibile ottenere una candidatura.

(...)

Il Furfaro, organizza l'incontro tra i vertici del MPA e il Dal Torrione ed effettivamente in data 06 c.m., con mezzo aereo si portano in quella città per andare a discutere di una sua candidatura nelle file del Movimento per le Autonomie.

(...)
Dall'attività tecnica è emerso che il Dal Torrione, dopo aver avuto conferma dal Furfaro che incontrerà Lombardo, alle ore 14.00 del 06.03.08, telefona all' Onorevole Veneto informandolo della sua decisione di transitare anche lui nel MPA e dell'incontro fissato per le ore 14.00 del 6 c.m. con Lombardo. Il Veneto, nella circostanza si dimostra compiaciuto della decisione presa da Dal Torrione e riferisce che quando più tardi avrebbe incontrato il Lombardo gli avrebbe accennato anche questa circostanza.

Al termine dell'incontro l'Onorevole Veneto chiama il Dal Torrione e lo informa dell'esito dello stesso. Nella conversazione si fa cenno alle problematiche insorte e che lo inducano a non aderire al Movimento.

(...)

Nonostante il Dal Torrione conosca l'esito dell'incontro avuto tra il Lombardo e l'Onorevole Veneto, per conoscere ulteriori dettagli, non fidandosi evidentemente dell'altro uomo politico, chiede notizie dell'incontro all'ex assessore Zagarella, il quale, sconoscendo dell'esistenza dei contatti tra i due suddetti, conferma quanto già riferitogli dallo stesso Veneto precedentemente.

(...)

Quanto sopra, alla luce delle vicende oggetto di indagine, assume particolare rilevanza soprattutto la circostanza che il Dal Torrione abbia ottenuto l'incontro a Roma grazie alla mediazione di FURFARO Arcangelo. Significativo poi il fatto che le uniche persone, oltre ai familiari, ai quali comunica l'esito dello stesso sono: MAZZA Gennaro e CONDELLO Domenico, persone ritenute vicino alla famiglia PIROMALLI, per come meglio sarà specificato.

(...)

Nella conversazione con il MAZZA Gennaro - progressivo 344 - sopra riportata, delle ore 17.21 del 06.03.08, emerge la circostanza che il DAL TORRIONE incarica il MAZZA di informare dell'esito dell'incontro anche gli altri, ovvero, sia Mimmo (CONDELLO Domenico) che Pino (Giuseppe STRANGI).

Infatti, dalle conversazioni sopra intercettate, emerge un intendimento comune (DAL TORRIONE - STRANGI - CONDELLO e MAZZA) nel proporre la candidatura del Dal Torrione in una lista di un partito politico e in una posizione che comunque gli consentirebbe una sicura elezione al Parlamento."

 

L'informativa prosegue con l'indicazione di chi sono i soggetti in contatto con DAL TORRIONE e STRANGI: "Per i soggetti sopra citati - FURFARO, CONDELLO e MAZZA - tutti sotto generalizzati, di seguito si evidenzieranno tutti i legami che emergono con i nominativi oggetto di indagine e/o indicati nell'informativa del 4 u.s., sia per i vincoli familiari che per la vicinanza alla famiglia PRIOMALLI nonché gli stretti legami che il Condello ed il Mazza hanno con il primo cittadino e il Segretario Generale Giuseppe STRANGI".

 

Un particolare "curioso" da Facebook...

 

Guardando quanto di pubblico vi è sul profilo Facebook del Giuseppe "Pino" STRANGI, si notano, come dicevamo in inizio, che certi contatti si sono tenuti saldi...

 

Ad esempio con:

 

Vincenzo BAGALA', che vive a Gioia Tauro e ha città natale a Taurianova.

Su questi la Commissione di Accesso ha scritto:

"Bagalà Vincenzo, n. Taurianova (RC) il 24/12/1974 (eletto nella lista di Alleanza Nazionale) - maggioranza;"

"Bagalà Vincenzo, Lo stesso, al C.E.D. del Ministero dell'Interno - Servizio Pattuglioni risulta essere stato controllato in compagnia di COMERCI Domenico, cl. 1976, con pregiudizi per associazione per delinquere, oltraggio, resistenza e violenza, proposta per la confisca di beni"

 

Fausto SICLARI, nato a Taurianova

già assessore della Giunta guidata da Rocco Biasi - Amministrazione sciolta per infiltrazione mafiosa lo stesso ha prodotto note di attacco all'On. Angela Napoli ed in difesa dell'Amministrazione di Taurianova sciolta per mafia.

 

Vincenzo RUGGIERO, su cui la Commissione di Accesso scriveva:

"Ruggiero Paolo, n. a Gioia Tauro 19/5/1961, decaduto ai sensi dell'art. 58, comma 1, lett. c) del T.U.O.E.L. (in quanto condannato con sentenza definitiva a pena detentiva complessivamente superiore a sei mesi per delitti commessi con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione o a un pubblico servizio diversi da: peculato, peculato mediante profitto dell'errore altrui, malversazione a danno dello Stato, concussione, corruzione per un atto d'ufficio, corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, corruzione in atti giudiziari, corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio)"

"Ruggiero Vincenzo - commercialista, imprenditore - è fortemente sospettato di essere asservito alla cosca Piromalli - Molè - Stillitano operante in Reggio Calabria.
Agli atti d'ufficio della Questura di Reggio Calabria annovera i seguenti precedenti: 22/2/1994 divieto detenzione armi, munizioni ed esplosivi - 22/2/1994 scarcerazione, associazione di tipo mafioso, falsi in genere, truffa, reati contro la P.A. A suo carico emerge pure il reato di turbativa d'asta.

Dal C.E.D. - Servizio Pattuglioni lo stesso risulta essere stato controllato insieme a Castaldo Antonio, nato a Gioia Tauro il 29/10/1941, con pregiudizi per reati contro la Pubblica Amministrazione, emissione di assegni a vuoto e blocco stradale. Risulta, inoltre, accompagnarsi con Cernuto Antonino, n. a Gioia Tauro il 26/6/1961, a carico del quale grava: condanna del 5/10/1988 per emissione di assegni a vuoto; notizia di reato dell'1/12/1998 per associazione per delinquere, truffa; notizia di reato del 13/10/2007 per guida senza patente.

A carico di Ruggiero Vincenzo al casellario giudiziale figurano due condanne per sottrazione all'accertamento o al pagamento dell'accisa sugli oli minerali, datate 19/11/1998 e 14/4/2003.1 
Il padre dell'interessato, Ruggiero Giovanni, nato a Gioia Tauro il 28/11/1928, è titolare della ditta di distribuzione di gas in bombole "Ruggiero F.lli s.n.c.". Questi, già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di p.s. con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, risulta inoltre essere stato denunciato per associazione per delinquere, riciclaggio di denaro ed altro. A suo carico risulta pendente il procedimento n. l10/94 D.D.A. per violazione degli artt. 416, 648, 110 e 81 c.p.

Il fratello Ruggiero Paolo, nato a Gioia Tauro il 19/5/1961, consigliere comunale dimissionario e dichiarato incandidabile con nota della Prefettura del 9/11/2006, già sorvegliato speciale di p.s., annovera numerosi pregiudizi penali.

Lo zio paterno omonimo dell'interessato, Ruggiero Vincenzo, nato a Gioia Tauro il 5/2/1935, agli atti della Questura di Reggio Calabria e al C.E.D. del Ministero dell'Interno, annovera numerosi precedenti per estorsione, associazione a delinquere di stampo mafioso, truffa, falso, reati contro la P.A., violazione delle norme sul patrimonio artistico, reati inerenti l'edilizia, segnalato per sequestro beni, nonché sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di p.s. con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per anni due. Questo è contitolare, unitamente alla consorte e al figlio Gianfranco, nato a Gioia Tauro il 15/12/1961, delle Società Kero Sud S.r.l., Sud Gas dei F.lli Ruggiero, Edilcalabria S.r.l., S.I.CO.P.P. di Ruggiero Vincenzo e C. S.n.c., Spray Sud Italia S.n.c. di Ruggiero Vincenzo e C., Ruggiero Petroli S.r.l. - Tirrena Petroli S.n.c., CO.GE.CA. S.r.l., TIPA S.r.l..

I citati congiunti Ruggiero, che in questi ultimi anni hanno raggiunto una solida posizione economica, dovuta in parte al provento dell'illecita attività delle sostanze stupefacenti, sono ritenuti personaggi vicinissimi al locale sodalizio mafioso "Piromalli - Molè - Stillitano", a cui farebbero da prestanome e per i quali, a mezzo della loro attività lavorativa, riciclerebbero denaro proveniente dalle illecite attività del sodalizio criminale. Tale stretta relazione troverebbe riscontro anche nel fatto che personale dipendente della Questura, nel visionare l'album fotografico relativo al matrimonio del boss pluripregiudicato Molè Girolamo con Albanese Caterina, ha riconosciuto, in una foto, il predetto Ruggiero Vincenzo, cl. 1935, il quale era stato ritratto nell'atto di consegnare l'anello in qualità di "compare di anello", che, com'è noto, nell'ambito delinquenziale è funzione demandata a persone di fiducia, tenute nella massima considerazione e stima. Secondo quanto informa la Questura, tali rapporti sarebbero evidenziati nel procedimento penale 41/93 RGNR D.D.A., nonché negli atti dei vari procedimenti di prevenzione, definiti o tutt'ora pendenti innanzi il Tribunale - Sez. M.P. di Reggio Calabria a carico dei prevenuti.

Il cugino di Ruggiero Vincenzo, tale Ruggiero Gianfranco (figlio di Vincenzo cl. 1935), nato a Gioia Tauro il 15/12/1961, al pari del padre, è ritenuto elemento molto vicino alla locale consorteria mafiosa. Infatti, è stato più volte notato o controllato in compagnia di Piromalli Antonio alias "Ninello", nato a Gioia Tauro il 26/08/1965. Lo stesso, inoltre, al C.E.D.   del   Ministero   dell'Interno risulta  denunciato  per associazione a delinquere di stampo mafioso, truffa, falso, sottoposto a sequestro beni, obbligo di soggiorno ed altro."

 

Rocco - Roy - BiasiLa foto pubblicata da Strangi per il sostegno a BIASIMa soprattutto con Roy BIASI (ovvero il Rocco BIASI sindaco decaduto di Taurianova)

Il Giuseppe "Pino" STRANGI sulla propria bacheca ha inoltre pubblicato il sostegno per la candidatura del sindaco decatuto di Taurianova Rocco BIASI alle elezioni regionali 2010 in Calabria: "Sostieni ROY BIASI al consiglio regionale". Lo stesso STRANGI pubblica nella galleria foto della pagina di sostegno alla candidatura del BIASI una sua foto con famiglia.

Il BIASI era in lista a sostegno del poi eletto presidente della Regione, SCOPELLITI... e con questi vi era ad esempio e Santi ZAPPALA', che è stato pure eletto per doversi dimettere dalla carica di Consigliere Regionale dopo che la DDA di Reggio Calabria ha fatto scattare l'Operazione REALE 3, con cui ha colpito uno dei tasselli del "voto di scambio" con la 'ndrangheta e che, anche in questo caso, ha visto un legame con la Liguria, visto che uno degli arrestati, uno dei "colletti bianchi", era il Mario VERSACI, tratto in arresto nella casa sovenese dei FOTIA, storica famiglia insediatasi a Savona, originaria di Africo e soprattutto legata alla cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI [per questo particolare e l'ordinanza integrale clicca qui].

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