Nell'imperiese (e non solo) l'omerta' ligure si dimostra peggio che al sud

Scritto da Ufficio di Presidenza

Nell'imperiese (e non solo) l'omerta' ligure si dimostra peggio che al sud
Mentre si è ancora in attesa che il Ministro Maroni proceda a far adottare dal Governo il Decreto di scioglimento per infiltrazione mafiosa del Comune di Bordighera... e che si proceda su quello di Ventimiglia (dove siede in consiglio un affiliato alla 'ndrangheta), il Prefetto Di Menna si è inabissato, gli amministratori pubblici (nei secoli fedeli... a Claudio Scajola) continuano a negare il radicamento della organizzazioni mafiose e soprattutto quello della 'ndrangheta... e gli industriali si dedicano all'arte dello struzzo...


Abbiamo avuto la svolta radicale della posizione locale del PD che, con i recenti interventi dell'On Andrea Orlando membro della Commissione Antimafia, non ha solo cancellato la proposta del vertice locale del Pd che prevedeva l'auto-scioglimento del Comune di Bordoghera per evitare l'onta dello scioglimento per mafia, ma ha anche richiamato tutti (non solo nell'imperiese) a quanto noi denunciamo da anni: le mafie hanno messo radici in Liguria, in tutte le province, dalle città capoluogo ai piccoli Comuni, alleandosi in modo trasversale con chi detiene il potere. (Chissà come l'ha presa la Sindaco di Genova, Marta Vincenzi, che sosteneva in Valpolcevera a Genova (dove i voti li ha il centrosinistra... e lei) la mafia non c'è, anche se questa lì ha un controllo devastante del territorio da decenni).

A un certo punto sembrava che vi fosse stata pure una svolta nel mondo delle imprese... ma appunto: sembrava. Infatti abbiamo avuto la firma solenne del "Protocollo per la Legalità" tra Prefettura, Ministro dell'Interno e Confindustria... un bel documento, scritto, stampato, firmato e poi chiuso rapidamente nel cassetto, a doppia mandata... in un impenetrabile caveau!

Ed il perché è semplice:

- la Camera di Commercio, con Franco AMADEO, il massimo che concede è che nell'imperiese ci sia un qualche segnale su un tentativo di infiltrazione della mafia;
- la Confindustria, con Sandro CEPOLLINA, conferma di predicare bene nei proclami ma poi di razzolare male, anzi malissimo, nei fatti.

Partiamo proprio da CEPOLLINA e Confindustria. Annunciano pulizia, dichiarano guerra all'omertà e di allontanare gli imprenditori che, minacciati e vittime di estorsione, non denunciano... ma poi non hanno il coraggio di mettere alla porta il Pier Giorgio PARODI che non solo non ha denunciato i "signori" che gli hanno crivellato a pallettoni la sua auto (con lui a bordo), e che non solo è sceso a patti con questi per garantirgli che pur non potendo dare incarichi ad altri "amici" (oltre a quelli che giù operavano) nei cantieri dei Porti di famiglia (tra Imperia e Ventimiglia) avrebbe pagato il dovuto come se il lavoro fosse stato svolto... ma è arrivato pure a giustificare come uno "scherzo", una burla quei pallettoni... facendo impallidire anche il più omertoso della storia meridionale.

Ed ancora, CONFINDUSTRIA e Cepollina: cosa attendono, insieme al Pier Giorgio PARODI a mettere alla porta la sua diletta figlia Beatrice, vedova COZZI, quasi in CALTAGIRONE, visto che questa sino a quando abbiamo pressato all'impossibile con l'informazione online di certi incarichi, ha tenuto nel cantiere del costruendo Porto di Ventimiglia ad operare la società del clan dei PELLEGRINO (che, tranne uno, erano tutti agli arresti)?

La mafia, come ha ricordato Beppe Lumia durante l'audizione del Presidente della Provincia di Imperia, SAPPA (indagato pure lui nell'inchiesta sul Porto di Imperia), e del Presidente della Camera di Commercio di locale, AMADEO, trae forza dall'omertà, dal silenzio, delle Istituzioni ed amministrazioni pubbliche, oltre che del mondo economico.

Invece, SAPPA e AMADEO, sono andati avanti a sostenere che nell'imperiese va tutto bene, che ci sono solo casi isolati... insomma hanno adempiuto al imperativo categorico dell'imperatore Scajola: negare, negare ed ancora negare, assolutissimamente: NEGARE!

Quello che ripetiamo da tempo - e che Lumia ha ricordato - proprio non lo si vuole sentire nell'imperiese (e non solo, in questa martoriata Liguria)... ed in effetti è difficile sentire quando si mette la testa sotto la sabbia come gli struzzi, le orecchie si tappano!

Ed è così che le cosche possono contare sulla prosecuzione dei loro affari, divorando le risorse pubbliche (dal territorio alle già dissestate casse), soffocano l'economia sana di imprenditori, artigiani e commercianti onesti che non possono competere con i fondi neri delle cosche... condizionano la vita, sostituendosi alle Istituzioni, sin dentro i Palazzi che dovrebbero essere "di Giustizia", inquinando persino settori delle Forze dell'Ordine... ed acquisendo una capacità di condizionamento del voto che mina alla radice la stessa libera scelta nelle diverse tornate elettorali.

La mafia non è un ectoplasma... è un organizzazione composta da uomini (e donne) che compra e corrompe, oltre che sparare e intimidire... è ben riconoscibile e da anni ha nomi e cognomi ben precisi nei suoi affiliati ed anche nei suoi fiancheggiatori, a partire dai "professionisti" che gli promuovono e seguono gli affari. Basterebbe guardarsi intorno, leggere le relazioni che la DIA o la Procura Nazionale Antimafia realizzano, guardare con attenzione ai fatti, ai fenomeni ed alle dinamiche che avvengono nel territorio così come nell'economia locale... per vedere, capire e quindi contrastare e prevenire.

Quando non si vuole vedere e non si vuole sentire significa quindi che si sceglie di tenere aperta quella porta alle organizzazioni mafiose che da molto tempo è stata loro aperta... Il silenzio, il negazionismo, come il minimizzare, sono i migliori alleati delle mafie e nell'imperiese (e non solo) di alleati (nei fatti) la mafia ne ha tanti, anche tra quelli dei grandi proclami e delle parate antimafia.

Chi non ha il coraggio di difendere la propria dignità e libertà, non può pensare di ricoprire ruoli di responsabilità pubblica o di categoria... quindi se non vogliono trovare (o non riescono a trovare) la forza di denunciare la realtà, di affrontarla come è necessario, con fermezza, allora lascino quegli incarichi che ricoprono, evitino di mostrarsi succobi di quella logica omertosa che è da sempre la prima, fondamentale, fonte di potere delle organizzazioni mafiose! 

PS
E per la serie che i tempi della Giustizia sono lunghi: a Sanremo, il processo a carico del clan PELLEGRINO è già iniziato, grazie al determinato lavoro del Procuratore Cavallone... Quella che manca è la risposta politica e del mondo economico!

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