A Bordighera servirebbe decenza ed all'imperiese serve un Prefetto, non un "non vedo, non sento, non

Scritto da Ufficio di Presidenza
Bosio & clan Pellegrino

Giovanni Bosio compie un ulteriore atto di sfregio alla città di Bordighera. Con il suo ricorso al Tar per far annullare lo scioglimento per infiltrazioni e condizionamento mafioso dell'Amministrazione comunale, testimonia un disperato tentativo di negare le evidenze. Quando a Bordighera servirebbe decenza da parte della politica, arriva questa ennesima scelta che rappresenta un palese insulto alle Istituzioni. Non è bastato a Bosio ed alla sua ciurma che il provvedimento sia giunto con grave ritardo (grazie al Prefetto Di Menna) permettendo così a quell'amministrazione condizionata dalla 'ndrangheta di procedere con l'adozione di nuovi provvedimenti, sino al mega ampliamento del Porto. No, insiste... e questo ci pare davvero troppo.... troppo umiliante per quella comunità di Bordighera che, come avevamo scritto, ha urgente bisogno di una rinascita.

Nel frattempo, quanto avevamo detto sul Prefetto Di Menna, trova conferma ad ogni carta ufficiale che emerge: costui non ha fatto il suo dovere! Che le ragioni siano nell'incapacità di leggere il fenomeno (e le carte di rapporti e relazioni dei reparti investigativi e della Commissione di Accesso), nella reticenza ad affrontare un fenomeno che spaventa o nel piegarsi alle pressioni del blocco di potere (tra legale e illegale) dominante nell'imperiese, bisognerà capirlo... Ma quel che è evidente è che Di Menna non possa restare un giorno di più in quella Prefettura e che a quell'Ufficio deve essere nominato un Prefetto esperto e determinato...



Prefettura di ImperiaLa procedura dello scioglimento del Comune di Bordighera, come avevamo detto, ha subito gravissimo ritardo proprio per mano del Prefetto Di Menna. Così come è un assurdo che a fronte della nostra istanza su altri Comuni, a partire da quello di Ventimiglia, su cui vi è stata documentata e ampia conferma dei condizionamenti e delle infiltrazioni 'ndranghetiste da parte dei reparti investigativi, il Prefetto si sia mostrato immobile.

Adesso non siamo più solo noi a dirlo, vi sono le carte, quelle firmate dallo stesso Prefetto Di Menna, che lo dimostrano. Come ricordano anche Matteo Indice e Francesco Bonazzi su "Il Secolo XIX", per il Di Menna la mafia a Bordighera non c'è mai stata.

Di Menna sosteneva l'esatto opposto di quanto indicato dalla Commissione di Accesso e dall'Arma dei Carabinieri, ovvero che si fosse al massimo davanti ad "irregolarità di tipo amministrativo, senza ingiustificati favoritismi". Peccato che i Pellegrino-Barilaro fossero una cosca della 'ndrangheta, questo dettaglio per il Di Menna non contava... lui non lo vedeva... qualcuno non voleva che lui (e gli altri) lo vedesse.

Nemmeno il fatto che il Ministro dell'Interno sottolineasse chiaramente che il Comune di Bordighera presentasse "forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata" e che questo comprometteva "la libera determinazione degli organi elettivi". Anche davanti a questo prendere atto dell'emergere delle risultanze dell'inchiesta amministrativa (Commissione di Accesso), di quella investigativa (Arma dei Carabinieri) e giudiziaria (Procura di Sanremo), da parte del Ministero dell'Interno, il Prefetto Di Menna continuava nella sua instancabile azione di minimizzazione e negazionismo.

l'ex comandante Cancelli ed il Di MennaPer giustificare il fatto di non aver proceduto, davanti alla richiesta dei Carabinieri, all'immediata sospensione degli organi elettivi inviata nell'estate 2010 dall'Arma, il Di Menna scriveva al Viminale: "I fatti non sembrerebbero essere di tale consistenza da poter giustificare un'immediata proposta di scioglimento".

Ed ancora sul capitolo appalti il Prefetto Di Menna ignorava gli elementi che erano documentalmente emersi dalle risultanze investigative e giudiziarie, nonché dalla Commissione di Accesso. Anche qui minimizzava: "Non può escludersi la superficialità con la quale è stata trattata la materia in occasione degli eventi alluvionali del 2006 possa essere dovuta alla particolare situazione di emergenza; mentre l'elemento più preoccupante della vicenda e, cioè, la mancata valutazione del certificato del casellario giudiziario, è frutto di un'interpretazione dell'Ufficio legale del Comune e quindi non sembrerebbe direttamente imputabile all'organo politico".

Nelle conclusioni della sua relazione al Ministro il Prefetto Di Menna superava se stesso nel compiere una doppia capriola con salto mortale. Affermava: "Nessun dubbio esiste sulla presenza della criminalità organizzata nel ponente ligure, così come è notorio che le famiglie Barilaro e Pellegrino abbiano contatti riconducibili alla criminalità organizzata", poi il Di Menna prosegue "Poiché lo scioglimento di un consiglio comunale incide su organi scelti dall'elettorato, e quindi sull'esercizio delle libertà democratiche costituzionalmente garantite, deve fondarsi su elementi concreti, univoci e rilevanti, atti a dimostrare che l'Amministrazione presenti lacune e inefficienze riconducibili al condizionamento" e concludendo con "a parere dello scrivente non sembra potersi affermare".

A questo punto, vista l'incapacità di affrontare la realtà da parte del Prefetto Di Menna occorre procedere immediatamente, senza alcun attendismo, alla sua rimozione dall'incarico imperiese e la nomina di un Prefetto competente ed esperto. Risulta infatti che, ben oltre alla pessima gestione della questione Bordighera, il Prefetto abbia omesso di procedere negli altri Comuni della provincia imperiese ove risultano lapalissiani gli elementi sulle infiltrazioni e condizionamenti della 'ndrangheta sulle Pubbliche Amministrazioni. Recentemente abbiamo prodotto una mappatura dettagliata dell'estremo ponente ligure - clicca qui - nella quale vengono evidenziate al dettaglio le situazioni relative a Ventimiglia, Vallecrosia, Castellaro e via discorrendo... lungo quella striscia di terra "dei fuochi" su cui esistono già ampiamente riscontrati elementi di prova, da parte dei Reparti dello Stato, che conclamano i pesanti condizionamenti mafiosi e su cui, quindi, occorre procedere senza tentennamenti.

Vi è poi una questione generale che non possiamo, nuovamente, evitare di affrontare: la questione politica. Il Di Menna, nel suo tentativo disperato di evitare lo scioglimento di Bordighera, promuove l'affermazione che le Ammistrazioni comunali sono elette democraticamente. E' vero.. o meglio: sarebbe vero se...
Infatti non si può certo affermare che le elezioni in cui la selezione dei candidati e, quindi, degli eletti ed amministratori è condizionata dalle cosche sia una elezione democratica (a meno che qualcuno non voglia spingersi a considerare le cosche come una sorta di lobby con diritto di intervento nelle competizioni elettorali ed ancor prima nella vita interna dei partiti).

Pare quindi necessario ricordare che è nello stesso art. 416 bis del Codice Penale che si identificano tra gli obiettivi delle associazioni di stampo mafioso il limitare il libero esercizio del diritto di voto ed il procurare a sé o ad altri voti durante le consultazioni elettorali. Ed allora è chiaro che Di Menna o non è in grado di capire o non vuole capire cosa sia la criminalità organizzata... e non abbia comunque voluto vedere l'inquietante realtà del territorio di competenza del suo Ufficio.

Minasso con il Pellegrino e l'IngrasciottaMa, su questo punto, sarebbe ingiusto attribuire tutte le responsabilità al Prefetto, quando queste sono anche e prima di tutto dei Partiti. Infatti se da un lato vi erano politici e partiti che accoglievano a braccia aperte "pacchetti di tessere" e di "voti" dalle cosche per farsi strada (On. Eugenio Minasso ne sa qualcosa, vero?), dall'altro, qui, tranne rare eccezioni come Donatella Albano, anche dall'altra parte si faceva finta di nulla... anche perché quei voti al centrodestra in un Comune poi passavano ad esponenti del centrosinistra nell'altro.

Ecco quindi che, ancora una volta emerge la necessità da parte dei Partiti di fare piazza pulita (prima ed indipendentemente che giungano provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria). Se alcuni giorni fa avevamo proposto - visto l'emergere conclamato del coinvolgimento del Pd nell'inchiesta con i Fotia, della cosca Morabito-Palamara-Bruzzaniti, nel savonese - una Commissione indipendente (leggi qui), ci sentiamo di rilanciare la proposta perché, a questo punto, si proceda all'istituzione di una sorta di Autority indipendente, non necessariamente "istituzionale", bensì composta da pezzi (realmente) indipendenti della società civile, a cui i Partiti si sottopongono per poter far verificare i tesseramenti, i finanziamenti (diretti come indiretti, ai partiti stessi, ai singoli candidati e comitati elettorali, eletti e amministratori, così come ad associazioni, fondazioni, società e feste di riferimento), nonché casi di frequentazioni e contiguità con esponenti della criminalità organizzata da parte di propri dirigenti, eletti ed amministratori pubblici.

I Partiti possono chiudere la porta in faccia, così come può farlo il mondo delle imprese e della finanza, alle cosche... Non devono aspettare le inchieste giudiziarie (che possono anche non esserci).
Vi sono casi in cui certi rapporti indecenti ed indicibili non costituiscono reato ma sono indegni e inopportuni. Ecco, è su questi casi che la politica, tutta, trasversalmente, deve avere il coraggio e la determinazione di fare pulizia. Se qualche partito non accetterà di sottoporsi a questa "vigilanza" civile, gli elettori lo sapranno e così potranno valutare e quindi scegliere consapevolmente... che poi arrivi la Magistratura è un'altra, successiva questione, ma si chiuda, per cortesia, con la pagina del negazionismo e ci si assumano le responsabilità davanti alla comunità (quelle nei Tribunali sono a parte).

Questa necessità non deriva solo dalla nostra convinzione, ma è stata anche sottolineata da Beppe Lumia ed Andrea Orlando della Commissione Parlamentare Antimafia che hanno denunciato apertamente non solo la gravità della situazione del Ponente e dell'intera Liguria, ma anche indicato - come noi facciamo da sempre - che, anche qui, il problema è trasversale e riguarda l'una e l'altra parte. Si parta da qui, una volta per tutte, e si volti concretamente pagina... con serietà e determinazione!

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