Il CLAN PELLEGRINO ed il COMUNE DI BORDIGHERA, tutta la storia

Scritto da Ufficio di Presidenza

alcuni degli esponenti del clan PELLEGRINO-BARILAROIl procuratore di Sanremo, Roberto Cavallone, ha tutte le ragioni ad affermare che di strada ve ne è ancora molta da fare in Liguria per poter efficacemente contrastare le organizzazioni mafiose. Ha ragione perché non è possibile che i giudici non siano in grado di capire quando si è davanti ad intimidazioni mafiose e non quindi in presenza di visite di "cortesia"
L'intimidazione mafiosa non sempre è cruenta, a volte è sottile, molto sottile e quasi impercettibile. Diventa chiara se si guarda a "chi" la promuove, ovvero soggetti forti della capacità di concretizzare la minaccia, anche perché gruppo armato e parte integrante ed inscindibile dall'organizzazione mafiosa.
I Giudici del Tribunale di Sanremo hanno guardato alle "visite" dei PELLEGRINO-BARILARO portate ai due assessori di Bordighera, per richiamarli "all'ordine", ovvero ad accontentare i loro desiderato, come a visite di due semplici individui che chiedevano conto "politicamente" del dissenso espresso davanti alla richiesta di apertura della Sala Giochi da parte della consorte del Maurizio PELLEGRINO, figlia del Benito PEPE'.
I Giudici non hanno tenuto conto di chi fossero i due "emissari", ovvero soggetti della 'ndrangheta, come risulta inequivocabilmente da risultanze certe. Ed i Giudici a Sanremo non hanno nemmeno, quindi, valutato che i testimoni, ovvero i due assessori minacciati, in aula non avevano confermato le accuse, per l'evidente e palpabile clima intimidatorio e la conseguente paura che i PELLEGRINO-BARILARO, in quanto cosca della 'ndrangheta, sono in grado di produrre anche quando parte del clan si trova in carcere. Una paura evidente già quando tentennavano nel parlarne informalmente e poi verbalizzando con Carabinieri e Procura.
I Giudici, come già altri giudici (ed altri pm) in Liguria, sono rimasti ciechi, come recentemente aveva ricordato - dopo anni che noi lo ripetiamo - anche il pm Anna Canepa della Direzione Nazionale Antimafia.

Detto questo chi ha scritto e prodotto la cosiddetta informazione sulla conclusione del processo ai PELLEGRINO-BARILARO ha scritto, in parte, l'ennesima "balla" clamorosa che altro non produce che, di fatto, un regalo straordinario ai PELLEGRINO-BARILARO, ovvero alla 'ndrangheta.
I capi di imputazione erano estorsione, minacce, minacce a corpo politico, favoreggiamento della prostituzione. Sono stati condannati per tutti i reati contestati tranne che per le "minacce a corpo politico"
. Non poteva che essere così, quando i giudici non tengono conto dell'intimidazione che ha condotto i testimoni (i due assessori) a negare le minacce ricevute e, soprattutto, quando non considerando che soggetti appartenenti a famiglie di 'ndrangheta non compiono "visite di cortesia" per chiedere conto di uno "sgarbo" (come è, per loro, l'esprimersi contro ai loro interessi), bensì compiono un'azione di richiamo volta ad intimidire il pubblico amministratore, forti dell'essere organizzazione mafiosa armata protetta da vincolo omertoso, per ottenere da questi i favori non richiesti, ma "pretesi" (la concessione per l'apertura della sala giochi).
Detto questo, si è letto e sentito, nei servizi delle testate giornalistiche regionali, che i PELLEGRINO-BARILARO erano stati assolti dall'accusa di associazione mafiosa, e che quindi, in altre parole non era mafiosi, come sosteneva l'accusa. Ma quando mai??? Quel capo di imputazione non vi era nemmeno
(e manco poteva esserci perché una Procura come quella di Sanremo non poteva nemmeno contestarlo, essendo competenza della DDA di Genova tale contestazione). Ed allora perché si è raccontata una "bufala" tanto abnorme quanto "utile" al ridare un immagine "ri-pulita" agli uomini del clan PELLEGRINO-BARILARO? Non è dato saperlo, ma drammaticamente così è stato...


L'avvocato dei PELLEGRINO, BARILARO, DE MARTEIntanto, prima di iniziare vediamo un attimino che proprio "assolti" non sono i PELLEGRINO e cumpari. Infatti, nel primo grado di giudizio le condanne ci sono state. Ecco:
- Roberto PELLEGRINO: 1 anno di reclusione per minacce all'ispettore di polizia, di Ventimiglia, Rocco Magliano;
- Giovanni PELLEGRINO: 3 anni e 6 mesi e 3.000 euro di multa (favoreggiamento della prostituzione al night "Grotta del Drago", di Sanremo) e 1 anno in continuazione per una seconda minaccia all'ispettore Magliano e la minaccia al giornalista Fabrizio Tenerelli;
- Antonino BARILARO: 4 anni (più 1.200 euro di multa) per concorso formale nella tentata estorsione nei confronti dell'imprenditore Giovanni Andreotti;
- Maurizio PELLEGRINO: 3 anni e 2 mesi (più 1.000 euro di multa), per il concorso formale nella tentata estorsione;
- Rocco DE MARTE: 4 anni di reclusione (più 1.200 euro di multa) per il concorso formale nella tentata estorsione.
Tutti gli imputati sono stati anche condannati alle spese processuali e quelle per la custodia cautelare. Giovanni PELLEGRINO è stato interdetto dai pubblici uffici per la durata di cinque anni. Antonino BARILARO è stato condannato anche al risarcimento in favore del carabinieri Aldo Cotterchio, costituitosi parte civile al processo per minacce.

Ora noi, che siamo un poco testardi, e che non ci facciamo incantare dalle urla di vittoria dell'avvocato Marco BOSIO (legale di tutti gli imputati del clan PELLEGRINO-BARILARO, legale che i PELLEGRINO, incaricavano della difesa anche dei loro parenti, come i DE MARTE, in diversi procedimenti, come già veniva sottolineato in un rapporto dell'Arma risalente al 2005), che da questa posizione, di difensore di tutti gli imputati, ha potuto evitare accuratamente che vi fossero discrepanze tra le dichiarazioni e linee difensive dei diversi soggetti appartenenti alla medesima cosca.

Qui ripercorriamo la vicenda, partendo da quanto agli Atti ufficiali relativi non solo alle inchieste giudiziarie (quelle chiuse e quelle aperte) ed a quelli relativi, soprattutto al COMUNE DI BORDIGHERTA e, quindi, anche dalla Relazione della Commissione d'Accesso che ha portato a decretare scioglimento degli organi comunali e commissariamento per accertato CONDIZIONAMENTO MAFIOSO.



Breve premessa... altro che "caduta l'accusa"


Prima di tutto il clan dei PELLEGRINO risulta indagato nell'ambito dell'Operazione ROCCAFORTE, dove sono coinvolti anche i parenti DE MARTE, e che ha come oggetto le attività di traffico di sostanze stupefacenti ma anche le azioni di danneggiamento a mezzo di arma da fuoco... e per cui già sono scattati alcuni arresti.
Nello stesso ambito sono mappati i canali di approvvigionamento delle sostanze stupefacenti, tra Liguria, Calabria, Spagna, Francia (Vallauris), nonché la disponibilità di armi sia dei DE MARTE sia dei PELLEGRINO.

Vi è poi tutto il filone che coinvolge oltre 10 indagati 'ndranghetisti, a partire dal MARCIANO' Giuseppe capo "locale" di Ventimiglia ed i collegamenti con le famiglie dei PELLEGRINO e dei PALAMARA, nonché anche i pesanti contatti dei MARCIANO' con alcuni degli appartenenti a nuclei di Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia Municipale, oltre che con funzionari comunali.
 

Quei richiami all'ordine (loro) per la Sala Giochi...

Se partiamo dall'Ordinanza di arresto (che pubblicammo qui ed ora non stiamo a riportare) si comprende benissimo che non vi era un'accusa di 416 bis (e pertanto non possono assolutamente essere assolti da questa!), ma vi è la chiara indicazione della mafiosità dei soggetti in questione. "Mafiosità" che è stata già accertata dalle risultanze investigative e persino giudiziarie per i molteplici reati per cui i PELLEGRINO sono già stati condannati (chi per aver favorito, ospitandolo in casa, un 'ndranghetista latitante, chi per traffici d'armi, chi per traffico di sostanze stupefacenti).

Quello che, rileggendo l'Ordinanza, appare chiaro è che l'impianto accusatorio della Procura di Sanremo ha retto ed ha comportato le condanne per i reati contestati. Come già evidenziato non vi è stata la condanna per la "minaccia a corpo politico" e questa, come già era prevedibile (e noi lo avevamo anche detto ad alcuni giornalisti che ci chiesero un parere, non perché siamo veggenti, ma semplicemente perché sappiano che in Liguria è difficile che i giudici sappiano riconoscere una "tipica intimidazione mafiosa" e soprattutto perché era improbabile che, davanti alla capacità di intimidazione propria della cosca, i testimoni, ovvero i due assessori vittima delle intimidazioni, avrebbero confermato in Aula quanto successo).

I fatti erano e sono chiari così come già nelle carte e nelle dichiarazioni "minimizzanti" delle due vittime rilasciate più volte si comprendeva che per paura cercavano di minimizzare se non negare completamente l'accaduto
. Un minimizzare e negare che, non dimentichiamo, in questo territorio pare l'abitudine: dal grande costruttore Piergiorgio PARODI che vittima di un agguato di chiaro stampo mafioso ometteva la denuncia e poi, quando l'inchiesta partì ugualmente, dichiarava che secondo lui era sono uno scherzo, sino a tutte, praticamente tutte, le vittime di attentati incendiari che preferiscono sostenere la tesi dell'autocombustione piuttosto che denunciare le minacce ed intimidazioni subite.

Ripercorriamo i fatti, ancora attraverso le carte. Partiamo dal rapporto dell'Arma del 16 aprile 2009:

"Nell'ambito di indagine di iniziativa relative a persone pregiudicate della zona ed in particolare, quelle che gravitano attorno alla ormai nota impresa di movimento terra "F.LLI PELLEGRINO SAS di PELLEGRINO GIOVANNI & C"... personale di questa aliquota veniva contattato da fonte informativa ritenuta attendibile la quale sostanzialmente riferiva che:
- qualche giorno addietro, presso il Palazzo Comunale di Bordighera si era riunita la Giunta Municipale per discutere sulla opportunità di cedere licenze per l'apertura e la gestione di sale giochi nel Comune di Bordighera;
- nella circostanza gli assessori INGENITO e SFERRAZZA avevano palesato contrarietà alla concessione di tali licenze che di fatto avrebbero permesso l'apertura nel paese di "mini casinò" ovunque con le naturali conseguenze negative in termini di immagine, sicurezza pubblica ed altro;
- a causa del voto contrario dei due assessori la Giunta Municipale non deliberava provvedimenti concessori in tale materia;
- nel corso della medesima serata al rientro presso le rispettive abitazioni gli assessori trovavano ad attenderli due pregiudicati "rappresentanti" della famiglia PELLEGRINO, interessata all'apertura di una sala giochi in Bordighera, nei pressi del bar denominato "U FUNDEGO" già gestito dalla famiglia;
- tali personaggi, uno di Bordighera ed uno di Sanremo, avrebbero pesantemente minacciato i due assessori tanto che nella successiva riunione di Giunta il loro voto si sarebbe trasformato in positivo. Tramite l'Arma territoriale di Bordighera, nella persona del Comandante della locale Stazione, veniva informalmente contattato INGENITO Ugo, nato a Sanremo il 12/6/1940, residente a Bordighera... medico ginecologo, attualmente assessore alla cultura ed alla istruzione presso il Comune di Bordighera.

Lo stesso, in virtù degli ottimi rapporti personali con il sottufficiale, confermava a questi quanto riferito dalla fonte ed in particolare, in via strettamente confidenziale, riferiva che:
- in occasione della riunione della Giunta Comunale tenutasi qualche giorno addietro e che aveva tra i punti all'ordine del giorno la decisione di permettere o meno l'apertura di sale gioco in Bordighera, lui e l'assessore al turismo SFERRAZZA manifestavano la loro contrarietà a tale decisione;
- la sera stessa della riunione, rientrando presso la sua abitazione, trovava ad attenderlo tale BARILARO persona già a lui conosciuta, il quale gli chiedeva il motivo del suo voto contrario in Giunta e se aveva per caso "qualcosa contro di loro" intendendo chiaramente con quel "loro" la famiglia PELLEGRINO-BARILARO;
- pur conoscendo di fama il suo interlocutore lui non si era sentito minacciato dalle argomentazioni del BARILARO che anzi era stato gentile ricordandogli che aveva fatto nascere i suoi figli;
- aveva poi saputo che anche l'assessore SFERRAZZA quella stessa sera era stato avvicinato da qualcuno per lo stesso motivo ma non era in grado di riferire chi fosse;
- il cambiamento del suo voto nella successiva riunione di Giunta era dovuto al fatto che il provvedimento in esame era stato modificato in senso restrittivo rispetto al testo originale;
- in particolare mentre quest'ultimo permetteva l'apertura delle sale gioco in tutta Bordighera, il nuovo regolamento la limitava alla sola periferia e pertanto secondo lui era da considerarsi il "male minore".

Appare opportuno precisare che l'Assessore INGENITO, pressato dal sottufficiale per conoscere il nome di chi lo aveva contattato, evitava di pronunciarlo direttamente, preferendo scriverlo su un foglietto.


In seguito a tali notizie questo ufficio accertava quanto segue:
1) Il BARILARO indicato dall'INGENITO si identifica in BARILARO Francesco, detto "Ciccio", nato a Anoia (RC) il 15/1/1947, residente a Bordighera... agricoltore, gravato da precedenti penali;
2) la figlia di quest'ultimo, BARILARO Nadia, nata a Bordighera il 12/8/1976 e residente in C.so Inglesi 103 a Bordighera, è coniugata e convivente con PELLEGRINO Giovanni, nato a Seminara (RC) il 8/1/1970, residente in Bordighera in via degli Inglesi 103 (presso l'abitazione del suocero);
BARILARO Nadia e PELLEGRINO Giovanni risultano di fatto domiciliati in Bordighera, in Strada Corombeire 38;
3) PELLEGRINO Giovanni è pluripregiudicato per reati concernenti il traffico di armi e stupefacenti.
4) La società "R.M. SAS di PEPE' LUCIA & C" della quale è legale rappresentante PEPE' Lucia, nata a Bordighera il 26/5/1975, ivi residente in via Regina Margherita 50, risulta già titolare della licenza del bar denominato "U FUNDEGU" ubicato in via Vittorio Emanuele 193;
5) PEPE' Lucia è moglie di PELLEGRINO Maurizio, nato a Seminara (RC) il 28/11/1972, residente a Bordighera in via Regina Margherita 50;
6) PELLEGRINI Maurizio, fratello di Giovanni, è pluripregiudicato per reati concernenti le armi e gli stupefacenti;
Nel giugno del 2007 il PELLEGRINO Maurizio è stato tratto in arresto nella flagranza di reato di favoreggiamento in quanto presso la sua abitazione di Bordighera veniva sorpreso il latitante calabrese COSTAGRANDE Carmelo.

7) La citata PEPE' Lucia è altresì figlia di PEPE' Benito, nato a Galatro (RC) il 5/8/1936, residente a Bordighera in via Defisu 1/16 titolare della autocarrozzeria "REGINA" di Vallecrosia, pluripregiudicato e più volte sottoposto ad indagini in quanto ritenuto un esponente locale della criminalità calabrese.
[viene poi arrestato nell'ambito dell'operazione del ROS "MAGLIO 3" nel giugno 2011 - leggi qui, ndr]
8) La sala giochi in disamina avrà sede in una parte del bar denominato "CALYPSO" sito in Bordighera, via Vittorio Emanuele 288, gestito e di proprietà di tale AVATI Caterina, nata a Taurianova (RC) il 22/8/1948, residente a Bordighera...
Sentita informalmente dallo scrivente la AVATI ha riferito che PELLEGRINO Maurizio le aveva inizialmente offerto di acquistare l'intero bar. Al rifiuto della AVATI le avrebbe allora proposto l'affitto di parte di esso.
L'accordo sull'affitto di parte del locale veniva regolarizzato con contratto regolarmente registrato.


In data 16 c.m. [aprile 2009, ndr] il Comandate della Stazione di Bordighera avvicinava informalmente anche l'altro assessore comunale SFERRAZZA Marco, nato a Sanremo il 28/3/1965, residente a Bordighera..., imprenditore edile, Assessore al Turismo presso il Comune di Bordighera.

Anche egli confermava quanto riferito dalla fonte informativa ed in particolare che:
- la sera della riunione della Giunta veniva avvicinato da BARILARO Francesco e da PELLEGRINO Giovanni sopra meglio descritti;
- gli stessi gli chiedevano conto del motivo del suo voto contrario e gli rappresentavano che si aspettavano da lui una cosa simile;
- alla sua risposta che lui era sempre stato contrario al gioco d'azzardo e che pertanto non poteva votare a favore di un provvedimento che permettesse l'apertura di sale gioco in tutta Bordighera i due pregiudicati gli riferivano testualmente che in occasione delle tornate elettorali "loro non si erano mai tirati indietro";
- tali circostanze lo avevano molto intimorito tanto che ha tuttora serie difficoltà a dormire la notte.

Alla luce di quanto sopra esposto appare evidente che nonostante i due pubblici ufficiali non abbiano spontaneamente sporto denuncia ed anzi uno di loro abbia riferito al Comandante della Stazione che non si era sentito minacciato, la caratteristica degli atti posti in essere nei loro confronti ed in particolare:
- l'avvicinamento presso le rispettive abitazioni nella quasi immediatezza dell'espressione del voto contrario, dimostrando di essere in grado di conoscere le decisioni della Giunta in tempo reale;
- l'utilizzo da parte del BARILARO del PELLEGRINO delle frasi "qualcosa contro di noi" e "noi non ci siamo mai tirati indietro", sottolineano quindi che il voto contrario era stato considerato un atto ostile verso una pluralità di persone;
rappresentano chiaramente la volontà di condizionare le loro successive decisioni politiche.
Il tale senso appare significativo il modo utilizzato dall'INGENITO per comunicare il nome della persona che lo ha avvicinato".

Andiamo avanti e vediamo qualche verbale di assunzione informazione da parte della Procura della Repubblica.

DAINESE Marco - Comandate Stazione CC di Bordighera

Sentito in merito a quanto da lui appreso circa gli avvenimenti successivi alla discussione in seno alla Giunta di Bordighera della richiesta della società facente capo a tale Lucia PEPE' di aprire nel territorio comunale una sala da gioco dichiara:
"Ricordo che l'altro ieri ho invitato l'assessore SFERRAZZA Marco del Comune di Bordighera nel mio ufficio per una chiacchierata, in quanto mi era giunta notizia che forse era stato avvicinato da persone pericolose che lo volevano indurre a cambiare un suo atteggiamento circa la possibilità di autorizzare l'apertura dii una sala da gioco nel territorio comunale.
L'assessore in un primo momento è rimasto un po' sconcertato dalla mia richiesta ma poi ha ammesso che la sera del giorno in cui si era discusso in Giunta di questo problema aveva ricevuto la visita a casa di PELLEGRINO Giovanni e del suocero BARILARO. Costoro, pur senza fare esplicite minacce, gli avevano chiesto conto di questo suo atteggiamento contrario, dicendo che da lui non si sarebbero aspettati una cosa del genere. Secondo ciò che mi ha detto SFERRAZZA egli avrebbe risposto che secondo lui si trattava di attività che non erano coerenti con la sua visione di amministrazione della cosa pubblica. A quel punto loro dissero "però quando avete avuto bisogno dei nostri voti noi vi abbiamo aiutato, vi abbiamo dato una mano". SFERRAZZA a tale proposito mi ha detto che in effetti prima delle elezioni era stato avvicinato dai PELLEGRINO che, senza che lui lo avesse richiesto, gli assicurarono il loro appoggio. Comunque nello specifico SFERRAZZA mi ha riferito che, alle osservazioni di PELLEGRINO e BARILARO, egli replicò che aveva avuto i suoi 180 voti, facendomi intendere che erano cioè voti puliti.
Mi ha riferito SFERRAZZA che il giorno dopo essere stato avvicinato si recò dal Sindaco BOSIO per protestare per il fatto che le cose dette in Giunta erano state subito riportate all'esterno. Il Sindaco disse che avrebbe preso provvedimenti se avesse scoperto chi era stato a far uscire quanto detto in sede di Giunta. Comunque SFERRAZZA mi ha detto che il Sindaco era favorevole ad accogliere la richiesta della società riconducibile ai PELLEGRINO anche perché aveva "dei favori da rendere".
Su mia richiesta l'assessore SFERRAZZA mi ha fatto capire che la fonte della fuga di notizie potevano essere i colleghi FONTI Rocco o COLACITO Franco..."

SFERRAZZA Marco, assessore al turismo del Comune di Bordighera

"qualche settimana fa c'è stata una riunione di Giunta nell'ambito della quale è stata esamMarco SFERRAZZAinata anche la richiesta della società facente capo a tale Lucia PEPE' di aprire nel territorio comunale una sala da gioco. Ricordo che io, l'assessore INGENITO, l'assessore VIALE e il vice sindaco IACOBUCCI esprimemmo le nostre perplessità circa il tipo di attività, che socialmente non era il massimo. Già in una riunione di Giunta precedente su era parlato della questione, rimandando peraltro ogni decisione. Preciso che fummo chiamati ad interessarcene come Giunta in quanto il dirigente del Settore Commercio, Marco CARIA, ci disse che era un problema da risolvere principalmente in sede politica.
Pertanto, viste le perplessità cui ho prima accennato, la Giunta decise anche quella volta di soprassedere alla decisione, in attesa di acquisire ulteriori elementi. In Giunta quella sera, oltre a me e alle persone di cui ho già detto, erano presenti anche l'assessore FONTI ROCCO, l'assessore COLACITO, l'assessore ALLAVENA, il Sindaco BOSIO, il Direttore Generale CANTARO Carmelo.

(...)

Per quanto gli altri non è che fossero favorevoli è pur vero che neppure si volevano sbilanciare. Anche perché alcuni di noi neppure avevano un'idea precisa di cosa si intendesse per sala giochi. Pensavamo che si parlasse di macchinette da installare nei bar, ma insomma volevamo capire meglio.

Quindi ero stato io a sollevare per primo quelle perplessità di cui ho detto. Se ne parlò abbastanza a lungo poiché il Dirigente del Settore Commercio ci disse che stavano scadendo i termini entro i quali l'Amministrazione doveva dare una risposta all'istanza della società. Si decise di rispondere alla società richiedente che era in corso la stesura di un regolamento in base al quale vagliare poi le singole richieste. La riunione di Giunta mi sembra che terminò alle 13:30.

La sera di quel giorno, intorno all'ora di cena, mi vennero a trovare a casa PELLEGRINO Giovanni e tale BARILARO, suocero del PELLEGRINO Giovanni. Mi chiesero il perché di queste mie perplessità ed io risposi che il Comune stava appunto elaborando una normativa generale sulla materia. Non usarono toni minacciosi. Peraltro io già conoscevo i PELLEGRINO poiché lavoravano nel settore del movimento terra ed io sono un artigiano edile.

E' vero che ho detto al comandante della locale stazione CC che da allora dormivo con la pistola sotto il cuscino ma voleva solo essere una battuta.

Quello che mi dette fastidio fu il fatto che una cosa riservata di Giunta era stata portata a conoscenza di estranei. Me ne lamentai quindi con il Sindaco che riunì immediatamente la Giunta e disse che se avesse scoperto chi era colui che riferiva all'esterno le opinioni espresse in sede di riunione gli avrebbe revocato l'incarico di assessore.

(...)

Per quel che so anche l'assessore INGENITO ha ricevuto una visita analoga a quella che ho ricevuto io. Fu lui stesso a dirmelo il giorno dopo, peraltro non mi parlò di minacce".

INGENITO Ugo - assessore ai servizi sociali e pubblica istruzione del Comune di Bordighera

Ugo INGENITO"Ricordo che tempo fa, forse fine gennaio/inizio febbraio di quest'anno, si discusse in Giunta della richiesta avanzata dai proprietari di un bar di aprire una sala giochi. Si tratta del bar che è sito davanti alla stazione di servizio Esso di Bordighera. Per quello che so è un'attività economica riconducibile alla famiglia PELLEGRINO, anzi ritengo che il bar sia gestito dalla moglie del Sig. PELLEGRINO.
Ricordo che in sede di discussione io rappresentai la mia contrarietà poiché ritenevo che una tale attività non fosse il meglio per l'immagine di Bordighera e che fosse di cattivo esempio per i giovani. Tra l'altro ricordo che si trattò di una conversazione informale poiché l'argomento non era neppure all'ordine del giorno. Comunque, a maggioranza, ci si espresse in senso contrario all'autorizzazione. Come me la pensavano l'assessore SFERRAZZA, l'assessore VIALE e l'assessore IACOBUCCI. Si erano invece espressi in senso favorevole l'assessore CALACITO, l'assessore FONTI e l'assessore ALLAVENA (di lui peraltro non sono sicuro). Il Sindaco non aveva una posizione precisa però sosteneva che in fondo anche altri bar già avevano installato macchinette per il gioco.
Dopo questa discussione in Giunta ricorso che il giorno dopo, o due giorni dopo, mentre ero a studio (sono ginecologo, con studio a Bordighera dal 1968) si presentò certo sig. BARILARO (preceduto da una telefonata di preavviso), chi io conoscevo in quanto avevo fatto nascere i suoi figli. Non venne per accompagnare qualcuno bensì per parlarmi di ciò che avevamo discusso in Giunta a proposito della richiesta fatta dalla proprietaria del bar, di cui ho detto. Mi chiese ragione del mio orientamento contrario. Mi chiese se era un mio fatto personale contro di loro, contro la loro famiglia (questo mi fece pensare che ci potesse essere un legame di parentela con i PELLEGRINO, ma non ne sono sicuro). Io risposi che non c'era nulla di personale e che ero contrario a quel tipo di attività, per le ragioni che ho detto.
Parlando con l'assessore SFERRAZZA ho saputo che anche lui aveva ricevuto una visita dello stesso tipo.
Naturalmente io parlai con il Sindaco di ciò che mi era accaduto poiché trovano preoccupante che una discussione in Giunta, il cui contenuto ritenevo dovesse rimanere riservato, fosse subito venuto a conoscenza di terzi, all'esterno.
In seguito abbiamo adottato un regolamento sulla materia che fissa precisi limiti per l'autorizzazione all'avvio di simili attività. Per tale motivo ho votato a favore di tale regolamento. (...)
Non sono stato condizionato in questa mia decisione dalla visita del sig. BARILARO.
Dopo l'incontro nel mio studio non ho più avuto o sentito (neppure telefonicamente) il sig. BARILARO.
So che il sig. PELLEGRINO anni addietro aveva avuto problemi con la giustizia in quanto, ricordo, la moglie veniva in studio da sola spiegandomi che il marito era detenuto; parlo di forse 10 anni fa".

FONTI Rocco, assessore alla manutenzione e igiene urbana del Comune di Bordighera

il sindaco BOSIO con il Rocco FONTI"Relativamente al problema delle sale gioco ricordo che verso la fine dello scorso anno si cominciò a parlare del fatto che i signori PELLEGRINO avevamo rilevato la proprietà di un locale adiacente al bar di loro proprietà che avevano intenzione di adibire a sala giochi. Successivamente ricordo che del problema se ne parlò informalmente in Giunta ma non so dire se la domanda di autorizzazione era già stata presentata in Comune. Nel corso dell'informale discussione ricordo che l'assessore Giulio VIALE mostrò delle perplessità perché temeva che quell'attività poteva portare malessere in città. Io risposi che se poi la gente voleva giocare avrebbe trovato comunque disponibilità negli esercizi commerciali già esistenti.
La questione fu rinviata con l'intesa che se ne sarebbe riparlato dopo l'approvazione di un regolamento. In quella discussione informale nessun assessore manifestò il suo pensiero.
(...)
Per quel che ho letto sui giornali so che i signori PELLEGRIO hanno presentato la domanda ma non è stata accolta perché non conforme. Con loro non ho parlato del problema anche perché io abito sopra Bordighera mentre loro sono spesso in Francia a lavorare per cui non ci vediamo. Hanno una ditta per movimento terra".

Le dichiarazioni del FONTI, che afferma di non aver parlato con i PELLEGRINO della questione e di non incontrarli, sono però smentite da un dettaglio che vedremo ora, attraverso il verbale delle dichiarazioni rese da CARIA Maria, funzionario del settore commercio del Comune di Bordigheta:

"Premetto che sono funzionario del Comune di Bordighera dal luglio 2001. Per quel che mi è stato detto, anche dal mio predecessore e dall'impiegata che ho trovato all'atto della mia presa di possesso, l'Amministrazione di Bordighera era sempre stata contraria in passato all'apertura di sale giochi in quanto le riteneva non confacenti al particolare target turistico e cittadino di Bordighera. (...)
Tanto premesso, posso dire che verso agosto/settembre 2008 ricevetti una telefonata dall'Assessore Rocco FONTI che mi chiese se poteva venire a parlarmi, accennandomi che voleva parlarmi del problema delle sale giochi. Venne a distanza di qualche giorno accompagnato da una persona che mi fu presentata come il sig. PELLEGRINO, un uomo di corporatura robusta, con i capelli scusi, intorno alla quarantina. Mi chiesero quali erano eventualmente i requisiti per l'apertura di una sala giochi. Spiegai loro che non c'erano particolari limitazioni per quanto riguardava la collocazione nel territorio comunale e che (allora) non c'era un numero già individuato di autorizzazioni oltre le quali non si poteva andare. Spiegai che occorreva rispettare il TULPS ed i decreti dei Monopoli di Stato nonché avere i requisiti soggettivi richiesti.
Successivamente a tale incontro, nell'ottobre 2008, fu presentata dalla R.M. SAS di PEPE' LUCIA una domanda per l'autorizzazione all'apertura di una sala giochi in un locale di Via Vittorio Emanuele 395, adiacente al bar già gestito dalla stessa.
Mi fu detto che la signora PEPE' è la moglie o compagna del signor PELLEGRINO.
La domanda presentata provocò un certo allarme nell'Amministrazione, proprio perché in passato erano state negate autorizzazioni per attività simili. Io comunque sottoposi la domanda al mio assessore di riferimento e cioè all'assessore IACOBUCCI. L'assessore IACOBUCCI mi chiese di preparare una breve relazione per illustrare il problema in Giunta.
Mentre la questione veniva esaminata dalla parte "politica" dell'Amministrazione noi del settore commercio cominciammo a vedere come eventualmente negare l'autorizzazione trattandosi di attività che, come ho detto, andava contro l'immagine consolidata della città. Chiesi quindi alla Polizia Municipale un parere, che sollecitai più volte. Anche prima del deposito del parere scritto, sulla base di quanto riferitomi verbalmente dalla Polizia Municipale, redassi una comunicazione (preavviso di rigetto) con la quale avvisai la ditta interessata l'Amministrazione non avrebbe accolto la domanda per motivi legati alla viabilità e alla volontà dell'Amministrazione di disciplinare la materia con un regolamento. Questa volontà dell'Amministrazione di predisporre un regolamento mi era stata prospettata dal Segretario Generale del Comune con una telefonata che posso collocare intorno alla metà di ottobre 2008.
Quanto all'orientamento all'interno della Giunta non saperi dire nulla di preciso. Ricordo che l'assessore IACOBUCCI mi disse che lui si era sempre dichiarato contrario all'apertura delle sale giochi ma che se la maggioranza della Giunta si fosse dimostrata favorevole lui si sarebbe adeguato. In seguito fu redatto il regolamento, anche con il contributo della Polizia Municipale, che venne approvato in Consiglio Comunale l'11/2/2009.
Ricordo che per redigere il regolamento sia io che i miei superiori ci avvalemmo anche dell'esperienza già maturata da altri Comuni, scaricando da Internet i regolamenti da loro approvati.
Alla comunicazione del settore commercio (preavviso di rigetto) la ditta R.M. di PEPE' LUCIA prestò acquiescenza con una nota scritta del novembre 2008, nota con la quale - peraltro - la ditta chiedeva di tener comunque presente la domanda e di ritenerla valida una volta approvato il regolamento comunale. Di fatto noi l'abbiamo ritenuta una pratica definita ed archiviata.
Il regolamento fissa un numero massimo di autorizzazioni rilasciabili per l'apertura di sale gioco nel territorio comunale (2) ed esclude che si possano aprire tali attività nel centro storico ed in un'altra zona che va da Via veneto ad ovest a Via Al mercato a est, dal mare sino a via Romana. In base a tali limiti il locale della società R.M. di PEPE' LUCIA potrebbe ottenere l'autorizzazione in quanto al di fuori delle zone interdette e comunque lontane da scuole e case di cura.
I limiti delle zone interdette sono stati individuati in sede di Giunta: è stata cioè una decisione "politica" e non del settore commercio.
Rappresento che pochi giorni prima dell'approvazione del regolamento fu presentata un'altra domanda volta ad ottenere l'autorizzazione ad aprire una sala giochi. Fu presentata dalla signora Nadia BARILARO che ho poi saputo far parte dello stesso gruppo familiare del sig. PELLEGRINO. Peraltro nell'istanza non era indicato il sito ove si intendeva aprire detta attività e quindi comunicai il preavviso di rigetto, in ordine al quale non fu presentata nessuna osservazione.
A fine aprile 2009 è stato adottato un provvedimento di rigetto definitivo.
Quanto alla R.M. di PEPE' LUCIA SAS, detta società, dopo l'approvazione del regolamento, presentò una nuova domanda di autorizzazione. Risposi richiedendo tutta una serie di documenti previsti dal nuovo regolamento. A quel punto ai primi di aprile ricevetti una dichiarazione di rinuncia all'apertura di quell'attività in via Vittorio Emanuele 395 e contestualmente una richiesta di autorizzazione all'apertura di una sala giochi al diverso indirizzo di via Vittorio Emanuele 282. Anche in questo caso ho richiesto l'integrazione documentale necessaria e allo stato il procedimento è sospeso nell'attesa di ricevere quanto richiesto".

Passiamo ad un altro Rapporto dei Carabinieri della PG della Procura di Sanremo, datato 24 giugno 2010:

" In data 22 c.m. come disposto dalla S.V. ... veniva eseguita la perquisizione locale presso le abitazioni di PELLEGRINO Roberto, PELLEGRINO Maurizio e relative pertinenze.
(...)
Presenti all'atto vi erano le moglie degli indagati, VOGHERA Verane,..., moglie di PELLEGRINO Roberto e PEPE' Lucia... moglie di PELLEGRINO Maurizio.
Nel corso della operazione di ricerca presso l'abitazione di PELLEGRINO Roberto, veniva trovata, celata da un armadio a muro dotato di sofisticato meccanismo ruotante radiocomandato, una intercapedine delle dimensioni di un metro quadri circa.

All'interno della stessa veniva rinvenuta una scatola in vimini contenente monili di metallo di scarso valore.
Appare opportuno segnalare che all'atto del rinvenimento del motore che aziona il pistone rotante, artatamente celato da un frontalino in legno assicurato con quattro viti a scomparsa, la VOGHERA Verane ed il PELLEGRINO Michele, che stavano assistendo alle operazioni, dichiaravano di non sapere nulla dell'esistenza di tale apparecchiatura e pertanto di non essere in possesso né della chiave per lo sblocco manuale e né del telecomando elettronico.
Al termine dello smontaggio dell'intero mobile, dell'apertura dell'intercapedine e dopo il rinvenimento della scatola in vimini, la moglie di PELLEGRINO Roberto dichiarava che i monili contenuti nella scatola erano suoi e che non avevano valore.

Tutte le operazioni anzi descritte sono state riprese con videocamera digitale ed il filmato memorizzato...
(...)
Questo ufficio ritiene che, con ogni probabilità, il vano fosse destinato all'occultamento di armi illecitamente detenute (tra le quali anche quella che impiega munizionamento ordinato dal PELLEGRINO presso l'armeria "MEDITERRANEAN SPORT") e che dopo la vana perquisizione eseguita nella circostanza del suo arresto, le stesse siano state rimosse dalla VOGHERA Verane.
Appare in tale ottica significativo il fatto che all'interno del vano nascosto siano stati trovati, per ammissione della stessa VOGHERA, degli oggetti di sua proprietà.
Altrettanto significativo appare il comportamento evidentemente "omertoso" della donna la quale, nel corso dell'apertura per la quale è stata impiegata più di un ora, lei abbia continuato a negare di sapere dell'esistenza di detto luogo.

Non si esclude, anche alla luce dell'arresto avvenuto del latitante COSTAGRANDE Carmelo sorpreso nell'abitazione di PELLEGRINO Maurizio e di cui si è già riferito, che il nascondiglio possa essere stato utilizzato come rifugio momentaneo per persone ricercate, in occasione di controlli da parte delle forze di polizia.
Inoltre, con riferimento al possibile utilizzo del vano per occultare armi, si segnala che già in passato la moglie di PELLEGRINO si era prestata a detenere evidentemente per conto del marito, un fucile a pompa calibro 12 e una pistola automatica.

Si allega a tal proposito copia dell'autorizzazione alla detenzione, incredibilmente concessa dalla Questura di Imperia alla convivente di PELLEGRINO Roberto, in allora già gravato da condanna per detenzione di armi da guerra ed esplosivo, con la "discutibile" prescrizione di "custodire le armi in modo che il convivente PELLEGRINO Roberto non possa accedervi"
.
(...)
Si consideri infine che in data 5 gennaio 2010, le armi ed il relativo munizionamento di cui sopra, che erano state sequestrate presso l'abitazione di PELLEGRINO Roberto in occasione al suo arresto ed a quello degli armieri di Sanremo CALVINI Pierino e CALVINI Simone, sono state restituite a VOGHERA la quale contestualmente le ha "cedute" a DE MARTE Romina, nata a Sanremo il 30/6/1978, residente a Bordigherta in via Inglesi 103.
La DE MARTE Romina è coniugata con BARILARO Giuseppe
, nato a Bordighera il 5/12/1978, anche esso residente a Bordighera in Via Inglesi 103, figlio di BARILARO Francesco, tratto in arresto unitamente ai fratelli PELLEGRINO Roberto, Giovanni e Maurizio.
La DE MARTE Romina, e BARILARO Giuseppe, pur essendo residenti in Via degli Inglesi 103 di Bordighera di fatto sono domiciliati in via Corombeire 38, nello stesso edificio ove è domiciliato PELLEGRINO Giovanni.
In tale edificio sono custodite le armi in disamina.
(...)
La perquisizione veniva quindi estesa agli uffici della società "FRATELLI PELLEGRINO SRL" ubicati al piano interrato dell'abitazione di PELLEGRINO Roberto, ove veniva rivenuta una cartellina contenente varia documentazione relativa al noto locale "LA GROTTA DEL DRAGO" di Sanremo ed alla costituzione della società "R.M. di PEPE' LUCIA & C".
Tra la documentazione relativa alla "GROTTA DEL DRAGO" sono state trovate due scritture privare: una tra GIUDICE Calogero, il precedente gestore, e PELLEGRINO Giovanni che stabilisce il pagamento da parte di quest'ultimo della cifra di € 95.000 a titolo di rimborso spese, e l'altra tra STALTARI Paolo, presidente pro tempore "dell'associazione culturale" e PELLEGRINO Giovanni per la cessione in comodato d'uso dei beni mobili e delle attrezzature del locale. Si ritiene che ciò sia una ulteriore conferma del pieno coinvolgimento del PELLEGRINO nella gestione dell'attività del locale.
(...)".

Il condizionamento mafioso (accertato) del Comune di Bordighera

BOSIO con i PELLEGRINOGià quanto scritto qui, oltre a quanto già pubblicato, soprattutto in riferimento all'Ordinanza di Custodia Cautelare dello scorso anno, dovrebbe essere già sufficiente ad inquadrare la questione, sgomberando il campo da quella propaganda del "siamo puliti" propria dei PELLEGRINO-BARILARO e degli altri "imprenditori" espressione delle cosche. Ma a noi non basta, perché qualcuno, come abbiamo visto, non vuole vedere una realtà talmente conclamata quanto inquietante, cercando di non leggere la verità dei fatti.

Ecco perché, per la prima volta, andiamo a pubblicare online ampi stralci della Relazione della Commissione d'Accesso al Comune di Bordighera, datata 16 dicembre 2010, che ha portato il Ministro dell'Interno a proporre ed ottenere il Decreto di scioglimento dell'Ente per accertato condizionamento mafioso.

In questo modo sarà chiaro anche ai bambini - a meno che non si voglia far finta di non capire - che il condizionamento mafioso sul COMUNE DI BORDIGHERA, promosso dai PELLEGRINO-BARILARO c'è stato, è stato pesante ed è indipendentemente dai fatti relativi alle minacce al copro politico, in quanto dimostrato da molteplici e documentali risultanze che non si possono che definire: inequivocabili.

Scrive la Commissione d'Accesso in merito agli incarichi alle società dei PELLEGRINO:

"E' stato esaminato il periodo intercorrente tra l'anno 2003 e l'agosto 2010.

In totale, nel periodo, sono stati affidati 186 appalti di cui soltanto 50 con procedura di evidenza pubblica (asta o procedura negoziata con bando); i restanti appalti sono stati affidati come segue: 48 con affidi diretti a seguito di procedura di somma urgenza... ed il resto a trattativa privata (procedura negoziata senza bando) o con affidamento diretto...

In particolare, a seguito dell'indagine della Legione Carabinieri - Liguria - Comando Provinciale di Imperia del 28/6/2010 nella quale sono stati individuati con certezza i Lavori Pubblici affidati in appalto alla famiglia PELLEGRINO dal Comune di Bordigheta (...), sono stati esaminati, sotto il profilo amministrativo, tecnico e contabile, gli atti inerenti a tali affidamenti:


A) Partendo da questo assunto è stata esaminata la gara a trattativa privata in cui l'importo dei lavori a base d'asta era pari ad € 39.000 (...) oltre ad € 516,46 (...) non soggetti a ribasso in sede di gara per oneri di sicurezza per ripascimento spiagge anno 2003.


Occorre premettere che tale gara ha avuto un tormentato iter procedurale e tecnico che si può riassumere sinteticamente:
1) l'amministrazione comunale con atto di giunta comunale approva la perizia dei lavori, tuttavia la Provincia di Imperia, a seguito istanza di autorizzazione, concede il N.O. Al prelievo del materiale lapideo in una zona Porra di Ventimiglia dove esso non risulta compatibile con il materiale presente sulle spiagge del litorale comunale;

2) a seguito di ulteriore istanza del Comune alla Provincia di Imperia per l'autorizzazione al prelievo in altro sito e dopo il successivo intervento dell'ARPAL per l'analisi del materiale lapideo, esso viene autorizzato all'asporto di mc 6000 circa - di detto materiale presso la zona a monte del pozzo artesiano dell'acquedotto AMAIE di Sanremo - invece di 12.000 mc previsti inizialmente;

3) tale modifica della quantità di materiale da prelevare e del luogo di prelievo ha provocato, in primo luogo, una attenta valutazione tecnico-ambientale in merito al depauperamento del sito di prelievo ed un differimento dei termini previsti dalla Regione Liguria per i lavori di ripascimento delle spiagge; per entrambe le casistiche il Comune ritiene di potersi giustificare in ragione di deroghe previste in tema di intervento stagionali dalla normativa regionale;

4) la conseguenza più notevole è stata però che la gara d'appalto per il ripascimento delle spiagge per l'anno 2003, è stata sospesa a seguito sia del cambiamento del sito di prelievo che del materiale da asportare notiziando peraltro le 13 ditte già invitate in data 20/03/2003 con protocollo n. 3699;

5) così è stata esperita nuova gara d'appalto, con lettera n. 5789 del giorno 08/05/2003, anticipando via fax ed invitando le stesse 13 ditte operanti nel settore procedendo all'integrazione dei requisiti previsti per la partecipazione alla gara richiedendo nei concorrenti il requisito all'autorizzazione all'autotrasporto in conto terzi;

6) a questo punto la società VAR.BEL. SNC di BELFIORE Fioravanti e VARONE Fortunato chiede di essere invitata alla gara con nota del 13/05/2003 e contestualmente il Comune gli rilascia la lettera di invito alla gara avente pari data. L'anomalia si concreta nel fatto che il Comune, che ha invitato le 13 ditte a partecipare alla formulazione dell'offerta dopo che le ha già individuate, e per di più dopo aver annullato un precedente appalto della stessa fattispecie, risulta costretto ad allargare il numero dei partecipanti alla gara inserendo la ditta n. 14 snaturando la natura stessa della trattativa privata. Difatti essa prevede un esame preliminare della stazione appaltante per l'individuazione dei concorrenti e il successivo invito alla formazione dell'offerta. Qui appare che il Comune su richiesta di partecipazione alla gara di una ditta, addirittura in presenza di precedente annullamento di gara, la invita contestualmente alla gara senza che possa procedere all'esame preliminare della capacità economica e finanziaria dell'impresa offerente così come prescrive l'art. 78 del DPR 554/99, dati i ristretti tempi di apertura delle buste (fra l'altro l'appalto è aggiudicato con il criterio del massimo ribasso sull'importo posto a base di gara);

7) a questo proposito occorre evidenziare che la Stazione appaltante nelle lettera d'invito non ha previsto per gli offerenti la cauzione provvisoria sul 2% dell'importo dei lavori ai sensi dell'art. 30 della Legge 109/94 ed agli atti non sono stati rinvenuti che testimoniano il versamento della cauzione provvisoria ed il loro successivo svincolo;

8) esaminando peraltro la documentazione inerente le offerte presentate il giorno 20/5/2003 della VAR.BER. SNC (che peraltro si aggiudica l'appalto con il ribasso del 24%) salta agli occhi subito come il documento d'identità è irregolare in quanto la foto sul documento della carta d'identità non è conforme alla normativa in materia di anagrafe: difatti gli occhiali non devono essere colorati in modo tale da non impedire di vedere il colore degli occhi;

9) l'offerta è corredata dell'apposita dichiarazione di subappalto per le opere di carico del materiale sugli autocarri e la sistemazione dello stesso sugli arenili, ma la richiesta successiva per poter ottenere la prescritta autorizzazione di N.O., dal Comune formulata in data 26/5/2003, prevede che l'importo del subappalto sia di € 8.000,00 (nei limiti del 30 per cento dei lavori subappaltabili) è aggiunta a mano su un foglietto già dattiloscritto.

10) il verbale di consegna lavori reca la data del 26/5/2003, peraltro attestata dal responsabile del procedimento ed i lavori terminano in data 6/6/2006 ben al di là del termine previsto nella lettera d'invito. Tale data è attestata dal responsabile del procedimento una prima volta a mano per comunicare all'Ufficio Contratti che era inutile chiedere il versamento della cauzione definitiva alla Ditta aggiudicataria per la stipulazione del Contratto, in quanto il lavoro era già stato eseguito dalla stessa ed una seconda volta in sede di relazione sul Conto Finale e di Certificato di regolare esecuzione redatto il 28/7/2003 in cui si attesta in modo erroneo che il termine per ultimare i lavori sono 12 giorni e non 10 contravvenendo così ai termini prescritti nella lettera d'invito;

11) il contratto di subappalto fra l'appaltatore (VAR.BER. SNC) e la società FRATELLI PELLEGRINO SAS DI PELLEGRINO MICHELE è stato stipulato nei termini previsti dalla legge 109/94 e relativo regolamento, ma il contratto di subappalto prevede una data di inizio lavori (21/5/2003) addirittura precedente al Verbale di consegna dei lavori (26/5/2003).

12) non sono state rilevate ulteriori indagini sulla capacità economica e finanziaria della VAR.BEL SNC (come prescrive il regolamento n. 554/99, ma il fatto più grave è che la liquidazione finale a seguito della redazione del Certificato di regolare esecuzione del 28/7/2003, cioè il saldo della somma residua (€ 15.336,46 oltre IVA 20%) è stato erogato senza che la ditta appaltatrice esibisse (non vi è traccia negli Uffici competenti) il pagamento quietanziato effettuato alla ditta subappaltatrice...; parimenti non è stata trovata traccia delle indagini inerenti la presenza di reati in capo alla Ditta VER.BEL SNC attraverso la produzione di certificato del casellario giudiziale....

13) occorre anche aggiungere che la società TESORINI SRL con nota del giorno 28/5/2003 si è proposta di fornire il materiale litoide mancante all'Amministrazione Comunale (mc 4.000 di materiale idoneo al ripascimento) al prezzo di € 3.000 oltre IVA.

Risulta ovvio come la società TESORINI SRL (che ha partecipato alla gara a trattativa privata con un ribasso a base d'asta pari a 2,30% poteva benissimo offrire un ribasso maggiore in fase di gara per aggiudicarsi l'appalto.
A questo punto il Comune, con determina n. 83 del 29/5/2009 ha affidato la fornitura in oggetto alla TESORINI SRL a seguito parere favorevole del RUP sulla congruità del prezzo offerto.


B) Gara a licitazione privata per lavori di difesa e risanamento spiagge da capo Mortola a capo Sant'Ampelio - lotto n.1 - dal depuratore al rio Rattaconigli:

Tale progetto per la difesa ed il ripascimento del tratto di spiaggia... è stato redatto dallo STUDIO SIRITO di Savona ed è stato approvato dal Comune di Bordighera deliberazione di Giunta 17 del 17/12/2003.
(...)
Nella stessa delibera veniva definitivamente approvato il quadro economico - già adeguato in sede di Conferenza dei servizi - per un importo complessivo di € 3.910.000,00...
Pertanto nel quadro economico i lavori a base d'appalto venivano così suddivisi: € 1.973.349 (oneri di sicurezza 67.127,38) ed € 888.651 (oneri di sicurezza 30.679,55) per un totale a base d'asta pari ad € 2.862.000 (oneri di sicurezza non soggetti a ribasso € 98.806,93).
A seguito della proceduta di licitazione privata accelerata che si svolgeva il 16/3/2004 i lavori sono stati affidati all'A.T.I. BETON VILLA SPA (capogruppo mandatario) F.LLO NEGRO COSTRUZIONI GENERALI SPA (mandante) per l'importo di € 1.974.186,06 di cui 1.875.379,14 per lavori risultanti dal ribasso del 32,13% offerto sull'importo posto a base di gara di 2.763.193,07.
La procedura di gara, in base agli atti esaminati, appare corretta sia nella fase di preinformazione che in quella di aggiudicazione...
Tuttavia ciò che risulta anomalo è la fase successiva alla stipulazione del contratto avvenuta il 17/6/2004.
Difatti le predette imprese BETON VILLA SPA e NEGRO F.LLI COSTRUZIONI GENERALI SPA, con atto del 24/09/2004 del Notaio Dott. Franco Amadeo di Imperia, costituiscono la società "SOLE società consortile a responsabilità limitata" avente durata fino al 31/12/2010 con lo scopo... di provvedere all'esecuzione unitaria dei lavori affidati dal Comune di Bordighera.
Nel frattempo il Comune provvede ad erogare... l'anticipazione del 5% (consentita solo perché i lavori sono stati finanziati dall'Unione Europea) alla BETON VILLA SPA per un importo di € 108.581 a seguito costituzione apposita cauzione.
La notifica della costituzione della società SOLE consortile a r.l. è effettuata al Comune in data 22/11/2004 creando non pochi problemi in sede di pagamento del 1° SAL.
Difatti il Comune intende pagare alla Società SOLE in quanto esecutrice dei lavori, ma a seguito dell'intenso scambio di corrispondenza fra l'Ufficio tecnico e con il parere del Segretario Generale, fondato su precedenti giurisprudenziali, il mandato di pagamento del 1° SAL viene emesso a favore sempre della BETON VILLA SPA (...).
In tale ambito risulta allora non corrispondente alla situazione giuridica la stipulazione di un contratto di subappalto fra la SOLE SOCIETA' CONSORTILE (che si ribadisce non può essere considerata impresa appaltatrice o mandataria dell'ATI che aveva assunto la titolarità dell'Appalto in questione) con la società PELLEGRINO SAS (stipulato il 19/11/2004) per l'esecuzione a noli a caldo di automezzi per l'importo pari ad € 140.000 (nei limiti del 30% della categoria OS1).
A questo proposito occorre ribadire quanto detto per gli altri appalti: ai sensi del DPR 21/12/1999, n. 554 la F.LLI PELLEGRINO SAS non poteva essere affidataria di subappalti per la presenza di reati previsti dall'art. 75 c.2.
Parimenti agli atti le fatture della ditta PELLEGRINO SAS non risultano quietanzate dalla società mandataria dell'ATI (cioè la BETON VILLA SPA come dovrebbe essere), ma sono emesse nei confronti della SOLE che, anche volendo non potrebbe neanche quietanzare, in quanto non è l'impresa appaltatrice.

Seguendo le successive vicende prettamente operative dell'Appalto si evince quanto segue:


1) la consegna dei lavori è stata effettuata il giorno 28/7/2004 come da verbale agli atti, fissando 516 giorni naturali decorrenti dalla data di consegna (...) e quindi il giorno 26/12/2005, mentre ai sensi dell'art. 20 c.4 punto 3 del Capitolato si fissavano i termini per la costruzione del pennello "G" in 320 giorni dalla consegna dei lavori (quindi il giorno 13/6/2005) precedendo sia periodi di sospensione programmata dai lavori sia delle penali per ogni giorno di ritardo sulle date in precedenza programmate.
Per effetto di tali sospensioni il ripascimento si doveva concludere il giorno 23/6/2006, mentre per i salpamenti e la realizzazione del pennello la scadenza era fissata al giorno 16/11/2005.Al fine di accelerare i lavori si concedeva da parte del RUP la possibilità di utilizzare autocarri a pieno carico (40 tonnellate) per il ripascimento tali da ridurre i tempi di ultimazione lavori di 60 giorni fissando così i termini al giorno 24 aprile 2006.


2) mentre tali lavori sono stati conclusi nel tempo stabilito, le opere marittime non sono state completate e pertanto è stato emesso il certificato sullo stato di ultimazione dei lavori solo in data 25/10/2007 da parte del Direttore dei Lavori.
Con tale certificato è stato asseverato che solo i lavori di ripascimento si erano conclusi, mentre non erano ancora ultimate le opere marittime (pennello "G" e salpamenti delle scogliere) cosicché è stato redatto il verbale di presa in consegna anticipata dei lavori...


3) dall'esame degli atti si rileva che, in linea di massima, i lavori, nonostante un nutrito carteggio fra Direttore dei Lavori e la Società SOLE (che mantiene le modalità operative), ordini di servizio e riserve inserite in Contabilità, sono stati svolti secondo le previsioni del progetto esecutivo, ma le contestazioni sono state molteplici ed insanabili proprio sulla realizzazione del pennello "G" ed il successivo contenzioso non poteva che sfociare in sede giudiziaria.

4) il collaudatore in corso d'opera l'Ing. Salvatore CASCELLA ha proceduto, in sede di collaudo, alla quantificazione del costo finale dei lavori eseguiti pari ad € 1.649.076,89, da cui ha detratto i lavori eseguiti dal Comune a danno dell'impresa pari ad € 19.514,61, i lavori ancora da eseguire valutati in € 115.672,10, la penale per ritardata ultimazione dei lavori quantificata nella misura di € 164.907,69 e gli acconti già corrisposti pari ad € 1.641.591 così da rilevare il debito a carico dell'impresa pari ad € 292.608,51.
Lo stesso ingegnere ha poi esposto in maniera esaustiva tutte le riserve in corso d'opera dell'impresa ed anche le riserve sul collaudo stesso proponendo in apposita relazione una soluzione transativa per alcune di esse.
Tale soluzione è stata poi superata dal diniego dell'impresa e dalla sua successiva citazione presentata presso il Tribunale di Sanremo nei confronti del Comune che ha poi dato mandato ai propri legali di provvedere all'esecuzione parziale della polizza fideiussoria a copertura del debito.


5) allo stato attuale il Comune ha ottenuto dalla società ALLIANZA SPA l'importo di € 109.221,85 con l'esecuzione parziale della cauzione di € 436.887,38 in quanto il CTU nominato dal Tribunale di Milano ex art. 700 c.p.c. (su istanza dell'impresa) non ha ancora depositato la sua relazione finale.

C) Lavori di somma urgenza per l'alluvione del 14/9/2006:

1) Pulizia aree allagate e strade cittadine
In merito a tale servizio il Comune ha approvato con celerità i provvedimenti amministrativi (...) provvedendo ad affidare a diverse ditte l'immediata esecuzione della pulizia, ma ha liquidato e pagato a 2 Ditte, la FRATELLI PELLEGRINO SAS per un importo pari ad € 365.648,09 iva esclusa e la TECNOCOSTRUZIONI SAS per un importo pari ad € 226.000,00, importi superiori al limite previsto dall'art. 147 del DPR 21/12/1999, n. 554 che è pari ad € 200.000,00, Tale limite... può essere superato per rimuovere lo stato di pregiudizio alla pubblica incolumità, ed in tal caso il prezzo delle prestazioni ordinate è definito consensualmente con l'affidatario. In tal caso è evidente il fatto che l'Amministrazione Appaltante ha affidato la maggior parte dei lavori in oggetto (60% circa dell'importo pagato a consuntivo) solo a queste due ditte senza che agli atti possa essere giustificata una tale concentrazione.
Inoltre il Piano Operativo di Sicurezza redatto nell'occasione firmato dalla società FRATELLI PELLEGRINO SAS riporta come responsabile del procedimento la Dott.ssa ROSSI che, agli atti, non ha ottenuto tale incarico né era coordinatore per la sicurezza.
Occorre ancora dire che la fattura inerente alla discarica di materiali della ditta individuale LIGURIA CAVE di RIVARA ENRICO di € 41.952 (che ha fatturato alla società PELLEGRINO SAS) è priva della quietanza di pagamento) da considerarsi necessaria ai fini della liquidazione a favore della stessa società.
Aspetto di particolare rilevanza è che non risulta agli atti la documentazione da richiedere in sede di verifica dei requisiti di carattere generale di cui al nuovo art. 38 comma 3 del D.lgs 163/2006 (codice dei contratti).


2) Lavori di somma urgenza per pulizia Torrente Borghetto dalla Foce a Via Romana (...) liquidato alla ditta FRATELLI PELLEGRINO sas per un importo pari ad € 126.554,04 (iva esclusa): anche in tale affidamento di lavori il Piano Operativo di Sicurezza, firmato dalla stessa ditta FRATELLI PELLEGRINO SAS, non riporta correttamente il nome del Responsabile del Procedimento; anche qui la fattura della ditta MOVIMENTO TERRA SRL di € 76.000,00 (iva esclusa) non è quietanzata.
Manca, come sempre, la documentazione inerente alla verifica di cui all'art. 38 comma 3 del Dlgs 163/2006.

3) Lavori di somma urgenza per pulizia Torrente Borghetto dalla Via Romana alle due Strade (...): liquidati alla società PELLERGINO SAS per un importo pari ad € 95.779,57 (comprensivo di IVA).
In tal caso agli atti del Comune risulta che è stata regolarmente effettuata la richiesta della documentazione di cui all'art. 38 comma 3 del Dlgs 163/2006 in data 4/12/2006, che essa sia stata rilasciata sia dal Tribunale di Imperia che dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sanremo (IM) in data 6/12/2006.
In tale ultima richiesta è poi annotata a mano dall'Ing. Miceli il fatto che i reati indicati nel Certificato del Casellario Giudiziale, dopo aver sentito l'Ufficio Legale e Contratti del Comune, non rientravano nella fattispecie di cui all'art. 38 del Dlgs 163/2006 e pertanto si poteva procedere alla stipulazione del Contratto a favore della società FRATELLI PELLEGRINO SAS e conseguente liquidazione dei lavori effettuati. In sede di verifica non è stato rinvenuto tale Certificato agli atti dell'Ente, ma è stato nuovamente richiesto dalla Commissione.
Il Comune, con nota n. 17553 del 7/10/2010 ha di nuovo richiesto il casellario giudiziale per il socio e legale rappresentante della società PELLEGRINO Michele, nato a Ventimiglia (IM) il 14/6/1967 ed il direttore tecnico dei lavori MONI Mauro, nato a Sanremo (IM) il 13/4/1971...
Orbene il certificato, pervenuto in atti il giorno 15/10/2010, che riproduce esattamente il certificato penale del giorno 6/12/2006, riporta una serie di condanne a carico dei predetti che non consentiva alla società FRATELLI PELLEGRINO SAS di essere destinataria di affidamenti, di subappalti né di poter stipulare contratti.

(...)

4) ripristino frana in Via del Lavoro (...) accorpato con... "muro" non appare agli atti la stipulazione del contratto; non è presente il pagamento della cauzione...

5) ripristino frana in Via del Lavoro accorpato con... "frana":
per quanto riguarda la contabilità dei Lavori, mancano date e firma dell'impresa sia sul libretto delle misure che sullo Stato finale dei lavori; non appare conforme il pagamento della cauzione... Non appare agli atti la stipulazione del contratto.

Per i lavori di cui al n. 4 e 5 non stato rilevato agli atti il Piano operativo di Sicurezza, ne è presente il Certificato del Casellario Giudiziale per la verifica di cui all'art. 38 del Dlgs 163/2006.


D) Spiagge-ripascimento stagionale di ridotta entità anno 2007


1) In tal caso la Stazione appaltante ha giustificato il ricorso alla trattativa privata a seguito dell'urgente necessità di provvedere al ripascimento degli arenili...
2) La delibera della Giunta comunale di approvazione del progetto esecutivo e l'indizione dei successivi adempimenti procedurali è avvenuta il giorno 9/3/2009, l'apertura delle buste e la redazione del verbale di gara avviene il 17/4/2007 e la determina di aggiudicazione definitiva il 18/04/2007.
3) In tale affidamento dei lavori a trattativa privata per un importo dei lavori pari ad € 100.000,00 (97.000 € per lavori + oneri per la sicurezza pari a 3.000) di nuovo nella lettera d'invito manca l'indicazione dell'obbligo della cauzione provvisoria...
4) Il DURC acquisito per la necessaria fase di liquidazione dall'Ufficio Contratti è irregolare in quanto ancora in fase di validazione come si evince dalla pessima fotocopia agli atti.
5) Anche qui non è agli atti la verifica di cui all'art. 38 c.3 del Dlgs 163/2006 che avrebbe evidenziato i reati di cui al punto 3 e pertanto l'appalto non sarebbe potuto essere affidato, né il contratto stipulato a favore della società FRATELLI PELLEGRINO SAS, parimenti non risultano effettuate le ulteriori verifiche sulla capacità economica e finanziaria previste dal Dlgs 163/2006.
Dall'esame degli altri appalti, effettuando verifiche a campione, si è osservato che le fasi di preinformazione, le procedure di gara e la successiva aggiudicazione sono messe in atto con la dovuta regolarità tecnica, mentre la fase amministrativa, propedeutica alla stipulazione del contratto e riguardante il controllo dei requisiti previsti dalla legge 109/94 e dal Dlgs 163/2006 risulta, in alcuni casi, condotta in maniera più superficiale, soprattutto per gli affidamenti di piccola entità.
(...)
In sintesi l'esame ha evidenziato soprattutto irregolarità di tipo amministrativo e contabile (ad esempio mancata esibizione di fatture quietanziate del pagamento a subappaltatore in caso di pagamento all'impresa appaltatrice), mentre il fatto più significativo e che nel caso dei predetti appalti segnalati dal Comando dei Carabinieri e riguardanti la società FRATELLI PELLEGRINO SAS risulta evidente che il certificato del casellario giudiziale con l'elencazione dei reati commessi e che pregiudicavano l'affidamento di appalti e subappalti sia nella vigenza della legge 109/94 che del nuovo Codice dei Contratti...) è stato valutato in modo erroneo dall'Amministrazione Comunale".

Vediamo ora alcuni estratti degli altri capitoli della Relazione della Commissione d'Accesso che ha condotto allo scioglimento per condizionamento mafioso ed al conseguente Commissariamento del Comune di Bordigheta. Se, nell'ambito dei lavori assegnati direttamente o indirettamente ai PELLEGRINO abbiamo constatato la totale e pervicace omissione da parte del Comune di Bordighera del divieto ad affidare appalti, subappalti e comunque stipulare contratti, ed un assoluta omissione di controllo, vedremo ora altri esempi che dimostrano che, attraverso ritardi, errori di procedura e nuove omissioni di verifiche, l'agevolazione ai PELLERGINO era una costante, progressiva, nell'amministrazione del Comune di Bordighera (che, come si capirà, non è certa l'unica Istituzione ad aver agevolato il clan dei PELLEGRINO!), soprattutto in occasione dell'appuntamento elettorale del rinnovo dell'Amministrazione nel 2007.

URBANISTICA - ABUSIVISMO EDILIZIO

"(...) Per quanto riguarda, in particolare, le famiglie di cui è cenno nella citata relazione del Comando Provinciale dei Carabinieri è emerso che sono state emesse nei confronti di BARILARO Francesco n. 2 denunce datate 23/10/2004 e 13/10/2006 per lavori abusivi realizzati su immobile di proprietà sito in Bordighera alla via degli Inglesi 103.
In relazione alla famiglia PELLEGRINO risulta una segnalazione all'Autorità Giudiziaria in data 23/10/2003 nei confronti di PELLEGRINO Roberto, PELLEGRINO Domenico, PELLEGRINO Michele e DE MARTE Vincenza per l'esecuzione di opere abusive realizzate in un immobile di proprietà sito in via Cornice dei due Golfi - località Montenero di Bordighera.
La relativa ordinanza di demolizione è stata annullata dal TAR Liguria perché emessa nelle more dell'istruttoria per la definizione della richiesta sanatoria.
Il connesso procedimento penale celebrato avanti al Tribunale di Sanremo - Sezione Staccata di Ventimiglia si concluso in 1° grado con la sentenza di condanna in data 18/7/2009 di PELLEGRINO Roberto, PELLERGINO Domenico, PELLERGINO Michele e DE MARTE Vincenza e SERAFINI Perluca, nella sua qualità di direttore dei lavori, alla pena di 10 mesi di arresto, interamente condonata, ed all'ammenda di euro 40.000 ridotta a euro 10.000, nonché alla demolizione delle opere abusive realizzate.
Avverso la citata sentenza è stata presentata in data 10/12/2004 istanza di condono edilizio ai sensi della legge 326/2003.
Detta istanza, dopo circa 5 anni, è stata esaminata dalla Commissione Edilizia Integrata che ha espresso parere contrario nella seduta del 26/2/2009 ed è stata quindi rigettata dal Comune con provvedimento 3522 del 3/3/2009.
Soltanto in data 22/10/2010, durante le operazioni di accesso, i funzionari comunali si sono accorti che il TAR Liguria aveva negato la sospensiva e pertanto hanno provveduto ad emanare nuova ordinanza di demolizione n. 192/prot. 18533 nei confronti dei già citati PELLEGRINO.
L'esame della pratica di condono si è sviluppato in un arco temporale eccessivamente lungo in considerazione della evidente chiarezza dei motivi del rigetto; si legge in ordinanza, infatti, che le opere "non possono rientrare nella sanatoria in quanto sono riferite a nuove costruzioni realizzate successivamente alla data del 31/12/2003"; "ricadono in zona di vincolo panoramico e sono difformi dalla vigente normativa urbanistica perché ricadono su area interamente asservita e inedificabile" ed inoltre "in fascia inedificabile di Rispetto Autostradale" e tutto ciò "in assenza del permesso di costruire (...) e dell'autorizzazione paesistica
(...)"

CONTRIBUTI E BENEFICI ECONOMICI

"Anche nell'ambito dell'Ufficio Servizi Sociali è stata verificata l'esistenza di atti in qualche modo riconducibili alla famiglia PELLEGRINO.
In particolare è emerso che la sig.ra PEPE' LUCIA, coniugata di PELLEGRINO Maurizio, ha presentato domanda di esenzione mensa per la figlia PELLEGRINO Enza per gli anni scolastici 2007/2008 - 2008/2009 - 2009/2010, ottenendo il richiesto beneficio economico, in conformità ai criteri fissati con delibera di Giunta municipale n. 122 del 11/9/2003.
La sig. PEPE' Lucia risulta aver presentato, in data 23 luglio 2010, al Comune domanda da inoltrare all'INPS per l'attribuzione dell'assegno per il nucleo familiare.
Risulta infine, agli atti del Comune, che l'Ufficio Servizi Sociali, abbia trasmesso al Comando Compagnia della Guardia di Finanza di Ventimiglia l'elenco dei nominativi di persone e nuclei familiari beneficiari di prestazioni agevolate o contributi.
(...)
A tal riguardo occorre osservare che l'obbligo di verifica imposto dalla Legge, sia pure a campione, non sembra assolto col semplice invio della richiesta all'organo di Polizia dovendo, invece, attivarsi per ottenere una risposta, peraltro mai sollecitata. Analoga informazione avrebbe potuto essere inoltrata all'Agenzia delle Entrate."


Nelle "CONCLUSIONI" vengono tolti tutti i dubbi, anche se l'ex Pref. DI MENNA insisteva nell'affermare che non fosse necessario procedere, dopo, naturalmente, aver discusso della questione con gli esponenti politici del medesimo partito del sindaco di Bordighera, ovvero del PDL! Vediamo:

"Da quanto precede e sulla scorta della relazione redatta dai Carabinieri, risulta che l'attività lavorativa espletata dai fratelli PELLEGRINO, che si sostanzia essenzialmente in lavori di scavo e movimento terra, è sviluppata sul territorio dell'intero ponente ligure, dove sono stati chiamati a svolgere la propria attività anche per la realizzazione dei PORTI di IMPERIA e VENTIMIGLIA.
Una posizione particolarmente favorevole si riscontra nel territorio del COMUNE DI BORDIGHERA, in quanto profondamente inseriti e radicati in quel tessuto economico e sociale, anche grazie alla particolare tipologia dell'attività, per la quale non sembrano subire concrete occasioni di concorrenza.
Questa condizione di privilegio dei PELLEGRINO si riscontra in generale nel periodo 2003-2007 ed in particolare tra il novembre 2006 e giugno 2007 a cavallo delle elezioni comunali del 27 e 28 maggio 2007. Infatti si individuano comportamenti anomali sia nell'ambito esterno all'Amministrazione Comunale sia all'interno dell'Ente stesso.
Nell'ambito esterno si avverte l'esistenza di un clima di estrema cautela e di "rispetto" nei confronti dei PELLEGRINO fino a ritenere probabile l'alterazione delle condizioni di parità tra i partecipanti a gare comunali. Tale circostanza si è verosimilmente verificata, ad esempio, in occasione della procedura per il 1° ripascimento spiagge dell'anno 2003 affidata alla società VER.BEL SNS; la ditta TESORINI arrivata seconda su due partecipanti, avendo formulata un'offerta meno conveniente rispetto alla VER.BER SNC che si è aggiudicata la gara (e che ha poi subappaltato alla FRATELLI PELLEGRINO SAS) ha fornito, successivamente, mediante affidamento diretto, parte del materiale ghiaioso necessario per il previsto ripascimento per un compenso unitario sensibilmente inferiore a quello richiesto poco tempo prima, in occasione della gara.
Ma quello che rende particolarmente inquietante la situazione di BORDIGHERA sono le frequentazioni pericolose dei PELLEGRINO con personaggi pregiudicati ed appartenenti a cosche di stampo mafioso, quali emergono della indagini dei Carabinieri e che danno un significato tetro a circostanze che altrimenti non ne avrebbero alcuno.
E' di questi giorni la notizia che il noto imprenditore Piergiorgio PARODI sarebbe stato vittima di un tentativo di estorsione, concretizzatosi in due fucilate all'autovettura di proprietà, per costringerlo ad ingaggiare una ditta che si occupasse del trasporto massi per il PORTO di VENTIMIGLIA.
Nel mese di ottobre 2010 l'Arma dei Carabinieri in occasione di un sopralluogo al cantiere edile aperto in BORDIGHERA alla via Pasteur, dalla soc. "LE GINESTRE SRL" di cui è amministratore unico Piergiorgio PARODI, ha trovato al lavoro mezzi d'opera appartenenti ai PELLEGRINO.
La ditta FRATELLI PELLEGRINO è presente anche nel cantiere "LE VILLE DI PONENTE", ove sta eseguendo lavori edili con l'ex assessore comunale Marco SFERRAZZA, oggetto di minacce proprio ad opera dei PELLEGRINO.
All'interno dell'Ente Comunale è emerso che i PELLEGRINO, nel periodo 2003-2007, hanno goduto di un certo "favor", caratterizzato da omissioni di controlli nelle esecuzioni di lavori pubblici loro affidati in appalto o in subappalto. Ciò diventa evidente operando un raffronto con altri appalti, visionati a campione, aggiudicati a soggetti diversi, in cui, al di là delle irregolarità di carattere amministrativo, non si evidenziano le stesse anomali ed omissioni.
Nel periodo successivo all'estate del 2007 e fino ad oggi non sono stati affidati altri appalti ai PELLEGRINO.
Negli altri settori dell'attività comunale, a fronte di una generale regolarità amministrativa si riscontra da parte di funzionari una certa apprensione, un "metus" nell'affrontare tematiche che vedano coinvolti i PELLEGRINO.
Nell'abusivismo edilizio operato dai PELLEGRINO non appare giustificabile il ritardo di cinque anni dal 2004 al 2009 per l'esame della pratica in commissione edilizia; a giustificazione del ritardo, nell'udienza del 1/7/2009, nell'ambito del processo penale nei confronti dei PELLEGRINO, il funzionario dell'Ufficio Tecnico spiega che "era stata necessaria una lunga istruttoria per verificare che l'istanza di condono non era accoglibile". Parimenti incomprensibile è la scelta dell'Amministrazione di non costituirsi nei vari procedimenti promossi al TAR Liguria dai PELLEGRINO e non verificarne l'esito. Ciò ha causato il notevole ritardo con cui è stata adottata la nuova ordinanza di demolizione delle opere abusive.
(...)"

Sequestro di 9 milioni di beni, l'Arcobaleno ed altre "bazzecole"

Ma visto che ancora forse a qualcuno potrebbe non bastare tutto questo, per comprendere i fatti e la realtà, andiamo ancora avanti e procediamo con altri tre Atti ufficiali.

la Villa dei PELLEGRINO, sotto sequestro della DIATanto perché qualcuno sostiene che i PELLEGRINO & C non sono (o non sarebbero più) mafiosi, un ulteriore dettaglio che smentisce tal negazionismo surrealista viene dal provvedimento richiesto ed ottenuto dalla DIA di Genova, nel maggio 2011.
Visto che i sequestri dei beni non si fanno ai Santi, il Provvedimento della DIA, forse qualcuno lo ha dimenticato, è proprio un sequestro di beni per circa 9 MILIONI di euro.
Ma come nasce questo provvedimento chiesto dalla DIA e disposto dalla sezione misure patrimoniali del Tribunale competente e che - ma guarda un po - non è stato annullato?
Il colonnello Marra della DIA di Genova lo spiegava così:

Uno degli obiettivi principali della DIA è l'individuazione di patrimoni accumulati da organizzazioni criminali, che fungono anche da riciclaggio di denaro proveniente da attività illeciti. Il modo di conseguire questo obiettivo è o la misura di prevenzione oppure nell'ambito di un procedimento penale. Oggi stiamo giostrando un'attività di prevenzione, nel Ponente, nei confronti di una famiglia che è stata agli onori della cronaca nella zona. Il provvedimento è il frutto di una attività che si è sviluppata in oltre un anno di lavoro. Le indagini per l'individuazione di questi patrimoni sono particolarmente complesse e delicate. Noi siamo riusciti a ricostruire i flussi finanziari di queste persone.

Ed entrando nel dettaglio sui PELLEGRINO, proseguiva:

Erano impegnati soprattutto in subappalti banditi dalla pubblica amministrazione. I Pellegrino avevano raggiunto quasi il monopolio per la gestione del movimento terra nella zona di Ventimiglia e Bordighera. Si collegano allo scioglimento del comune di Bordighera per infiltrazione mafiose perché ‘proprio le attività svolte inizialmente dai Carabinieri , a seguito di denunce ricevute, hanno permesso di poter arrestare, e fare rinviare a giudizio dalla Procura competente, alcuni dei componenti della famiglia. Sempre a seguito di quelle attività sono emersi quegli elementi che hanno indotto il Presidente della Repubblica ad emettere il decreto di scioglimento.
I collegamenti con la Calabria
. I Pellegrino sono originari di Reggio Calabria, trapiantati qui da anni, hanno sempre svolto l'attività di imprenditori. Noi riteniamo che in queste attività sia confluito del denaro provenienti da attività illecite svolte in Calabria.

Ed è così che ai PELLEGRINO, a cui il Comune di Bordighera, come abbiamo visto, riconosceva le esenzioni per le refezioni scolastiche, sono stati portati via 9 MILIONI di beni, a seguito di un indagine che ha ricostruito al dettaglio la vita del clan sino a vent'anni addietro.
Nel sequestro sono finiti: 9 fabbricati tra cui ville, 18 terreni, 11 auto, 2 moto,11 autocarri ed escavatori ed un locale notturno e quattro partecipazioni a quote societarie. Tutti beni riconducibili ai fratelli Pellegrino, Giovanni e Maurizio, Michele e Roberto, affiliati alla 'ndrangheta ed in particolare alle cosche Santaiti - Gioffre' di Seminara in provincia di Reggio Calabria.

Il secondo di questi ultimi atti: la Relazione dell'Arma dei Carabinieri con cui si chiedeva la sospensione immediata (in attesa del decreto di scioglimento) degli organi elettivi del Comune di Bordighera (ovvero la relazione da cui è partita la Commissione di Accesso). Non riprendiamo qui quanto approfondito dalla Commissione, e che abbiamo già riportato, guardiamo, attraverso questo Rapporto altri "dettagli" del capitolo sui rapporti tra l'amministrazione comunale ed i PELLEGRINO negli ambiti non ancora affrontati in questa lunga ricostruzione.

RAPPORTI TRA IL COMUNE DI BORDIGHERA E LA CRIMINALITA'

"l'influenza della criminalità organizzata sulle elezioni comunali del 2007
Un aspetto peculiare di un'organizzazione mafiosa è senz'altro la capacità, dei suoi affiliati di relazionarsi con esponenti politici sia locali che nazionali. Il fine della creazione di tali rapporti è il condizionamento delle attività delle amministrazioni locali, attraverso l'infiltrazione o il sostegno politico di persone capaci di garantire gli interessi del sodalizio criminale.
La politica, infatti, è un sicuro vettore con le quali le cosche possono garantirsi un'aggiornata situazione delle attività economiche del territorio e la possibilità di reinvestire i proventi di traffici illeciti, grazie al rilascio di concessioni, autorizzazioni, affidamenti di appalti, etc.
(...)
Nell'aprile 2006, il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Imperia concludeva una complessa attività di indagine nella quale, oltre a numerosi reati e connivenze tra criminali e funzionari pubblici, si evidenziava un concreto interessamento delle famiglie calabresi (PELLERGINO e BARILARO) alle elezioni comunali ed ai lavori pubblici di BORDIGHERA.
(...)"

E se già abbiamo visto che la porta del COMUNE DI BORDIGHERA era spalancata, vediamo qualche altro esempio concreto sempre dal Rapporto dei Carabinieri sul Amministrazione Comunale: 

"IL NIGHT ARCOBALENO
Il 13.06.2010, ad esecuzione della Misura Cautelare già citata, i militari dell'Arma eseguivano 8 Ordinanze di Custodia Cautelare in Carcere..." [vedi l'Ordinanza] per il "reato di sfruttamento della prostituzione, consumo all'interno di un circolo privato denominato ARCOBALENO ed ubicato in Piazza Eroi della Libertà 25 a BORDIGHERA..."

E cosa si scopre in merito a questo "circolo culturale" (sic)? Ecco qui:

"L'affiliazione ASI
Le indagini condotte dalla Procura di Sanremo hanno quindi documentato in modo inconfutabile una ripetuta attività di meretricio condotta e consumata all'interno del night club ARCOBALENO, diretto e gestito dai due VALENTE. Ora è opportuno soffermarci sulla natura del night in parola. Esso infatti risulta essere affiliato ASI (Alleanza Sportiva Italiana) vala e a dire una associazione senza fini di lucro che si prefigge (art. 2 dello Statuto) "lo scopo di contribuire allo sviluppo tra tutti i cittadini della pratica sportiva quale veicolo di promozione sociale, nonché alla crescita sociale e culturale dell'individuo. (...)" Come abbiamo appena visto, l'ASI (...) promuove ed organizza le proprie attività attraverso gli organismi affiliati e cioè anche attraverso il Night Club ARCOBALENO che non risulta abbia mai organizzato competizioni sportive o abbia concorso alla crescita sociale e culturale dell'individuo, anzi ha fatto l'esatto opposto degradando delle donne a merce di scambio e di piacere a pagamento. L'art. 5 dello Statuto, inoltre ci dice che sono organismi affiliati le società e associazioni sportive dilettantismi, circoli culturali, centri ricreativi e sociali... che ne facciano domanda... L'affiliazione è subordinata all'accoglimento... della domanda da parte della Direzione Centrale... A questo punto è lecito chiedersi come abbia potuto l'ASI accettare l'affiliazione di un locale quale l'ARCOBALENO. Una chiave di lettura ci viene data sempre dallo stesso Statuto all'art. 17 (Direzione centrale - composizione e funzioni) al punto 7, recita: "delibera in merito all'affiliazione ed alla cessazione degli organismi di cui all'art. 5 del presente Statuto, previo accertamentMario IACOBUCCIo dell'esistenza dei requisiti previsti da tale norma". In altre parole, la Direzione Centrale ha accertato l'esistenza dei requisiti del night club ARCOBALENO e ne ha deliberato l'affiliazione all'ASI. Ora non resta che verificare l'identità dei componenti della DIREZIONE CENTRALE (...) che hanno deliberato favorevolmente: CAMPO Sebastiano; CANDELA Umberto; CIRILLO Ciro; FANELLO Vittorio; LEVANTI Alessandro; SCOPELLITI Consolato; TRICOLI Marcello; VECCHI Alberto e IACOBUCCI Mario, Vice Sindaco al COMUNE DI BORDIGHERA.

- Il Comitato Provinciale ASI
Il Comitato Provinciale ASI di Imperia ha la propria sede a Camporosso in via degli Olandesi 236 ed è retto dal Presidente Maurizio MORABITO. L'attuale presidente ha succeduto nell'incarico (così come si desume dal sito web Mondoasi del Comitato Regionale Lombardia) proprio MARIO IACOBUCCI, con sede in Via Vittorio Emanuele 437/7 a BORDIGHERA.
Per completezza è opportuno evidenziare che MORABITO Maurizio, consigliere comunale a Camporosso, nelle prime ore del giorno 7.3.2010, subiva l'incendio doloso del proprio point elettorale per le elezioni regionali.

- L'affiliazione ENDAS
Con verbale di assemblea del 03.09.2009 (...), assunto a protocollo del COMUNE DI BORDIGHERA n. 0015924 del 14.9.2009, il night club ARCOBALENO aderiva all'ENDAS (Ente Nazionale Democratico di Azione Sociale). Curiosamente, l'ENDAS è lo stesso ente al quale è affiliato anche il night club "LA GROTTA DEL DRAGO" di PELLEGRINO Giovanni. (...)

- I controlli dei Carabinieri
Il night club ARCOBALENO veniva più volte controllato e contravvenzionato da parte dei militari della Compagnia Carabinieri di Bordighera. Nel corso di tali controlli veniva accertata all'interno del "circolo" la presenza di molte giovani donne dell'est europeo e di numerosi pregiudicati di origine calabrese e ritenuti vicini alle famiglie della 'Ndrangheta. A seguito di ciò con nota 183/1-2009 del 24.02.2009, (...) i Carabinieri di Bordighera inoltravano richiesta alla Questura di Imperia di applicazione dell'art. 100 del TULPS, richiesta inviata per conoscenza anche al Sindaco del Comune di Bordighera. In data 04.05.2009 ... la Questura di Imperia rispondeva alla Compagnia Carabinieri, e per conoscenza al Sindaco di Bordighera, che trattandosi di circolo privato, l'adozione di eventuali provvedimenti amministrativi erano di competenza del Sindaco. Con nota 183/1-2-2009 del 18.6.2009, (...) la Compagnia dei Carabinieri scriveva direttamente al Sindaco di Bordighera chiedendo di comunicare eventuali provvedimenti adottati nei confronti del night club ARCOBALENO. Alla data del 13.06.2010, il Sindaco di Bordighera non aveva ancora risposto alla richiesta dei Carabinieri né aveva adottato alcun provvedimento di chiusura. A fronte della grave situazione di illegalità evidenziata dal Comando di Bordighera, l'Ufficio Commercio, con nota 10467 del 18.06.2009, si affrettava ad emettere una semplice diffida al rispetto degli orari della somministrazione di alcolici (...), peraltro per violazione contestata sempre dai Carabinieri

- L'omessa chiusura del Night Club ARCOBALENO
Quanto appena descritto fa ricadere sull'amministrazione comunale una luce oscura di cointeressenza e condizionamento da parte della criminalità. Tutto ciò sembra diventare una inquietante certezza, non solo sulla base della Misura Cautelare sopra citata che delinea in modo inequivocabile la situazione di compromissione del piccolo comune, ma anche del fatto che il COMUNE DI BORDIGHERA, sebbene ripetutamente interessato dalla Compagnia dei Carabinieri e dalla Questura, non procedeva con la propria Polizia Municipale alla chiusa del locale notturno che, come indicato ... operava alle dipendenze di MARIO IACOBUCCIO. Solo in data 18.06.2010, a seguito degli arresti del giorno 13, il COMUNE DI BORDIGHERA emetteva ordinanza di sospensione dell'autorizzazione (...).

- L'inaugurazione del BAR FONDEGU
Il 10.6.2008, in BORDIGHERA, si svolgeva l'inaugurazione di un bar denominato FONDEGU intestato a LUCIA PEPE', moglie di PELLEGRINO Maurizio, quella stessa Lucia PEPE' che intendeva aprire la sala giochi a Bordighera...
Il Nucleo Investigativo di Imperia svolgeva un servizio di osservazione al fine di verificare le frequentazioni e la possibile presenza di pregiudicati legati anche al crimine organizzato. I militari, tra i presenti, notavano distintamente:
- DE MARTE Rocco, nato a Seminare (RC) il 25.11.1969, residente a Sanremo (IM)... il cui profilo criminale è meglio delineato al successivo paragrafo 6:
- STALTARI Roberto, nato a Bordighera il 28.5.1963, ivi residente... con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, vicino alla famiglia PELLEGRINO, in data 2.2.2008, viene controllato dal Comando PS di Gioia Tauro (RC) in compagnia di PELLEGRINO Maurizio e PEPE' Lucia;
- STALTARI Michele, nato a Cittanova (RC) il 16.3.1955, residente a Ventimiglia... con numerosi precedenti per stupefacenti, porto di armi, tentato omicidio;
- RAMBONE Raffaele, nato a Napoli il 18.4.1963, residente a Bordighera... con precedenti per ricettazione, fratello di RAMPOBE Gennaro, con precedenti per associazione per delinquere e porto abusivo di armi;
- CORSARO Giuseppe, nato a Scido (RC) il 8.3.1963, residente a Bordighera... pregiudicato per omicidio;
- BARILARO Giuseppe, nato a Bordighera il 05.12.1978, pregiudicato per rati contro il patrimonio, nipote di BARILARO Francesco...
E' importante evidenziare che ai festeggiamenti si univa anche il Vice Sindaco del COMUNE DI BORDIGHERA, IACOBUCCI Mario, suggellando pubblicamente gli ottimi rapporti intercorrenti tra i PELLEGRINO e l'amministrazione di BORDIGHERA."


Per chiudere questa ampia panoramica ecco alcuni estratti dagli Atti dell'indagine "ARES" (2006):

"A conclusione di una complessa attività d'indagine... sul traffico di stupefacenti del tipo cocaina nel comune di Sanremo, emergevano interessanti elementi investigativi sui movimenti e le frequentazioni dell'arrestato DE MARTE Rocco. Sorvegliato speciale di P.S. per motivi di mafia ed impegnato quale agente pubblicitario per la PUBLIGRAPH SAS di Bordighera (IM); nel dicembre 2004 e nell'ottobre 2005 la sua abitazione era oggetto di due perquisizioni decretate dalla Procura della Repubblica di Sanremo, al termine delle quali, non veniva reperita alcuna documentazione comprovante l'attività lavorativa. I titolari della azienda pubblicitaria di via Vittorio Emanuele 486 nel comune di Bordighera si identificavano in due soci paritari: POLITANO' Domenico e MELINI Mario; il primo pregiudicato per stupefacenti e da poco scarcerato, mentre il secondo incensurato originario di Seminara (RC). DE MARTE Rocco, pur asserendo di fare l'agente pubblicitario non deteneva nessuna utenza mobile a lui intestata o alla PUBLIGRAPH e nel periodo di monitoraggio effettuato da questo Nucleo Operativo, utilizzava solo le utenze telefoniche intestate ai cugini PELLEGRINO (Maurizio, Roberto, Michele). Gli incontri e le visite con i cugini PELLEGRINO avvenivano ed avvengono ancora (...) come documentato dalle indagini svolte a carico di altre persone di origine calabrese (SGRO' Carmelo e PRONESTI' Domenico) dimoranti nel comprensorio Sanremese. Infatti i fratelli PELLEGRINO (cugini da parte di madre) rivestono un ruolo molto importante nella vita dei DE MARTE ed in particolare nel cugino di primo grado Rocco. E' convinzione che il sostegno finanziario (denaro investito nel traffico degli stupefacenti) provenga direttamente dalla parentela del PELLEGRINO, divenuti in breve tempo imprenditori con elevate possibilità economiche. In breve tempo i PELLEGRINO acquisivano in breve tempo appezzamenti di terra in località "Nutrullo" di Vallecrosia (IM) e successivamente 4.500 mq nel Comune di Bordighera (IM) località Conice dei due Golfi dove avviavano la costruzione di una prima villa (intestata a PELLEGRINO Roberto) e si sono in procinto di costruirne una seconda per PELLEGRINO Giovanni. Soci accomandanti a vario titolo di numerose società che vengono aperte e chiuse o liquidate per fallimento, i fratelli nel 2001 si riuniscono in un unica società la "F.LLI PELLEGRINO SAS DI PELLEGRINO MICHELE & C" che tra le numerose mansioni sociali si occupa anche del movimento terra e nel 2003 aprono una nuova impresa artigiana "SCAVI SPA DI PELLEGRINO ROBERTO & C SAS - abbreviabile in SCAVI SPA". La loro attività di movimento terra diventa, con il passare del tempo, monopolista sul territorio provinciale a seguito dell'abbassamento dei prezzi proposti. La loro ultima dichiarazione dei redditi presentata nel 2003 denuncia 2.280.000 euro di ricavi".

"Dei rapporti interpersonali della famiglia PELLEGRINO con il cugino di primo grado DE MARTE Rocco, si è già parlato ampiamente in precedenza, si precisa solamente che nel periodo intercorso tra la scarcerazione avvenuta per mezzo del Tribunale del Riesame di Genova (dicembre 2005) ed la nuova carcerazione su richiesta della Procura di Sanremo; DE MARTE Rocco ha continuato ad avere rapporti con i suoi cugini, avendo cura di cambiare la scheda telefonica cellulare con quella del cugino PELLEGRINO Maurizio.

Sempre sulla parentela, particolare importanza assumono le conversazioni telefoniche ... del 27.10.2005... del 28.10.2005... e del 30.10.2005 tra i f.lli PELLEGRINO ed i cugini (sempre del ramo DE MARTE) residenti a Diano Marina, allorquando a seguito dell'arresto congiunto di DE MARTE Antonio (trovato in possesso di due etti di cocaina e quattro di hashish) ed il latitante DITTO Carmelo, si informavano prontamente della vicenda provvedendo a nominare l'avv. BOSIO di fiducia affinché potesse, da subito, seguire l'iter giudiziario. Tale interessamento, da parte dei fratelli PELLEGRINO, si era già manifestato in precedenza con riguardo all'arresto di DE MARTE Rocco. Sicuramente singolare il parallelismo tra i due cugini DE MARTE, entrambi arrestati per reati inerenti gli stupefacenti e difesi dal medesimo avvocato nominato dalla famiglia PELLEGRINO.

La costante presenza della famiglia calabrese sulle delinquenziali vicende parentali, si potrebbe sintetizzare con due considerazioni:

- la prima che riguarda il problema della droga nel quale è stato coinvolto PELLEGRINO Maurizio nell'anno 1997, durante una trattazione per l'acquisto di Kg. 2 di sostanza stupefacente del tipo cocaina, attraverso la mediazione di ATTISANO Paolo, da "piazzare" nel mercato imperiese. L'acquisto dello stupefacente non ebbe seguito in quanto l'Arma di Tortona intervenne anticipatamente rispetto ai tempi stabiliti alla consegna; successivamente nell'anno 2002 venne arrestato dalla Squadra Mobile di Imperia unitamente a GREGO Nazzareno, per il delitto di estorsione, traffico illecito di sostanze stupefacenti.

- la seconda che effettivamente la famiglia dei PELLEGRINO, in qualche modo abbia negli anni passati attraverso il traffico illecito di stupefacenti, acquisito capacità economica, potere malavitoso ed importanti connivenze abilmente gestite e che attualmente si dedichino solo ad una informale attività di "controllo", non tanto per interesse economico, ma per la necessità di salvaguardare il "buon nome della ditta" (...) e le importanti amicizie costruite nel mondo degli affari. Tale considerazione trova anche riscontro nella telefonata ... del 27.10.2005 nella quale PELLEGRINO Giovanni si preoccupa di trovare e far pervenire all'avvocato BOSIO, una denuncia di furto riguardante delle armi, sottratte qualche giorno prima nell'abitazione di DE MARTE Antonio, ritenute dai Carabinieri di Diano Marina, le stesse che alcuni giorni prima avevano sparato contro una vetrina ed una autovettura di un pregiudicato calabrese del luogo, verosimilmente per un regolamento di conti. Da questo ne scaturisce anche il fatto che le ditte PELLEGRINO, avendo l'onore di "sovrintendere" alla comunità calabrese anche nei suoi aspetti malavitosi, sono solidali nel procurare lavoro a molti dipendenti corregionali con precedenti penali e proprio attraverso l'assunzione possono usufruire delle agevolazioni sulla semilibertà o libertà controllata. Si premura di ricordare alcuni nomi SGRO' Domenico (nato a Vibo Valentia il 13.6.1972 - residente a Taggia), VENTRE Maurizio (nato a Sanremo il 20.3.1971 - residente a Sanremo), VENTRE Kristian (nato a Sanremo il 12.2.1973 - residente a Sanremo), STELLITANO Domenico (nato a Staiti il 20.10.1935 - residente a Taggia), MERLINI Tiziano (nato a Sanremo il 16.3.1971 - residente a Sanremo) ed altri..."

Sulle attività lavorative, prosegue il rapporto:

"Le intercettazioni e i servizi di osservazione controllo e pedinamento, permettevano di constatare che la ditta PELLEGRINO si muove in un settore come quello del movimento terra con intelligenza e capacità imprenditoriale, curando alcuni aspetti essenziali e precisamente: - non partecipa a gare pubbliche, eccetto rari casi e offre i propri servizi a importanti ditte di costruzioni quali NEGRO F.LLI COSTRUZIONI GENERALI SPA con sede ad Arma di Taggia in via Colombo 221; SOLE (società consortile) con sede in via Colombo 221 con amministratore unico NEGRO Enrico; ITALCANTIERI SPA con sede a Milano Lacchiarello Palazzo Marco molo presso il centro commerciale IL GIRASOLE, a prezzi molto concorrenziali, cura l'aspetto politico cercando di cavalcare i progetti politici della corrente più favorevole. In questo senso si sottolinea l'esecuzione dei lavori attraverso l'interscambio di mezzi (nolo a freddo) con la ditta NEGRO. Gli accordi, privati tra loro emergono inconfutabilmente dalle conversazioni telefoniche ... del 2.22.2005 e ... del 05.11.2005 nel corso della quale PELLEGRINO Roberto dice al fratello Michele di aver ritirato dalla ditta NEGRO un assegno di euro 50.000 e della conversazione ... del 8.11.2005, nella quale PELLEGRINO Roberto spiega al dipendente Domenico che deve caricare il camion a nome dei fratelli NEGRO. Inoltre le conversazioni dello stesso tenore continuano con le telefonate: - ... del 15.11.2005, nella quale NEGRO Giuseppe domanda a PELLEGRINO Roberto se hanno lavorato in Ospedaletti e S.Stefano. Roberto gli risponde di fare riferimento al fratello Michele e gli precisa, su specifica domanda, che l'escavatorista che sta lavorando a S.Stefano al Mare si chiama Mauro. (appalto vinto dalla ditta NEGRO SPA con il COMUNE DI OSPEDALETTI per il rifacimento dell'arenile e subappaltato ai F.LLI PELLEGRINO);

- conversazione ... del 15.11.2005, nella quale Giusy (segretaria dell'impresa NEGRO), chiama Giovanni PELLEGRINO per chiedergli se la raggiunge in ufficio per discutere dei contratti della ditta "SOLE". Giovanni PELLEGRINO le risponde che passerà da lei il giorno successivo con al seguito le ricevute. (La ditta SOLE assume direttamente i dipendenti della ditta PELLEGRINO e li mette a busta paga. Al termine dei lavori i dipendenti si licenziano per essere nuovamente assunti dalla precedente ditta).

- nella conversazione ... del 30.11.2005, Giusy (segretaria della ditta NEGRO), comunica a PELLEGRINO Roberto che nel pomeriggio di domani gli manderà gli operai da essere sottoposti a visita medica;

- conversazione ... del 2.12.2005, Giuseppe NEGRO chiama Alessandra (segretaria della ditta PELLEGRINO) per informarla che non ancora ricevuto le lettere di dimissioni degli operai e risultano tuttora loro dipendenti e peraltro non è possibile aggiornare le loro giornate lavorative. Alessandra gli risponde che riferirà ai suoi titolari. NEGRO sottolinea l'urgenza;

- conversazione del 2.12.2005, NEGRO Giuseppe richiama Alessandra (segretaria della ditta PELLEGRINO) la quale gli riferisce che PELLEGRINO Michele gli ha detto di informarlo che per problemi attinenti a guasti dei veicoli i lavori si protrarranno fino al 5 o 8 dicembre;

- conversazione ... del 28.11.2005, PELLEGRINO Michele riferisce al fratello Roberto che ha stipulato un contratto con SGRO' Domenico per la movimentazione di 1000 metri di terra per l'importo di 32.000 euro, precisandogli che i lavori inizieranno con l'anno nuovo. Proseguendo, lo informa inoltre che dalla ditta NEGRO ha incassato un assegno dell'importo di 30.000 euro per i lavori eseguiti nelle spiagge mentre, per quelli della scogliera non ha ancora ricevuto nessun pagamento. Nello stesso contesto PELLEGRINO Roberto riferisce al fratello che NEGRO ha vinto l'appalto per la realizzazione della posta ciclabile di Sanremo. Michele, testualmente gli risponde: "una cosa per volta Roby".

Le conversazioni in argomento, come sopra detto, evidenziano come la ditta PELLEGRINO sia riuscita a subentrare e/o concorrere nei lavori appaltati da altre ditte, fornendo personale e veicoli con accordi, al momento, non conosciuti e si è avuta la netta sensazione che ognuno dei fratelli, nell'ambito dell'attività, ricopra un ruolo specifico, anche se ogni decisione finale sul personale, sui veicoli e di carattere amministrativo è devoluta a PELLEGRINO Michele. La ditta ha un parco di 13 automezzi pesanti per il trasporto terra e numerosi escavatori ciò permette la gestione di nr. 10 cantieri e precisamente:
- uno a Beausoleil (Francia),
- tre a Ventimiglia (fraz. Varese, Bevera e località Trucco), uno è subappalto avuto dall'impresa DE VILLA G.B. ROMEO con sede in Ventimiglia via Vittorio Veneto 18 (...),
- un a Dolceacqua,
- uno in Ospedaletti, subappalto avuto dalla ditta NEGRO F.LLI COSTRUZIONI GENERALI,
- uno un Riva Ligure (spiaggia),
- tre in Bordighera; la spiaggia (subappalto avuto dalla ditta NEGRO COSTRUZIONI e dalla ditta SOLE), mattatoio e via Romana (appalto avuto dal GRUPPO BIANCHI ANTONIO).


Inoltre la società ha ottenuto in subappalto dall'ANAS, l'esecuzione di lavori da spazzaneve sulla statale 20 anche se non erano provvisti di veicoli adatti per tale attività. Infatti la ditta PELLEGRINO, provvedeva ad acquistare un camion provvisto di lama (...). L'elemento di interesse in tutte le vicende documentate ed in particolare in questa si trova nel fatt9o che la ditta PELLEGRINO non vince l'appalto con l'ANAS, perché lo vince mediante aggiudicazione con asta pubblica la ditta EDIL PLANET SRL di CROTONE con sede in via Cutro 280 (ha una sede amministrativa a Genova in via Sestri 9D/4) che cedeva successivamente in subappalto la realizzazione del contratto di sgombero neve e trattamento antigelo".

Continua il rapporto:

"Parallelamente alle molteplici attività lavorative svolte sul territorio grazie alla "joint-venture" con i F.LLI NEGRO, i PELLEGRINO hanno anche saputo instaurare dei solidi rapporti lavorativi e di amicizia con i titolari delle discariche, essenziali per il regolare svolgimento delle loro attività, (soprattutto per lo smaltimento degli inerti non sempre a norma) ed in particolare con RIVARA Enrico (nato a Genova il 17.8.1944 e residente a Genova) (...) e CAMPOLO Antonio, capo cantiere della ditta PONTICELLI. Per quest'ultimo si cita un episodio accaduto con PELLEGRINO Giovanni (che si trova in compagnia di altra persona non identificata) in Imperia, allorquando lo accompagna nella mattinata del 27 u.s. presso il cantiere della ditta "COSSI SPA" di Sondrio, sito in Imperia nei pressi del casello autostradale ovest, dove si stanno eseguendo i lavori della nuova rete ferroviaria (...).
Inoltre, di particolare interesse, risulta la conversazione captata in ambientale all'interno di un ufficio del catasto di Imperia. Infatti mentre PELLEGRINO Giovanni e CAMPOLO Antonio si intrattengono con COSTA Francesco (nato a Reggio Calabria il 7.7.1951 e residente a Imperia), direttore del catasto di Imperia, una donna, probabilmente la segretaria della ditta PELLEGRINO, nel risponde al telefono cellulare, lo lascia inavvertitamente connesso e quindi si ascolta, in ambientale, la conversazione che, avvenendo in dialetto, non se ne comprende con precisione l'oggetto. Durante la stessa emergono chiaramente accordi e connivenze in relazione ad un affare non meglio chiarito comunque riconducibile a lavori di scavi e ad una persona che si crede più astuta di loro (...). Altre conferme del legame tra CAMPOLO Antonio e la famiglia PELLEGRINO, emergono da queste telefonate:

- conversazione ... del 27.10.2005, Maria, impiegata amministrativa della ditta PELLEGRINO, nel corso della conversazione con Antonella (impiegata della ditta PONTICELLI), quest'ultima gli ribadisce che continua a ricevere solleciti tramite il capo cantiere (CAMPOLO Antonio) per provvedere al pagamento delle fatture dei PELLEGRINO ribadendo che la PONTICELLI le ha regolarmente pagare tramite ricevuta bancaria. Antonella conclude invitando Maria a richiedere eventuali informazioni di carattere amministrativo all'ufficio e non al capo cantiere;

- conversazione ... del 31.10.2005 CAMPOLO Antonio chiama PELLEGRINO Roberto per chiedergli se ha materiale da scaricare. Quest'ultimo gli conferma di si e CAMPOLO gli riferisce che lui ha la precedenza sugli altri camion di altre ditte che devono anch'essi deporre materiale;

- conversazioni ... del 10 e 16.11.2005 nelle quali è CAMPOLO che chiede a Roberto PELLEGRINO se gli manda un camion tre assi per due ore. Successivamente chiede anche il tariffario dei prezzi da consegnare ad un ingegnere. Naturalmente l'interscambio di favori ha per contropartita, poiché alcune volte i camion dei PELLEGRINO non scaricano materiali idonei come si evince dalla conversazione... del 14.11.2005.

Ritornando all'incontro con COSTA Francesco, poc'anzi citato, direttore del Catasto di Imperia, il motivo del rapporto di PELLEGRINO Giovanni con COSTA Francesco, riguarda il fatto che si è interessato tramite l'Ing. SIMONETTI, del COMUNE DI BORDIGHERA e l'Ing. LEONE della REGIONE di Genova, a garantire dei lavori alla ditta PELLEGRINO (...Nel contesto assume particolare importanza la conversazione ... del 5.12.2005, nella quale COSTA Francesco riferisce a PELLEGRINO Giovanni di aver parlato con SIMONETTI e gli ha confermato che per la pratica "è tutto a posto". Nel proseguo della conversazione PELLEGRINO gli chiede se parlerà con quella persona per prendere un appuntamento per il suocero BARILARO Francesco e il fratello Michele per parlare delle prossime elezioni comunali. Dalle pregresse conversazioni si è potuto constatare il notevole interesse della famiglia PELLEGRINO sulla situazione politica della Provincia e dei vari comuni del potente ligure con particolare riguardo verso personaggi politici che ricoprono cariche pubbliche, specialmente in ambito urbanistico, al fine si sostenere "la persona giusta" per addivenire all'esclusività sul lavori di particolare rilevanza economica. Tale ipotesi oltre ad essere avvalorata da quanto già emerso nel corso delle indagini, trova riscontro nella citata conversazione ... del 5.12.2005. Si ritiene opportuno evidenziare che BARILARO Francesco, in data 13.1.2002, veniva controllato dal ROS di Genova nel corso di una riunione con personaggi di origine calabrese considerati "capi bastone" delle rispettive zone di residenza e pertanto, non si esclude che "l'interessamento" del predetto, serva ad influenzare l'incarico della "persona giusta" affinché orienti gli appalti sulle ditte di riferimento per le quali i PELLEGRINO sono sub appaltatori. I contatti telefonici tra Franco COSTA e PELLEGRINO Giovanni per la definizione degli accordi proseguiranno, come documentati dalle conversazioni... palesando un notevole interesse di quest'ultimo affinché la pratica per l'affidamento dei lavori vada a buon fine."

Vi è quindi il capitolo (e siamo nel 2005) sui RAPPORTI POLITICI:

"Prima di affrontare l'argomento politico, si sottolineano alcuni elementi oggettivi:
- il primo che la ditta commercialmente funziona perfettamente, è in regola con tutte le norme fiscali e utilizza personale prevalentemente di origine calabrese;
- il secondo che non partecipa quasi mai a gare di appalto pubblico, ma subappalta solo da aziende privare vincitrici di gare;
- il terzo che ha instaurato un ottimo rapporto con tutte le Autorità amministrative locali e provinciali, assicurandosi piena collaborazione e disponibilità.
La conseguenza naturale di un progressivo accrescimento professionale e personale si realizza nell'inserimento politico. Il primo approccio avviene con l'interessamento dei fratelli PELLEGRINO per il tesseramento in favore del partito di ALLEANZA NAZIONALE, in occasione della visita dell'On. FINI ad Imperia. In particolare PELLEGRINO Giovanni chiama diversi suoi amici e dipendenti per fargli fare la tessera al partito di A.N. (...). Naturalmente si sottolinea che non vi sono pressioni o richieste "ricattatorie" ma che il solo fatto di essere dipendenti dell'azienda o comunque individui che per svariati motivi hanno degli interessi economici con l'azienda, si instauri comunque una sudditanza psicologica di accettazione della richiesta. L'attività avviene verosimilmente su richiesta di MINASSO Eugenio (coordinatore regionale di A.N.) il quale è in ottimi rapporti con PELLEGRINO Giovanni. Quest'ultimo poi parteciperà all'incontro con l'on. FINI avvenuto in Imperia presso il Teatro Cavour il giorno 30 ottobre 2005 (...). Successivamente in una conversazione PELLEGRINO Giovanni si complimenterà con MINASSO Eugenio per il discorso tenuto durante l'incontro al teatro Cavour (...).

Eugenio MINASSO (di spalle) con Michele PELLEGRINO e Giovanni INGRASIOTTA, boss di Cosa Nostra


Qui alcune foto, dell'inaugurazione del "IL CIRCOLO" di DELL'UTRI a SANREMOnegli scatti si notano i titolari della PONTICELLI, ovvero i PIZZIMBONE fondatori de "Il Circolo", il citato Eugenio MINASSO, Claudio SCAJOLA e Alessio SASO, indagato per "voto di scambio"


da sinistra Eugenio MINASSO, Claudio SCAJOLA e Marcello DELL'UTRI


MINASSO con PIZZIMBONE

Alessio SASO il promo a destra con vestito grigio



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