Balestrino. Dopo il Comune omissivo, la Regione sfugge agli impegni

Scritto da Ufficio di Presidenza
Davanti al perdurare delle gravi omissioni del Comune di Balestrino (Sv) - nella foto a lato la sindaco Ismarro con Marco Bertolotto ed Angelo Vaccarezza - ed all'evaporazione dell'impegno promesso dalla Regione Liguria, la LigurBlock di Rolando Fazzari continua a vivere la "chiusura forzata" per la mancata messa in sicurezza del Rio Pendie e l'omessa ricostruzione della strada vicinale di interesse pubblico Lavagin, unica via di accesso. Una situazione intollerabile e vergognosa per cui la Casa della Legalità, con l'Ufficio di Presidenza, ha affiancato Rolando Fazzari nella sua conferenza stampa di questa mattina davanti alla Presidenza della Regione Liguria.
 
Leggendo il comunicato della Regione Liguria viene da domandarsi se i vertici dell'Ente presenti all'incontro con Rolando Fazzari lo scorso 5 giugno, non abbiano capito nulla o facciano, invece, finta di non capire...
 
 
Il fatto che si ribadisca che la Protezione Civile, con la Regione, abbia stanziato 72 mila euro per il Comune di Balestrino relativamente ai lavori di somma urgenza indicati dall'amministrazione comunale per far fronte ai danni prodotti dall'alluvione del novembre 2016, lo si sapeva già da marzo (2 mesi prima dell'incontro) quando ancora la somma non era stata decurtata di 36 mila euro per i ritardi nell'esecuzione dei lavori da parte del Comune. Quei fondi però sono stati stanziati sulla base della richiesta della Sindaco di Balestrino per i lavori relativi all'Acquedotto comunale ed alla realizzazione di una mulattiera per l'esclusivo passaggio dei mezzi d'opera dell'Acquedotto. In altre parole: nessun lavoro (e niente fondi) per la messa in sicurezza idraulica del rio Pendie e la ricostruzione della strada vicinale di interesse pubblico Lavagin, unica via di accesso all'impianto di produzione e stoccaggio della LigurBlock di Rolando Fazzari ed unica via d'accesso anche alla cava-discarica dell'impresa della famiglia 'ndranghetista dei FAZZARI-GULLACE che, sotto sequestro dell'Autorità Giudiziaria di Reggio Calabria, necessita di urgenti interventi di messa in sicurezza e chiusura.
 
Come spiegato in occasione dell'incontro del 5 giugno scorso, fornendo anche copiosa documentazione di riscontro, al presidente Toti ed agli assessori Giampedrone, Scajola, Rixi e Viale, la mancata riparazione della strada e l'omessa messa in sicurezza del rio (opere per cui il Comune di Balestrino non ha richiesto alcun finanziamento relativo all'emergenza alluvione 2016) significa condannare al fallimento l'impresa di Rolando Fazzari (che si ritrova l'impianto, i mezzi d'opera, i camion e circa 300 mila euro di prodotti pronti alla vendita, bloccati in cima al monte) ed al contempo impedire alla stessa Regione di perseguire gli interventi di messa in sicurezza e chiusura (obbligatori per Legge) della cava-discarica dell'impresa della cosca.
 
L'impegno assunto dal vertice della Regione Liguria il 5 giugno scorso non era solo quello relativo ai fondi richiesti dal Comune per opere che nulla incidevano sulla situazione che costringeva (e costringe) la LigurBlock alla chiusura forzata, bensì soprattutto quello di sbloccare lo stallo promuovendo un incontro con il Comune e gli uffici competenti dell'ex Provincia per giungere alla messa in sicurezza del rio Pendie ed alla ricostruzione della strada vicinale di interesse pubblico Lavagin, con conseguente ripartizione delle spese quota parte tra Comune di Balestrino, LigurBlock, Samoter (in amministrazione giudiziaria), Ferrari e proprietari.
 
Se nulla si sbloccherà nel prossimo mese, la LigurBlock, già costretta a licenziare il proprio operaio dopo 25 anni di servizio, sarà costretta al fallimento (per poche decine di migliaia di euro), concretizzando così il sogno della cosca 'ndranghetista dei GULLACE-FAZZARI. La Regione Liguria, quindi, se vuole mantenere la parola data il 5 giugno scorso, dovrebbe adoperarsi per questa soluzione concreta e non lasciarsi andare in surreali comunicati.
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