La ISMARRO dice "aiutare" ma si deve intendere "affossare" Rolando Fazzari

Scritto da Ufficio di Presidenza

Gabriella Ismarro, Sindaco di Balestrino, ha una straordinaria capacità di prender per i fondelli i suoi interlocutori, i cittadini. Ed ora, dopo mesi di silenzio, torna beata e racconta una favoletta che possiamo smentire punto per punto, documentando, perché quando lei dice che “si sta facendo di tutto per aiutarlo”, con riferimento a Rolando Fazzari, si deve, in realtà, tradurre con “si sta facendo di tutto per affossarlo”.

Ci domandiamo: ma come può essere così bugiarda? Come può pensare di eludere le responsabilità (documentali) per i danni cagionati alla “LigulBlock” di Rolando Fazzari? Crede davvero di poter evitare di rispondere del proprio (cosciente e sistematico) operato (e dei danni prodotti) davanti alla comunità e nelle opportune sedi giudiziarie (compresa la Corte dei Conti)? La Ismarro, con quella faccia un po' così, di chi propria di chi mente sapendo di mentire, ci prova, ma i fatti concreti ed i documenti ufficiali la inchiodano, come anche la inchioda anche il fatto che la sua inerzia abbia fatto perdere al Comune di Balestrino, per l’intervento di somma urgenza, 36 mila euro dei 108 mila stanziati dalla Protezione Civile.

Ripercorriamo, in estrema sintesi i fatti...

 

Da quasi 7 mesi la “LigurBlock” di Rolando Fazzari subisce la chiusura forzata e viaggia verso il fallimento per l’omesso intervento del Comune di Balestrino che mantiene chiusa, perché impraticabile, l’unica via di accesso all'impresa: la strada vicinale di interesse pubblico “Lavagin”. Da fine novembre ai primi di marzo la Sindaco è passata, con telefonate e messaggi, rivolgendosi a Rolando Fazzari, dal “stia tranquillo ci penso io” al “la chiameranno dalla Segreteria del Comune per fissare un appuntamento”… Nulla però si muove. Si consideri che persino per adottare l’Ordinanza di chiusura della strada Lavagin, disastrata – ed in taluni tratti cancellata – il 24 novembre 2016, la Sindaco di Balestrino provvedeva solo il 28 dicembre 2016 (oltre un mese dopo il disastro) tanta è l’attenzione posta dalla Ismarro [si veda l’Ordinanza 17/2016].

Rolando Fazzari non si da tregua perché non ha intenzione di arrendersi alla chiusura della sua impresa. Ha dovuto porre in cassa integrazione il suo operaio e chiedere, per la prima volta dall’apertura dell’impresa (1986), ai fornitori di pazientare per i pagamenti, perché con l’impresa chiusa (camion e bilici non possono transitare a meno che non si voglia farli precipitare nella scarpata o nel rio Lavagin). Si mette lì e stende anche un dettagliato preventivo per la messa in sicurezza del rio Pendie e quindi per la ricostruzione della strada Lavagin (per un totale di poco più di 210 mila euro), ma dal Comune, quando lo porta, gli rispondono che se lo può mettere (omissis).
A seguito di solleciti ripetuti, da parte di Rolando Fazzari, per avere una comunicazione scritta su cosa intendesse fare il Comune, i primi di marzo, la Segretaria Comunale, per conto dell’Amministrazione guidata dalla Ismarro, comunicava che il Comune al massimo avrebbe fatto una mulattiera per permettere il solo ed eslcusivo passaggio dei mezzi d’opera di servizio all’acquedotto e per il resto Rolando Fazzari doveva farsene una ragione perché il Comune, che dichiarava di restare assolutamente disponibile, non avrebbe fatto altro [si veda lettera del 10 marzo 2017].

Questo atteggiamento del Comune avviene nonostante la Protezione Civile della Regione Liguria, come comunicato a Rolando Fazzari direttamente dal Dirigente dott. Stefano Vergante, avesse stanziato per quell’intervento lungo la strada Lavagin 108 mila euro sui 120 mila richiesti per la somma urgenza dal Comune di Balestrino, ovvero dalla Sindaco Gabriella Ismarro. Il Dirigente della Protezione Civile della Regione, inoltre, si diceva sorpreso del fatto che il Comune di Balestrino non avesse ancora avviato i lavori, visto che l’impegnativa dello stanziamento gli era già stata trasmessa. Passa il tempo e della “riunione con gli Uffici comunali” nessuna traccia e dei lavori nemmeno l’ombra.

Il 24 marzo 2017 (esattamente 4 mesi dopo il disastro) il Comune di Balestrino - a seguito delle indicazioni della Giunta guidata dalla Ismarro – adotta la Determinazione n° 4 Lavori Pubblici [si veda qui] con cui affida, in somma urgenza, incarico all’impresa “F.LLI GAROFALO” (in cui opera anche il Vice Sindaco di Toirano che mesi prima fece un sopralluogo con la Ismarro), per 20.020 euro stanziati a Bilancio per «lavori straordinari strade comunali» per realizzare la mulattiera e la sistemazione dell’acquedotto comunale.

I lavori eseguiti sono la beffa che si aggiunge al danno, come si è documentato con foto e videoriprese. Le parti della strada il cui piede nella scarpata del rio Pendie era stato portato via dalle acque, non viene rinforzato, vengono tagliate via e buttate nell’alveo del rio (così che lo si intasa ancora un pochino). I riempimenti in alcuni tratti sono stati eseguiti utilizzando il materiale alluvionale che le acque, il 24 novembre 2016, hanno portato a valle dalla cava-discarica del sodalizio GULLACE-FAZZARI. Viene anche realizzato uno scarico delle acque che scava il terreno sotto il tornante, così da produrre ulteriori cedimenti. E sul punto ci fermiamo qui... si vedano di seguito alcune delle foto scattate dopo questi "lavori"...

Quando terminano questi cosiddetti lavori, mentre le parti “riempite” con il materiale alluvionale già franano e scendono nell’alveo del rio Pendie, il Comune di Balestrino procede ad aprire la strada, il 23 aprile 2017, con la collocazione di cartelli che indicano la possibilità di transito di mezzi larghi 2,00 metri e con portata da 3,5 tonnellateIl rio Pendie non è stato posto in sicurezza e la strada non è assolutamente transitabile da tali mezzi. La Ismarro lo sa bene, tanto che non adottata una formale Ordinanza che dichiari riaperta, sicura e transitabile la strada. Rolando Fazzari procede a denunciare la situazione all’Arma dei Carabinieri che intervengono, il 24 aprile 2017, e fanno collocare transenne con affissione dell’ordinanza di chiusura della strada in quanto pericolosa. (Nell'ultimo mese è anche comparso un cartello di "divieti di arrampicata" sino al 31 luglio... che, onestamente, ha il sapore della presa in giro più completa)

Nel frattempo il Comune di Balestrino, con l’Amministrazione capeggiata dalla Ismarro, procede con stanziamenti per la pulitura di boschi e rii, così da eliminare gli ostacoli al deflusso delle acque ed evitare nuove esondazioni. Il rio Pendie però non è nella lista degli interventi e resta ricco di massi e tronchi che ne ostacolano il deflusso, con l’aggiunta dei materiali nuovi che si sono aggiunti con i lavori di “somma urgenza” affidati alla “F.LLI GAROFALO” come si può documentare con alcune foto:

Diversi giornalisti, nel frattempo, iniziano a chiamare la Ismarro per sapere cosa intenda fare per permettere alla “LigurBlock” di riaprire, ma lei non risponde. 

Il 26 aprile 2017 (dopo l’intervento dei Carabinieri) il Comune di Balestrino, con la Sindaco Ismarro, supera se stesso, con la Determinazione 3/2017 Area Tecnica [si vada qui]. Con questo atto si affida, seguite bene i vari passaggi, incarico allo studio legale Vallerga (per l’importo di 4.183,20 euro), per sapere cosa fare rispetto alla richiesta di intervento per somma urgenza finalizzato al ripristino della strada Lavagin promossa da Rolando Fazzari nel NOVEMBRE 2017. Il Comune di Balestrino ha quindi impiegato 5 mesi per porsi la domanda su cosa fare!

Ma vi è di più… Nella medesima Determina si legge che il Comune di Balestrino il 26 aprile 2017 prende atto (ed ovviamente pone la domanda “che fare?” all’avvocato) dell’invito alla costituzione di un Consorzio per la manutenzione della strada Lavagin, promossa da Rolando Fazzari il 30 aprile 2015 con tanto di istanza formale (sono solo trascorsi 2 anni pieni senza risposta). Era una proposta che voleva, una volta per tutte, far sì che tutti gli utilizzatori della strada (come il Comune di Balestrino, la Sa.Mo.Ter. ed i Ferrari, oltre alla “LigurBlock”) si impegnassero quota parte alle spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria della strada che da sempre è invece stata lasciata sulle spalle ed il portafoglio di Rolando Fazzari [si veda qui la proposta].

L’ultima chicca della Determina comunale è poi il passaggio in cui l’Amministrazione della Ismarro ricorda che tiene assolutamente in piedi il ricorso in Consiglio di Stato contro la Sentenza del TAR Liguria che dava ragione a Rolando Fazzari, annullando l’ordine di demolizione dei lavori di sistemazione della strada Lavagin effettuati a gennaio 2014 (dopo i danni del dicembre 2013) con ripristino dei luoghi (ovvero del dissesto della strada). Un ricorso che – oltre a non avere più alcun senso, visto che la strada non c’è più! – alla Ismarro non costa nulla (le spese legali sono pagate dal Comune) ma che invece per Rolando Fazzari, per difendersi, significa altri 5/6 mila euro di spesa. (ma questo lo vediamo tra poco).

Passa oltre un mese e nulla si muove. La strada continua ad essere impraticabile e pericolosa (con anche nuovi cedimenti). Il Presidente della Regione Liguria, con mezza Giunta regionale, incontra Rolando Fazzari. La Ismarro, nel frattempo ha continuato nel mantenere il silenzio assoluto, nell’immobilismo più totale. Il 5 giugno 2017, all’incontro con il vertice della Regione Liguria, infatti, si viene a sapere che vista la mancata attivazione del Comune di Balestrino, con l’Amministrazione Ismarro, per l’esecuzione dei lavori lungo la strada Lavagin, il finanziamento della Protezione Civile per la “somma urgenza” di 108 mila euro è stato decurtato di 36 mila euro. L’inerzia del Comune con la Ismarro, in altre parole, ha fatto sì che se vi erano 108 mila per i lavori, ora ve ne sono solo 72 mila!

Ora, alla luce dei fatti, è palese che la Ismarro si prenda gioco di Rolando Fazzari, della Regione e di chiunque, mentendo spudoratamente. Infatti perché, già – come si vedrà – nel 2014 non ha eseguito la messa in sicurezza del Rio Pendie (come sollecitato più volte da Rolando Fazzari), come indicato nell’Ordinanza Comunale 2/2014, rivalendosi, quota parte, sui vari utilizzatori? E perché, a fronte del disastro del 2016, non ha proceduto nel promuovere i lavori, facendo concorrere alle spese i vari utilizzatori, lasciando la “LigurBlock” viaggiare verso il fallimento ed al contempo facendo sì che, per assenza della strada, non fosse attivata dall’amministrazione giudiziaria della “Sa.Mo.Ter” la messa in sicurezza e riambientazione della cava-discarica (fatto che i GULLACE-FAZZARI ovviamente non gradiscono venga fatta perché dovranno rispondere economicamente di tale intervento, obbligatorio per Legge, oltre che indispensabile per evitare nuovi disastri)?

Inoltre, per far capire – senza lasciare ombre di dubbio – quanto sia concreto il “si sta facendo di tutto per AFFOSSARE” Rolando Fazzari, bisogna fare un passo indietro…

Il 27 dicembre 2013 la strada vicinale Lavagin vene cancellata nella sua parte bassa dall’esondazione del rio Pendie causata dalla presenza di un ponticello abusivo dei Ferrari che svolgeva la funzione di “diga” e dall’insufficiente capacità idraulica delle tubature collocate dalla “Sa.Mo.Ter” per tombinare un tratto dello stesso rio.

Rolando Fazzari dovette chiudere l’azienda e chiedere al Comune di intervenire in somma urgenza per il ripristino della strada. Il Comune di Balestrino inizialmente procedeva con l’adozione dell’Ordinanza di chiusura della strada Lavagin finché non fosse stata riposta in sicurezza, unitamente al rio Pendie [si veda l’Ordinanza del 4 gennaio 2014]. Non giungono risposte dal Comune, nonostante i solleciti di Rolando Fazzari ed anche davanti ad una richiesta della Prefettura di Savona [si veda qui]. Istanze che non verranno MAI citate dal Comune nei propri Atti che invece citava solo quelle della “Sa.Mo.Ter” dei GULACE-FAZZARI.  Al sopralluogo del Comune, Rolando Fazzari non veniva nemmeno invitato, vi era il rappresentante della società della cosca del GULLACE. Passa il tempo e Rolando Fazzari manda solleciti e diffide. Il Comune di Balestrino procede quindi con un'Ordinanza, il 20 gennaio 2014, in cui ordinava a se stesso, agli utilizzatori della strada Lavagin, nonché ai proprietari frontisti dei terreni, l’intervento per la messa in sicurezza della strada e del rio Pendie [si veda qui l’Ordinanza]. Nella stessa Ordinanza il Comune affermava che se entro 30 giorni non fossero stati eseguiti i lavori avrebbe proceduto a farli eseguire, rivalendosi, quota parte, sugli utilizzatori e frontisti. Solo Rolando Fazzari si muove (lui se non ha la strada non lavora e fallisce). Inizia i lavori, con difficoltà riesce a farsi consegnare i materiali conformi necessari al ripristino della strada, visto che tal ORLANDO Roberto (dei GULLACE-FAZZARI) prima consiglia “in amicizia” ai fornitori, telefonicamente, di non consegnare nulla alla “LigurBlock” e poi, visto che i camion dei fornitori arrivano lo stesso, si piazza davanti ai mezzi per impedirgli di passare ed effettuare le consegne dei materiali (una delle imprese fornitrici, il cui autista è stato indicato come testimone da Rolando Fazzari, vedrà il 6 aprile 2017 andare a fuoco una propria pala nello stabilimento nell'imperiese). Il Comune tace su tale atteggiamento. Rolando va avanti, spende (ancora una volta) di tasca sua oltre decine e decine di migliaia euro tra materiali e lavoro. Fa effettuare (e paga) una relazione da un Geometra ed una da un Geologo, precisando che lui ha effettuato i lavori per la messa in sicurezza della strada ma che occorre intervenire per la messa in sicurezza del rio Pendie, al fine di evitare che il disastro si ripeta. Il Comune tace ma poi, una volta che Rolando Fazzari ha concluso i lavori e la strada è tornata percorribile in sicurezza, il 7 luglio 2014 contesta i lavori eseguiti da Rolando Fazzari, sia perché è transitato, per fare i lavori di rifacimento della strada, sulla strada che era chiusa (non è una battuta) e contestando quei lavori come un “abuso edilizio” [vedesi la comunicazione del Comune]. Rolando Fazzari, dopo aver pagato di tasca sua tutti i lavori, deve iniziare ad aggiungere le spese legali (migliaia e migliaia di euro) per difendersi e produce una corposa memoria difensiva al Comune [vedesi il documento integrale]. Il Comune della Ismarro non si dà pace e se da un lato non interviene (come annunciato nell’Ordinanza) per la messa in sicurezza del rio Pendie, procede invece il 6 ottobre 2014 con un’ingiunzione perché si distruggano i lavori eseguiti da Rolando Fazzari così da ripristinare la strada a prima di detti lavori, ovvero riportandola nello stato di dissesto [si veda qui l’ingiunzione]. Rolando Fazzari procede con l’impugnazione al TAR (ed altre migliaia e migliaia di euro di spese legali, mentre la Ismarro copre le spese con i fondi comunali dei cittadini). Il TAR prima accoglie la sospensiva del provvedimento comunale [vedesi qui] e quindi, nel merito, accoglie il ricorso di Rolando Fazzari annullando il provvedimento del Comune di Balestrino [vedesi qui]. Nell’ambito del provvedimento a giustificazione dell’ingiunzione del 6 ottobre 2014 il Comune di Balestrino arriva ad indicare un proprio atto del 2 febbraio 2015 (!!!). Nel frattempo, prima della sentenza del TAR – però il Comune non lo dice al TAR – il Comune aveva proceduto con Ordinanza del 22 dicembre 2014 alla riapertura della strada Lavagin perché a seguito dei lavori eseguiti era tornata ad essere transitabile ed in sicurezza [vedesi l’Ordinanza 23/2014]. Si noti che il Comune cita la "Sa.Mo.Ter" della cosca GULLACE-FAZZARI (che i lavori non li ha fatti, come mai li ha fatti nel passato) e non citi invece che i lavori sono stati eseguiti dalla "LigurBlock" di Rolando Fazzari (come sempre). Nonostante questo, ovvero che il Comune di Balestrino ammetta che i lavori della “LigurBlock” hanno riportato la strada in condizioni di sicurezza, cosa fa l’Amministrazione Ismarro? Come abbiamo anticipato ricorre in Consiglio di Stato per far sì che venga ripristinato il provvedimento con cui si ordinava la demolizione dei lavori (così facendo altre spese legali da sostenere per Rolando Fazzari, mentre la Ismarro le paga con le casse comunali). Tutto questo mentre il ponticello abusivo dei FERRARI (amici dei GULLACE-FAZZARI), nonostante il verbale del 1980 continuava a restare e fare da diga [si veda verbale Forestale]. In Provincia confesseranno che il Comune di Balestrino si ostinava da anni a non indicargli il nominativo del proprietario di tale ponticello abusivo (fatto curioso perché il Comune di Balestrino ben sapeva (e basta semplicemente leggere alcuni degli atti che qui abbiamo linkato per vedere che lo indicano come opera di Giacinto FERRARI) rendendo impossibile procedere con l'intimazione di rimozione... che verrà effettuata solo nel 2017 solo dopo l'ennesima alluvione.

E fin qui la storia, in estrema sintesi, della strada. Poi si potrebbe passare a quella che ha visto l’acquiescenza del Comune di Balestrino verso le imprese della cosca GULLACE-FAZZARI… Acquiescenze che comprendono non solo il fatto che queste potevano non pagare il dovuto al Comune di Balestrino senza il Comune procedesse alle riscossioni, ma che arrivano alla totale omissione in materia di messa in sicurezza della cava-discarica, dalla mancata messa in sicurezza del fronte di cava, all’assurda canalizzazione delle acque della cava-discarica (che infatti, a novembre 2016, hanno trascinato, i materiali della cava-discarica a valle, spaccando la strada nella parte alta e invadendo il piazzale e l'inbocco della strada a valle). Il Comune di Balestrino, consapevole della pericolosità del sito come emerge da Atti reperiti dalla Polizia Giudiziaria della Procura di Savona, non ha mai osato muovere foglia. Esempio eclatante – e drammatico – è il fatto che il Comune di Balestrino abbia omesso di pretendere il rispetto delle normative di Legge sulle cave che prevede che prima di ogni scorporo di aree dal piano di coltivazione le stesse, con il fronte di cava, venissero poste in sicurezza. Non solo: davanti a due richieste, con tanto di perizia geologica, promosse (a sue spese) da Rolando Fazzari, per poter procedere lui (a sue spese) alla messa in sicurezza del vecchio fronte di cava della CO.MI.TO. (GULLACE-FAZZARI), il Comune non si muove. Non autorizza la messa in sicurezza e no ordina alla CO.MI.TO. di farlo. Non chiede nemmeno l'intervento della Regione sulla situazione di pericolo documentatagli da Rolando Fazzari. Si muoverà, il Comune, solo nel dicembre 2012, ordinando quella messa in sicurezza che inutilmente Rolando Fazzari aveva chiesto di poter eseguire. Ciò avviene dopo la morte di Gabriele Fazzari, il figlio diciottenne di Rolando, il 31 ottobre 2012.


La ISMARRO, con il Comune di Balestrino, dovrà rispondere nelle opportune sedi (compresa quella Corte dei Conti che indica di temere molto) per quanto fatto (e non fatto), comprensa la perdita, per le inerzie, di 36 mila euro della Protezione Civile. Dovrà spiegare molte cose. Una: si difende per l'omesso intervento di sistamazione della strada dicendo che è privata ma in parallelo usa i fondi per "lavori straordinari strade comunali" per quel lavoretto-beffa affidato alla "F.LLI GAROFALO". Delle due l'una, Signora Sindaco. Due: perché nel 2014 fece l'Ordinanza in cui ordinava agli utilizzatori (compreso di il Comune di Balestrino) di fare i lavori e sancendo che in alternativa avrebbe proceduto il Comune per poi rivalersi, quota parte, con gli utilizzatori, mentre nel 2016 non ha adottato una medesima Ordinanza? Delle due l'una: ha abusato del suo potere nel 2014 (cagionando ulteriori danni a Rolando Fazzari) o ha omesso di fare una medesima ordinanza nel 2016. Inoltre, come mai la messa in sicurezza del rio Pendie (che certamente non devono fare gli utilizzatori della strada vicinale di interesse pubblico Lavagin) non è stata fatta dal Comune? Lo sà che aver dichiarato in Ordinanza, nel 2014, che tutto era stato posto in sicurezza (strada e rio) è un falso, visto che gli unici lavori effettuati (da Rolando Fazzari con la "LigurBlock") sono stati per il ripristino e la messa in sicurezza della strada ma non quelli per il Rio come spiegato anche dalla relazione del Geologo consegnata al Comune di Balestrino? Ed a questo proposito: quando intende procedere con la messa in sicurezza del Rio Pendie? Gli altri Comuni chiedono ed ottengono i finanziamenti per tali interventi, perché lei non li chiede e non procede? 

Ecco, una sintesi aggiornata di quanto già si era documentato dettagliamente (per i fatti sino ai primi di aprile) nel libretto "LA STRADA DELLE CONVERGENZE INDICIBILI" [vedi qui].

Se tutto questo può essere considerato un “aiuto” a Rolando Fazzari allora la Ismarro ha ragione nelle sue dichiarazioni, a noi pare cristallino che invece sia stato fatto e si faccia di tutto per affossare Rolando Fazzari, ovvero, nei fatti, raggiungere quello storico obiettivo che il sodalizio ‘ndranghetista dei GULLACE-FAZZARI ha sempre perseguito, non perdonando a Rolando di aver disconosciuto la sua famiglia di origine, che è ‘ndranghetista, denunciandone anche i crimini di cui era a conoscenza.

 

P.S.
Signora ISMARRO se lei la 'ndrangheta che imperversava (ed imperversa ancora con il sottobosco dei GULLACE-FAZZARI) a Balestrino e nel resto del ponente savonese non lo ha visto e non lo vede, può significare solo due cose: non è in grado di vedere ciò che la circonda (e non è il caso che si occupi di gestione della cosa pubblica) o non vuole vederlo (e non è il caso che si occupi di gestione della cosa pubblica). Il negazionismo, o il richiamo al tacere certe presenze ed attività per tutelare l'immagine del Comune, sono un pessimo servizio all'azione di prevenzione e contrasto delle organizzazioni mafiose, bensì un mano santa proprio per gli interessi di tali sodalizi.

 

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