Savona, FOTIA e SINDACATI insistono... e noi ribadiamo! Lunedì 17 settembre di nuovo a Savona

Scritto da Ufficio di Presidenza

Uno dei mezzi "FOTIA GROUP" (alias SCAVO-TER) - Vado Ligure (SV)[Il testo è stato inviato ai mezzi di informazione, nonché a CGIL, CISL, UIL, UGL e COBAS (ai rispettivi regionali e provinciali di Savona), nonché all'Unione Industriali di Savona, alla Confindustria Liguria, al Sindaco di Savona ed Presidente della Provincia... Non dicano che non si sono accorti di ciò che sta accadendo!]
Lunedì 17 settembre 2012 depositeremo la denuncia-querela per le intimidazioni, diffamazioni e minacce esplicite che ci sono giunte dalla grande ed allargata famiglia dei FOTIA. La formalizzeremo in mattinata alla Procura di Savona. Sempre in mattinata andremo in Prefettura per depositare un esposto urgente al Prefetto dove, in sintesi, ribadiremo non soltanto quelle risultanze ufficiali che dicono (e mai sono state smentite o annullate da alcun provvedimento!) che i FOTIA sono il terminale a Savona della cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI, ma anche la cronologia degli ultimi eventi che dimostrano che quell'immagine di “civili” e “pacati” imprenditori costruita dagli stessi non era altro che una “maschera” ormai caduta. Al Prefetto non daremo un semplice passivo sostegno alle misure preventive che la Prefettura ha già formalizzato (conseguentemente all'Interdizione del GIP), ma anche una esplicita richiesta di innalzare ulteriormente l'attenzione in chiave preventiva, con ulteriori atti dell'Ufficio, così come, ad esempio, sono già stati assunti dal Prefetto di Genova per altre ditte ed imprenditori, su cui pur in assenza di provvedimenti giudiziari definitivi sono evidenti molteplici ed univoche risultanze investigative e di indagini...


Occorre rendere evidente ancora di più alla comunità savonese che i Sindacati ed i lavoratori, spinti dai fratelli FOTIA, continuano nel teatrino dell'assurdo, raccontando inaccettabili bufale e prendendosi gioco delle Istituzioni.

Non è infatti accettabile, lo ribadiamo ancora una volta, che i Sindacati si facciano usare da una famiglia il cui legame al grande casato 'ndranghetista di Africo è conclamato! Non è tollerabile che i Sindacati ignorino un provvedimento interdittivo del GIP, prestandosi a chiederne l'annullamento dell'effetto al Prefetto.

1) La SCAVO-TER è soggetta ad un provvedimento interdittivo del GIP di Savona (ben chiaro ed inserito nella visura camera della stessa!). Hanno richiesto l'annullamento ma il GIP lo ha confermato!!! Il provvedimento è noto e pubblico (vedi qui) ed è relativo alla pratica illecita perseguita da SCAVO-TER nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, che ha visto anche l'arresto di Pietro FOTIA e del politico e pubblico funzionario DROCCHI, con conseguente rinvio a giudizio. [Operazione DUMPER – vedi qui]

2) Il fatto che il Tribunale di Savona abbia respinto “allo stato” la richiesta di confisca dei beni dei FOTIA (vedi qui), avanzata dalla DIA con la Procura di Savona, non è assolutamente rilevante e connesso alla misura interdittiva che proibisce alla SCAVO-TER di trattare ed operare con le Pubbliche Amministrazioni. Affermare che via connessione tra interdizione e richiesta di confisca è non solo falso ma volutamente fuorviante e vergognoso!

3) L'anomalia a Savona era che a fronte di tale interdizione le pubbliche amministrazioni, per mesi, non avessero sospeso ed annullato gli incarichi assegnati ed in corso! L'intervento della Prefettura è stato quindi necessario per far sì che un provvedimento interdittivo emesso (e confermato!) dal GIP non fosse ignorato dalle Pubbliche Amministrazioni. Non è stato quindi, come si vorrebbe far credere, un'azione di “accanimento” ai danni dell'impresa dei FOTIA, bensì un atto d'Ufficio praticamente automatico a seguito dell'Interdizione.
Se le Pubbliche Amministrazioni avessero dato seguito concreto all'interdizione e se i FOTIA non avessero scelto di “sfidare” l'Autorità Giudiziaria, cercando di eludere tale provvedimento per continuare ad operare in lavori la cui committenza erano gli Enti Locali, le Autorità preposte non avrebbero dovuto ribadire la questione.

4) Nel provvedimento del Tribunale di Savona che tanto i FOTIA e friends richiamano, per affermare che sono “puliti” e per raccontarci che con questo sarebbero cadute le accuse ed i sospetti di mafiosità, non c'è nemmeno l'ombra di mezza riga che affermi quento sostenuto dai FOTIA. Chiaro? Non c'è proprio alcuna smentita sulle risultanze molteplici e documentate sulla mafiosità dei FOTIA, cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI!

Ora, come è possibile che i Sindacati si prestino nel perpetuarsi del teatrino dei FOTIA? Non è tollerabile... Questo Speranza, della CISL, sa leggere le carte o si affida al desiderato della famiglia FOTIA? La CISL e gli altri Sindacati che fanno? Tacciono o lo smentiscono in questa pantomima assurda e indecente?

I lavoratori, come abbiamo già avuto occasione di dire, scrivere e ripetere, non devono difendere i FOTIA per difendere il proprio diritto al lavoro. I FOTIA, che non a caso si vantano di avere pronti 16 milioni di euro per lavori “bloccati”, hanno assunto una posizione dominante, praticamente monopolistica su Savona, soffocando con offerte a ribassi spropositati (quando non per altre “vie”, come emerso inequivocabilmente dall'indagine DUMPER, ovvero attraverso corruzione) ogni concorrenza.

Le altre ditte non potevano certo assumere, perché i lavori li avevano praticamente solo i FOTIA. Questo sia nell'ambito pubblico che in quello provato. Questo, come nel caso dei cantieri FERROVIAL, dove i FOTIA sono entrati subentrando ad una ditta che operava in subappalto (la BETON PONENTE) e si era vista i propri mezzi andare a fuoco in una notte, così da non poter proseguire il lavoro, cedendo il passo all'impresa dei FOTIA. Questo, ad esempio, per il rapporto privilegiato con uno dei colossi delle cooperative rosse, la UNIECO, che anziché escludere la società dei FOTIA, viste le molteplici risultanze sulla mafiosità del nucleo familiare in questione, dai propri fornitori, ha scelto di assegnare loro molteplici incarichi che – cifra indicata dai FOTIA stessi – arrivano a 3.000.000 di euro tra il 2007 ed il 2010.

Se la SCAVO-TER (FOTIA GROUP) non può operare con il pubblico (e per le ragioni interdittive, nonché per le risultanze sulla mafiosità evidenziate da Procura Nazionale Antimafia, Commissione Antimafia, Polizia di Stato, Dia, Guardia di Finanza, Ros, sarebbe decenza che nemmeno i privati li chiamassero ad operare nei propri cantieri), non significa che quei lavori non devono essere fatti. Significa solo che si è “liberato” il mercato dall'inquinamento che soffoca la concorrenza e, quindi, lo si è liberato ad altre ditte, che possono essere incaricare di effettuarli al posto della SCAVO-TER. Ditte che quindi dovranno, per operare e far fronte all'aumento dei cantieri, assumere anche dipendenti.

Non è che se non lavora la SCAVO-TER non lavora più nessuno!!! Forse questo concetto non è chiaro... o forse qualcuno vuole proprio affermare questo di concetto: se non si fanno lavorare i FOTIA non lavora più nessuno! Se è così, se questo è il messaggio che si vuole far passare, si può certamente affermare che sia inaccettabile e debba essere respinto senza tentennamenti, a partire dai Sindacati e dagli stessi lavoratori.

E poi, anche se dovesse scattare un provvedimento di sequestro e confisca, non significa che i dipendenti debbano finire disoccupati. Sono i FOTIA che puntano al ricatto occupazionale. I Sindacati dovrebbero opporsi a questo ricatto, e non, come stanno facendo, ai provvedimenti giudiziari ed amministrativi!
Se una ditta viene sequestrata viene posta sotto “amministrazione giudiziaria”. Può e deve continuare a lavorare! Chi è nominato alla gestione controllata ha il dovere di non danneggiare l'impresa che gli è affidata ma di garantirne l'operato senza arrecare danno o perdite. Quando una ditta, poi, viene confiscata può essere rilevata da altri imprenditori. Addirittura, come in alcuni casi è già avvenuto, dagli stessi lavoratori riuniti in cooperativa. Anche questo il Sindacato lo sa bene, ma lo tace ai lavoratori.

Ecco, se riflettessero un attimo, i lavoratori capirebbero che il loro nemico non sono le Istituzioni, o i provvedimenti interdittivi, ma i FOTIA. Sono questi che li usano per garantirsi “consenso sociale” e per cercare di offuscare i fatti, mistificare la realtà, nonché per delegittimare le Istituzioni. Li usano come “arma” per scardinare le azioni di prevenzione e contrasto adottate secondo la Legge, non per bazzecole o capricci di qualcuno.

Lunedì mentre noi depositeremo la denuncia-querela in Procura e poi l'esposto urgente in Prefettura, dovrebbe svolgersi una nuova manifestazione - con tanto di sindacati partecipi al corteo - dei lavoratori dei FOTIA (alcuni dei quali usati anche per cercare di delegittimarci e intimidirci durante la nostra iniziativa a Savona di sabato 8 settembre). Noi andiamo avanti... non ci facciamo intimidire e non cediamo di un passo. Come avevamo detto ad alcuni lavoratori della SCAVO-TER che ci confidavano che dei FOTIA non gli importa nulla ma gli interessa solo difendere il posto di lavoro, ribadiamo che si è disponibili ad un incontro in cui gli si spiegano le cose che i Sindacati gli tacciono.

Il ventilare "disordini per l'ordine pubblico" se qualcuno osa opporsi al desiderato dei FOTIA, come ha fatto la famiglia FOTIA secondo le dichiarazioni riportate da La Stampa nei giorni scorsi, è inquietante e necessità di una netta ed assoluta condanna! Contro tale atteggiamento occorre che i Sindacati, come la Politica e le Pubbliche Amministrazioni, e tutta la società civile, reagiscano con fermezza!!!


P. S.

L'Unione degli Industriali di Savona davanti a questa vergognosa ed indecente pantomima dei FOTIA, volta a screditare l'azione della Procura, del GIP, nonché della Prefettura, delle Forze dell'Ordine e dei Reparti Investigativi dello Stato, cosa dice? Al momento tacciono anche loro... Non vogliamo credere che si vogliano accodare a quei Sindacati (sic) che preferiscono assecondare il “monopolio” dei FOTIA e l'inquinamento che questi sono stati capaci di promuovere nell'ambito dei rapporti con le Pubbliche Amministrazioni. Battere un colpo in cui si schierano in difesa dei provvedimenti delle Autorità dello Stato non sarebbe male, così come sarebbe auspicabile un loro pronunciamento chiaro con cui si schierano senza tentennamenti a sostegno di un azione per ripulire il mercato, liberando davvero la concorrenza tra le imprese sane.
Anche questo non ci pare un dettaglio. Anche segnali come questi, in contesti come quello savonese, sono importanti, vista la situazione venutasi a creare negli ultimi giorni...
Anche perché i FOTIA nel giustificare l'origine e la crescita del loro “impero” imprenditoriale hanno indicato i sostegni delle Banche. Sostegni che altre imprese - che l'Unione Industriali savonesi dovrebbe rappresentare - non hanno mai visto! Ecco, da che parte stà l'Unione Industriali savonesi? Vuole battere un colpo e dire, anche, ad esempio, che si fa promotrice di un “fondo di solidarietà” per sostenere le Imprese che assorbiranno i lavoratori della SCAVO-TER in caso di chiusura (per volontà dei FOTIA) o di sequestro e confisca da parte dello Stato? Sarebbe un bel segnale se oltre alle tante dichiarazioni di intenti e protocolli vari, l'Unione degli Industriali mettesse in campo un azione concreta volta ad impedire l'uso del "ricatto occupazione" ad imprese di soggetti sulla cui mafiosità, come nel caso dei FOTIA, le risultanze sono molteplici, univoche e convergenti.

La Stampa ed. Savona - 13.09.2012



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