FOTIA. Il Tribunale accorcia, il Prefetto confermerà? E l'Appello di cui nessuno parla?

Scritto da Ufficio di Presidenza

Prima pagina esposto sul gruppo FOTIAOggi abbiamo inviato un nuovo articolato esposto alle Autorità competenti in riferimento al gruppo FOTIA (la prima pagina qui a lato in immagine). 52 pagine, oltre ad allegati...

Mentre stavamo inviando, attraverso posta certificata, il documento a tutti i destinatari, abbiamo appreso la notizia della decisione del Collegio Giudicante del Tribunale di Savona sull'istanza per l'annullamento dell'interdizione disposta dal GIP alla SCAVO-TER. Ed il Tribunale di Savona ha respinto la richiesta di annullamento dell'interdizione (rigettando quindi l'istanza dei legali dei FOTIA) ma ha accorciato l'interdizione di tre mesi, facendola così scadere il 12 settembre 2012.

Ora la parola passa al Prefetto di Savona (a cui avevamo consegnato il 17 settembre un esposto sulle ultime vicende e che oggi ha ricevuto un'altra nostra copiosa documentazione con cui si chiede di procedere, ampliando, sulla base dei poteri del proprio Ufficio, le misure interdittive a carico delle imprese dei FOTIA). Il Prefetto, al momento, a quanto ci risulta, non ha annullato i propri provvedimenti...


Da quanto appreso, il Prefetto ha richiesto, invece, a chi di competenza, ulteriori informative al fine di valutare il da farsi. Il Prefetto, che aveva proceduto sulla base dell'interdizione disposta dal GIP nel marzo scorso (e che non è stata annullata o revocata dal Tribunale nonostante l'insistenza dei FOTIA), può decidere di annullare ogni proprio provvedimento interdittivo, oppure se mantenerlo od ampliarlo.

Se il Prefetto annullerà i propri provvedimenti, i FOTIA con le loro imprese potranno tornare, da quel momento, ad operare e trattare con le Pubbliche Amministrazioni; se, invece, manterrà il provvedimento, allora non potranno procedere nel trattare e lavorare con gli Enti pubblici (e le società partecipate). Ma non finisce qui...

MastroLindoPer i FOTIA che cantavano (e cantano) sempre vittoria (per loro sembra perenne il detto “comunque vada sarà un successo”) i problemi sono tutt'altro che finiti. Infatti, la Procura di Savona sta procedendo sulla richiesta di sequestro e confisca dei loro beni (ed imprese) avanzata dalla DIA. Se il Tribunale di Savona aveva respinto, in prima istanza, la richiesta di misure patrimoniali, ma non negato o smentito (come avrebbero voluto i FOTIA) le molteplici, univoche e concordanti risultanze investigative sulla loro mafiosità e sul loro saldo legame con la cosca dei MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI, è in via di definizione l'Appello con cui la Procura di Savona chiede di procedere a sequestro e confisca dei loro beni. Un “dettaglio” che – incomprensibilmente – i media hanno continuato a tacere, facendo così credere che fosse vera la “voce” diffusa dai FOTIA che loro erano stati certificati “puliti”... tanto puliti, forse, da concorrere per il premio di “mastro lindo”!

Detto questo, noi andiamo avanti ed ancora una volta, pubblicamente, ma anche via e-mail al loro principale legale Avv. Giovanni Ricco (che sappiamo voleva incontrarci) chiediamo:
signori FOTIA, visto che avete dichiarato che non avete nulla da nascondere, perché non avete chiesto che il contraddittorio tra le parti fosse pubblico durante la discussione davanti al Collegio Giudicante del Tribunale di Savona per l'istanza della DIA? Comunque sia, a tutto si può rimediare. Quindi, se ci viene inviata una copia della richiesta integrale di sequestro/confisca della DIA e la memoria difensiva, noi procederemo a pubblicare tutto senza problemi. Lo abbiamo già scritto, sappiamo che leggete, ma non avete spedito niente. Su, forza, non ci vuole molto se davvero non avete nulla da nascondere, o forse non è proprio così?

P.S.
Apprendiamo dalla stampa che, durante la manifestazione-teatrino dei Fotia-boys, con bandierine CISL incorporate, è sceso in strada anche il Presidente della Provincia Angelo VACCAREZZA (quello che da Sindaco di Loano non si era accorto del Fameli, rilasciando pure la licenza per il suo Casinò nella villa sull'Aurelia piena di abusi edilizi e minialloggi abusivi... quello delle tante ville agricole fiorite in ogni dove, in quel di Loano, che erano tanto ville e per niente “agricole”... quello del porto “made" in Ligresti con locali ancora senza agibilità e dove ci dicono operare gli uomini legati al pluripregiudicato Walter Negro... ed ancora quello di quello strano, molto strano appalto con unico partecipante per lo spazzamento neve assegnato proprio ai Fotia di cui già parlammo).
VACCAREZZA è sceso fra i lavoratori ed ha dichiarato: «L’atto principale non dipende da noi. L’unica cosa che possiamo fare è non opporci».

Ma complimenti, davvero vivissimi complimenti! Ha per caso tra i suoi Consiglieri i Sindaci (ops, ex Sindaci) Giovanni Bosio di Bordighera e Gaetano “Tano” Scullino da Ventimiglia?

Lei dice che non si oppone alla revoca delle misure preventive ed interdittive a soggetti quali i FOTIA, alias (e non faccia come Burlando... legga qualche Atto) terminale a Savona della potente cosca 'ndranghetista dei MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI... Forse non lo sa, ma, ad esempio, è proprio in terra savonese che, in occasione di una festa pre-nuziale, a sigillo dell'alleanza tra le famiglie FOTIA e SCORDO, e, nello specifico, per festeggiare l'ennesimo matrimonio “nato” ad Africo, tra Donato FOTIA e Vittoria SCORDO, sono saliti, per ritrovarsi, gli esponenti delle cosche calabresi. Dev'essere stato davvero un “grasso grosso matrimonio calabrese”... E pensi un po', visto che deve esserle sfuggita anche questa... che è proprio nel focolare dei due “piccioncini” (mica abbiamo scritto "picciottini", non sia mai), anni dopo, che il ROS di Reggio Calabria è dovuto giungere per trarre in arresto VERSACI Mario... evitando che sfuggisse all'arresto per l'Operazione REALE 3, che, casualmente, riguardava soprattutto il condizionamento mafioso sul voto alle Regionali 2010 in Calabria, a favore di Santi ZAPPALA', esponente del suo stesso partito (il PDL), già condannato in primo grado a 4 anni di carcere per corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso ed a cui ad aprile hanno anche sequestrato beni per 16 milioni di euro).

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