I FOTIA in confusione, minacciano querele per sentenza TAR che conferma l'INTERDIZIONE

Scritto da Ufficio di Presidenza e Sezioni di Lamezia Terme e Locri

Pietro FOTIA, soggetto ritenuto "pericolo sociale" anche dai FOTIANon ce la fanno più, i componenti dell'onorata famiglia FOTIA. Si sentono disonorati da qualunque cosa non gli dica che son belli, puliti e pii. Ora ce l'hanno pure con la Sentenza del TAR! SavonaNews che la pubblica integralmente, come noi, riceve una missiva in cui si minaccia querela per diffamazione. Ma non gli basta quello che ha ribadito il TAR per interrompere con le campagne intimidatorie prodotte a ripetizione per condizionare anche gli organi di informazione?
Ed ora veniamo al dunque così da smentire, ancora una volta, i FOTIA...

 
Prima di tutto, si decidessero un attimino chi è il "LEGALE RAPPRESENTANTE" della SCAVO-TER SRL... Sì, perché nel citare noi in giudizio con una citazione ex art 700, in sede civile, notificando l'atto ad un indirizzo sbagliato, così da impedire il contradditorio e farsi la causa da soli, firmano i ricorrenti: "Sebastiano, Pietro e Donato FOTIA e SCAVO-TER SRL nella persona del "legale rappresentante" PIETRO FOTIA.
Il Comunicato Stampa inviato a SavonaNews oggi invece riporta: "Donato FOTIA legale rappresentante della SCAVO-TER SRL". Stessa cosa nel ricorso al TAR (e poi capirete, leggendo, il perchè).
Ecco qui le immagini delle due firme:

I FOTIA in confusione... chi fa cosa?

Ora noi sappiamo, perchè lo aveva già accertato la Guardia di Finanza e poi anche Procura e GIP di Savona, ed ora lo ricorda il TAR, che il Pietro FOTIA è il vero "amministratore di fatto" della SCAVO-TER mentre, poi c'è anche il Donato FOTIA che risulta (anche da visura camerale) l'amministratore di diritto. Sappiamo anche che per limitare i danni dell'indagine DUMPER, per cui è quindi stato rinviato a giudizio solo il Pietro FOTIA, il Donato sosteneva che lui non sapeva nulla di ciò che combinava (attività illecite, mica bignè) il fratello Pietro, e che quindi, lui - il Donato - con la SCAVO-TER erano vittime, parte lesa, per ciò che andava combinando il FOTIA Pietro... come se poi i vantaggi dalle attività illecite condotte da questo non fossero state a vantaggio suo, certo, ma anche e soprattutto della SCAVO-TER.

Ma andiamo avanti...

Donato FOTIA sostiene che la Sentenza del TAR stabilirebbe che la Prefettura deve rivedere la misura INTERDITTIVA ANTIMAFIA adottata a giugno a carico della SCAVO-TER. Ma quando mai??? Forse gli hanno dato da leggere una copia farlocca della Sentenza spacciandocela per quella ufficiale, ma gli garantiamo che tale passaggio proprio non c'è in quella ufficiale (che abbiamo già pubblicato qui integralmente)... I FOTIA lo hanno chiesto di rivedere la misura interdittiva, perché alla loro sfacciataggine non c'è fine... ma dire che è il TAR ad aver chiesto alla Prefettura di rivedere il Provvedimento è davvero troppo!

Anzi, prendano atto che il TAR ha dato ragione su tutti i fronti alla PREFETTURA DI SAVONA, ritenendo valida e fondata la misura di INTERDIZIONE ANTIMAFIA a carico della SCAVO-TER.

Prima di tutto conferma che vi sono univoche risultanze, oltre a quelle della DIA, che confermano al PREFETTO, i rilievi sulla mafiosità della famiglia FOTIA. Scrive infatti il TAR:
 

"L’informativa antimafia di cui si controverte cita come proprie fonti di conoscenza i seguenti atti: - la citata nota 7/6/2012, i cui contenuti vengono ampiamente riferiti nel contesto del provvedimento impugnato;
- le note della Questura di Savona in data 26 gennaio 2012 e 5 giugno 2012, da cui risulterebbe “il ruolo di spicco dei componenti della famiglia Fotia” (cui appartengono i titolari dell’impresa) “nell’ambito della criminalità organizzata di origine calabrese operante nel ponente di questa provincia”;
- le note del Comando provinciale dei carabinieri di Savona in data 6 dicembre 2011 e 7 giugno 2012, da cui risulterebbe che l’impresa ricorrente aveva svolto, nel 2007, lavori per conto di un’altra impresa sottoposta a sequestro nel corso di un’inchiesta concernente le infiltrazioni della criminalità organizzata nella costruzione di talune opere pubbliche;
- le note del Comando provinciale della guardia di finanza di Savona in data 10 novembre 2011 e 23 maggio 2012, da cui risulterebbe che i componenti della famiglia Fotia sono inseriti “nella locale mappa della criminalità organizzata” quali affiliati o fiancheggiatori di una cosca mafiosa."


Inoltre il TAR ricorda anche, così, tanto per non far cadere nell'oblio il "dettaglio" della pericolosità sociale di Pietro FOTIA... "Dettaglio" ben noto ai FOTIA stessi, visto che lo stesso ricorrente (ovvero SCAVO-TER!!!) lo usa per dire che "solo" lui è stato indicato per la "pericolosità sociale". Eccolo qui:
 

"L’esponente fa ancora riferimento, con il terzo motivo aggiunto di ricorso, alla decisione negativa del Tribunale penale di Savona, per rimarcare come l’unico membro della famiglia Fotia ritenuto pericoloso dal giudice ordinario (il signor Pietro Fotia) non sia socio né amministratore della Scavo-Ter.

Si è già avuto modo di rilevare, in generale, come la decisione della Prefettura non possa essere vagliata alla luce degli elementi di conoscenza successivamente apportati dal giudice ordinario.

Occorre solamente soggiungere, al riguardo, come gli elementi di sospetto vagliati dalla prefettura riguardino anche i soggetti che svolgono formalmente un ruolo attivo nella gestione della Società, mentre il signor Pietro Fotia è stato qualificato dallo stesso Tribunale di Savona (cfr. provvedimento del G.I.P. n. 6605 del 10 marzo 2012 – docum. 3 Amministrazione) come “amministratore di fatto e come tale in posizione apicale” della Scavo-Ter."

 

Dovrebbe quindi bastare questo a far capire ai FOTIA che forse, anche per evitare ulteriori figuracce, dovute a smentite continue, è meglio tacere. 


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