AmmazzateciTutti da querela - 3

Scritto da Ufficio di Presidenza

17.12.2006 - con aggiornamento in coda alle 01:11 del 18.12.2006
AmmazzateciTutti: terza querela, ecco il perché…

Vorremmo tanto non passare il tempo a scrivere e depositare querele, ma alla calunnia alla diffamazione, frutto di attacchi infamanti infondati, non abbiamo altro che chiedere all’Autorità preposta di procedere. Rispondiamo, così da far capire il perché...


Partiamo dai soldi:

-          contributi pubblici ricevuti zero (0,00 euro), non possiamo allegare le delibere perché non ci sono essendo zero la cifra, chiunque poi può verificarlo negli Albi online di Comune (e Circoscrizione), Provincia e Regione ecc.

-          di consulenze, anche qui, zero (0,00 euro), perché incontri nelle scuole come le collaborazioni con i reparti investigativi dello Stato o il Tribunale Minorile o come anche il sostegno a chi ha avuto bisogno, è fatto gratis, come dovere di ogni cittadino.

-          Di contributi privati, sottoscrizioni, donazioni diamo pubblica e aggiornata informazione sul sito, e sono l’unica fonte di sostentamento della Associazione.

-          A differenza del fantomatico movimento di AmmazzateciTutti, noi siamo un’organizzazione di volontariato, della Sicurezza Sociale, riconosciuta dalla Regione come Onlus, che ha il dovere (oltre la volontà morale) di tenere un bilancio, con tutte le entrate e tutte le uscite.

-          A differenza di chi, come loro, si appropria di un sogno e di una realtà, quella dei “Ragazzi di Locri”, e non vuole costituirsi in associazione o soggetto di altro tipo, oltre a noi (che siamo una coppia e questo che centra?) ci sono molti altri, ci sono regole, organismi dirigent i e di controllo , e ci siamo anche spinti per maggiore garanzia ad avere la gestione finanziaria distinta da quella della Presidenza (come si può verificare al Banco di Sardegna, nell’agenzia indicata nella pagina delle sottoscrizioni-donazioni);

-          La Casa della Legalità non è poi solo Genova, bensì è anche a Locri, Firenze, Torino, Roma, Milano, Savona e La Spezia. Ogni realtà con piena autonomia nel rispetto dello statuto.

Ecco questa premessa è essenziale perché a illazioni come quelle lanciate da Giovanni Pecora la nostra coscienza è tranquilla, ma è giusto che lui ne risponda, non per noi ma per principio e per tutela dell’Associazione.

Curioso il passaggio “E' in corso un attacco preordinato e coordinato contro il movimento Ammazzateci tutti, un attacco che vede congiungersi in uno sforzo finale e disperato tutto un apparato di potere, di acquisizione di fondi pubblici e privati, di incarichi e consulenze”. Dopo aver visto già l’aspetto economico passiamo al resto:

-          noi non abbiamo alcun legame con il Potere, con alcun apparato di questi, con alcun “padrino/padrone”, e questo è evidente a chi vuol vedere;

-          noi non abbiamo sponsorizzato, a differenza loro, alcuna candidatura ne nazionale ne locale, e nemmeno, ci siamo candidati;

-          noi non attacchiamo premeditatamente nessuno, rispondiamo ad attacchi, velati o palesi.  Quando notiamo atteggiamenti legati a fatti ben precisi, abbiamo l’abitudine di verificare, scavare, cercare riscontri e ulteriori elementi. Se uno si mostra agnello, e in realtà è un lupo, questo alla lunga non può essere un segreto di Pock, viene a galla . Bisogna farlo venire a galla altrimenti si diventa complici di mistificazione e quant’altro;

-          la ricerca su Google è un modello di indagine adottato da AmmazzateciTutti ("Basta fare un giro su Google per capire,..."), contro Anna Maria Pancallo. Perché mai una stessa ricerca su di loro è da infami? Certo che hanno proprio una concezione strana della verità, dell’uguaglianza.

Davvero folcloristico poi il passaggio che ci vede, di fatto, scagionare Giuseppe Bova, indicato sino a ieri da AmmazzateciTutti, come mandante di un eventuale attentato ad Aldo Pecora e/o famiglia. Oggi, Giovanni Pecora, ha dichiarato che ora siamo noi i mandanti dell’eventuale attentato. Per fortuna non abbiamo legami con la pasticceria che “attentò” alla famiglia, recapitandogli un cabaret di paste…non sappiamo se qualcuno soffre di diabete è veramente da carogne. Per fortuna non eravamo nei paraggi della scritta “porco” a cui è stato aggiunto “Giovanni Pecora (porco) morirai”. Altrimenti ci saremmo visti affibiare anche questi pesantissimi attentati.
Questo, quindi, aggiungendo altro,  ed evidenziando anche profonde lacune, su cui per chiarezza rispondiamo:

-          siamo a Genova, siamo del nord, e quindi indenni dai pericoli concreti che la ‘Ndrangheta possa portare. Curioso davvero tanto che “l’antimafia vera”, come si autodefiniscono loro- avvallati dalla stampa e i media - , sia così tanto ignorante in materia che sembra proprio non vedano più in là del proprio naso, nemmeno i fatti di cronaca, anche recenti, con morte ammazzati, nel lontano nord, proprio dalla ‘Ndrangheta;

-          che uno dei principali promotori dell’Educazione alla Legalità e della lotta alle mafie a Locri sia proprio il referente responsabile della Casa, sono cose che non notano, nonostante che proprio questa persona si è vista aggredire, minacciata e attaccata con il fine dell’isolamento e delegittimazione. Per loro della Piana di Gioia Tauro, sono bazzecole;

-          un’ignoranza tale, si evidenzia, che fa dubitare una volta di più dell’effettivo fine, oltre che dell’attendibilità e competenza dei signori: sembra proprio che non abbiano letto alcuna delle relazioni che semestralmente la Dia pubblica, come anche gli atti della Commissione parlamentare Antimafia (relazioni, documenti, audizioni), o come anche i rapporti della Polizia di Stato, della Finanza, o le relazioni di apertura dell’Anno Giudiziario od anche le sentenze. Molto di questo, praticamente tutto a parte le sentenze, sono tutte online, facilmente raggiungibili. Ma forse non è ignoranza, forse li hanno trovati questi documenti, e quindi ne restano due di possibilità: o non li sanno leggere, oppure volutamente fanno finta di non averli letti. Quindi o migliorano e studiano, prima di parlare, oppure dicano qual è il disegno che perseguono realmente;

-          curiosa, altrettanto, è che sia proprio da questo lontano nord e centro Italia (Liguria e Toscana) che si sia fatto di tutto, concretamente, per far si che un documento importantissimo, amministrativo, relativo a un procedimento concluso (e quindi non più riservato), capace di rendere chiaro il quadro nel quale maturò l’omicidio politico di Francesco Fortugno, in quanto evidenziava le infiltrazioni tra il personale e le ditte e cooperative beneficiarie di appalti e incarichi (responsabile del personale era la signora Laganà) della ‘Ndrangheta. Come mai voi, tanto indipendenti e puri, ci avete ad aprile bannato perché chiedevamo la pubblicazione di questo documento? Come mai avete taciuto e tacete sul merito di quel documento? Cosa c’è da nascondere? La verità accertata (non quella millantata o costruita su illazioni) fa così paura? Noi abbiamo pubblicato molto (documenti e fatti)

Prendiamo atto che anche i Pecora si associno alla famiglia di Cosa Nostra, dei Maurici ed a quella della ‘Ndrangheta dei Mamone, e del clan Raso-Gullace-Albanese, catalogandoci come “infami”. La compagnia l’avete scelta voi, noi registriamo solo la vostra dichiarazione.

Sulle vicende giudiziarie che ci riguardano è bello apprendere le fantasie più recondite di chi ne scrive. Perché la realtà è:

-          abbiamo ricevuto una solo querela, quella di Gino Mamone, figlio di Luigi Mamone e Raso Alba. Non per quello che abbiamo scritto in merito al loro essere, ne tanto meno per il dialogo con Asia (l’ex moglie del fratello, Vincenzo) ora , da tempo, collaboratore di Giustizia, o per la sottolineatura del fatto (non opinione) che le loro ditte hanno in Liguria e Genova praticamente il monopolio nei settori delle bonifiche e del riciclaggio, delle demolizioni e affini. L’abbiamo ricevuta perché abbiamo pubblicato la relazione della Dia, pubblica già dal 2002. Curioso no?

-          Altre querele non sono mai giunte, nemmeno quelle annunciate dal Contestabile, curiosità “sesquipedale” anche questa no?

-          Chi ha procedimenti penali e civili aperti sulla vicenda citata dall’articolo Arci, sono proprio – e sono tanti, e pesanti – la Sms Perugina e l’Arci di Genova. Curioso anche questo non credete?

-          Sul  “già gravemente nel mirino dell’Autorità Giudiziaria” e su “ la Giustizia che ha già calato pesantemente la mano su di loro” (riferito a noi si intende) abbiamo la coscienza a posto, e stiamo ancora aspettando -il comunemente detto- avviso di garanzia (che sia anche questo in qualche armadio impolverato?). Di questo “procedimento”, che è più ricco di irregolarità procedurali, di qualsiasi altro procedimento a nostra conoscenza e degno del miglior porto delle nebbie, abbiamo abbondantemente parlato dedicandoci una sezione apposita I fought the law. Inoltre è curioso che citando noi vi siate scordati, in merito a questo grave procedimento penale, secondo il Pm Lombardo di RC, siamo in concorso con: Elio Veltri, e i giornalisti di Democrazia e Legalità, Vittorio Zucconi di Repubblica online, Giancarlo Santalmassi  di Radio24 il Sole24ore, Perrino Angelo del portale libero.it, Agostino Pantano  del portale dei Comunisti Italiani di Calabria, Pasquale Andreacchio responsabile del  sito badolato.info della Calabria. Ma come cambiano le cose senza sezionare le notizie, che per altro abbiamo rese pubbliche noi, non credete?

-          Le famose e ripetute querele da parte vostra sono anche queste nell’armadio impolverato della Procura di Reggio? Le uniche querele che vi riguardano e di cui si ha notizia diretta, e nel senso che vi riguardano come “denunciati”, sono ad esempio di Riferimenti ed Adriana Musella. Anche il coordinamento antimafia fondato da Antonino Caponnetto è parte dell’attacco preordinato e coordinato con gli apparati di potere? Ma !?

Dunque loro "sparano", possono liberamente tacciare di mafiosi chiunque non li assecondi, naturalmente come movimento, senza alcun meccanismo democratico di selezione e verifica, senza mai citare fatti, o portare prove, e reggendo le loro legittime opinioni personali quali verità assoluta. Lo fanno, con un forum, dove il regolamento prevede, a quanto ormai si è compreso, che nessuno possa osare contraddire o semplicemente criticare l’unico detentore del potere: l’amministratore, Aldo Pecora. Con lui possono cancellare post, spostarli, o modificarli, bannare (eliminare,fare tacere), anche i moderatori. Non c’è appello. Curioso? No la normalità, quando si vuole usare uno slogan, dei valori dei sogni, per fini personali o del proprio gruppetto. Tra l’altro finiamola con i 1800 utenti (che poi è proprio una brutta parola per classificare quanti dovrebbero essere partecipi del “movimento”). Ormai che buona parte dei visitatori ha capito siete rimasti qualche decina, con ottimismo, certo con più nick a persona si sembra di più. Un esempio eccellente? Ecco: “Rosanna” e “Musa” la stessa persona (botta e risposta nella stessa pagina).

Se poi non si sono date risposte ai fatti (con relative prove) da noi riportate, a dimostrazione della scorrettezza morale ed intellettuale inequivocabile che abbiamo denunciato pubblicamente, in risposta all'attacco portatoci, si continua a negare l'evidenza. Come le cancellazioni e le modifiche dei post "sgraditi" alla linea (politica, se no di che?) dell'Amministratore e cumpari. Vediamo gli esempi:
- vicenda Relazione Asl Locri
a) un post: come era e come è adesso
b) un sondaggio e post: come era, adesso non c'è più
- un post degli ultimi giorni
come era - dopo la censura - dopo la replica - dopo la ri-censura

Nessuno, tanto meno noi, abbiamo da perdere tempo dietro a bambocci, ma se si usa il sogno, la speranza e la rabbia, come il dolore e il bisogno di riscatto dalle ingiustizie e si attacca a destra o manca si usa la parola antimafia, legalità con il solo fine della pubblicità noi, come altri abbiamo il dovere morale di dirlo e provarlo e questo è quello che abbiamo fatto, che altri hanno fatto.

Anche perché noi, vede signor Pecora, non abbiamo l’abitudine di parlare di procedimenti penali in corso, di indagini o fascicoli aperti. Non usciamo a “orologeria”, compromettendo indagini su cui è doveroso mantenere il riserbo, per permettere non solo la tutela del segreto istruttorio ma anche il rispetto del lavoro di investigatori e magistrati. Questo a differenza di chi, su AmmazzateciTutti, con una anomala coincidenza pubblica nominativi di chi sta per essere iscritto nel registro degli indagati, facendolo così, di fatto, sapere, o altro, e comunque sempre come “buttata lì”. Noi, quello che sappiamo, le prove che abbiamo, sempre, non le mettiamo sul sito le passiamo agli inquirenti, pubblichiamo le cose già accertate e che non possono compromettere il lavoro dell’Autorità Giudiziaria. Che vi piaccia o no è così.

Per concludere, forse, divaghiamo, per cercare di capire cosa sta succedendo davvero di importante e rischia, se risultasse una supposizione concreta, di passare drammaticamente innosservata.Nelle risposte ci spingiamo oltre, e ci teniamo, dovrebbe saperlo a precisare il più possibile, non amiamo nasconderci dietro cappucci o grembiuli. Noi non abbiamo nemmeno le brutte abitudini di frequentare quei luoghi ambigui, dove certe informazioni, si passano tra confratelli. La massoneria, con le sue deviazioni, dalla P2 in poi, continua a condizionare pesantemente la vita del nostro Paese. La Calabria come la Liguria, la subiscono da troppo tempo. Ed è proprio questa una di quelle piaghe, capace di orchestrare concerti, parate, delitti e funerali, è proprio in questa dove si incontrano uomini che dovrebbero essere dello Stato e del Governo, pezzi di altri poteri legali, pezzi delle mafie, esponenti della finanza e del “libero mercato”. E’ in queste sedi segrete e riservate dove vengono decisi, magari anni prima, eventi e risposte ad esse, come movimenti utili a spiazzare altri movimenti, radicati e impermeabili ad esso. Chissà se il post delle due di notte su AmmazzateciTutti voleva dire questo o cosa altro? Ma visto che è sparito, vediamo se chi lo ha postato al suo primo messaggio lo rimetterà.


aggiunta alle ore 01:11 del 18.12.2006

PS: naturalmente il Giovanni Pecora continua...qui la sua risposta, dal forum di Ammazzatecitutti, sul suo server e amministrato dal figlio Aldo. Leggendola si può dedurre: o non sa leggere e quindi è compresibile che riferisca una realtà tutta sua...oppure sa leggere ma sa mentire benissimo. L'unica novità sono i 10.000 visitatori, più del sito degli orari, prenotazioni e biglietti di TreniItalia...davvero straordinario...ci dica: ha cambiato il server, o è sempre quello che annunciò, a Roma, esserLe esploso per le visite al sito, dei tempi di Centomovimenti? Una domanda tecnica ci sarà consentita, no?
Siamo contenti che tra quelli che, in qualche modo, ci conoscono, anche Lei abbia scoperto che nella Casa della Legalità e della Cultura Onlus, tra tanti, ci siamo anche noi, e siamo pure una Coppia, problemi?

PS2: ahh, dimenticavamo: questa è la pagina delle tappe della Carovana di Libera del 2006...ci potrebbe indicare dove è la tappa che ci ha "spazzato via"...non troviamo ne Genova ne la Liguria. Forse lei ha un occhio migliore. Grazie, signor Pecora senior. Se non la trova provi a dare uno sguardo anche qui

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