S.Ferdinando 2019 - APPELLO “Serve umanità e dignità per rompere con la segregazione”

Scritto da Ufficio di Presidenza Visite: 183

 

La baraccopoli di San Ferdinando è l’esempio più eclatante delle segregazione nell’Italia cosiddetta civile.

E’ tale perché la politica non ha mai voluto riconoscere dignità ai braccianti immigrati che, quotidianamente, vengono sfruttati.

E’ tale perché le Istituzioni non hanno mai voluto dare soluzione, nemmeno davanti alle morti annunciate e ripetute di chi aveva come unica possibile dimora quel ghetto.

E’ tale perché in terra di ‘ndrangheta, più che altrove, i migranti sono solo ombre. Invisibili. Semplicemente forza lavoro da sfruttare, privi di diritti e tutele.

Dopo che la Prefettura di Reggio Calabria ha dimostrato, con lo scorrere del tempo, la propria incapacità, e mentre le Amministrazioni Pubbliche hanno dato prova della propria indifferenza, in prossimità delle elezioni regionali, si è giunti ad un provvedimento che dispone lo sgombero della baraccopoli per sostituirla con un nuovo ghetto e la dislocazione dei braccianti lontano dai luoghi di lavoro.

Appare evidente che tale scelta non sia quella consona ad un paese civile. Una pura operazione di facciata per garantire mediaticamente l’immagine di “una soluzione” che nella realtà non esiste e che, ancora una volta, palesa l’assenza di umanità da parte di Amministrazioni ed Istituzioni.

Con un nuovo ghetto, anche se dall’estetica più decente della baraccopoli, non si supera la logica perversa di quella che è una vera e propria segregazione che nega umanità, dignità e diritti, tutelando invece e soltanto il più spinto e bieco sfruttamento. Con la dislocazione, in siti distanti dalle terre di lavoro, da un lato non si interviene per garantire il rispetto diritti dei braccianti immigrati, e dall’altro si rende impossibile agli stessi di poter continuare a lavorare.

Ma in fondo non ci si poteva aspettare altro da chi ha scelto di annientare, anziché replicare, il modello di inclusione promosso da Riace, esempio virtuoso riconosciuto a livello internazionale, che poneva al centro la dignità dei migranti e la tutela dei loro diritti.

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