Su alcune compagnie di Sindacati e Sinistra genovese (ed i silenzi)

Scritto da Ufficio di Presidenza

INTEGRATO ED AGGIORNATO IN ATTESA DELL'INCONTRO DEL 27.11.2019 

La Lega Medio Ponente della CGIL (Sestri Ponente e Cornigliano) ha eletto il suo nuovo Segretario, Venanzio MAURICI.

Venanzio MAURICI detto “Zi Venè” (nella foto d'apertura mentre bacia il boss CALVO Giovanni "Gianni" al funrale del capobastone Giacomo MAURICI), già presidente dell’Associazione “AMICI DI RIESI”, che vedeva tra i propri fondatori e dirigenti il capobastone di Cosa Nostra Giacomo MAURICI, sempre accanto a Zi Venè in terra di Certosa, in Valpolcevera, e già in prima linea in difesa dei MAMONE, davanti all'incalzare delle inchieste giudiziarie, quando ricopriva la carica di Segretario della FILLEA-CGIL...

Recentemente ha visto una delle persone, a cui lui e la sua famiglia è molto legata, Carmelina SCIACCHITANO (nella foto con il boss CALVO Gianni), finire agli arresti per aver ordinato l’omicidio del suo ex compagno, eseguito da esponenti dell’organizzazione mafiosa riesina che aveva anche provveduto a murare il cadavere in una costruzione a Senago in Lombardia.

Poco prima aveva promosso l’annuncio pubblico e poi il ricordo, sulle pagine dei riesini sul social network facebook (schermate in coda), per la scomparsa del già citato capobastone di Cosa Nostra Giacomo MAURICI, al cui funerale Venanzio era in prima fila, come anche esponenti politici della lista Crivello del Municipio Valpolcevera quali CARLETTI Fabio (Vice Presidente Municipio V Valpolcevera) e FARACI Bruno (consigliere Municipio V Valpolcevera) insieme al PINTUS Augusto della “Corniglianese” e, per citarne alcuni altri di coloro che si sono riconosciuti a vista...


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l’albanese pluripregiudicato MARASHI Artur

[-in relazione a quanto emerso relativamente ai suoi rapporti con l'articolazione 'ndranghetista di Genova si richiama quanto indicato dal ROS nell'Informativa “MAGLIO 3”«PINNA Fabrizio (...) presso gli uffici della Squadra Mobile S.C.O., denunciava fatti accaduti a partire dall'anno 2008 nei quali risultava essere vittima di usura ad opera di CONDIDORIO Fabio ed Arcangelo. Nella prima decade del mese di dicembre 2009, il CONDIDORIO Fabioimponeva al PINNA il pagamento di ulteriori somme di denaro facendosi aiutare da due cittadini di etnia albanese. In data 16.12.2009 il CONDODORIO Fabio fissava un appuntamento al PINNA Fabrizio per le ore 15,20 in via Napoli all'altezza del civico 35 r. (BAR BARISSIMO) perché doveva portargli la somma di €4.000 come prima trance di altra somma di denaro. Sul luogo si portavano anche i cittadini stranieri. Nel momento della consegna della busta contenente il denaro personale della Polizia di Stato interveniva e traeva in arresto in flagranza del reato di estorsione, oltre al CONDIDORIO Fabio, anche MURATAJ FATION nato in Albania il 09.07.1986 e MARASHI ARTUR nato in Albania il 15.02.1974 (giunti sul posto con l'autovettura Mercedes targata DD861JM). Nell'occasione il CONDIDORIO, che era giunto sul posto con l'auto MINI ONE targata CL750PD, veniva anche deferito all'A.G. per detenzione di sostanze stupefacenti in quanto all'interno del veicolo veniva rinvenuta della cocaina per un peso totale di gr. 9,43 suddivisa in dosi all'interno di bustine per lo zucchero da bar completa di cannuccia per l'assunzione. Inoltre nel corso della perquisizione nel domicilio del CONDIDORIO Fabio venivano rinvenute n. 19 schede sim del gestore Vodafone nuove ancora sigillate. Per dette circostanze CONDIDORIO Arcangelo veniva deferito in stato di libertà per il reato di usura ex art. 644 C.P.»

- in relazione ai legami con la società calcistica del Genoa si deve richiamare che anche in Commissione Parlamentare Antimafia, oltre ad essere emerso il rapporto diretto con il noto capo ultras LEOPIZZI, è stato anche accertato che il MARASHI Artur aveva incarico dalla società del GENOA del servizio hostess per la Tribuna Vip, prima con una società e poi con un'altra. Scrive, testualmente, la Commissione Parlamentare Antimafia: «Artur Marashi non è un personaggio qualunque: il suo nome emerge per l’arresto subito nell’ambito di un’indagine per estorsione compiuta nel 2009 da un boss della ‘ndrangheta genovese. Nel 2012, inoltre, venne sottoposto ad intercettazioni insieme a Sculli, Leopizzi e altri capi ultras nell’ambito delle indagini successive a Genoa-Siena. Egli risulta, inoltre, essere in contatto con il già citato pluripregiudicato Safet ALTIC. Desta pertanto perplessità l’affidamento di servizi per gli ingressi in tribuna VIP proprio alla società il cui titolare ha avuto tali trascorsi e che è in contatto con un soggetto come Leopizzi, con il quale il Genoa dichiara di non vuole avere più rapporti.»

In merito all'inchiesta richiamata dalla Commissione Parlamentare Antimafia si deve ricordare che nella stessa emergeva l'infiltrazione (ed i consolidati rapporto con i capi ultras) degli esponenti gelesi di Cosa Nostra presenti ed attivi a Genova. Oltre al richiamo ad altra inchiesta della DDA di Reggio Calabria che coinvolgeva SCULLI, viene ricordato che lo stesso è il nipote di MORABITO Giuseppe “tiradrittu” boss della potente cosca dei MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI, si legge ancora sulla specifica vicenda del Genoa: «Il quadro probatorio raccolto sul giocatore SCULLI (in quel momento alla LAZIO) può estendersi, per le argomentazioni sostenute, anche al gruppo “genovese” di riferimento (denominati da ILIEVSKI “gli amici di GENOVA”), in virtù degli elementi descritti che legano indissolubilmente lo SCULLI a MILANETTO Omar, KALADZE Kakhaber, CRISCITO Domenico (calciatori del GENOA e suoi ex compagni di squadra) e contestualmente, a ALTIC Safet, CARUSO Fioramante, OCCHIONI Salvatore, nonch. a tifosi ultras genoani quali LEOPIZZI Massimo, FILENI Fabrizio ed i fratelli MORSO Guido e Gabriele». Ed ancora relativamente alla famiglia MORSO: «collegata alla cosca mafiosa EMANUELLO di Gela». Si tratta dello stesso MORSO Guido (dopo un Daspo ed una pena – confermata dalla Cassazione nel 2013 di 9 mesi per il reato di cui all'art. 6 quater L. 401/1989 ed una condanna - passata in giudicato nel 2014 – inflittagli insieme al fratello MORSO Gabriele per i fatti relativi ad un'aggressione e rapina ai danni di un carrozziere di Struppa) che è stato coinvolto, con il padre MORSO Vincenzo, in un regolamento di conti per una partita di droga non pagata, andata in scena in un appartamento di Molassana, con pistole e coltelli. In questo caso ci scappò il morto, Davide DI MARIA. Nel processo di primo grado per quell'omicidio ed altri reati MORSO Guido è stato condannato a 21 anni (di cui 17 per l'omicidio) e MORSO Vincenzo a 20 anni (per concorso in omicidio ed altri reati); nel processo d'appello la pena di MORSO Guido è stata ridotta a 16 anni e 8 messi per l'omicidio ed assolto per il reato di ricettazione, mentre il padre MORSO Vincenzo si è visto assolvere dall'accusa più grave e condannato per i soli reati di ricettazione e possesso di armi a complessivi 3 anni e 4 mesi. Nell'indagine per l'uccisione di DI MARIA era emerso anche l'altro figlio di MORO Vincenzo e fratello di Guido, MORSO Gabriele. Quest'ultimo intercettato, con l'avvocato CARIELLO Piergiorgio affermava: «La prima cosa che mi hai detto te era sacrosanta, di fare subito, lavare il colt...!».

- il MARASHI Artur, che in precedenza lavorava quale “mediatore” tra la società e gli ultras per la società “4 ANY JOB” (società che vedeva operare il noto pregiudicato per associazione per delinquere e sfruttamento della prostituzione, LAGOMARSINO Sergio), ha poi iniziato ad operare con la sua società “SICURART SAS” in cui risultava socio dell'albanese l'Avv. CARAMELLO Riccardo (foto a lato), già dello Studio legale MUSCOLO, e soprattutto emerso da indagine del ROS tesoriere di una loggia massonica coperta operante a Genova].


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NASO Rosario detto “Sasa” con vari familiari da tempo insediati a Genova;

[NASO Rosario, esponente della famiglia NASO insediata da tempo a Genova, è stata indicato dal Collaboratore di Giustizia Giuseppe SANFILIPPO, unitamente ad esponenti della famiglia LO GRASSO (Giuseppe e Gaetano), per l'omicidio di BOGNANNI Francesco, trentunenne parente degli assassini. Quel delitto consumatosi nel ponente genovese, al Cep, noto come “delitto del macete”, è rimasto impunito. In una missiva trasmessa alla sua compagna per segnalarle la situazione di pericolo che lei correva per verbalizzazioni che lui aveva effettuato con diverse DDA, oltre a richiamare anche l'operatività dei FUCCI, famiglia della Camorra operativa Genova da decenni e nota sotto l'insegna di “MARECHIARO”, affermava che il padre della NASO era stato «costretto a fare quell'omicidio del BOGNANNI Francesco» insieme ai LO GRASSO ed aggiungeva, indicando anche i fratelli EMMANUELLO di Gela (operativi a Genova per decenni) che quell'omicidio: «è stato fatto per droga non pagata».Ancora: «L'omicidio BOGNANNI è stato ordinato da Torino la cosca BELFIORE»].

- i pluripregiudicati CALVO Giovanni detto “Gianni” ed il figlio CALVO Antonino detto “Tony”

Il giovane Antonino si era visto, con ordinanza della Cassazione nel gennaio 2016, la revoca dei benefici dell'indulto. Nel 2009 il CALVO Antonino era stato protagonista di un agguato presso il bar Delfino di Sampierdarena ai danni dell'allora 61enne Franco Cacciaguerra. Oltre al giovane CALVO, la Squadra Mobile individuò, quali protagonisti dell'agguato (il Cacciaguerra ritenuto morto dopo il pestaggio venne caricato in auto ed abbandonato in via Pittaluga) LA ROSA Francesco (debitore di 1.700 € nei confronti del Cacciaguerra), LA IACONA Gaetano, CACCIATORE Salvatore e CARTA Maurizio. Al termine del rito abbreviato il GUP di Genova aveva inflitto condanne per: LA ROSA a 8 anni e 8 mesi; CACCIATORE e CALVO a 7 anni e 4 mesi; CARTA a 6 anni e 9 mesi; LA IACONA a 3 anni e 7 mesi


CALVO Giovanni, detto “Gianni”, è uno dei boss storici di Cosa Nostra a Genova. Se è uno di quegli elementi che era già emerso per i rapporti consolidati con la 'ndrangheta operante a Genova, nell'ambito dell'indagine “MAGLIO” conclusa dal ROS nel 2001, il suo nome emergeva in anni più recenti, nell'ambito di un indagine della DDA di Firenze, per i rapporti con una dei clan della Camorra operanti in Toscana, i TERRACCIANO. Nell'ambito di questa indagine della DDA fiorentina emergeva anche che il CALVO, a cui veniva contestata l'attività di usura, era di fatto titolare dell'attività commerciale “TUTTOSTOCK” di POLIJANSKA Natalia, ovvero la moglie di ABBISSO Giuseppe detto “Pino”.

Legato al CALVO “Gianni” è anche quell'ABBISSO Giuseppe detto“Pino” , foto a lato), in rapporti, tra gli altri, anche con i MAURICI, che è stato recentemente condannato per l'attività di usura insieme al boss della 'ndrangheta GARCEA Onofrio – inchiesta “FINANZIAMENTO SICURO”). ABBISSO nell'ambito di tale indagine è emerso in consolidati rapporti con il nucleo mafioso della famiglia FIANDACA, con VITELLO Paolo ed anche con lo STEFANELLI Vincenzo della cosca STEFANELLI-GIOVINAZZO insediatasi - con i FONTE - a Varazze, e già emerso nell'inchiesta “PANDORA” per i legami all'esponente della famiglia MAMONE, MAMONE Gino.
Da decenni opera con attività intestate alla figlia
CALVO Francesca, che risultava anche la formale titolare del ristorante del CALVO “Gianni” in Via Vezzani a Rivarolo denominato “L'AMBANATA” andato a fuoco, dopo il lancio di moltov (anche se per i CALVO era un “cortocircuito” sic). Prima di andare a fuoco, le indagini evidenziavano che si poteva inquadrare tale evento in una “resa dei conti” con la 'ndrangheta (anche alla luce del fatto che pochi mesi dopo un bar, sempre in Valpolcevera, la cui gestione era legata al contesto della 'ndrangheta venne devastato). In quel ristorante del CALVO (si era già pubblicata una foto dello stesso con la SCIACCHITANO Carmelina) nel 2010 venne organizzata la cena di festeggiamento della rielezione in Regione, con la coalizione guidata da Claudio BURLANDO, dell'esponente UDC MONTELEONE Rosario. Se questi era emerso già nell'indagine “MAGLIO 3” del ROS per l'appoggio ricevuto dalla locale di Genova della 'ndrangheta alle elezioni regionali del 2005, 5 anni dopo tornava in Regione e festeggiava nel ristorante dello storico boss di Cosa Nostra e MONTELEONE che precisava che tale cena era stata organizzata da LO GRASSO Umberto (già consigliere comunale del centrosinistra e già tra i nominativi di quelle domande di “iscrizione in blocco” al PSI di Rivarolo che avevano evidenziato la presenza di molteplici esponenti legati a Cosa Nostra) che non ha mai smentito il Rosario. LO GRASSO è attuale Vice Presidente del Consiglio del Municipio Valpolcevera per il centrodestra e recentemente aderente al neo movimento del Presidente della Regione “CAMBIAMO CON TOTI”. I fratelli di LO GRASSO Umberto, ovvero Lino e Vincenzo, erano tra i presenti al funerlale del MAURICI. Giacomo.
Dopo l'incendio il
CALVO “Gianni” si è spostato in via Waletr Fillak, in quello che una volta era il “Sgt. Pepper”, e che ora si è un Circolo Ricreativo “MASCARA CLUB” (il cui profilo facebook è quello di “Gianni CALVO”
, e pare inoltre interessarsi anche ad attività di vendita di autoveicoli.


Ancora risultavano presenti esponenti delle famiglie FERRO e AMARO (tra cui AMATO Gaetano, già gestore del Circolo ARCI Concordia, sede storica dei “riesini” e dove aveva sede anche la già menzionata associazione “AMICI DI RIESI” che contava tra i propri fondatori e dirigenti proprio il capobastone MAURICI Giacomo e quale presidente il MAURICI Venanzio), oltre a PERNA Simona (con la figlia Alessia VITELLO) ex moglie del noto esponente di Cosa Nostra (recentemente condannato per estorsione aggravata dal metodo mafioso) VITELLO Paolo e sorella dell'altro esponente del medesimo contesto PERNA Maurizio (recentemente condannato per estorsione nell'ambito di un'inchiesta per minacce ed usura che ha condotto anche al sequestro del bar Corallo del centro di Genova ed al ramo d'azienda che gestiva (dopo l'allontanamento dei FOGLIANI) il bar dello stabilimento balneare “LIDO” di Albaro.


Tra i presenti, accompagnato da PASQUALINO Elio (già noto per fatti relativi al traffico di stupefacenti, lo scorso anno si è visto confermare una condanna definitiva nel 2018 per violazione art. 2 Legge 895/1967 -  illegalmente detenzione a qualsiasi titolo di armi o parti di esse, munizioni, esplosivi, aggressivi chimicied è stato nuovamente arrestato, unitamente ad un libanese, nel luglio di quest'anno, nell'ambito di un operazione contro lo spaccio nel centro storico e ponente genovese), anche il pluripregiudicato COSTANTINO Domenico detto “Mimmi”, già indagato per l’attentato in pieno giorno al circolo ricreativo presieduto dell’Avv. Riccardo Di Rella (legale della Casa della Legalità) ed autore di video, postati su facebook, di minacce esplicite contro l’avv. Riccardo Di Rella. Lo stesso COSTANTINO che nel 2017 è stato denunciato, unitamente alla moglie DRAGO Maria, GLISENTI Marco e la convivente BENEDETTO Nicoletta, a seguito del rinvenimento a Rivarolo di armi da fuoco (un fucile a canne mozze ed una pistola Beretta) e munizioni. Il COSTANTINO, che risulta in rapporti con esponenti della 'ndrine operanti in Valpolcevera e nel Ponente, oltre che con esponenti delle famiglie di Cosa Nostra, oltre ad essere sempre operativo nell'ambito dell'edilizia (in precedenza in società con i FERRO, quando occuparono una porzione della collina retrostante Via Sergio Piombelli) risulta protagonista (oggi sostituito da uno straniero) nella gestione di un Circolo di Pegli, mentre la moglie risultava aver acquisito dal ristorante “MARACHIARO” il ramo d'azienda del bar sullo slargo tra Via Pongoli e Via S.Michele del Carso a Rivarolo.

Tra i presenti al funerale del boss di Cosa Nostra anche un esponente del movimento di estrama destraLEALTA' E AZIONE”, FELICITA’ Gianni, e diversi soggetti che, come i MARASHI Artur ed il MAURICI Franco, sono operanti nel settore della “sicurezza”. Vuoi Guardie Giurate, vuoi i titolari della “MAIN AGENCY”, i pugliesi BUCCUNI Antonio e Francesco. “MAIN AGENCY” che a Genova sono tre società, una “MAIN AGENCY & C srl” dove compare BOCCUNI Antonio, la “MAIN AGENCY srl” dove compare BOCCUNI Francesco e la giovane BOCCUNI Francesca che è anche titolare della “MAING AGENCY” impresa individuale.


Non passava molto tempo da questa occasione dell'omaggio al capobastone MAURICI Giacomo che Venanzio MAURICI si recava ad un altro funerale, in questo caso a Mignanego, per rendere omaggio all’esponente della nota famiglia MAMONE, Antonino MAMONE. Qui Venanzio MAURICI si fermava a parlare, dopo l’abbraccio, con MAMONE Luigi (marito della RASO Alba, e padre di Vincenzo, Gino, Antonio Caterina e Simone) tra i promotori - con i familiari – della loggia Massonica “A.Fortis”, dell’obbedienza Muscolo, ed in strettissimi rapporti con l’esponente apicale della ‘ndrangheta nel nord-ovest del Paese, Carmelo GULLACE.

Ecco, di seguito, alcune foto e pubblicazioni...

 





ALCUNE FOTO DEL FUNERALE DI MAURICI GIACOMO





MAURICI VENANZIO E MAMONE LUIGI AL FUNERALE DEL MAMONE ANTONINO


 

 

ALCUNE FOTO DI GRUPPO (pubblicate da loro)





DAL VECCHIO FORUM ONLINE DEI RIESINI

la composizione dell'esecitivo alla fondazione dell'ass. Amici di Riesi



la lettera di Marta Vincenzi, in allora candidato sindaco, in cui
ringraziava l'ass. Amici di Riesi

 

 


 

[15.11.2019] - Il funerale del capobastone ed il silenzio del Presidente del Municipio Valpolcevera e di Gianni Crivello

spi elezione maurici

Alcuni giorni fa abbiamo appreso la notizia che Venanzio Maurici era stato eletto segretario della Lega CGIL del Medio Ponente. Di fronte a tale scelta abbiamo proceduto a ripercorrere i suoi documentati rapporti con il capobastone della famiglia MAURICI a Genova, Giacomo MAURICI e quelli con i noto MAMONE, legati ed in rapporti agli esponenti della cosca GULLACE-RASO-ALBANESE, nonché già emersi anche per i legami ai RASCHELLA', FOTIA, AVIGNONE, FACCHINERI, STEFANELLI, FAMELI, FAZZARI, MARCIANO' ed altri esponenti, tra Liguria e Piemonte, del contesto 'ndranghetista.

Nel breve testo, intitolato “Su alcune compagnie di sindacati e sinistra genovese”, in cui si pubblicavano alcuni nomi dei presenti al funerale del capobastone MAURICI Giacomo, si pubblicavano anche alcune foto. Tra queste alcune di quelle che documentano le presenze al funerale del MAURICI Giacomo, tenutosi nella chiesa di S.Bartolomeo di Certosa il 12 marzo 2018.

Tra i presenti alla cerimonia per il capobastone MAURICI Giacomo vi erano anche due esponenti istituzionali: il Vice Presidente del Municipio Valpolcevera, Fabio CARLETTI ed il consigliere del medesimo Municipio Bruno FARACI. Entrambi della “LISTA CRIVELLO”.

Lo spessore criminale del MAURICI Giacomo (con molteplici precedenti per detenzione illegale di armi e munizioni in concorso, porto illegale di armi continuato, stupefacenti, usura, falsità materiale, corruzione continuata...) e del nucleo familiare da lui capeggiato è ben noto a Genova e, soprattutto, nel quartiere di Rivarolo, in Valpolcevera, tanto che era stato indicato (così come anche CALVO Giovanni detto “Gianni”) dalla Commissione Parlamentare Antimafia già nel 1995 come esponente apicale del clan dei MAURICI operante a Genova e facente capo direttamente al vertice di Cosa Nostra nissena, ovvero, come le altre articolazioni mafiose provenienti dalla provincia di Caltanissetta, nel boss Piddù MADONIA.
Si è quindi chiesto, sia a Gianni Crivello promotore della “Lista Crivello”, sia a Federico Romeo Presidente del Municipio Valpolcevera, di prendere una posizione su tale partecipazione ai funerale del MAURICI da parte del CARLETTI e del FARACI.

Nessuno dei due ha fornito risposta. Si è quindi proceduto con il rinnovare le domande attraverso il social network facebook, con un testo molto semplice: “Davanti a tali partecipazioni perché Gianni Crivello, promotore della lista, non prende posizione? Ed ancora: perché il Presidente del Municipio Valpolcevera, Federico Romeo, possibile candidato del centrosinistra alla Presidenza della Regione, non prende posizione? Perché nessuno si esprime e l'unica risposta è un assordante silenzio?”.


Ancora silenzio.
Si è quindi pubblicata la domanda sulla bacheca facebook del Presidente del Municipio Valpolcevera, Federico Romeo che però procedeva con il cancellarla. Ripostata altre due volte, sottolineando che davanti ad una questione così significativa, per il ruolo pubblico ricoperto da Romeo, era doveroso fornire una risposta, non cambiava nulla: nessuna risposta e domanda cancellata ancora.

Abbiamo già sollevato, in altre occasioni, rispetto ad altri territori, protagonisti e schieramenti politici, questioni come questa che oggi vede come protagonista la sinistra. Si deve comprendere che nessuno che ricopre cariche pubbliche (o abbia a che fare con la cosa pubblica) può considerarsi esente dal dover rendere conto di determinati comportamenti, così come appare doverosa una presa di posizione.

Estratto Relazione missione in Liguria della Commissione Parlamentare Antimafia 1995


I post pubblicati sulla bacheca del Presidente del Municipio Valpolcevera, Federico Romeo, cancellati






 

[19.11.2019] - Il 27 novembre l'incontro per avere le risposte...

Il Presidente del Municipio, Federico ROMEO, a seguito dell'incalzare delle richieste di una presa di posizione ha proposto alla Casa della Legalità un incontro formale, con la presenza anche di Gianni CRIVELLO, ove affrontare la questione, inviandoci, attraverso il canale formale del Municipio, data e luogo dell'incontro: mercoledì 27 novembre 2019, alle ore 17 presso l'Ufficio di Presidenza del Municipio in Via Reta 3.

Come Casa della Legalità abbiamo accettato, dando riscontro all'e-mail del Municipio Valpolcevera il 19 novembre, subito dopo l'arrivo della proposta inviatavi, confermando quanto si era già comunicato per accogliere tale proposta: l'incontro deve essere di carattere pubblico, ovvero con la possibilità di partecipazione anche da parte di giornalisti e con registrazione dello stesso incontro.

 

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