"GARCEA CONSEGNATI" Terra bruciata... questo occorre fare intorno ai mafiosi...

Scritto da Ufficio di Presidenza


Domenica la Casa della Legalità ha compiuto un nuovo "blitz" nel ponente di Genova, tra i quartieri di Sestri Ponente e di Cornigliano. Si è andati ad affiggere alcune locandine "ONOFRIO GARCEA CONSEGNATI" per far capire "ai suoi" che tanto lo si piglia lo "sgarro", tra i principali esponenti del "locale" della 'ndrangheta a Genova... Sul GARCEA, che è latitante, abbiamo giù scritto molto nei mesi scorsi ed altro scriveremo nei prossimi giorni... non tutto, naturalmente, perché molto è contenuto in una ampia relazione sui rapporti del boss (ed altri) con alcune pubbliche amministrazioni della provincia di Genova, che abbiamo inviato tra marzo ed aprile, al Prefetto del capoluogo ligure, oltre che alla DIA. Sull'altro soggetto arrestato nell'ambito della medesima inchiesta dei ROS di Genova, relativa all'attività di usura del GARCEA & C, ovvero sul Giuseppe ABBISSO, riesino, non troverete nulla nel sito perché questi è stato da noi segnalato alla DIA, ancora nel maggio scorso, alla Guardia di Finanza, oltre che proprio all'Arma dei Carabinieri. Abbiamo segnalato ed anche verbalizzato molti dei "contatti" dell'ABBISSO, sia con soggetti legati alla criminalità organizzata siciliana sia calabrese, e quindi, anche su questo, abbiamo mantenuto il doveroso riserbo... perché in alcuni casi è necessario dire pubblicamente alcune cose per agevolare le inchieste, in altri casi è opportuno invece il silenzio per evitare di agevolare i mafiosi e loro complici e sodali. Il caso di ABBISSO, proprio per il suo essere una sorta di "ponte" tra cosche della 'Ndrangheta e famiglie di Cosa Nostra, con proiezione anche all'estero, è proprio uno di quei casi per cui vi era necessità di massima riservatezza...



Detto questo l'iniziativa di domenica nel ponente di Genova, che è anche stata ripresa dalla troupe del TGR della Liguria, si è concentrata (per ora) tra via Cornigliano dove aveva sede la finanziaria Effegì Direct, via De Cavero 4 dove il GARCEA abita(va) all'interno 16A ed in Piazza Aprosio dove ha sede il bar intestato al figliolo del GARCEA, ovvero Davide, ma che era una sorta di "sportello" per l'Onofrio, anche considerando che le attività del padre coinvolgevano spesso il figliolo. Ed è proprio nella piazza del bar "Gò" dove certi ragazzi del bar non l'hanno presa bene... appena vista una locandina uno di loro si è messo al telefono per leggerne il contenuto all'interlocutore e dicendo "c'è anche la Rai che riprende"... poi dopo sguardi di odio nei nostri confronti hanno proceduto a staccare le locandine... Comunque su questo c'è il video con il servizio del TGR Liguria e le nostre riprese sul "blitz".

L'obiettivo era e resta semplice: devono sentirsi isolati e scordarsi quel contesto sociale dove l'omertà li protegge. Questo vale per i mafiosi ed ancor di più per i latitanti e deve valere anche i loro cumpari... anche per le loro attività economiche. Fare terra bruciata intorno a loro significa renderli visibili e quindi annullare la loro capacità di intimidazione. Questo è ciò che può e deve fare la comunità di persone libere e che non rinunciano alla propria dignità, al diritto ed al territorio dove vivono ed operano. Non servono eroi, bensì servono cittadini, per percorrere questa strada. Certo se si lasciano soli coloro che combattono, perché la comunità fa finta di nulla, allora questi - come avviene a noi - divengono oggetto di tentativi perenni di isolamento e di delegittimazione, ad azioni di sfiancamento con capziose azioni legali e illazioni di ogni genere... ma Diritti, Dignità e Libertà crediamo valgano la pena di essere rivendicati ed affermati, anche a costo di pagare qualcosa.

Serve aiutare i reparti investigativi e la magistratura, con segnalazioni e denunce, ma serve anche e soprattutto non voltarsi dall'altra parte, in quella sorta di indifferenza e viltà che si nasconde dietro al concetto per cui "ci deve pensare lo Stato", scappatoia dietro cui si nascondono vigliacchi, opportunisti e, spesso, conniventi e complici, soprattutto nell'ambito dei Partiti che non hanno il coraggio di fare pulizia al proprio interno, ma anche, purtroppo, spesso, tra le vittime... e fortunatamente la DDA di Milano, con Ilda Boccassini, ha dato un esempio chiaro in questo senso: chi subisce estorsioni, chi paga il pizzo e non denuncia, negando addirittura davanti ad intercettazioni, non si è più vittime, ma si diventa complici e quindi perseguiti per favoreggiamento!

E' su questo cammino che come "Casa della Legalità, da "banditi" e quando serve anche con irriverenza, ci siamo incamminati. Denuncia pubblica e denuncia nelle sedi opportune, promozione di inchieste e collaborazione con i reparti investigativi dello Stato... ed anche raccolta delle segnalazioni da passare ai reparti stessi per garantire anonimato a chi ha timore di compiere il primo passo. Andare a puntare i riflettori dove è necessario, anche correndo qualche rischio, certo, ma se ognuno impara a fare la propria parte anche i rischi evaporano.

il boss Onofrio GARCEA fa campagna per la candidata dell'IdvPer ora ci fermiamo qui... nei prossimi giorni nuovi aggiornamenti ma da subito una nota sul rapporto del GARCEA con la politica, che nel suo caso si chiama Idv, ovvero Italia dei Valori - Lista Di Pietro. Anche di questo molto lo abbiamo già scritto in occasione della cena, da noi fotografata, promossa dal GARCEA per sostenere la candidata alle regionali (già assessore in due mandati ad Arenzano) Cinzia DAMONTE, ed altro scriveremo. Ma vi è un punto delle dichiarazioni apparse sul Secolo XIX di Salvatore Ottavio COSMA che dobbiamo da subito riprendere visto che COSMA dice che lui ha partecipato ad una cena elettorale della DAMONTE con GARCEA, ma di non sapere chi fosse GARCEA. La questione che è contenuta in questa dichiarazione necessita di una duplice considerazione:
1) conferma quanto dicevamo da tempo, ovvero che ci fossero state altre cene (per quello che sappiamo tre) in cui GARCEA ha promosso la candidata DAMONTE. Oltre a quella da noi "immortalata" adesso, con quella a cui COSMA dice di aver partecipato, siamo già a due!
2) COSMA dichiara, come ha fatto anche in diverse telefonate che ha avuto con noi, di non conoscere GARCEA e gli altri soggetti legati alle cosche. Peccato che - come abbiamo detto anche a lui - vi sia un rapporto della Guardia di Finanza, con servizi di osservazioni svolte dagli agenti, oltre che intercettazioni ambientali e telefoniche, che dimostrano che COSMA aveva consolidati rapporti con i MAMONE oltre che con GARCEA, STEFANELLI e MALATESTI Pietro (addirittura li presentò all'allora Ministro della Giustizia, Mastella, in visita a Genova... e non si presentano persone che non si conosce!). Sappiamo esistere centinaia e centinaia di trascrizioni di intercettazioni che comprovano quanto affermato dal GICO della Guardia di Finanza. Quindi negare non serve, come abbiamo già detto allo stesso COSMA, torniamo a dire ora: una strada c'è quella di collaborare con i reparti investigativi e la magistratura e dire tutto, se necessario, tra l'altro, lo Stato sa anche dare adeguata protezione a chi verbalizza gli affari ed i rapporti delle cosche mafiose! COSMA telefonicamente, alcuni giorni fa, ci ha comunicato di essere disponibile a dire tutto quello che sà ai reparti investigativi ed auspichiamo quindi che lo faccia. Ma su questo torneremo nei prossimi giorni.



Il Secolo XIX - 26.07.2010

Volantini contro il boss in fuga

«Onofrio Garcea consegnati... da "sgarro" vuoi fare il latitante? Le vittime possono denunciarti senza temere, sei finito»! I volantini, firmati dalla onlus Casa della Legalità, sono comparsi ieri pomeriggio in piazza Aprosio, Sestri Ponente, dove l'altro ieri i carabinieri hanno passato al setaccio il bar intestato a Davide Garcea. Ma nel mirino non c'è il proprietario dell'esercizio bensì suo padre, Onofrio, sessantenne che una recente relazione della Procura di Reggio Calabria indica «affiliato» alla ‘ndrangheta. E che, soprattutto, è ricercato dal Ros di Genova per usura, oltre ad essere indagato per associazione a delinquere di stampo mafioso in quanto lo considerano uno dei boss della "locale" ‘ndranghetista attiva nel capoluogo ligure. Che cosa sta succedendo? Garcea è innanzitutto accusato di aver prestato denaro a strozzo a due commercianti in difficoltà, tramite la finanziaria da lui gestita. Si tratta della Effegì Direct, con sede in via Cornigliano, dove i prestiti da 2000 a 50.000 euro in un'ora erano sponsorizzati pure in spagnolo. Venerdì i militari avevano ammanettato il suo presunto complice Giuseppe Abbisso, 45 anni, originario di Riesi (e pure la "saldatura" fra criminali siciliani e calabresi sarà al centro di approfondimenti).
Subito dopo hanno fatto irruzione a casa di Garcea, senza trovarlo, hanno perquisito negozi vari da lui in qualche modo gestiti (un lavasecco, un'impresa edile, il bar, la finanziaria) e ora è ufficialmente ricercato. Gli inquirenti gli hanno nel frattempo sequestrato - grazie alla legge antimafia - una Maserati, l'auto nella quale pianificava spesso insieme al capoclan genovese Domenico Gangemi (arrestato il 13 luglio) l'organizzazione della cosca all'ombra della Lanterna.
I riflettori accesi su Garcea hanno mandato in fibrillazione pure alcuni politici dell'Italia dei Valori. Il ricercato, nel marzo scorso, fu infatti fotografato mentre distribuiva i "santini" di Cinzia Damonte, candidata alle Regionali, durante una cena elettorale (con la politica al fianco), mentre un'inchiesta del 2007 ne segnalava contatti con Ottavio Cosma (Idv). La Damonte ultimamente non ha voluto commentare, Cosma invece puntualizza: «Non ho mai avuto rapporti con Garcea. Siamo stati nello stesso posto, una cena per Cinzia Damonte, in un'occasione, ma casualmente e io non sapevo chi fosse. Non è giusto accostare il mio nome al suo perché si è trattato d'un contatto del tutto fortuito».
Matteo Indice

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