Alle brutte abitudini...diamoci un taglio. L'Arci si fa da sola la Carovana

Scritto da Ufficio di Presidenza

lettera aperta su CAROVANA ANTIMAFIA (?)
di Casa della Legalità - Onlus, CSI - Centro Sportivo Italino di Genova, Ludoteca Labyrinth



Siamo contenti che vi sia una nuova iniziativa sulle mafie a Genova, soprattutto dove possa intervenire la Dott.ssa Anna Canepa che nell’azione giudiziaria alla presenza delle mafie a Genova e Liguria ha da sempre mostrato tenacia e coraggio...


Riteniamo però curioso che chi ha promosso questo incontro come “Carovana Antimafie”, abbia, purtroppo in Liguria ed a Genova, nuovamente, omesso di coinvolgere tutti i soggetti impegnati sul territorio e nel concreto nel contrasto alle mafie.

Non esiste, ancora, infatti il Coordinamento di Libera
(che auspichiamo davvero si costituisca, con una gestione collegiale e quindi plurale entro Natale), ma esistono realtà che nei diversi ambiti operano da tempo e che aderiscono nazionalmente e localmente a Libera.
La Casa della Legalità, il CSI, Labyrinth, e molti altri, anche nell’ambiente cattolico. sono da tempo pronti a collaborare con chiunque voglia contrastare le mafie. Quelle al sud come quelle al nord, e quindi anche quelle in Liguria ed a Genova, dove ci sono e sono ben radicate.
E’ stata convocata una riunione di un certo “coordinamento” la settimana scorsa (le cose importanti si sa, si fanno sempre di fretta e senza tempo per promuoverle adeguatamente), sulla base di che criteri? Vorremmo saperlo. C’è chi fa antimafia di serie A e chi la fa di serie B? Chi ne parla una volta l’anno e chi si sporca le mani devono restare distinti? Chi la fa come “parte”vicina al potere ne ha diritto, e chi invece la interpreta in modo trasversale, senza colore politico, ma civile, deve essere escluso?

L’accaduto è passato, ma per guardare al futuro è bene chiarire, anche perché non è bello che qualcuno si “appropri” di nomi che non gli appartengono, perché appartengono ad un insieme di gruppi e persone molto più ampio, come Libera. Tirare per la “giacchetta” Libera o Don Luigi non è accettabile.

Dire o presentarsi come “Coordinamento Associazioni genovesi per Libera” o similari, da chiunque ma ancora di più da un componente della Presidenza dell’Arci di Genova, è scorretto, verso tutti e soprattutto verso Libera. Intanto chi viene convocato pensa che quello sia il coordinamento di Libera mentre ciò non è vero, e poi perché creare una confusione tra le altre associazioni, nei rapporti tra queste e tra le persone? A questo gioco, di rinviare sempre la costituzione del Coordinamento di Libera, per usarne il nome a piacimento e senza nemmeno chiederlo a Libera , noi non ci stiamo.

E’ curioso che, ad esempio, chi ha promosso l’Osservatorio sulla criminalità e le mafie, dando collaborazione concreta e fattiva ai reparti investigativi e giudiziari, oltre che ai cittadini, non sia stato nemmeno contattato. E’ altrettanto curioso, sempre a titolo esplicativo, che chi ha promosso l’Osservatorio sui reati ambientali, nella regione che nel nord Italia ha il “primato” delle Ecomafie, abbia subito medesima sorte. Identico destino per chi opera, ad esempio, nelle Carceri come nelle Scuole, per il recupero del disagio e della devianza, attraverso lo Sport e l’attività ludica. Come, assurdo, escludere quelle realtà cattoliche che agiscono quotidianamente, con le Comunità o le Fondazioni e i Centri, nel contrasto alla prostituzione, alla droga, come all’usura.

Ogni attività che abbiamo fatto, in rete, come sulle molteplici attività con Legambiente, sono state sempre concordate con il nazionale di Libera, visto che manca il coordinamento Ligure e Genovese. Abbiamo sbagliato a non appropriarci anche noi di quel nome? Noi non lo crediamo e non lo facciamo. Come alla Festa de l’Unità per il tesseramento o la promozione dei prodotti e delle attività di Libera, come alla Festa dello Sport, e così via…Bazzecole forse.

Crediamo quindi grave l’accaduto. Non perché sentiamo il bisogno di “esserci”, di essere visibili, bensì perché se qualcuno decide - tra l’altro indipendentemente da Libera che, per di più, non ha nemmeno ricevuto l’invito - di promuovere la Carovana Antimafie , dovrebbe coinvolgere tutti i soggetti che in Libera si riconoscono, che, non a caso, erano anche aderenti e presenti, con delegazione e contributi, agli Stati Generali di Contromafie, a cui comprensibilmente Libera ha dato la precedenza sulla Carovana.

L’essenzialità dell’agire insieme, anche nelle differenze, è peculiarità imprescindibile del movimento antimafia. Dividere, ancora una volta, non aiuta, perché produce l’effetto di isolare, in questo caso in modo particolare, chi l’azione antimafia ha scelto da tempo – assumendosi tutte le responsabilità e conseguenze – di farla con i fatti e non solo a parole. Chi divide si addossa una grave colpa. L’escludere, costantemente, non solo noi, ma molti altri - soprattutto chi nel sociale agisce, nel mondo cattolico -, è una pratica divenuta davvero disdicevole e preoccupante, e che purtroppo, è un dato di continua perseveranza.

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