Ma quante belle illazioni... le risposte sui fatti a quando?

Scritto da C.Abbondanza

Non sapevo di essere un barista, o meglio un aiuto barista! Non sapevo nemmeno di essere un falsificatore di tessere e di appropriarmi di fondi altrui. Non sapevo molte cose su di me, ringrazio di questo splendido concentrato degno di essere considerato un nuovo genere letterario “lie-story”, l’”Esecutivo” ARCI di Genova...


Sicuramente sarà materiale per una querela, insieme agli altri lor passaggi come “molesta presenza disturbatrice”, riferitaci per iscritto da uno dei garanti dell’Arci, l’Avv. Manfredi Caniglia su mandato di Gabriele Taddeo quale presidente Arci di Genova.
Sono anche contento di sapere che avrei dato del mafioso a molte persone, tra cui il Sindaco di questa città, sul quale ho espresso nel passato (e posso riconfermarli) forti dissensi sul metodo e merito di governo della città, ma da questo a definirlo mafioso mi sembra che l’Arci metta molto di suo. Inoltre se pensassi/pensassimo che Pericu fosse mafioso non certo avremmo proposto al Comune ed a Lui, ricevendo sempre risposte positive, iniziative comuni sulla lotta alle mafie a Genova, l’avremmo denunciato. Ma tant’è all’ARCI genovese piace il venticello dell’illazione ed allora, loro possono tutto!

Non intendo rispondere dettagliatamente alle valangate di fango che sono state gettate, insieme alla maschera ultima, dai dirigenti ARCI di Genova. Rispondo, per ora, solo su alcuni punti:

1) Se l’Arci ha materiali per cui è stata diffamata dal sottoscritto o dalla Casa della Legalità, è calorosamente invitata a portarli seduta stante alla Procura della Repubblica. Il sottoscritto, come gli altri promotori e soci della Casa della Legalità, ha una “brutta” abitudine: a domanda risponde! E l’altra “pessima” abitudine è di dire ed affermare solo quello che è provato, senza mai cedere alla facile strada dell’illazione, della retorica o della mistificazione, che a quanto pare piace molto agli indegni “eredi” di Tom.

2) Non abbiamo mai fatto nomi a caso. Abbiamo ripreso i nomi e cognomi da sentenze definitive, da Relazioni pubbliche di settori investigativi dello Stato, dalle elaborazioni dell’Osservatorio dell’On. Nando Dalla Chiesa sulla base dei documenti del GICO, delle Commissioni d’inchiesta parlamentare sul fenomeno mafioso o sui rifiuti,… Documenti ufficiali e pubblici, mai smentiti.

3) Da questi dati, non di nostre indagini, ma da indagini e investigazioni dei settori preposti dello Stato, abbiamo sviluppato delle attività di “osservazione”. Che ci possiamo fare, noi, se ci sono personaggi ben in vista ed inseriti della classe dirigente di questa città aditi a frequentare personaggi indicati, ad esempio dalla DIA, di essere appartenenti alla ‘Ndrangheta o che hanno diverse aree poste sotto sequestro dai NOE o parenti condannati per usura?

4) Se dalla pubblicazione di questi dati, e delle osservazioni svolte sulla base esclusivamente di queste, è venuta a bussare alla nostra porta la prima collaboratrice di giustizia della ‘Ndrangheta, riconosciuta tale dallo Stato, e proveniente dalla famiglia Mamone, è una colpa? Aiutarla, nel lungo periodo di attesa tra l’inizio della Collaborazione e lo “scatto” del sistema di protezione è un delitto? Peccato che ad aiutarci c’è stato anche don Luigi.

5) Che la Casa della Legalità, operi e realizzi iniziative con Libera contro le mafie, come diverse tappe del “Cammino” non risulta all’Arci? Strano, forse risulta solo la diffida del nazionale di Libera da loro ricevuta d’urgenza per aver presentato come “referente di Libera” un dirigente locale ARCI ad un iniziativa il 26 maggio scorso con Venanzio Maurici?

Che a Genova ed in Liguria non esista ancora un Coordinamento e Comitato di Libera, coinvolgente tutti i soggetti disponibili ed affidabili, come da noi e tanti altri auspicato, non è proprio conseguente al fatto che è l’ARCI locale che ha sempre cercato di rinviarne la costituzione? E colpa che ricade su di noi anche quella delle posizioni dell’ARCI?

Davvero satirici, almeno per il sottoscritto, i passaggi sulla SMS Perugina…

a) nessuna risposta sul fatto che questa utilizzasse un codice fiscale falso;

b) nessuna risposta sul fatto che questa il 27 ottobre 1987 abbia passato a 4 individui ignari il bene sociale (quando questi doveva andare, in caso di dismissione, ad un ente benefico senza fini di lucro);

c) nessuna risposta quindi al fatto che siano stati prodotti dalla SMS Perugina e dagli avvocati dell’Ufficio legale Arci, dei falsi in un procedimento civile volontario, ovvero in un procedimento giudiziario;

d) nessuna risposta nemmeno su come mai sia “sfuggito” all’Arci il codice fiscale falso nel rilascio delle Autorizzazioni-Licenze e Convenzioni alla SMS Perugina, come se distribuisse le licenze a mo di volantino;

e) nessuna risposta nemmeno sulla omessa iscrizione della SMS Perugina nei registri previsti dalla legge.

Invece di risposte dovute, non ad Abbondanza, ma ad oltre 110 persone che pensavano di essere iscritte ad una SMS Perugina, alle Istituzioni, alla comunità tutta ed allo Stato (per evasione ICI, abusi edilizi,…) l’ARCI che fa? Prosegue con nuovi capitoli di “lie-story”:

1) Abbondanza ha fatto della SMS PERUGINA la sua abitazione

2) Abbondanza non ha accettato la mediazione

3) Abbondanza teneva i dirigenti SMS all’oscuro delle iniziative

4) Abbondanza ha inserito abusivamente la Casa della Legalità nella SMS Perugina

5) … (oltre al resto già citato sopra, apriamo un nuovo gioco: inserisci tu un’altra accusa)

Peccato che Abbondanza con altri, avesse proposto proprio -e per iscritto- ai Consiglieri della allora presunta SMS Perugina, presentati proprio dall’ARCI, di riaprire questo spazio (chiuso ed inattivo come attività sociale da oltre 4 anni e mezzo) come “una casa della legalità e della cultura”… con iniziative, a partire dall’inaugurazione – 17 dicembre 2004 – in avanti svolte non solo nella piena consapevolezza dei “Consiglieri”, bensì anche con la collaborazione fattiva della Circoscrizione Valpolcevera. Peccato, ad esempio, che le targhe esterne, ivi compresa quella della Casa della Legalità, siano state inchiodate al muro proprio dai Consiglieri! Peccato anche che con il gruppo della Casa della Legalità (prima che questa si costituisse in associazione, a seguito di una scelta coinvolgente molte persone e soggetti, meditata e partecipata, avvenuta solo il 16 gennaio 2006) sono arrivati soggetti diversi che hanno animato e portato i materiali indispensabili a svolgere attività culturali, civili, ludico-sportive e ricreative. Peccato perché se si doveva fare attività sociale “di elevazione morale e culturale dei soci membri” con 6 tavoli ed una ventina di sedie e null’altro, se non il vino della Cantina, era un po’ dura!
Ma il venticello è prediletto dall’Arci… non tanto l’interpretazione dell’italiano. Vediamo un esempio emblematico: ”Questa premessa è essenziale per comprendere questa storia che ormai evidenzia palesemente che le pressioni di determinati settori, anche attraverso i dirigenti dell’Arci provinciale e regionale, stanno tentando di chiudere questo spazio e bloccare le attività. Cosa che avevamo denunciato mesi fa e che ora vede gettate le maschere. Cadono, uno dopo l’altro, i veli su quanti purtroppo si rendono di fatto il “braccio” concretizzando l’auspicio di molti gruppi legati alle organizzazioni mafiose di Cosa Nostra e della ‘Ndrangheta a Genova.”.

Ecco: in questo passaggio, di un comunicato della Casa della Legalità firmato da Christian Abbondanza, Simonetta Castiglion, Enrico D’Agostino e Federico Alberti d’Enno (ma naturalmente attribuito solo al sottoscritto), noi abbiamo detto:

1) ci sono famiglie appartenenti ad organizzazioni mafiose (Cosa Nostra ed ‘Ndrangheta) che auspicano che noi chiudiamo baracca e burattini;

2) c’è chi nella pratica perseguendo lo stesso obiettivo, diviene concretamente attuatore di questo auspicio.

Loro hanno interpretato che noi (o meglio per loro solo il sottoscritto) abbiamo detto: l’Arci è collusa, è il braccio della criminalità organizzata genovese! Una fantasia davvero degna del portatore nano di democrazia o, forse inesorabilmente colpiti dalla mania di persecuzione del medesimo, non distinguono più l’immaginario dal reale!


Poi, dopo la memoria dei legali dell’Arci che di fatto mi sostituiscono nelle funzioni ai dirigenti della Questura, attribuendomi il potere di “convogliare” le pattuglie delle Forze dell’Ordine, adesso c’è anche il controllo della Stampa cittadina… in quanto noi con le nostre “ricerche” ispiriamo innumerevoli attacchi all’Arci sui quotidiani locali. Con tutto questo “potere” solo un aiuto barista!

Sul fatto che la criminalità organizzata, cerchi di utilizzare Circoli per “promuovere” le proprie attività illecite, come lo spaccio o il consumo di droghe o il gioco d’azzardo, è purtroppo un dato reale, su cui non abbiamo mai attaccato l’Arci o gli altri Enti, abbiamo proposto un patto per lavorare insieme, aiutando e sostenendo i Circoli che possono subire pressioni o intimidazioni. Che ci fosse mai arrivata una risposta ufficiale, solo una voce di Taddeo “è una provocazione”.

Che tristezza!

PS:
E guarda poi che caso... i Consiglieri della SMS Perugina non hanno mai contestato nulla delle attività, si sono scatenati nel momento in cui abbiamo chiesto l'assemblea dei soci, o meglio quando il 19 maggio, dopo che nonostante una richiesta di assemblea dei soci con raccomandata al Presidente Ghelli, il 5 marzo 2006, non si era ricevuto alcuna risposta (nemmeno una contestazione), era stata comunicata al Presidente Ghelli (il 13 maggio 2006) la convcazione da parte del Presidente del Tribunale a seguito della nostra istanza. Prima tutto va bene, poi, di botto, non andava bene niente... Almeno così, per capire cosa ci fosse dietro a tale ribaltamento, abbiamo scoperto una verità assurda ma inquetante, di chi oggi avrà anche settantanni ma nel 1987 ne aveva una cinquantina... ed intanto le segnalazioni della comunità di questo pezzo di città continuano a produrre memoria storica di fatti e persone, estremamente utili a chiarire il tutto!



15:56 - 10 Luglio 2006
ORA BASTA!
Le risposte dell'Arci alla Casa della Legalità
Scritto da Esecutivo
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Lettera aperta a tuti coloro che a vario titolo hanno avuto a che fare, direttamente o indirettamente, con vicende legate alla Casa della Legalità di Genova e alle dichiarazioni di Christian Abbondanza. Per mesi abbiamo subito ingiurie, accuse e insulti infamanti dalla Casa della legalità di Genova, dai suoi rappresentanti e dal Sig. Christian Abbondanza.

Accuse che avevano a che fare con il fatto che l’Arci - secondo queste persone - sarebbe stata silente, secondo varie modulazioni, sulle attività crimino-mafiose della città.

A vario titolo, i dirigenti dell’arci sono stati pubblicamente accusati di essere conniventi con le attività criminali e mafiose della città, di essere protagonisti di attività dentro e fuori l’arci moralmente discutibili, di essere, in qualche modo, sussiegosi nei confronti dei potentati criminali del quartiere, di essere compiacenti nei confronti di attività mafiose che si sarebbero infiltrate in molti circoli arci della città.

Abbiamo subito in silenzio, nonostante paginate di articoli su quotidiani locali infamanti della reputazione dell’arci e dei suoi rappresentanti; articoli chiaramente ispirati da “ricerche” e valutazioni della Casa della legalità e del Sig. Christian Abbondanza.

Molte persone, giustamente, fanno fatica a capire che cosa sta succedendo e ci chiedono spiegazioni.

Per mesi abbiamo cercato di affrontare la questione con la cautela, la ragionevolezza e la delicatezza necessaria in queste situazioni. Abbiamo materiale per decine di querele, che abbiamo deciso di non utilizzare per evitare di portare nelle aule di tribunale quello che (di norma) si potrebbe risolvere chiarendosi tra persone civili. Siamo stati zitti, semplicemente lavorando con i dirigenti della SMS Perugina, presso cui la casa della legalità è situata.

La norma però non vale per persone come il Sig Abbondanza.

Siccome ora la misura è colma, abbiamo deciso di chiarire pubblicamente le cose.

Per chiarezza quindi ci teniamo a specificare le seguenti cose:

1) Il Sig. Abbondanza è entrato presso la SMS Perugina per dare una mano alla gestione delle attività di somministrazione;

2) Il Sig. Abbondanza ha poi fondato l’associazione Casa della Legalità che svolge le sue attività dentro la SMS Perugina, senza che la Società abbia mai accettato di ospitare l’associazione;

3) Rispetto al tema lotta alle mafie, La casa della Legalità ha spesso emesso comunicati, o scritto valutazioni via mail, sul presunto coinvolgimento in attività losche di varie persone citate per nome e cognome, senza che - nella maggior parte dei casi - esistessero prove o elementi penalmente perseguibili. Sovente persone come Pericu, Burlando, noti professionisti genovesi venivano gettati nella mischia delle connivenze, delle acquiescenze o di relazioni con - secondo Abbondanza - noti esponenti del crimine mafioso genovese. Solo uno tra i mille esempi: "ho precisato che non è il caso di avere qui come ospiti Pericu o/e Burlando, il primo ex consulente di Teardo, Ligatto e Necci ed il secondo ricevitore dei contributi elettorali della Famiglia Mamone". (mail di abbondanza a Morettini). Vere o false che siano queste affermazioni, come è evidente è il tono complessivo fatto di insinuazioni a rendere non condivisibile il tutto.
Oppure, riferito all'arci: "Questa premessa è essenziale per comprendere questa storia che ormai evidenzia palesemente che le pressioni di determinati settori, anche attraverso i dirigenti dell’Arci provinciale e regionale, stanno tentando di chiudere questo spazio e bloccare le attività. Cosa che avevamo denunciato mesi fa’ e che ora vede gettate le maschere. Cadono, uno dopo l’altro i veli su quanti purtroppo si rendono di fatto il “braccio” concretizzando l’auspicio di molte gruppi legati alle organizzazioni mafiose di Cosa Nostra e della ‘Ndrangheta a Genova". (comunicato presente sul sito della casa della legalità)
Sappiamo bene che anche a Genova esistono fenomeni di criminalità organizzata, ma non condividiamo questo approccio fatto di insinuazioni e di supposizioni dietrologiche fatte su chicchessia. E ovviamente non possiamo tollerare che qualcuno possa scrivere che l'arci è il braccio della criminalità organizzata genovese.

4) Per queste ragioni e per molte altre che sarebbe troppo lungo raccontare l’arci, d'intesa con tutti i soggetti che compongono la rete di Libera sul territorio, ha più volte comunicato alla Casa della Legalità e ai suoi rappresentanti di non voler fare iniziative insieme, cosa che ci veniva continuamente richiesta.

5) La casa della Legalità ha più volte citato l’Associazione nazionale Libera come soggetto partner delle sue attività, cosa che invece non risulta.

6) In seguito, abbiamo verificato che Il Sig. Abbondanza e la Casa della legalità operavano in maniera assolutamente scollegata dagli organismi dirigenti della SMS Perugina, che erano all’oscuro di quanto dichiarato, fatto o scritto dal Sig. Abbondanza. Siccome spesso le attività del Sig. Abbondanza facevano riferimento anche alla SMS Perugina, è evidente quanto il fatto che il Presidente della Società e il Consiglio direttivo fossero all’oscuro di tutto fosse di particolare gravità.

7) Infine veniamo a sapere che il campione della legalità Sig. Abbondanza rilasciava tessere fasulle della SMS Perugina incassando personalmente la quota sociale versata, senza comunicare nulla al Presidente della Società di mutuo soccorso.

8) Non pago di questo, sulla base del tesseramento fasullo si è presentato al Presidente del Tribunale di Genova chiedendo la convocazione straordinaria dell’assemblea dei soci della Società. Dopo l'audizione delle parti, il 30 giugno 2006 il Presidente ha revocato il suo provvedimento precedente, che accordava l'assemblea straordinaria, in quanto “il possesso della qualità di soci da parte di coloro che avevano ottenuto il provvedimento (Abbondanza e Casa della legalità) è risultato molto dubbioso e controverso”.

9) Il Sig. Abbondanza ha di fatto occupato i locali del circolo, dormendo nella SMS Perugina, diventata di fatto, in alcune stanze, sua abitazione personale.

10) Durante l'ultima assemblea dei soci della Società di mutuo soccorso, tenutasi il 19 giugno, erano presenti anche la signora Caponnetto e Salvatore Calleri, Presidente della Fondazione Caponnetto, chiamati dal sig. Abbondanza. La loro presenza, utile e ben accetta, al contrario di quanto affermato in un comunicato dalla Casa della Legalità, ci ha permesso di metterli al corrente della reale situazione.
Il Sig. Abbondanza invece, dovrebbe spiegare i motivi per cui la Casa della Legalità ha, di fatto, rifiutato la mediazione proposta la sera stessa dalla signora Caponnetto e Salvatore Calleri, chiamati da loro stessi per farsi sostenere.

11) Da qui l'ultimo passo del Sig. Abbondanza: diffamare la storia della SMS Perugina, i suoi soci e il suo gruppo dirigente. Speriamo che sia davvero l'ultimo.

Ecco. I fatti in realtà sono molto di più e noi ci siamo limitati all’essenziale. Crediamo che questo sia sufficiente per mostrare - a chi ci ha chiesto chiarezza o ha ricevuto i comunicati del Sig. Abbondanza - di chi e di che cosa stiamo parlando.

LA SMS Perugina è un’antichissima società di mutuo soccorso aderente all’ARCI.

Oltre al fatto che il Sig. Abbondanza ha modalità di lavoro totalmente incompatibili con il portato, la storia, il coraggio e il senso di responsabilità dell’Arci, i nostri referenti per la vicenda non possono che essere i dirigenti della SMS Perugina democraticamente eletti, e non responsabili di associazioni che occupano gli spazi della Società e che non hanno nessun legame con l'Arci.

Sperando di avere chiarito un po’ l’intricata vicenda, vi salutiamo e siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

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