Tentò la fuga...dal merito e spunta una rinuncia di Marchese datata 19 giugno 2007!

Scritto da C.Abbondanza - S.Castiglion

Vincenzi&Marchese

Tentò la fuga...dal merito e spunta una rinuncia di Marchese datata 19 giugno 2007!

[una breve risposta al controricorso di Marta Vincenzi]


Nella Domenica delle Salme di Fabrizio De Andrè “tentò la fuga in tram verso le sei del mattino”, oggi a Genova “la” Sindaco tenta la fuga dalla verifica sulla possibile incompatibilità derivante dal conflitto d’interessi.

Avevano dichiarato e spergiurato che nessun incarico vi fosse. Accusando chi chiedeva (e chiede), come noi e altri chiarezza, con risposte e documenti di fare solo illazioni fondate sul nulla. Peccato che quanto meno un incarico c’era. Vediamo:
- 24 maggio solleviamo pubblicamente il quesito sul conflitto d’interessi
- 29 maggio insieme a Democrazia e Legalità inviamo una lettera aperta per chiedere come sarà risolto il conflitto d’interessi
- 31 maggio Marta Vincenzi subentra a Giuseppe Pericu e non risponde.
- 12 giugno presentiamo l’istanza al Tribunale di Genova
- 13 giugno la Vincenzi e Marchese affermano sulla stampa che non c’è nessun incarico e quindi che le nostre sono solo illazioni e minacciando querele.
- 15 giugno il Presidente del Tribunale firma il decreto con cui viene fissata l’udienza per il ricorso da noi presentato.
- 16 giugno la Vincenzi torna a dichiarare che non c’è nessun incarico e quindi non c’è nessun problema.
- 19 giugno Bruno Marchese invia una raccomandata (spedita il 20 e ritirata il 21) all’Autorità Portuale di Genova in cui rinuncia ad un incarico di collaudatore relativo a realizzazione impianti di distribuzione elettrica delle aree, Ponti Ronco e Canepa.

Quindi: non è vero quello che avevano dichiarato e spergiurato e cioè che non ci fosse nulla!

Già questo dimostra che sino a quando non si è sollevato il problema, anche con il ricorso in Tribunale, non si era provveduto a risolvere le conseguenze del conflitto d’interessi.
Meno male che le nostre erano solo illazioni, e adesso che si iniziano a scoprire le carte, diventa evidente chi raccontava bufale!

Ma torniamo alla fuga. “la” Sindaco e parlamentare europeo, già Presidente della Provincia e assessore comunale, professoressa e Preside, Marta Vincenzi, ad una istanza di iniziativa popolare, come previsto dalla legge, in cui senza legali ci siamo presentati si schiera con l’avvocato professore onorevole Lorenzo Acquarone (potente ex democristiano), l’avvocato Roberta Acquarone e l’avvocato Arturo Flick (parente dell'ex Ministro dell'Ulivo e parente anche del Consigliere di Amministrazione della Porto Antico spa nominato dal Comune). Un chiaro segnale di “disponibilità e trasparenza” verso i cittadini, tanto da specificare due volte nel controricorso che si richiedono “spese ed onori del giudizio”.


Ma, come hanno insegnato Previti, Dell’Utri e Berlusconi, la strada per la “difesa” non è nel merito delle questioni, dei fatti, bensì dal procedimento. “La” Sindaco infatti sostiene la linea della carenza di legittimazione attiva a ricorrere, in quanto la Casa della Legalità, sostiene nel controricorso, non è un cittadino elettore (un genio, ha scoperto che una Onlus non vota, è straordinaria!). Sostiene anche che l’associazione non ha alcun interesse a chiedere l’accertamento dei fatti. Aggiungendo inoltre che, se il ricorso dovesse essere inteso come proposto da Abbondanza e Castiglion, in quanto cittadini elettori, andrebbe respinto perché manca il deposito del certificato elettorale “che non ammette equipollenti”. Detto ciò risulta evidente una fuga dal merito alquanto bizzarra. Infatti:

- i certificati elettorali (che mettiamo online) saranno prodotti in originale e non equipollenti, stia pure tranquilla, non presenteremo irrilevanti fotocopie. Saranno gli originali che tra l’altro comprovano l’esercizio di voto alle elezioni amministrative del 2007 (primo e secondo turno) sia di Abbondanza sia di Castiglion;

-  il sindaco ha, inoltre, a disposizione le copie delle liste elettorali, se mai non fossimo stati cittadini elettori con i documenti prodotti, con il ricorso, saremmo stati passibili di falso in un procedimento giudiziario (anche se di iniziativa popolare). Se ha verificato, anche se le duole, avrà quindi constatato che siamo cittadini elettori proprio del Comune di Genova;

- anche la Casa della Legalità in forza dell’articolo 2 dello Statuto (regolarmente depositato al Registro Regionale), ha un interesse evidente, in quanto si afferma tra le finalità dell’Associazione quella dell’impegno per “favorire sempre più elevati livelli di democrazia, di correttezza dei comportamenti Istituzionali, di libertà e uguaglianza dei cittadini, di funzionalità dei pubblici servizi”.

La strepitosa via di fuga perseguita raggiunge, però, l’apice quando sostiene che il ricorso è inammissibile perché presentato “antecedentemente alla delibera consigliare di convalida alle elezioni”.
Davvero curioso considerando il particolare –forse sfuggito a molti- che la delibera di convalida del consiglio comunale non è ancora stata votata. Infatti nella seduta del 25 giugno (come confermato anche dal verbale), a cui era iscritta al secondo punto all’ordine del giorno la “convalida degli eletti”, vi è stata la discussione ma non vi è stata la votazione. Praticamente: se il Tribunale dovesse accogliere tale pregiudiziale nessun cittadino, nessun gruppo di cittadini o associazione rappresentativa, potrebbe mai chiedere quanto disposto dalla legge rispetto agli eletti, finchè gli eletti stessi, in questo caso la Vincenzi e la sua maggioranza, non portino in consiglio comunale la votazione della delibera di convalida, che permetterebbe di procedere contro loro. Un bel giochino quello che sembrano aver inventato, proprio nel puro stile della “Casta”!


Nel merito, invece, siamo all’apoteosi del nulla.

- Su 34 società partecipate e/o controllate (oltre le relative collegate) la Vincenzi presenta due (diciamo due!) lettere di altrettante partecipate (Sviluppo Genova e Milano Serravalle) in ci si afferma che no vi è alcun incarico, affidamento o concessione o alcun altro tipo di rapporto “diretto” con la IGM ENGINEERING IMPIANTI, Consorzio Rete e Consorzio Fastigi” (gli ultimi due indicati solo dalla Milano Serravalle spa).

Perché solo due su 34? Alla luce, soprattutto della lettera di rinuncia di incarico di Bruno Marchese del 19 giugno 2007, l’assenza delle altre dichiarazioni su rapporti diretti certamente evidenzia la necessità quantomeno di approfondire.

- Viene poi allegata anche la lettera del Presidente della IGM ENGINEERIG IMPIANTI che afferma di non avere rapporti diretti con il comune o società e/o ente controllato o partecipato dal comune di Genova.


Se non fosse stato così, ovvero se vi fosse stato un rapporto diretto di incarico o appalto della IGM con il Comune di Genova o con una società o ente da questo partecipata o controllata vi sarebbe stato un blocco degli stessi rapporti, incarichi o appalti da parte degli uffici di controllo per violazione palese ed eclatante delle normative di legge.

Pertanto è evidente che il rapporto che genera incompatibilità, per un conflitto di interessi, si possa verificare nei sub-appalti e nei sub-incarichi, diretti e indiretti del Comune e delle Società ed Enti da questo partecipate o controllate, mai come appalto o incarico diretto.

L’istanza è proprio volta ad accertare questo. Infatti il ricorso è stata l’ unica strada possibile, visto che la Vincenzi non ha voluto fornire (ne a noi ne a quanti altri l’hanno richiesta, oltre che alla città), la lista completa degli incarichi e sub-incarichi, degli appalti e sub-appalti, diretti e indiretti del Comune e delle Società ed Enti da questo partecipate o controllate, attualmente in corso. Inoltre le società partecipate create dal Comune per gestire appalti e incarichi specifici proprio per conto dell'Amministrazione, sono da considerarsi pienamente connessi all'Amministrazione Comunale stessa. (Altrimenti sarebbero società private).

E’ proprio qui che Marta Vincenzi, con il suo plotone di legali, nel controricorso, pone l’out a mettere il naso. Infatti si afferma in modo perentorio, opponendosi quindi alla richiesta di un istruttoria del Tribunale (quale quella da noi richiesta), che ”una volta dichiarato che, allo stato, la società IGM non ha contratti di appalto con il Comune non resterebbe da effettuare alcuna ulteriore verifica che interessi rapporti diversi dall’appalto o soggetti distinti dal Comune di Genova. (…) Esula invece nel merito del presente giudizio ogni verifica riguardante presunti rapporti negoziali con ‘soggetti affidatari diretti e/o indiretti di incarichi da parte del Comune (come molteplici società quali ad esempio Impregilo spa, Fisia spa) e/o con strutture societarie che operano in coordinamento con il comune come Anas spa Salt pa’”.
Ecco di Impregilo (quella di Maurizio Maresca, nel Cda che è super consulente della Giunta Vincenzi, e che con "la" sindaco sponsorizza tanto il progetto del Terzo Valico del CO.CIV - con Impregilo e CIV del gruppo SINA che risulta tra i clienti della IGM ENGINEERING IMPIANTI srl-) non bisogna assolutamente parlare! E così via per altre: zitti e muti!


Nella conclusione si afferma che parti delle questioni da noi sollevate si riferiscono a “epoche di gran lunga anteriori a quelle della candidatura della prof. Vincenzi a sindaco della città di Genova e pertanto chiaramente estranee al presente sindacato”.
E’ una nostra impressione o non si nega che nel passato ci siano state delle gestioni non lineari? Ecco che rispetto al passato, quanto meno, sembra, vi sia la decenza di non negare i fatti accaduti e che noi abbiamo indicato non come oggetto del ricorso, bensì come testimonianza di un modus operandi che richiede, come abbiamo chiesto, un attenta e completa verifica.
Se non vi è nulla nei sub-incarichi e sub-appalti, diretti o indiretti, del Comune e/o delle società o enti partecipati e/o controllate, l’Istruttoria che abbiamo chiesto cancellerebbe ogni ombra di dubbio, perché, quindi, opporsi strenuamente a tale verifica? Se si è certi che paura si ha?

Non c’è davvero da aggiungere altro rispetto al fatto che non vi è nessuna risposta (ma proprio nessuna!) nel merito degli elementi prodotti con l’istanza e la comparsa, meno male che era la nuova stagione della trasparenza!


SCHEMA SUGLI APPALTI E INCARICHI:

C= Comune
S= società partecipata e/o controllata
Società sta per consorzio, società, impresa, ragruppante di impesa


C --- appalto/incarico---> società (app. o inc. diretto del C)
C ---appalto /incarico---> società --> società (app. o inc. indiretto del C)
S ---appalto/incarico--> società (app. o inc. diretto della società part.)
S ---appalto/incarico--> società --> società (app. o inc. indiretto della S)

l'incarico/appalto indiretto del C o della S è un sub-incarico o sub-appalto

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