I PELLEGRINO in mutande! Sequestrati oltre 9 milioni di beni dalla DIA

Scritto da Ufficio di Presidenza
I PELLEGRINO in mutande! Sequestrati oltre 9 milioni di beni dalla DIA

 

Se l'aggressione dei beni dei mafiosi è la strada maestra per annientare le cosche, l'aggressione dei beni degli imprenditori mafiosi è ancora di più: è un colpo assestato alla capacità delle cosche di condizionare l'economia, gli appalti e le Pubbliche Amministrazioni. Ed allora non possiamo che essere soddisfatti che i PELLEGRINO siano rimasti in mutande!

La DIA di Genova, con l'Arma dei Carabinieri, questa mattina, ha infatti eseguito perquisizioni e sequestri nelle proprietà dei fratelli PELLEGRINO, in quell'imperiese che i signorotti Michele, Giovanni, Maurizio e Roberto PELLEGRINO (con i cumpari BARILARO, VALENTE E DE MARTE) pensavano fosse terra loro.

Con l'Operazione odierna la DIA ha applicato la misura di sequestro preventivo dei beni dei PELLEGRINO - richiesto dal Centro Operativo di Genova della stessa DIA e disposto dal Tribunale di Imperia - che ammontano ad un valore di oltre 9 milioni di euro che, a seguito del contraddittorio tra le parti, davanti al Giudice della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Imperia, andranno a confisca. Nell'ambito dello stesso procedimento, che ha colpito gli esponenti della cosca dei SANTAITI-GIOFFE', agli stessi, ovvero Michele, Giovanni, Maurizio e Roberto PELLEGRINO, sono state anche applicate le misure della sorveglianza speciale di P.S. (con obbligo di dimora) per i prossimi 5 anni...

 

Questo provvedimento, che auspicavamo da tempo, si affianca al rinvio a giudizio per cui i PELLEGRINO-BARILARO, con DE MARTE ed i VALENTE, sono già sotto processo a Sanremo a seguito dell'inchiesta coordinata dal Procuratore capo Cavallone (clicca qui) ed al già effettuato scioglimento e commissariamento per condizionamento mafioso del Comune di Bordighera.

Se il Michele PELLEGRINO, qualche tempo fa, aveva affermato, ironico, che ringraziava i responsabili della Casa della Legalità per avergli fatto perdere "i due grossi appalti" che avevano, noi gli rispondiamo: non c'è di che... come si vede, adesso, non avete perso solo due grossi appalti me ben altro ed ora siete in mutade, così come devono essere ridotti i mafiosi dal volto imprenditoriale che devastano economia, ambiente e pubbliche amministrazioni!

Anzi, lanciamo una proposta alla comunità dell'imperiese che per anni si è vista la cosca dei PELLEGRINO fattasi impresa, acquisire una posizione dominante e monopolistica nel settore del movimento terra, a partire dai Comuni di Bordighera, Ventimiglia, Vallecrosia e via discorrendo: si dia il segnale di liberazione da quella presenza, appendano un paio di mutande alla propria finestra!

Si testimoni così il ringraziamento al lavoro dello Stato (Procura di Sanremo, Dia ed Arma dei Carabinieri) che ha colpito senza sconti il clan dei PELLEGRINO, e facendo così anche capire ai loro cumpari ancora (per ora) a piede libero che la comunità prova solo disprezzo per i mafiosi.

Adesso la comunità del ponente ligure deve rompere definitivamente la cappa omertosa che ha protetto per anni le cosche. E' infatti inconfutabile la determinazione della Procura di Sanremo, della DIA così come del ROS e degli altri reparti investigativi dello Stato, nell'azione di contrasto volta a schiacciare le cosche e le loro contiguità e connivenze anche con le Pubbliche Amministrazioni e la politica.

La comunità imperiese può davvero riscattare la propria terra dall'occupazione mafiosa che ha condizionato la vita da Bordighera a Ventimiglia, passando da Vallecrosia (dove - non dimentichiamo - i PELLEGRINO avevano la sistematica assegnazione dei lavori di somma urgenza per le alluvioni che si ripetevano grazie alle omissioni degli interventi preventivi del Comune) ed oltre, sino alla discarica (ex Cava) di Castellaro.

Ora si vada avanti... e noi andremo avanti... perché si colpiscano le altre articolazioni della 'ndrangheta nell'imperiese, senza dargli tregua (partendo dai Comuni di Ventimiglia e Vallecrosia).

Si proceda nel colpire e lasciare in mutante tutti "signori" delle altre grandi imprese delle famiglie mafiose che, oltre ai PELLEGRINO e BARILARO nell'imperiese, ha visto ed ancora vede i FOTIA dei MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI con i GULLACE-RASO-ALBANESE, FAZZARI e MAMONE dominare tra savonese e genovese, così come i PIROMALLI, con in primis il FAMELI nella riviera savonese, i FOGLIANI che - saliti a Genova da Taurianova - hanno costruito un impero imprenditoriale su scala nazionale,... così come anche i "levantini", partendo dai NUCERA di Condofuri che tra rifiuti, trasporti e costruzioni dominano ancora su mezzo Tigullio.

I vermi vanno colpiti tutti, uno ad uno... Devono essere spogliati dei loro beni... devono essere ridotti in mutande e devono soprattutto sentire il disprezzo sociale ovunque pongano il loro sguardo.

PS

Come abbiamo già detto la partita deve e può essere chiusa... e se vi sono componenti delle famiglie mafiose che vogliono riscattare un briciolo di dignità e onore, infangati dall'appartenenza mafiosa, lo possono fare: scelgano di collaborare con lo Stato, lasciando quelle famiglie e denunciando senza reticenza tutto quello che sanno.

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