Ora si proceda sul COMUNE DI VENTIMIGLIA. "Regno" del "locale" guidato da MARCIANO' e PALAMARA

Scritto da Ufficio di Presidenza
IL COMUNE DI VENTIMIGLIA VA SCIOLTO... e Scullino e Pretileo devono spiegare un po di cose...
Noi lo scrivemmo nell'agosto 2010, poi arrivarono le conferme con gli approfondimenti dell'Arma dei Carabinieri, della DIA e degli altri reparti investigativi... in ultima è arrivata la Relazione della Commissione di Accesso (al vaglio del Prefetto e quindi del Ministro dell'Interno). Non ci sono più alibi e non c'è nemmeno più tempo da perdere.
Il COMUNE DI VENTIMIGLIA è infiltrato e condizionato dalla 'ndrangheta. Questo dato emerge chiaramente ed è complessivo, nel senso che non riguarda un particolare settore o alcune singole pratiche, ma è un condizionamento generale con infiltrazioni pesanti, passate e presenti.
Bisogna che il COMUNE DI VENTIMIGLIA "rinasca", come per Bordighera. Scioglimento e commissariamento sono necessari per rompere l'infamia che ha piegato la gestione della cosa pubblica agli interessi della 'ndrangheta (e cumpari). E' un passo necessario per ridare dignità ad una comunità e correttezza e trasparenza alla gestione della Pubblica Amministrazione.
il boss Giuseppe Quando si arriva, come si è arrivati al COMUNE DI VENTIMIGLIA, attraverso la CIVITAS ad una gestione che è un "verminaio", piegata da appalti ed incarichi frazionati, che finivano a società legate ed espressione delle cosche, come, ad esempio, la COOPERATIVA MARVON, bisogna ripulire profondamente il Palazzo, nella parte elettiva così come nella parte amministrativa dei funzionari. Chi ha responsabilità gravi in questo sistema deve essere messo alla porta, chi non ne ha - e ne ha pure subite di tutti i colori - resta.
Basta ai colpi di teatro del Sindaco Gaetano SCULLINO. Basta alle plateali prese in giro con cui ha caratterizzato molteplici delle sue ultime uscite pubbliche, nell'ennesimo tentativo di minimizzare e negare fatti conclamati. C'è una responsabilità politica a cui nessuno, nemmeno lui, può sottrarsi. Non è tollerabile sentire discorsi come: noi abbiamo dato tutti i documenti richiesti alla Commissione, quindi siamo bravi. E che diamine, non è una scelta "volontaria" ma un "obbligo" quello di fornire i documenti alla Commissione d'Accesso! Oppure: adesso voglio una copia della Relazione della Commissione d'Accesso. E no! La Relazione è un atto riservato che, una volta assunta la decisioni conseguenti da Prefetto e Ministro, potrà essere resa pubblica (e lo auspichiamo), ma fino ad allora nessuno, tanto meno gli "interessati", devono poter leggerne i contenuti!
Auspichiamo che il neo Prefetto di Imperia ed il Ministro dell'Interno si muovano celermente. Già abbiamo assistito al tentativo di impedire l'insediamento della Commissione di Accesso da parte del sindaco SCULLINO che, con le sue dimissioni, puntava all'auto-scioglimento del Consiglio Comunale e della sua Amministrazione. Si è sventato quel tentativo fatto, dichiarava SCULLINO, per "atto d'amore" verso la sua città, che era invece un insulto alla decenza ed alla dignità della città, un modo rocambolesco per impedire l'accertamento, approfondito, dei fatti dal punto di vista amministrativo, dall'oggi a ritroso nel tempo... perché non è certamente da oggi, da questa ultima amministrazione, che il Comune di Ventimiglia subisce il condizionamento e l'infiltrazione mafiosa.
Non c'è più tempo. Bisogna fare in fretta. Lo merita la città, l'economia di quel territorio ed il territorio stesso, la comunità onesta che ha rigettato di piegarsi ai "capi bastone" ed il personale non compromesso e spesso martoriato dello stesso Comune di Ventimiglia. La comunità dell'espremo ponente ligure deve avere un chiaro segnale che la 'ndrangheta viene schiacciata, così come si schiacciano i vermi... deve vedere che tutte le figure compromesse, dai politici ai funzionari, dagli imprenditori ai professionisti ed ai servitori infedeli dello Stato, possono essere colpiti e annientati!

Noi, qui, oltre a quanto già scritto nel passato, e che, ovviamente non ripetiamo, riportiamo alcuni elementi, sempre da Atti Ufficiali che non sono, ovviamente, la Relazione della Commissione d'Accesso, ma che permettono di capire, se ve ne fosse ancora bisogno, il contesto e quindi la pesante compromissione del COMUNE DI VENTIMIGLIA, per arrivare al "ritratto" dei MARCIANO', famiglia storica della 'ndrangheta nell'estremo ponente ligure, per arrivare agli ai condizionamenti delle imprese, a partire da quelle del Gruppo PARODI... e lo facciamo con gli Atti dell'indagine MAGLIO. Buona lettura...


VENTIMIGLIA... dall'arrivo della 'ndrangheta alla colonizzazione

Dagli Atti della Commissione Parlamentare Antimafia, si legge nella Relazione della Prefettura di Imperia (2011):
il boss Antonio PALAMARA, con MARCIANO' Giuseppe, a capo del "Nel 1947 giunge a Ventimiglia Ernesto MORABITO, considerato contiguo alla cosca PIROMALLI. Negli anni successivi viene affiancato da altri personaggi: i fratelli Francesco e Giuseppe MARCIANO' (il primo deceduto e il secondo 77enne) e Antonio PALAMARA. Il primo sostituisce gradualmente negli aspetti operativi il MORABITO che, nel frattempo ha conquistato un'immagine rispettabile, tanto da essere nominato Cavaliere O.M.I.R., divenendo, di fatto, il capo "locale" di Ventimiglia. Francesco MARCIANO' detto "Ciccio", decedeva il 19 novembre 1998 e veniva sostituito al vertice dell'organizzazione dal fratello Giuseppe MARCIANO'. Antonio PALAMARA, 70enne nato a Sinopoli (RC), arroccato nella frazione di Ventimiglia Alta, divenne un elemento importante e di rispetto, anche in virtù delle sue relazioni parentali.

Infatti i suoi fratelli Nunziato, Domenico, Carmine sono affiliati alla cosca "ALVARO-PALAMARA"e la sorella Vincenza è coniugata con Giorgio ALVARO. La "locale" di Ventimiglia, così come indicato anche nelle relazioni della Direzione Nazionale Antimafia, assume un ruolo di primaria importanza con funzioni di "controllo" e "compensazione" (regolazione delle tensioni interne e di coordinamento) delle paritetiche articolazioni in Liguria".
Ancora più interessante è che finalmente si prende atto non solo dei personaggi ben noti, ma anche come si è evoluta e rafforzata! Si legge ancora:
"La struttura criminale operante nel ponente ligure, infatti, pur avendo preso origine dalla cosca madre operante in Calabria, adottandone in toto l'organizzazione, le tradizioni ed i rituali, si è differenziata per connotati meno sanguinari e violenti. Nel corso degli anni, ha potuto così svilupparsi in maniera sotterranea, costruendo una ramificazione basata su complicità, legami parentali e cointeressenze.

Tale situazione ha consentito di ottenere vantaggi sia come offerta di posti di lavoro, primo passo per il controllo del territorio, sia come benefici di tipo economico mediante l'acquisizione di licenze o autorizzazioni per attività di imprese in vari settori economici, che in breve tempo hanno portato molti calabresi residenti nel ponente ligure ad arricchirsi e recitare un ruolo di primo piano nel panorama dell'economia e della politica locale".
Ed ancora un altro passaggio con un finale inquietante, ma per noi scontato:
"La presenza "stanziale" nel ponente ligure di numerosi soggetti legati alla criminalità organizzata, che perseguono finalità ed agiscono con metodi corrispondenti a quelli delle associazioni di tipo mafioso, hanno trovato conferma in numerosi riscontri di carattere investigativo. Tali soggetti si avvalgono di un apparato composto di persone inserite nel tessuto sociale e in grado di riferire informazioni acquisite ai vertici decisionali. Questo tipo di comportamento e di controllo ambientale è stato rilevato dai militari dell'Arma dei Carabinieri che hanno, tra l'altro, notato pregiudicati calabresi, intenti ad osservare il lavoro della Commissione d'Accesso di Ventimiglia, con atteggiamenti e finalità tipici degli ambienti malavitosi della regione di origine."
Si prosegue:
"In queste zone, le cosche, per loro volontà strategica non adottano metodi basati sul terrore, così come avviene in altre realtà territoriali, ma preferiscono ricorrere a forme meno visibili di intervento ed alla commissione di reati-mezzo quali l'usura, le estorsioni, gli incendi, le minacce a mano armata; si segnala, altresì, il tentativo di condizionamento degli enti locali soprattutto nel settore degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi, nonché nel settore commerciale ed urbanistico."
Se a parte ricostruiamo la questione già chiusa (!) "BORDIGHERA" [clicca qui], in questa sede andiamo avanti sempre con uno spaccato della situazione che è stata descritta dalla Prefettura di Imperia alla Commissione Parlamentare Antimafia in merito ai COMUNI di BORDIGHERA e VENTIMIGLIA.
"Sebbene le generazioni si siano succedute e vi siano ormai figlie e nipoti dei primi immigrati nati in provincia di Imperia, le famiglie che fanno capo al "locale" di Ventimiglia mantengono un legame inscindibile con la potente cosca PIROMALLI dalla quale ricevono ordini e direttive.

Le velleità "indipendentiste", peraltro assai rare, vengono difficilmente considerate dai sodali poiché, come avvenuto in altre realtà territoriali, qualsiasi tentativo di affrancarsi dalla cosca madre comporterebbe conseguenze gravissime.

In Bordighera (IM) e nei comuni limitrofi a seguito di proposta avanzata nel 2010 dal Reparto Operativo dei Carabinieri di Imperia, i quattro fratelli PELLEGRINO sono stati colpiti da misure di prevenzione di natura personale e patrimoniale.

Al riguardo il Nucleo Investigativo Carabinieri, congiuntamente alla DIA di Genova, hanno eseguito un sequestro anticipato dei beni nei confronti dei fratelli Michele, Giovanni, Maurizio e Roberto PELLEGRINO. L'operazione, scaturita da una attività d'indagine volta sia a contrastare, sul campo giudiziario, le famiglie e soggetti della 'ndrangheta attivi sul territorio, sia ad attaccare i patrimoni illecitamente accumulati, ha portato al sequestro di beni per un valore di 9 milioni di euro, costituiti da 18 terrene, 9 fabbricati, 11 autovetture, 2 motoveicoli, 11 autocarri, 4 partecipazioni societarie, 1 esercizio pubblico, tutti riconducibili alla famiglia PELLEGRINO.

la MARVON, controllata dal MARCIANO' Giuseppe in affari tra Civitas e PortoA Ventimiglia, fra le presenze attuali di famiglie calabresi di rilievo sotto il profilo criminale spicca... la figura di Giuseppe MARCIANO', ritenuto punto di riferimento per la locale malavita calabrese nel ponente ligure.

MARCIANO' con la società "MARVON", intestata alla moglie Angela ELIA, si è inserito nell'ambito dei lavori del costruendo porto di Ventimiglia.

Il 20 luglio scorso è stato arrestato, in esecuzione a ordinanza di custodia cautelare in carcere Vincenzo MARCIANO', figlio di Giuseppe, ritenuto responsabile di aver partecipato l'8 luglio 2011, nel centro cittadino di Gioia Tauro (RC), ad una rissa in cui è stato ucciso, con un colpo di arma da fuoco, Vincenzo PRIOLO, ritenuto dagli investigatori di Reggio Calabria organico alla cosca PIROMALLI.

Relativamente all'attività legata all'ampliamento del Porto di Ventimiglia, sono stati arrestati in data 23 novembre 2010 Ettore CASTELLANA e Annunziato ROLDI, per aver esploso colpi di fucile a scopo intimidatorio contro l'autovettura di Piergiorgio PARODI, facoltoso e noto imprenditore locale, perché a loro avviso non aveva rispettato accordi precedentemente assunti. Il ROLDI è persona vicina al noto Antonio PALAMARA.

Il fatto di particolare gravità, evidenzia la spregiudicatezza delle cosche e la loro capacità intimidatoria, tanto che PARODI non ha sporto alcuna denuncia qualificando il fatto come uno "scherzo".

La sicurezza dimostrata nel condurre un agguato a colpi di arma da fuoco in luogo pubblico, con il rischio di essere notati da altre persone, tipica di contesti ad alta incidenza criminale, è sintomatica di una valenza intimidatoria scaturente da vincoli associativi."
In riferimento all'agguato all'imprenditore omertoso, pienamente piegato al vincolo omertoso, ovvero al Piergiorgio PARODI, occorre segnalare che sia che il CASTELLANA sia il ROLDI sono stati già condannati dal Tribunale di Sanremo a 3 anni di carcere, pena davvero lieve. Inoltre, dopo mesi e mesi di denunce pubbliche, anche Confindustria si è accorta del caso e, come abbiamo richiesto più volte, ha proceduto ad espellere il PARODI in quanto imprenditore che ha omesso la denuncia sull'agguato e l'estorsione. Ma di questo vedremo in coda, con un apposito capitolo.

Ma andiamo avanti.
"Sempre nel medesimo comprensorio, si è evidenziata la famiglia PELLEGRINO, legata da vincoli di parentela con quella dei DE MARTE/DITTO, stanziali in Diano Marina.

La famiglia PELLEGRINO, come è noto, ha contatti con esponenti della 'ndrangheta; ciò è comprovato anche dall'arresto di Maurizio PELLEGRINO avvenuto il 1° giugno 2007 poiché dava ospitalità al latitante Carmelo COSTAGRANDE, esponente di spicco della cosca "SANTAITI", colpito da ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria per associazione a delinquere di stampo mafioso.

Il 29 maggio 2009 è stata eseguita ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Sanremo a carico di Roberto PELLEGRINO, Pierino CALVINI e il figlio Simone, questi ultimi titolari di un'armeria sita in Sanremo, e Hugo Guy Gabriel MARSERO, ritenuti responsabili di traffico d'armi con la Francia. Nel corso delle indagini sono state sequestrate alcune armi nella disponibilità della famiglia PELLEGRINO.

Nel giugno 2010 è stata data esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Sanremo su richiesta di quella Procura della Repubblica, a conclusione di un'attività investigativa per i reati di estorsione, sfruttamento della prostituzione, minacce a P.U. e ad corpo politico, a carico di Giovanni PELLEGRINO, Maurizio PELLEGRINO, Roberto PELLEGRINO, Francesco BARILARO (suocero di Giovanni PELLEGRINO) ed altri soggetti, a loro volta ritenuti legati a vario titolo alla succitata cosca "SANTAITI-GIOFFRE'" di Seminara.

Per il "sostegno" prestato dai predetti ad alcuni amministratori comunali nelle ultime elezioni in cambio di favori, nel giugno 2010 il Comando Provinciale Carabinieri di Imperia ha avanzato la richiesta di scioglimento del consiglio comunale di Bordighera e il 24 marzo 2011 il Consiglio dei Ministri ne ha deliberato, su proposta del Ministro dell'Interno, lo scioglimento per condizionamento di tipo mafioso.

Si segnala, inoltre, la vicenda che ha visto coinvolti Vincenzo MOIO, vice sindaco di Ventimiglia, e la figlia Fortunata per i suoi legami con capi ed affiliati alla 'ndrangheta dai quali hanno ottenuto appoggi elettorali. Da ultimo in termini di tempo, si ricorda il coinvolgimento di Alessio SASO nello "scambio di voti" alle elezioni regionali, vicenda monitorata dai Carabinieri del Ros di Genova che ha portato anche all'arresto di importanti esponenti della 'Ndrangheta.

Nei confronti dei fratelli PELLEGRINO, inoltre, nel maggio 2010 è stata proposta al locale Tribunale, dalla Direzione Investigativa Antimafia, l'applicazione della misura di prevenzione personale e patrimoniale ai sensi della L. 575/75, con richiesta di emissione di decreto di sequestro ex art. 2 bis n. 4 e 5 della medesima legge, misura di prevenzione personale richiesta anche dalla Procura della Repubblica di Sanremo.

Gli indagati sono stati ritenuti anche responsabili di estorsione nei confronti di un imprenditore locale, al fine di acquisire la gestione dell'attività della vittima, nonché di sfruttamento della prostituzione presso due locali notturni dagli stessi gestiti, a conferma dei lucrosi guadagni che questo tipo di criminalità ricava con la gestione del mercato della prostituzione."
Ancora:
"Altro personaggio di spicco recentemente trasferitosi a Ventimiglia è Rocco ASCIUTTO, pregiudicato per armi, estorsione, stupefacenti, associazione a delinquere di tipo mafioso ed altro, sottoposto agli obblighi della misura di prevenzione della sorveglianza speciale della P.S. Con obbligo di soggiorno nel comune di residenza. In Ventimiglia è già residente il fratello Domenico.

Rocco e Domenico ASCIUTTO sono fratelli dei più noti Salvatore, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Ascoli Piceno e Santo detenuto presso la Casa Circondariale di Secondigliano (NA) e che, da attività investigativa, è ritenuto capo indiscusso del sodalizio "ASCIUTTO-ALAMPI-NERI-GRINALDI-SORRENTI", contrapposto al cartello mafioso delle famiglie "AVIGNONE-ZAGARI-VIOLA-FAZZALARI".

I fratelli ASCIUTTO sono figli di Francesco, ucciso in un agguato di stampo mafioso il 30 giugno 1990"
Ancora la Relazione della Prefettura:
"Il 27 giugno scorso, nell'ambito di una vasta operazione che ha coinvolto le province di Genova e La Spezia, la Direzione Distrettuale Antimafia di Genova ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Fortunato BARILLARO, Francesco BARILLARO, suocero di Giovanni PELLEGRINO, Benito PEPE', suocero di Maurizio PELLEGRINO, Michele CIRICOSTA, ritenuti responsabili di associazione a delinquere di stampo mafioso e collegati a Domenico GANGEMI. Nel contesto dell'operazione sono state, altresì, eseguite delle perquisizioni domiciliari nei confronti di Giuseppe MARCIANO', del figlio Vincenzo MARCIANO' e Vincenzo MOIO, ex vice sindaco della città di Ventimiglia. Contestualmente veniva sottoposto a perquisizione domiciliare anche Alessio SASO, consigliere regionale del PdL, indagato per il reato di voto di scambio politico elettorale". [si tenga presente che sia i MARCIANO' sia Vincenzo MOIO risultano indagati in quanto affiliati alla 'ndrangheta] "L'attività d'indagine in argomento ha avuto origine nel 2009 e fa seguito agli arresti avvenuti nei mesi scorsi a Genova del capo locale Domenico GANGEMI, Domenico BELCASTRO e Onofrio GARCEA ritenuti responsabili di associazione a delinquere di stampo mafioso".
Ancora su Ventimiglia e Vallecrosia:
"Con provvedimento prefettizio in data 22 luglio scorso, su delega del Ministro dell'Interno, è stata nominata la Commissione d'indagine ai sensi dell'art. 143, TUEL, volta ad individuare eventuali e possibili condizionamenti ed infiltrazioni della criminalità organizzata nell'ambito dell'attività gestionale del Comune di Ventimiglia, con particolare riferimento all'affidamento dei sub-appalti concessi dalla società municipalizzata a soggetti economici ritenuti contigui alla criminalità organizzata.

"... a seguito delle risultanze acquisite nel corso di un accesso presso il cantiere del costruendo porto turistico di Ventimiglia - eseguito nel febbraio 2011, in attuazione del provvedimento prefettizio emesso ai sensi e per gli effetti degli artt. 1 e 1 bis D.L. 629/82, 15 d.l. 190/02 e del Decreto Ministeriale 14 marzo 2003, avente ad oggetto il monitoraggio dei cantieri impegnati nella costruzione di detto porto turistico - la Questura, la DIA di Genova e i Comandi Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza hanno posto in essere una complessa attività d'indagine per reati contro la pubblica amministrazione che coinvolge alcuni amministratori del Comune di Ventimiglia ed alcune società impegnate nei lavori di costruzione.

Nel mese di gennaio sono stati tratti in arresto Michele ed Alessandro MACRI', ritenuti legati al locale di 'ndrangheta, perché trovati in possesso di una pistola clandestina. Dalle risultanze di indagine è emerso che i due avevano in animo di condurre azioni violente nei confronti dei militari dell'Arma dei Carabinieri, in risposta alle numerose inchieste che colpivano gli interessi delle cosche. Alessandro MACRI', intercettato, dichiarava che intendeva instaurare il "terrore" tra Bordighera e Vallecrosia."
Tra i vari accessi antimafia effettuati nell'ambito dell'imperiese, crediamo utile segnalare le risultanze, così come riportate nella Relazione alla Commissione Parlamentare Antimafia (2011), relativamente all'accetto del 3 febbraio 2011:
il progetto del PORTO DI VENTIMIGLIA del gruppo COZZI-PARODI, con gli appetiti della 'ndrangheta"cantieri concernenti la realizzazione del NUOVO PORTO TURISTICO DI VENTIMIGLIA e CAVA MORGHETTA - CARPENOSA DI MOLINI DI TRIORA.

L'accesso è stato disposto nella considerazione che le opere per la realizzazione del porto di Ventimiglia sono state realizzate in regime di concessione da parte del Comune.

Il predetto ente, in data 12 febbraio 2010, ha rilasciato la concessione demaniale marittima n. 4678 alla società CALA DEL FORTE SRL procedendo alla materiale consegna di mq. 131.325,90 di una zona di pubblico demanio marittimo per la costruzione e gestione per un totale di anni 85 (di cui 5 per la sola costruzione) di un porto turistico con annesse strutture commerciali ludico-sportive e servizi vari.

In sede di accesso, svolto sia presso il cantiere, sia presso la sede della società concessionaria (CALA DEL FORTE SRL facente capo al locale gruppo imprenditoriale COZZI-PARODI), è stata rilevata la mancata osservanza delle disposizioni di cui alla vigente legislazione antimafia.

Solo dopo l'accesso, la società CALA DEL FORTE ha provveduto a chiedere a questo ufficio le informazioni antimafia a carico delle ditte impegnate nella realizzazione del porto, asserendo di aver in precedenza acquisito ai propri atti solo le visure camerali con dicitura antimafia.

Tra l'altro, la CALA DEL FORTE SRL, ha, recentemente, comunicato che la società VENTIMIGLIA MARE SRL, incaricata della realizzazione del porto turistico, ha interrotto i rapporti contrattuali con due imprese impegnate nei lavori oggetto dell'accetto (MARCOV COOPERATIVA SOCIALE SRL e GBL IMPIANTO DI RECUPERO SRL) a seguito della diffusione, da parte della stampa, di notizie su possibili collegamenti di tali aziende con la criminalità organizzata; i relativi accertamenti da parte delle Forze dell'Ordine sono tuttora in corso.

Contestualmente è stato effettuato un accesso anche presso alla CAVA MORGHETTA - CARPENOSA DI MOLINI DI TRIORA.

la COZZI-PARODI con il sindaco SCULLINOPer completezza di informazioni si evidenzia che l'amministratore unico (Beatrice COZZI PARODI) della società concessionaria del NUOVO PORTO DI VENTIMIGLIA risulta consigliere della GESTIONE CAVE SRL. Beatrice COZZI PARODI è figlia di Piergiorgio PARODI, anch'esso noto imprenditore locale, che nel novembre 2010 è stato destinatario di un atto intimidatorio...

Il sito di estrazione pietre e coltivazione cava, oltre a fornire materiale inerte per i lavori del PORTO DI VENTIMIGLIA, ha approvvigionato anche il cantiere oggetto di accesso da parte del GIA nel novembre 2010.

Nel corso dell'accesso sono emersi, al 30 settembre 2010, lavori affidati alla ditta F.LLI PELLEGRINO per circa 65.000 euro. Il COMUNE DI BORDIGHERA aveva infatti autorizzato la citata società a far confluire materiali di risulta provenienti da lavori privati alle CAVE ROCCA CROAIRE e CARPENOSA e presso l'area di CASTELLARO GOLF. ..."

Di tutto questo, spesso, abbiamo scritto e parlato, segnalato e denunciato con forza. Della cava-discarica di Castellaro, ad esempio, o ancora del complesso panorama dell'imperiese che abbiamo mappato, tra cosche e politica, tra Ventimiglia, Bordighera, Vallecrosia ed oltre [leggi qui]... o quando abbiamo detto e scritto degli Atti che indicavano inequivocabilmente Vincenzo MOIO quale affiliato alla 'ndrangheta [leggi qui e senti qui (anzi se MOIO la sente si rende conto che la querela che ha presentato è un "pochino" errata!)]. Pareva parlassimo di situazioni "aliene" e che invece si dimostrano fondate, riscontrate.

Se possiamo concedere al BARILARO Giuseppe (figlio di Fortunato BARILARO, esponente apicale del locale di Ventimiglia) di non essere lui il Giuseppe BARILARO "condannato per reati contro il patrimonio", in quanto questi sarebbe il cugino, non possiamo che ricordare che i Carabinieri in uno dei rapporti (vedi qui) indicano il Giuseppe BARILARO "condannato per reati contro il patrimonio" quale "nipote di BARILARO Francesco" e non quindi "figlio di BARILARO Francesco, non possiamo che ribadire che riteniamo significativo il fatto che all'Ufficio Licenze del Comune di Ventimiglia sia lui a lavorarci, lui: Giuseppe BARILARO figlio di Fortunato BARILARO.


I MARCIANO', il "ritratto" dall'indagine MAGLIO

la scheda dell'affiliato Giuseppe MARCIANO'

Dagli atti del ROS si legge che MARCIANO' Giuseppe, detto "compare Peppino", così come Vincenzo, sono soggetti emersi nell'ambito delle indagini cc.dd. MAGLIO, MAGLIO 2 e MAGLIO 3.

Per quanto concerne gli incontri:

14.02.2010 presso il "BAR LE VOLTE" a Ventimiglia, in via Colombo 9/A, del quale risulta proprietaria (amministratore unico) ELIA Angela, nata a Varapodio (RC) l'8.11.1942, residente a Imperia... moglie di MARCIANO' Giuseppe.

All'incontro in questione sono presenti MARCIANO' Giuseppe, GANGEMI Domenico e CONDIDORIO Arcangelo.

Lo scopo della riunione: mettersi in contatto con ALVARO Cosimo attraverso MARCIANO' Vincenzo; sostenere la candidatura di SASO Alessio nel collegio imperiese; chiarire la candidatura di MOIO Fortunella.

Dell'incontro risultano anche riscontri alla partecipazione dalle intercettazioni:
- Conversazione avvenuta telefonicamente tra il GANGEMI ed il SASO Alessio del 3.2.2010, nella quale il GANGEMI informava l'interlocutore dell'imminente trasferta a Ventimiglia prevista per il successivo 14 febbraio 2010 (GANGEMI Domenico: "...Peppino pure glielo avevo accennato, ora Peppino siccome sta male, io... non questa domenica [inteso non domenica 7 febbraio, ndt], che abbiamo la fiera qui, l'altra domenica [14.2.2010], vado a trovarlo, a fargli visita, gli do un altra sollecitatina eh?"). Il servizio di o.c.p. predisposto in quella giornata consentiva di documentare il viaggio di GANGEMI Domenico e CONDIDORIO Arcangelo nella città di Ventimiglia e la loro sosta presso il bar le Volte di Ventimiglia... gestito da MARCIANO' Giuseppe.

- Conversazione ambientale - presso il negozio del GANGEMI in Piazza Giusti a Genova. "Mimmo il regno dell'ortofrutta) - del 6.2.2010, nella quale GANGEMI Domenico riferiva a MARCIANO' Vincenzo che si sarebbero visti dal padre di quest'ultimo domenica 14.2.2010. Anche tale circostanza veniva riscontrata dal servizio di o.c.p. richiamato... e documentava la visita di GANGEMI Domenico e di CONDIDORIO Arcangelo presso il bar "Le Volte".

- Conversazione del 19.2.2010 telefonicamente tra il GANGEMI ed il SASO in cui GANGEMI Domenico esortava SASO Alessio a recarsi da "Peppino" che egli aveva visto la domenica precedente (14.2.2010) (GANGEMI Domenico: "passa a trovare a Peppino mio cugino... io mi sono visto con lui domenica").

Tra le conversazioni qui citate ecco alcuni rilievi maggiori:

3.2.2010 - intercettazione telefonata tra GANGMI e SASO
sintesi
(ore 8.47) GANGEMI Domenico conferma a SASO di aver incontrato CIRICOSTA Michele (17.1.2010).
Il GANGEMI afferma di aver già incontrato Giuseppe MARCIANO' e si riserva di incontrarlo nuovamente "l'altra domenica" ovvero il 14.2.2010.
(ore 19.17) Analoga conferma viene fornita dal capo locale alla segretaria del candidato NACLERIO Loredana: "L'ALTRA DOMENICA devo salire nella riviera lì e trovare qualche parente mio" (ovvero il 14.2.2010).

6.2.2010 - ambientale presso "Mimmo il regno dell'ortofrutta"
sintesi
(ore 16.30) GANGEMI Domenico annuncia a MARCIANO' Vincenzo la visita che il 14.2.2010 effettuerà al padre MARCIANO' Giuseppe ("ecco allora ci vediamo domenica da mio padre").
La circostanza stabiliva anche l'appartenenza al sodalizio criminoso di MARCIANO' Vincenzo il quale si dimostrava conoscitore delle dinamiche del locale di Ventimiglia di cui il padre è il reggente:
MARCIANO Vincenzo: ...inc... al ristorante... vennero una mattina e mio padre (inteso MARCIANO' Giuseppe, ndr) ...inc... vengono a fare una votazione disse
GANGEMI Domenico: ma dove è firmato questo?...inc... fate nomine fate?
MARCIANO' Vincenzo: eh! Però ora è tornato lui e lui gli diceva dobbiamo fare una votazione, che mio padre aveva preso accordi con Carmelo ... inc... ed erano in dieci a votare. I liguri votarono tutti che lo facesse mio padre. A ...inc...
MARCIANO' Vincenzo, nella circostanza, veniva incaricato dal capo locale di Genova di incontrarsi con ALVARO Cosimo al quale recapitare una "ambasciata".
MARCIANO' Vincenzo: A Cosimo e Alvaro ...inc... e vado e glielo dico io, me la vedo io... lo presento proprio a Cosimo e gli dico che "parlate voi!".
La conversazione, alla quale partecipava anche CONDIDORIO Arcangelo, affrontava anche il tema della candidatura di MOIO Fortunata il cui padre Vincenzo si era rivolto ad affiliati genovesi senza informare il reggente GANGEMI Domenico.

19.2.2010 - intercettazione telefonica
(11.25) GANGEMI Domenico invita SASO ad andare a fare visita a MARCIANO' Giuseppe raccomandandosi di andarci "da solo".

1.3.2010 - ambientale
Conversazione tra SASO Alessio, GANGEMI Massimo e LA ROSA Vincenzo all'interno del point elettorale di Arma di Taggia del candidato:
SASO Alessio: com'è il cognome?
GANGEMI Massimo: Gangemi.

SASO Alessio: GANGEMI... io conosco un GANGEMI di Genova
...
GANGEMI Massimo: quello che ha la frutteria
SASO Alessio: la frutteria ah, è tuo zio?... non dico che siamo amici... ci ho mangiato... lui è venuto a fare un giro a mio favore...
...
SASO Alessio: ah. Comunque è partito da laggiù (...inc...) ed è andato a fare un giro sia da Michele da... CIRICOSTA (...inc...) ha fatto un giro... a mio favore... lui ha ancora un peso (...inc...) un peso notevole...
...
SASO Alessio: quindi anche CONDIDORIO è tuo cugino anche lui...
SASO Alessio: ha preso 6.116 ed io ne presi 4821. (...inc...) io ho altre persone sono riuscito a tenermi nel tempo e che ancora mi danno una mano, magari qualcuno lo conoscete anche: Michele CIRICOSTA, Nunzio RALDI, Peppino di Bordighera... lo vado a trovare domani devo... BARILARO, siamo...
LA ROSA Vincenzo: BARILARO chi?

SASO Alessio: no, Fortunato, l'altro...
LA ROSA Vincenzo: Francesco?
SASO Alessio: aspetta... di Bordighera... ci devo andare martedì (LA ROSA Vincenzo pronuncia una frase incomprensibile).. esatto!
Ci devo andare martedì... martedì devo andare da lui (...inc...)
LA ROSA Vincenzo: non mi dite niente di nuovo...
SASO Alessio: l'orientamento già c'è... i fratelli PELLEGRINO una mano me la danno.

7.2.2010 - ambientale "Mimmo il regno dell'ortofrutta"
(19.48) Conversazioni che si svolgono tra GANGEMI Domenico e BRUZZANITI Rocco nel corso della quale il filo conduttore è rivolto all'onorabilità della parola data dall'affiliato di 'Ndrangheta, nonché all'equilibrio dei rapporti tra il locale di Genova e quello di Ventimiglia. Si fa esplicito riferimento a BELCASTRO Domenico, BATTISTA Raffaele, MOIO Vincenzo, MARCIANO' Giuseppe (...SE C'ABBIAMO QUESTO VALORE CON PEPPINO...).
BRUZZANITI Rocco esprime il concetto di rispetto che ogni affiliato deve nutrire nei confronti della gerarchia dell'organizzazione mafiosa: ... per me, l'impegno se già è stato fatto in una famiglia, il padre espone i fatti, giusto? E praticamente la famiglia chiede scusa...
GANGEMI Domenico nel ripercorrere episodi del passato indica BRUZZANITI Rocco quale soggetto certamente inserito nel locale di Genova: "... non mi ricordo se voi eravate appena entrato".
BRUZZANITI Rocco cristalizza tale certezza affermando: "IO HO RISCHIATO L'ERGASTOLO MILLE VOLTE ...inc... PER LA DIGNITA', CHE PER LA BELLEZZA DELLA BANDIERA CHE PORTIAMO!".
La parte del brano è piuttosto sintomatica e conferma il quadro investigativo sin qui prodotto sull'esistenza compartimentale del "locale" genovese retto da GANGEMI Domenico. Singolari sono le esternazioni dell'indagato che gestisce le dinamiche del sodalizio con una ripartizione d'incarichi secondo una mentalità 'ndranghetista ben precisa ("IO LO FACEVO PER IL LOCALE NOSTRO COMPA' - QUELLI INTERNI MI FANNO UNA COSA BUONA PER IL LOCALE").

10.2.2010 - ambientale Mini Cooper del CONDIDORIO
(13:06) CONDIDORIO Arcangelo propone a GANGEMI Domenico di discutere personalmente con MARCIANO' Giuseppe del comportamento di MOIO Vincenzo.
CONDIDORIO Arcangelo: vuoi che ci mando un'imbasciata?
GANGEMI Domenico: ...inc...
CONDIDORIO Arcangelo: andiamo da Peppino... il fatto dei voti di quella?
GANGEMI Domenico: e ci dico ma andate ...inc... qua c'è da dire: senti tu come vi permettete a mi appoggiate a una di Ventimiglia ...inc...? ambasciata a ...inc... non è che potete fare quello che ...inc... sono i giri d'accordo, e voi ...inc...?

Il MARCIANO' Giuseppe era anche tra i presenti al Funerale di Antonio RAMPINO, il 12.02.2008, insieme a BARILARO Fortunato, BATTISTA Raffaele, BELCASTRO Domenico, BRUZZANITI Rocco, CARIDI Giuseppe, CIRICOSTA Michele, CONDIDORIO Arcangelo, GANGEMI Domenico, GARCEA Onofrio, GUZZETTA Damiano, MAIOLO Antonio, PEPE' Benito, PERSICO Domenico, PRONESTI' Bruno Francesco, ROMEO Antonio, ROMEO Sergio, VIOLI Domenico, BRANCATISANO Pietro, SCRIVA Biagio, ANASTASIO Francescantonio, RODA' Francesco, CILONA Domenico, MAMONE Luigi cl. 36, BOVA Giuseppe, SORBARA Michele, SORBARA Giacomo, SIVIGLIA Annunciato ed altri, a Genova presso la Chiesa S. Margherita, nel quartiere di Marassi.

E le occasioni di incontro ai funerali sono un "appuntamento" fisso... così, ad esempio, il MARCIANO' Giuseppe era anche con i suoi cumpari il 7 marzo 2007 a quello di Rocco LA ROSA a Riva Ligure.

"In data 7 marzo 2007, alle ore 15, militari sezione A/C hanno effettuato un servizio di osservazione presso la Parrocchia di Sn Maurizio, sita in Riva Ligure (IM), via Allavena nr. 8, in occasione delle esequie di LAROSA Rocco nato a Taurianova (RC) il 3.3.1918.
L'attività dinamica è stata condotta al fine di verificare la potenziale presenza di soggetti riconducibili ad un contesto criminale di matrice 'ndranghetista, avendo in effetti conferma in tal senso.
Durante la cerimonia si è proceduto a video-filmare, ove possibile, l'affluenza degli intervenuti, rilevando anche diversi numeri di targa delle autovetture presenti.

E' stato così possibile identificare i sottonotati soggetti:
... omissis ...

- PALAMARA Antonio nato a Sinopoli (RC) il 19.10.1940, residente a Ventimiglia
- CIRICOSTA Michele nato a Anoia (RC) il 29.07.1936, residente a Bordighera...
- PEPE' Benito nato a Galatro (RC) il 05.08.1936, residente in Bordighera...
- MARCIANO' Giuseppe nato a Delianuova (RC) il 06.08.1933, abitante a Vallecrosia...
- LENTINI Pasquale nato a Melito Porto Salvo (RC) il 24.07.1958, residente a Badalucco...
- PELLEGRINO Giovanni nato a Seminara (RC) il 18.01.1970, residente a Bordighera...
... omissis ...
- LAROSA Vincenzo, dimorante ad Arma di Taggia;
- LAROSA Vincenzo (cugino dell'omonimo), fu Carmelo, dimorante ad Amato di Taurianova


Per quanto riguarda gli intestatari delle autovetture è emerso quanto segue:

- MANNO Francesco nato a Galatro (RC) il 03.11.1847, residente in Badaluco (IM)... pregiudicato per detenzione di armi e rapina;
- RIOTTO Nicola nato a Seminara (RC) il 08.10.1954, residente in Ventimiglia (IM)... Altra autovettura a lui intestata è stata notata anche al funerale della vedova di RAMPINO Rocco".

Ulteriori elementi per l'individuazione delle responsabilità - Conversazioni ambientali/telefoniche

22.02.2010 - sintesi

* telefona in uso al GANGEMI Domenico
(09:03) MOIO Vincenzo al fine di parlare con il capo locale genovese fa intervenire direttamente MARCIANO' Giuseppe capo locale di Ventimiglia. I soggetti menzionati nella conversazione sono: NUCERA Paolo ("ho setacciato Lavagna, questa volta li prende i voti questo ragazzo"), FIUMANO' Antonino ("sono pure amici miei questi FIUMANO' cose..."), CIRICOSTA Michele ("Michele me l'ha detto ieri sera, e mi ha detto che per il ventotto (28) vi vedrete nuovamente"), BELCASTRI Domenico ("a livello personale mi vidi con Mimmo... mh?"), GARCEA Onofrio ("Mi sono visto con compare Onofrio per altre cose che poi vi spiegherà pure compare Onofrio").
GANGEMI Domenico si pone sullo stesso piano di MOIO Vincenzo asserendo: "si è preso l'impegno tramite interferenza di qualche amico pure 'come noi'".
(09:29) Dopo la conversazione tra MARCIANO' Giuseppe, MOIO Vincenzo e GANGEMI Domenico, quest'ultimo convoca immediatamente CONDIDORIO Arcangelo e BELCASTRO Domenico. Quest'ultimo viene convocato tramite BATTISTA Raffaele che riceve una telefonata del capo locale: "non trovo il numero di Mimmo (inteso BELCASTRO Domenico, ndt), se può fare un salto un minutino Mimmo qua... se veniva che mi ha telefonato un amico".

* ambientale "Mimmo il regno dell'ortofrutta"
(09:48-10:03-10:33-10:48) BELCASTRO Domenico raggiunge immediatamente il capo locale presso il negozio di ortofrutta dove viene messo al corrente del fatto che GANGEMI Domenico ha ricevuto la telefonata di MARCIANO' Giuseppe.
BELCASTRO Domenico, davanti alle contestazioni mossegli dal capo locale, smentisce di aver disatteso le decisioni stabilite al "tavolo" del locale di Genova.
BELCASTRO asserisce di aver ricevuto "l'imbasciata" da MOIO Vincenzo (riguardante la candidatura di MOIO Fortunella) attraverso D'AGOSTINO Raffaele. Quest'ultimo, a sua volta, viene incaricato di riferire a MOIO Vincenzo: "ci dite che io ho un sacco d'impegni ...inc... comunque stanno aiutando".
Nel corso della conversazione si apprende che anche CARIDI Giuseppe risulta coinvolto nella questione relativa agli appoggi elettorali e si intreccia con le figure di BELCASTRO Domenico e MOIO Vincenzo.
Riferimenti relativi anche a vecchie accrediti esistenti tra GANGEMI Domenico e MOIO Giuseppe (ergastolano e "mastro di schioppo"), padre di Vincenzo.
Il tenore della conversazione si eleva nel momento in cui GANGEMI Domenico ricorda a BELCASTRO Domenico l'omicidio di LOENARDO Paolo, quasi a scopo intimidatorio e per rammentare allo stesso la sua appartenenza all'organizzazione criminale.
BELCASTRO Domenico, quasi a giustificarsi, afferma: "però io, Nino MULTARI, Rocco BRUZZANITI, tutti pigliammo l'impegno che aiutiamo a compare Mimmo che (...inc...) e io la parola mia non la tiro indietro".
Si percepisce chiaramente lo stato di sudditanza di BELCASTRO Domenico nei confronti di GANGEMI Domenico.
Ai due interlocutori si aggiunge CONDIDORIO Arcangelo che impreziosisce la conversazione di qualificati contenuti 'ndranghetisti: "SI MA LUI QUESTO NON LO PUO' PENSARE; PERCHE' SE LUI VIENE QUA, ANDIAMO A MANGIARE INSIEME QUA, NON DEVE DIRE CHE E' ABBANDONATO, E' ASSIEME!". Il riferimento è dedicato a GARCEA Onofrio che partecipando alle c.d. "mangiate" è di fatto "assieme" (partecipa di fatto al sodalizio criminoso). Il "mangiare insieme", inteso come consesso conviviale a numero chiuso, rappresenta pertanto una riunione di 'ndrangheta.
GANGEMI Domenico riferisce a BELCASTRO che GARCEA Onofrio pretende di essere informato quando si tengono le riunioni di 'ndrangheta. BELCASTRO, da parte sua, replica che GARCEA Onofrio è persona rispettata.
CONDIDORIO Arcangelo, allontanatosi BELCASTRO Domenico, chiede a GANGEMI Domenico per quale motivo MARCIANO' Giuseppe non abbia fatto menzione della questione di MOIO Vincenzo in occasione dell'incontro del 14.2.2010.

(20:22) GANGEMI Domenico parla con NUCERA Lorenzo e MARTINO Domenico ripercorrendo tutta la vicenda di MOIO Vincenzo e MARCIANO' Giuseppe con particolare riferimento al padre di Vincenzo MOIO Giuseppe. Quest'ultimo, personaggio inserito nelle articolazioni mafiose calabresi è definito "mastro di schioppo".

Il ROS dedica poi un capitolo ai rapporti del MARCIANO' Giuseppe con il GARCEA Onofrio:

"Dall'analisi delle conversazioni telefoniche emergeva che GARCEA Onofrio era stato interessato da parte di MARCIANO' Giuseppe per reperire liquidità in favore di DELLA PIETRA Pietro riconducibile alla GRECALE SRL. Quest'ultimo infatti utilizzava l'utenza 34842006** intestata alla società GRECALE SRL con sede a Vallecrosia (IM) ed avente come oggetto sociale la compra vendita e/o l'esercizio di attività ricettive e di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, quali gli stabilimenti balneari o complessi turistico alberghieri.

Per tale operazione GARCEA Onofrio si sarebbe rivolto a TONANI Andrea Angelo e, si suppone, a MONEPI Andrea entrambi attualmente localizzati nel milanese. L'operazione non di concludeva positivamente e MONEPI Andrea si rendeva irreperibile scatenando le ire di numerosi soggetti gravitanti nel ponente ligure tra cui in primis di MARCIANO' Giuseppe; costringendo GARCEA Onofrio e ABBISSO Giuseppe ad impegnarsi nella ricerca del predetto MONEPI.

In data 2 marzo c.a. GARCEA Onofrio chiamava TONANI Andrea Angelo il quale lo informava che l'indomani avrebbe visto "quella persona lì che gli aveva detto che in settimana quella cosa sarebbe stata già conclusa". GARCEA Onofrio chiedeva quale questione e l'interlocutore specificava "la tua pratica (inteso di GARCEA Onofrio)". GARCEA Onofrio poi chiedeva per la "pratica del leasing" e TONANI diceva che "doveva essere tutto ok" puntualizzando che gli avrebbe fatto sapere con certezza nel pomeriggio di domani. (...) Nella medesima giornata GARCEA Onofrio chiamava DELLA PIETRA Pietro ed, a seguito di una richiesta di novità, gli diceva di richiamare l'indomani pomeriggio perché avrebbero contattato la "persona del leasing" (inteso TONANI Andrea Angelo, ndr), precisando che comunque "tutto stava procedendo bene e i documenti erano a posto" (...).

L'indomani, alle ore 17.01, TONANI Andrea A. richiamava GARCEA Onofrio e lo aggiornava dicendo che "la società della ditta individuale sulla quale avevano chiesto il leasing era stata divisa in tre perché la cifra era troppo alta ed avevano fatto un leasing operativo che non risultava nella centrale rischi; a causa di questa particolare procedura avevano perso un po' più tempo e nei prossimi 15 giorni sarebbe stato tutto ok". GARCEA Onofrio chiedeva la data per riferirla al cliente (DELLA PIETRA Pietro, ndr) e TONANI Andrea A. gli rispondeva: "entro il 25 massimo e il bonifico arriverà suddiviso in 3". Per quanto riguardava invece la pratica di Onofrio, il RONANI riferiva che a breve gli sarebbe arrivato il bonifico intestato alla "società GI". (...) Alle successive 17.29 DELLA PIETRA Pietro chiamava GARCEA Onofrio (come da accordi sopra descritti) e quest'ultimo gli diceva che "da una mezzoretta aveva ricevuto delle bellissime notizie", spiegandogli che "entro una decina di giorni ci sarebbe stata una parte della liquidazione in quanto il leasing era grosso". GARCEA Onofrio spiegava che "intorno al 20 sarebbe arrivato il primo bonifico così lui avrebbe potuto iniziare a preparare il lavoro in spiaggia". (...) Le conversazioni erano strettamente collegate tra loro ed evidenziavano il ruolo di mediatore intrapreso dal GARCEA Onofrio tra DELLA PIETRA Pietro (che doveva iniziare i lavori in spiaggia e necessitava di liquidità) e TONANI Andrea Angelo che spiegava come, attraverso un altro personaggio da identificarsi nel MONEPI Andrea, il "leasing" sarebbe stato diviso in tre trance. In particolare quest'ultimo avrebbe dovuto provvedere alla costituzione di una società a nome della quale avrebbe richiesto un finanziamento da destinare a DELLA PIETRA Pietro.

In data 10 aprile MARCIANO' Giuseppe chiamava GARCEA Onofrio dicendogli: "quel signore là (inteso MONEPI Andrea, ndr), questo amico nostro (inteso DELLA PIETRA Pietro, ndr) si fa qualcosa o no?" e GARCEA Onofrio rispondeva: "compare, quando ci vediamo in questi giorni vengo da te e ne parliamo, avete capito?... ma io penso martedì (13.4.2010) sono si da voi". (...) Nel medesimo giorno CARLINO Domenico chiamava GARCEA Onofrio e nella circostanza quest'ultimo diceva che martedì sarebbe passato da lui (a Ventimiglia). (...)

In data 14 aprile CARLINO Domenico chiamava GARCEA Onofrio, e quest'ultimo gli riferiva che "oggi non sarebbe arrivo per un contrattempo e sarebbe andato domani" invitandolo ad "andare da Vincenzo (inteso MARCIANO'), quello del ristorante (USTARIA D'A PORTA MARINA sito in Ventimiglia - IM - Via Trossarelli), poiché doveva incontrare anche loro (inteso MARCIANO' Giuseppe, MARCIANO' Vincenzo e DELLA PIETRA Piero, ndr) per la questione di un leasing e di informare Vincenzo lui sarebbe andato l'indomani". (...) In realtà l'appuntamento veniva ulteriormente rimandato, infatti, in data 16.4.2010 GARCEA Onofrio chiamava DELLA PIETRA Pietro ed alla sua richiesta di "notizie", informava l'interlocutore che si sarebbero visti l'indomani (17.04.2010) in quanto gli "doveva spiegare la faccenda del leasing" per il quale attendeva una risposta. Onofrio sottolineava anche che la faccenda gli stava comunque a cuore in quanto lui avrebbe ricevuto la sua "povvigione". (...)

Il 17 aprile GARCEA Onofrio si recava nel ponente ligure per incontrare DELLA PIETRA Piero (unitamente a MARCIANO' Giuseppe e Vincenzo) e CARLINO Domenico. Infatti alle ore 16.53 GARCEA Onofrio chiamava DELLA PIETRA Piero comunicandogli che si trovava a 30/40 km da lui, dandogli appuntamento sul lungomare di Bordighera. Durante detta conversazione GARCEA Onofrio chiedeva all'interlocutore di rintracciare anche Mimmo (inteso CARLINO Domenico ndr). Alle successive ore 17.34 GARCEA Onofrio contattava CARLINO Domenico riferendogli che si trovava sul posto e che lo sarebbe passato a prendere.

[segue elenco delle celle su cui si è agganciata l'utenza telefonica intestata alla DITTA CARBONE ERMANNO, in uso al GARCEA]

In data 18.4.2010 ABBISSO Giuseppe chiamava TONANI Andrea Angelo a cui spiegava l'esito della riunione tenutasi nel ponente ligure ed a cui avevano partecipato GARCEA Onofrio e DELLA PIETRA Pietro unitamente a MARCIANO' Giuseppe (...quelli lì dei bagni sai doveva farci il leasing...) sottolineando che coloro che aspettavano il denaro non erano più interessati (non vuole più i soldi da Andrea - inteso MONEPI Andrea) (...). Segue trascrizione integrale:
PA: Giuseppe ABBISSO
AT: Andrea TONANI
... omissis ...
PA: ..poi merco... martedì o mercoledì siamo su con il compare (inteso GARCEA Onofrio ndt) eh.. che ti devo parlare
AT: va bene
PA: e.. penso che... m'ha detto che non vuole più i soldi da Andrea, non gli interessano più i soldi
AT: ho capito, ho capito!!!
PA: e... proprio il momento che adesso che il culo lo tiri giù fuori e che si faccia u.. e per la storia che lui è stato lì a ... quelli lì dei bagni sai doveva farci il leasing
AT: mhhh
PA: ha detto, ditegli, mandategli a dire che a me non mi deve più niente
AT: ... (ndr attimo di silenzio)
PA: l'unico che lo può salvare sono io a quello scemo
ZT: va bene... è un cretino
PA: proprio...
AT: ... e un cretino
PA: ha capito!!
AT: si si è un cretino
PA: va bene dai ci sentiamo ok?
AT: ok?
PA: ciao ciao

Il 20.04.2010 i due interlocutori si risentivano e questa volta i toni di ABBISSO Giuseppe, alias "Pino", risultavano più determinati ad infondere timore nell'interlocutore. In particolare ABBISSO Giuseppe prima sottolineava che nella mattinata sarebbe dovuto essere a Milano con GARCEA Onofrio (...oggi dovevo venire a Milano, ma non mi ha chiamato...) per rintracciare MONEPI Andrea, al che l'interlocutore lo informava che il NONEPI si era recato a Genova la domenica precedente (...a me ha detto... ha detto... di essere venuto giù domenica...). ABBISSO Giuseppe, nel corso della conversazione, non esitava a descrivere la pericolosità delle persone del ponente ligure identificabili in DELLA PIETRA Pietro ed in MARCIANO' Giuseppe e Vincenzo (...perché adesso è partito tutto il marchingegno... perché a quelli non interessano più i soldi de... perché lui ha truffati, A QUELLI DEL LEASING, quello - inteso GARCERA Onofrio - figurati che è da sabato a Imperia o alle parti del ponente... quelli dello stabilimento balneare - DELLA PIETRA Piero, MARCIANO' Giuseppe e Vincenzo - hanno avuto un danno... ma un danno... questa promessa qua... che poi i soldi glieli hanno dati quelli là... non lui). La frase poi i soldi glieli hanno dati quelli là... non lui si ritiene faccia riferimento al fatto che MONEPI Andrea sia stato pagato in anticipo per avviare le pratiche del finanziamento da destinare successivamente a DELLA PIETRA Piero e che poi si sia allontanato con l'anticipo senza concludere l'operazione mettendo in atto, di fatto, una vera e propria "truffa" ai danni dei summenzionati personaggi del ponente.

In questo contesto si inseriva ABBISSO Giuseppe che lasciava una speranza al suo interlocutore confidando nella sua capacità di convincere MONEPI Andrea della possibilità di farsi aiutare per la risoluzione del problema.

Sul finire della conversazione ABBISSO Giuseppe rivelava chiaramente la sua dipendenza funzionale da GARCEA Onofrio del quale non poteva esimersi dall'eseguire le cruente disposizioni (...mi chiede a me andiamo su.. io davanti a lui devo fare il lavoro sporco che non mi piacerebbe fare... capiscimi a me...). TONANI Andrea comprendeva quanto riferitogli e precisava: "però quelli lì del leasing... non li prendono da me perché io non ci posso dare i soldi degli altri"; chiarendo che non avrebbero potuto proseguire nell'operazione rispondendone personalmente.

(omissis)

la scheda del giovane MARCIANO' Vincenzo (già arrestato dalla Calabria)

MARCIANO' VINCENZO (cl. 1977), agli atti dell'indagine MAGLIO (nella parte conosciuta dalle difese perché depositati al Riesame), troviamo la scheda relativa al soggetto, in allegato all'informativa finale. In questa si legge:

"6.2.2010 - BAR "GO" Piazza Aprosio Genova
MARCIANO' Vincenzo, LA DUCA Pietro, GARCEA Onofrio
Ore 13.35 Vengono notati due uomini all'interno del bar "GO", il primo: dell'apparente età di 30/35 anni, altezza 1,85 m. circa, capelli castani sicuri pettinati all'indietro, indossante pantaloni di jeans e giubbotto con cappuccio di colore viola scuro con due strisce orizzontali sulla manica sinistra, successivamente identificato in MARCIANO' Vincenzo nato a Sanremo (IM) il 31.12.1977; il secondo: dell'apparente età di 50 anni, altezza 1,78 m. circa, capelli grigi, indossante un giaccone di colore scuro, successivamente identificato in LA DUCA Pietro nato a Ventimiglia (IM) il 9.1.1958.
Ore 15.02 GARCEA Onofrio, MARCIANO' Vincenzo e LA DUCA Pietro escono dall'agenzia di credito "EFFEGIDIRECT"..."

Ed ancora:

"INCONTRI ORTOFRUTTA
GANGEMI Domenico - MARCIANO' Vincenzo
6.2.2010
Partecipanti: GANGEMI Domenico, MARCIANO' Vincenzo, CONDIDORIO Arcangelo
Scopo:
- GANGEMI Domenico incarica MARCIANO' Vincenzo di portare un'imbasciata ad ALVARO Cosimo (già latitante)...
- di fissare un incontro per il 14.2.2010 da MARCIANO' Giuseppe. Nel corso della conversazione ambientale... del 6.2.2010 GANGEMI Domenico riferiva a MARCIANO' Vincenzo che si sarebbero visti dal padre di quest'ultimo domenica 14.2.2010. Tale circostanza veniva riscontrata dal servizio di o.c.p. Del 14.2.2010 che documentava la visita di GANGEMI Domenico e CONDIDORIO Arcangelo presso il bar "LE VOLTE"...
- discutere delle evoluzioni elettorali con particolare riferimento alla candidatura di MOIO Fortunata.
(...)
Breve sunto e/o citazioni di rilievo
GANGEMI Domenico annuncia a MARCIANO' Vincenzo la visita che il 14.2.2010 effettuerà al padre MARCIANO' Giuseppe (... "ecco allora ci vediamo domenica da mio padre")
La circostanza stabiliva anche l'appartenenza al sodalizio criminoso di MARCIANO' Vincenzo il quale si dimostrava conoscitore delle dinamiche del locale di Ventimiglia di cui il padre Giuseppe è il reggente:
MARCIANO' VINCENZO: ...inc... al ristorante ... vennero una mattina e mio padre (inteso MARCIANO' Giuseppe, ndt) ...inc... vengono a fare una votazione disse
GANGEMI DOMENICIO: ma dove è firmato questo? ...inc... fate nomine fate?
MARCIANO' VINCENZO: eh! Però ora è tornato lui e lui gli diceva dobbiamo fare una votazione, che mio padre aveva preso accordi con Carmelo ...inc... ed erano in dieci a votare. I Liguri votarono tutti che lo facesse mio padre. A ...inc...
MARCIANO' Vincenzo, nella circostanza, veniva incaricato dal capo locale di Genova di incontrarsi con ALVARO Cosimo al quale recapitare una "ambasciata".
MARCIANO' VINCENZO: a Cosimo e Alvaro ...inc... e vado e glielo dico io, me lo vedo io... lo presento proprio a Cosimo e gli dico che "parlate voi!"
La conversazione, alla quale partecipava anche CONDIDORIO Arcangelo, affrontava anche il tema della candidatura di MOIO Fortunata il cui padre Vincenzo si era rivolo ad affiliati genovesi senza informare il reggente GANGEMI Domenico.
MARCIANO' Vincenzo spiegava a GANGEMI Domenico il suo legame di parentela con PRIOLO Giuseppe:
GANGEMI DOMENICO: allora con Pepè PRIOLO, siete tutti lontani parenti?
MARCIANO' VINCENZO: cugini primi
... omissis ...
GANEMI DOMENICO: no, no me lo saluti quando lo vedi a Pepè e poi mi chiamate di là con Pepè quando siete insieme, mi fa piacere.


Il PARODI "omertoso", l'agguato, la capacità di intimidazione

CASTELLANA e ROLDI a processo, vengono condannati a 3 anni

Anche qui, come il caso dei PELLEGRINO, finito il processo di primo grado, possiamo parlare e scrivere degli Atti con estrema tranquillità. E così facciamo perché non esistano più scusanti del "non sapevo" o del "non avevo ben capito". Il tempo dei "non sapevo" e "non capisco" è finito!

Iniziamo quindi a vedere gli Atti del procedimento.

Verbale di assunzione di informazioni dell'8 novembre 2010 di GANDOLFI Stefano:
Si legge: "In merito a quanto accaduto il 25/5/2010 sulla strada per Carpenosa, PARODI Piergiorgio, ha dichiarato che trovò la strada sbarrata da un'auto scusa da cui scesero dall'auto, spararono contro la parte anteriore della vettura 2-3 colpi di fucile. Il Geom. ROVERE ha confermato di aver saputo da PARODI dell'episodio e che quel giorno il geom. PARODI si trovava in auto anche un architetto dello studio Alborno di Bordighera che, successivamente, ha indicato in lei, GANDOLFI Stefano...".
GANDOLFI: "Quel giorno avevo appuntamento la mattina con il geom. PARODI per andare al municipio di Molini di Triora dove dovevamo consegnare una pratica per la regolarizzazione di alcune opere all'interno della CAVA DI CARPENOSA. Siamo partiti da Bordighera con l'auto del geom. PARODI e con lui già c'era anche il geom. Ettore CASTELLANA quando giunsero sotto il mio studio.
Ricordo che tra di loro c'era una discussione che riguardava il trasporto del materiale dalla CAVA DI CARPENOSA al costruendo PORTO DI VENTIMIGLIA e ricordo che PARODI rispondeva alle sollecitazioni del CASTELLANA dicendo che, visto l'approssimarsi del periodo estivo con conseguente fermo dei lavori di sversamento di massi, non c'era possibilità di far lavorare altri trasportatori. Ricordo che CASTELLANA si rabbuiò improvvisamente a questa risposta e, essendoci fermati ad Ospedaletti per il disbrigo di altre pratiche, si allontanò improvvisamente senza salutare.
Noi proseguimmo per il viaggio concordato, arrivando a Molini di Triora intorno alle ore 11.00 - 11.30. Consegnammo la documentazione in Comune, discutemmo della pratica con gli impiegati dell'Ufficio Tecnico, e poi ce ne andammo a pranzo.
Dopo pranzo risalimmo in macchina e ci dirigemmo verso la CAVA DI CARPENOSA. Era la prima volta che io facevo quella strada. Ad un certo punto la strada sale in mezzo al bosco con un rettilineo abbastanza lungo.
Ad un certo punto notai più avanti, parcheggiata a sinistra per chi sale, una Fiat 500 nuovo modello nera. Mentre stavamo per raggiungerla e superarla vidi che l'auto si metteva di traverso sulla strada, come per fare manovra. Vidi invece che l'auto si metteva di traverso sulla strada, come per fare manovra. Vidi invece che l'auto si stava muovendo perché spinta da due uomini che, posizionata la macchina di traverso, si giravano nella nostra direzione. Uno di questi due era il geom. CASTELLANA Ettore e l'altro un uomo che non avevo mai visto prima. Quest'ultimo brandiva un fucile da caccia con il quale esplose un colpo contro il muso dell'auto del PARODI. PAROSI, che evidentemente conosceva la persona, urlò: "Nunzio ma cosa cazzo fai?". A quel punto sparò un secondo colpo, a chiarire che dovevamo scendere dall'auto, cosa che facemmo.
Nunzio era un uomo di circa 45 anni, lieve inflessione meridionale, biondo castano, alto circa 1,75, corporatura atletica.
Una volta scesi dall'auto capii dalla situazione concitata tra PARODI, CASTELLANA e NUNZIO che le ragioni di quello che stava accadendo andavano ricercate in ciò che aveva formato oggetto di discussione la mattina tra CASTELLANA e PARODI. In sostanza CASTELLANA aveva promesso ad alcuni imprenditori del settore movimento terra che PARODI avrebbe fatto lavorare anche loro nel trasporto dei massi dalla CAVA al costruendo PORTO DI VENTIMIGLIA. Come detto PARODI sosteneva che non era possibile poiché in estate quel lavoro si sarebbe fermato del tutto. In quel contesto compresi che CASTELLANA, e forse anche NUNZIO, avrebbero percepito una provvigione dai trasportatori che avessero avuto la possibilità di lavorare per PARODI. Durante l'accesa discussione sulla strada più volte NUNZIO disse: "Mi rovini, mi hai rovinato" o frasi del genere.
Comunque a quel punto la situazione era di stallo. Nel senso che CASTELLANA e NUNZIO tornavano a ripetere le stesse cose mentre PARODI continuava a rispondere che non aveva la possibilità di far lavorare altre persone.
NUNZIO ad un certo punto ripose il fucile in una custodia di tela che poi pose tra i sedili della Fiat 500.
PARODI e gli altri due decisero di continuare la discussione su alla CAVA. La macchina di PARODI perdeva acqua dal radiatore per cui la lasciò all'ingresso, dove ci sono gli uffici. Tutti e quattro salimmo sulla Fiat 500 nera per andare a parlare più avanti, dove non c'erano persone che potevano sentire.
PARODI cercava di far ragionare NUNZIO dicendogli "abbiamo già lavorato insieme, non ci sono mai stati problemi" con atteggiamento conciliante. Invece era molto risentito con CASTELLANA che gli aveva teso quell'agguato e disse che con lui non voleva più parlare.
Ad un certo punto io sono sceso a piedi verso gli uffici. Loro hanno continuato a discutere per circa 30-45 minuti.
Quando terminarono lo stesso NUNZIO si offrì di accompagnarci a casa ma io rifiutai. Così scesi a Bordighera unitamente al geom. PARODI con un mezzo della Cava.
Quanto alla possibile soluzione ricordo che PARODI chiese a NUNZIO e CASTELLANA quanto avrebbero eventualmente percepito come provvigione dai trasportatori che avessero avuto la possibilità di lavorare sulla cava. Loro risposero !1,50 euro a tonnellata trasportata". Ricordo che PARODI era favorevole a riconoscere lui quella cifra a NUNZIO, sulla quantità che astrattamente gli altri trasportatori portati da NUNZIO avrebbero potuto trasportare.
Di quanto accaduto ne parlai con mia moglie e con i miei colleghi di studio. Io ho anche detto all'arch. ALBORNO che ero stato convocato in Procura.
PARODI mi disse di tenere la cosa riservatissima per paura che si potessero fermare i lavori
(...)"
Questo invece è il Verbale di assunzione di informazioni (10.11.2010) dal PARODI Piergiorgio:
Piergiorgio PARODI, l'imprenditore omertoso"Ad integrazione di quanto già riferito nelle mie dichiarazioni del 1/10/2010 preciso ed aggiungo che la mattina del 25 maggio iniziammo il giro previsto con l'architetto GANDOLFI partendo da Bordighera. Quando passai a prendere l'architetto GANDOLFI con me in auto c'era anche il geom. Ettore CASTELLANA che, nell'occasione, era ritornato sull'argomento di cui avevamo parlato circa due o tre giorni prima. In sostanza CASTELLANA mi aveva detto che c'erano alcuni suoi amici con quattro o cinque camion che erano interessati a fare il trasporto di massi dalla CAVA DI CARPENOSA al costruendo PORTO DI VENTIMIGLIA. Io già allora gli avevo detto che non ero io che decidevo quali camion dovevano andare, perché la società che stava lavorando sul porto non la amministro io e che comunque era previsto per la fine del mese un fermo lavori, poiché per l'approssimarsi della stagione balneare ogni attività sul demanio marittimo va sospesa salvo diversa disposizione della Capitaneria di Porto.
Comunque la mattina del 25 maggio CASTELLANA era tornato sull'argomento, insistendo sul fatto che lui già aveva promesso o comunque si era impegnato con suoi amici e conoscenti che avrebbero potuto lavorare sulla Cava, in quanto a suo dire già avevamo ottenuto l'autorizzazione al proseguo da parte della Capitaneria di Porto. Voglio aggiungere che, erroneamente, a Ventimiglia tutti pensano che io sia quello che possa avere voce in capitolo. In particolare questa era la convenzione di CASTELLANA, dei mafiosi e dei guardoni che stanno intorno. Quando parlo di mafiosi ho detto tanto per dire. Poiché io rimanevo sul punto il geometra CASTELLANA si arrabbiò mi chiese di fermare la macchina, scese e se ne andò via. Poi la giornata è proseguita secondo il programma previsto, nel senso che unitamente all'arch. GANDOLFI ci siamo recati prima a Molini di Triora, presso l'Ufficio Tecnico, poi a Triora dove ho incontrato il Sindaco e, dopo pranzo, insieme all'arch. GANDOLFI mi sono diretto verso la CAVA DI CARPENOSA.
Mentre salivamo ad un certo punto abbiamo trovato una macchina, piccola, scusa, messa di traverso e due uomini accanto ad essa. Uno era il geometra CASTELLANA e l'altro era una persona che io conosco con il nome di NUNZIO. NUNZIO è in realtà una persona che conosco da circa 15 anni e si chiama Annunziato ROLLI o ROLDI. Posso dire che sul mio telefonino il suo numero è memorizzato con il nominativo di Annunziato. Il geometra CASTELLANA gridò "scendi dalla macchina... scendi dalla macchina". Io scesi ovviamente da lato guida e GANDOLFI dal lato passeggero e solo a quel punto Annunziato ha sparato due o tre colpi di fucile contro la macchina.
...
Prendo atto che l'architetto GANDOLFI sostiene che i colpi sono stati sparati quando eravamo ancora in macchina e proprio per convincersi a scendere. Secondo me sbaglia.
Lì sulla strada si CASTELLANA che Annunziato tornarono sull'argomento camion dicendo all'incirca: "che figura ci fai fare ci siamo già impegnati... ci sono i camion pronti a venire... ecc" io risposi ancora una volta che non c'era l'autorizzazione per proseguire i lavori anche d'estate.
...
Prendo atto che secondo l'arch. GANDOLFI la discussione sarebbe poi proseguita su alla Cava e questo è vero. Prendo atto altresì che l'architetto ha riferito che secondo quello che ha sentito CASTELLNA ed Annunziato si aspettavano di ricevere da questa loro attività di mediazione con i trasportatori un euro e mezzo a tonnellata trasportata e che per porre fine alla controversia ero favorevole a riconoscere io quella cifra. Effettivamente è la verità.
Peraltro i due non si sono fatti più sentire e di fatto non ho mai versato la somma. Anzi qualche giorno dopo ROLDI mi fece sapere che aveva commesso un errore e che si scusava. Proprio per questo a mia volta decisi di non sporgere denuncia".
Ma questo è solo quanto dichiara il PARODI dopo... dopo che la Procura era riuscita a ricostruire i fatti. Si legge nell'ordinanza di arresto di ROLDI e CASTELLANA in merito al comportamento e dichiarazioni del PARODI:
"- si è ben guardato dallo sporgere denunzia ed anzi ha addirittura coperto le tracce del reato (i fori di pallettone sul paraurti dell'autovettura) per evitare che qualcuno potesse accorgersi di quanto era accaduto e che gli potesse fare delle domande imbarazzanti;
- sentito una prima volta da questo P.M. venuto a conoscenza del fatto a seguito di autonoma attività d'indagine della P.G., ha dichiarato:
a) di non conoscere l'identità dei due uomini;
b) di non sapere i motivi del gesto;
c) che i due uomini non avevano proferito alcuna frase o minaccia;
d) di non aver subito richieste né prima, né dopo;
e) di non avere idea di cosa potesse aver determinato l'agguato;
f) di non voler fare il nome della persona che viaggiava con lui (e che poteva rendere dichiarazioni utili)".
Nell'Ordinanza di Custodia Cautelare che ha portato prima in carcere e poi al processo ed alla condanna a 3 anni di carcere il CASTELLANA ed il ROLDI vi sono due altri passaggi significativi:
"Veniva... sentito il geom. ROVERE il quale confermava di essere a conoscenza dell'episodio, asserendo di non essere peraltro lui la persona che accompagnava il geom. PARODI il giorno del fatto bensì un architetto dello Studio Alborno di Bordighera che, successivamente, indicava in GANDOLFI Stefano.
Aggiungeva che, il giorno successivo al fatto, Michele PELLEGRINO aveva chiesto a lui cosa fosse accaduto a PARODI, ritenendo che avesse potuto sapere qualcosa dai propri autisti che abitualmente percorrono la strada per la CAVA DI CARPENOSA alla guida dei camion della ditta".

"Ebbene, in tale contesto, è assai poco credibile la versione "buonista" della persona offesa che adombra una specie di pentimento (più correttamente, desistenza o recesso attivo) del ROLDI. Pertanto, seppur non vi è la prova dell'avvenuto pagamento di quanto promesso da PARODI, vi sono tutti gli estremi per ritenere comunque integrato, quantomeno, il delitto di tentata estorsione aggravata.
Anche a voler ritenere l'intervento di qualche personaggio di maggiore spessore criminale, come potrebbe in via ipotetica argomentarsi (vedasi dichiarazioni di ROVERE Peppino) dall'interessamento di membri della famiglia PELLEGRINO (la cui ditta è quella che effettua il trasporto dei massi di roccia dalla CAVA DI CARPENOSA al costruendo PORTO DI VENTIMIGLIA e che certamente avrebbe subito un danno dall'ingresso di altri trasportatori in tale attività lavorativa), l'eventuale rinuncia del ROLDI alle sue pretese non sarebbe stato, quindi, un comportamento volontario bensì il risultato di pressioni di terze persone..."


Dalla questione PARODI ci si ritrova il MARCIANO' (con la MARVON) e tanto altro...

In un rapporto all'Antimafia, datato 2 dicembre 2010, il Comando Provinciale di Imperia dei Carabinieri scrive:
"L'attività di indagine esperita... ha fatto emergere importanti elementi circa il coinvolgimento nei fatti del sodalizio ed in particolare di MARCIANO' Giuseppe e PALAMARA Antonio.
In 18 maggio 2010, quindi una settimana prima dell'episodio estorsivo illustrato [quello ai danni dell'imprenditore omertoso Piergiorgio PARODI, ndr] CASTELLANA Ettore si era recato presso l'esercizio pubblico "LE VOLTE" di Ventimiglia, ove aveva conferito con MARCIANO' Giuseppe. Durante la conversazione erano stati fatti chiari riferimenti ad una situazione che riguardava il PARODI e in tale circostanza è importante evidenziare quanto affermato da CASTELLANA "(inc)... qualcheduno che ci spara per 5 ero?" che trova riferimento all'attentato subito da PARODI stesso. Giuseppe alla domanda di CASTELLANA risponde con una serie di "si" rassicurandolo.

Conversazione ambientale... del 18/5/2010...
... omissis ...
GIUSEPPE MARCIANO': ma... cosa voglio dire... ma lui PARODI con lui... con MANNIAS ha parlato?
ETTORE CASTELLANA: (inc)... qualcheduno che ci spara per 5 euro?
GIUSEPPE MARCIANO': sì sì.. (paura) sì sì sì sì sì...
ETTORE CASTELLANA: io adesso ci devo dare l'appuntamento...
GIUSEPPE MARCIANO': comunque voi andate bene, siete al sicuro, questo ci dici... (inc)
ETTORE CASTELLANA: ... va bene...
GIUSEPPE MARCIANO': ... inc... di stare tranquilli su tutto per ogni cosa... hai capito te?... che non c'è niente che non va, è tutto a posto capito? Eh.. Giancarlo stamattina è andato a Imperia per la luce... è tutto a posto, ce c'è qualcosa che non va sono io che vi faccio sapere poi (inc)
...omissis...
GIUSEPPE MARCIANO': dimmi un po' perché ...(inc...) è più di 10 volte che manda a chiamare ...(inc)... ha detto posso parlare con il signori Peppino una volta che lo conosco da da... ascoltami, ce c'è PARODI gli dici: ... tu devi stare tranquillo e beato che se c'è qualcosa vi faccio sapere...
ETTORE CASTELLANA: va bene va bene...
GIUSEPPE MARCIANO': ciao..."
CASTELLANA e MARCIANO' Giuseppe

Ed ancora, scrivono i Carabinieri:
"MANNIAS Giancarlo, è l'amministratore unico della MARVON società che sta eseguendo alcuni lavori anche nel costruendo PORTO DI VENTIMIGLIA e come già emerso Giuseppe MARCIANO' ne è il socio occulto ed è in grado di influenzare le scelte operative. Tuttavia, si deve considerare che un gesto così eclatante non può essere ricondotto ad un'azione di soli due autori. Infatti per contrastare lo strapotere dell'imprenditore PARODI ed imporre a lui scelte diverse, occorre sicuramente avere una forza intimidatoria tipica di una organizzazione di alto profilo criminale.
A rendere più chiara la responsabilità penale circa i mandanti dell'agguato in perfetto stile mafioso (compiuto da soggetti conosciuti dalla vittima - che hanno lavorato per PARODI in passato, che hanno usato un fucile, in pieno giorno, a volto scoperto, davanti a testimoni adoperando la fiat 500 di proprietà di ROLDI) e l'interessamento del sodalizio criminoso facente capo a MARCIANO'-PALAMARA, affinché lavorassero nel PORTO DI VENTIMIGLIA alcune ditte calabresi, è confermato da alcune conversazioni intercettate presso "LE VOLTE", fra alcuni soggetti non identificati e MARCIANO' Giuseppe, e fra quest'ultimo e PALAMARA Antonio e ALLAVENA Omar.

Conversazione ambientale ... del 29/8/2010
...omissis...
Giuseppe si siede al tavolo con due uomini ai quali dice che è passato MANNIAS e che ha problemi con pagamenti al PORTO, uno dei due dice che spera che non creino problemi con il PORTO DI VENTIMIGLIA, Giuseppe dice che i due con i camion sono andati via, l'uomo dice che hanno fatto casini poi Giuseppe chiede come si chiamano e l'interlocutore dice uno era di Taurianova e la ditta si chiama SILLA poi dice a Giuseppe che secondo lui MANNIAS non riesce a finire il PORTO DI OSPEDALETTI
...omissis...

La partenza dei camion indicata da MARCIANO', apparirebbe riconducibile alla cessata esigenza dovuta all'impossibilità di prolungare i lavori in estate esternata da PARODI nel corso del colloquio con ROLDI e CASTELLANA, che aveva dato luogo all'impegno di corrispondere "un'indennità" compensativa della mediazione...
In effetti nel corso di una successiva conversazione con PALAMARA Antonio, MARCIANO' Giuseppe aveva evidenziato che erano arrivati 2 camion (il riferimento a "salire" è da intendersi allo spostamento dalla Calabria) per un lavoro che poi non è andato a buon fine e che MANNIAS aveva dei problemi con il suo ex socio; tali notizie erano state apprese da CASTELLANA Ettore.

Conversazione ambientale... del 30/8/2010
...omissis...
PALAMARA chiede di MANNIAS (MANNIAS Giancarlo, ndr) dicendo che è da molto che non lo vede. Peppino dice che lo ha mandato a chiamare per una cosa. Omar dice che stato male cinque o sei giorni. Peppino dice c'è qualcosa che non và col suo ex socio di cui non si comprende il nome. Peppino riferisce che a lui gliel'hanno detto, aggiunge che avevano fatto salire due camion da giù per un lavoro che poi non è andato a buon fine. PALAMARA commenta dicendo che è gente da lasciare perdere che non vale nulla. Peppino dice che a riferire queste notizie è stato tale Ettore CASTELLANA.

La conferma dei rapporti tra CASTELLANA Ettore e MARCIANO' Giuseppe giunge anche dalla seguente conversazione nella quale, qualche giorno dopo l'agguato, CASTELLANA si reca nuovamente da MARCIANO' e discutono di PARODI, di sua figlia e ci Carlo CONTI (Presidente del PORTO DI IMPERIA SPA). Giuseppe riferisce che aveva concordato un incontro con i citati imprenditori che si sarebbero dovuti recare da lui. Poi parlano ancora dei camion che lavorano per il PORTO e che forse qualcosa è cambiato proprio nell'affidamento dei lavori. Si noti è CASTELLANA che come tutti si reca da MARCIANO', ciò palese certamente la posizione di premianza del secondo, come ritualmente sempre avviene nelle associazioni di tipo mafioso.

Conversazione ambientale... del 8/6/2010...
GIUSEPPE MARCIANO': ... sei sicuro che non (inc) ... perché l'altro giorno, quello... calabrese... come si chiama... inc... m'ha detto lunedì sono qui padre figlia e Carlo CONTI...
ETTORE CASTALLANA:...(in)... è stato con me praticamente tutta la giornata dal mattino fino alle quattro che poi è andato a Marina degli Aregai...(inc)...
GIUSEPPE MARCIANO':... perché m'ha detto questo?... capisci dopo che...
ETTORE CASTALLANA: ...(inc)...
GIUSEPPE MARCIANO': mh...? queste cose non le devono fare...! Carlo CONTI è venuto ...(inc)... m'ha detto che deve venire da te a parlare a vedere ...(inc)... m'ha detto m'ha detto che deve venire ma... non l'ho visto...(inc)...
ETTORE CASTALLANA: no no no cioè io ti dico...
GIUSEPPE MARCIANO': no chi...
ETTORE CASTALLANA: Peppino... le parole ne fanno tante tutti... io ti dico io son stato con lui...
GIUSEPPE MARCIANO': che ce l'ha detto Carlo CONTI ...(inc)...
ETTORE CASTALLANA: ma io perché penso che sia curioso più che altro della storia di MANNINI, vuole sapere come vuoi...inc... questa cosa
GIUSEPPE MARCIANO': vedrai che se viene comunque come ti dico ...(inc)... non me ne ha parlato alla fine... perché ora ti dico io...inc... i camion... (cambia idea?)... di Torino non vengono più.. eh? E' vero?

Il 21 novembre 2010, viene intercettata un'importante conversazione fra MARCIANO' Giuseppe e il nipote MARCIANO' Vincenzo classe 1948, a bordo dell'autovettura monitorata in uso a quest'ultimo. Occorre anzitutto premettere che tale conversazione è scaturita quando soltanto le persone coinvolte e l'A.G. di Sanremo potevano essere a conoscenza dell'attentato a PARODI Piergiorgio, dato che gli organi di stampa non avevano ancora riportato alcuna notizia, anche considerando che misure cautelari sarebbero state eseguite il successivo 23 novembre. Secondo MARCIANO' Giuseppe, il suo affiliato ROLDI Annunziato detto "NUNZIO", non gli aveva detto la verità, quando gli aveva riferito di aver "sparato alla macchina", un fatto così grave sarebbe stato riportato sui quotidiani. La conversazione aveva poi riguardato i rapporti fra CASTELLANA e l'ex Sindaco di Ventimiglia MOIO Vincenzo.

Conversazione ambientale... del 21/11/2010
...omissis...
GIUSEPPE MARCIANO': Nunzio ha detto una bugia, non è vero...
VINCENZO MARCIANO': chi...
GIUSEPPE MARCIANO': Nunzio... ha sparato... che gli ha sparato alla macchina, si sapeva... usciva nel giornale... non è uscito... inc .... quello del Comune... ha avuto l'idea quello che mi hanno detto a me giù... li hanno beccati che caricavano camion di cemento, mattonelle e cose... si e li portavano dove vendevano loro, lui e quel geometra... CASTELLANA... hai capito? E ora sembra qua per la Francia sono intricati con MOIO eh
VINCENZO MARCIANO': io non ci credo...
GIUSEPPE MARCIANO': se ti sto dicendo... se CASTELLANA mette il numero di MOIO nell'ufficio in Francia.. eh
VINCENZO MARCIANO': MOIO non si mischia con lui...
GIUSEPPE MARCIANO': ma... quando ci sono guai, non guardano che fanno
...omissis...

Sul fatto che ROLDI Annunziato sia un uomo di fiducia del sodalizio, non è dubbio alcuno. Infatti nel corso di una conversazione registrata presso "LE VOLTE", MARCIANO' Giuseppe si era espresso con termini inequivocabili "Nunzio è nostro figlio" (...) Dopo l'arresto di ROLDI e CASTELLANA, ALLAVENA Omar nel corso di una conversazione con DE PASQUALE Giuseppe, aveva fatto chiari riferimenti alla posizione di ROLDI "Nunzio è un nostro amico" (...).
Anche MARCIANO' Vincenzo cl. 1948, aveva confidato ad Omar ALLAVENA, quando quest'ultimo aveva commentato l'episodio criminoso riportato dalla stampa, che lui era già a conoscenza di tutto. Prima di proseguire il racconto aveva peraltro preso alcune precauzioni spegnendo i telefonini ed alzando il volume della radio dell'autovettura monitorata, al fine di rendere la conversazione incomprensibile.

Conversazione ambientale...
Omar: C'era Nunzio insieme a Ettore, che cazzo hanno fatto, hanno stretto a Parodi...
(si spostano leggermente e chiudono i finestrini dell'auto)
Omar: e.. insieme a Ettore, a Ettore CASTELLANA, hanno stretto a hanno stretto a PARODI... però attenzione, a Maggio! A Maggio no adesso!
Vincenzo: allora ti sto dicendo, te la dico, non abbiamo potuto parlare perché io l'ho visto a lui, te l'ho detto che l'ho visto?!
Omar: bravo
Vincenzo: oh!!!
Omar: quindi sapevi che c'era qualcosa..
Vincenzo: m'ha raccontato...
Omar: che non andava bene?!
Vincenzo: m'ha raccontato tutto!
Omar: ah t'ha raccontato tutto?!
Vincenzo: si! M'ha raccontato che l'ha sparato.
Omar: ...inc...
Vincenzo: c'hai il telefonino te lì?
Omar: eh si togliamolo
Vincenzo: io non ce l'ho... cioè m'hai capito? ...inc...
Omar: ce la fa?
Vincenzo: e sei entrato? Accendi un po sta musica...
Omar si
(accende l'autoradio coprendo le voci)

Nella stessa conversazione emerge anche il clima di intimidazione ed omertà alla quale è assoggettato PARODI, così come verosimilmente molti altri imprenditori del territorio, che non avrebbe mai denunciato spontaneamente la grave azione estorsiva; giungendo addirittura a minimizzare l'episodio quando i Carabinieri lo mettono di fronte all'evidenza dei fatti; come emerso dall'attività istruttoria e confermato anche nella trascrizione sotto riportata:
Vincenzo: ho sentito perché magari non denunciava non ...inc... non ha fatto la denuncia che gli ha sparato, forse l'hanno messo sotto torchio, questi sono colpi di pallettoni, dice che era in officina e sono arrivati i carabinieri che poi da loro hanno visto sta macchina impallinata...inc...
Omar: ah...
Vincenzo: hai capito?! L'hanno messo sotto torchio anche il vecchio! Cioè io come lo...

Infine altri elementi di evidente importanza che comprovano che l'attentato estorsivo è avvenuto per interessi criminali più ampi e derivato da una strategia mafiosa, sono emersi dall'ascolto del colloqui presso "LE VOLTE" avvenuto il 25 novembre 2010 fra MARCIANO' Giuseppe e PALAMARA Antonio. Durante la conversazione, i due avevano parlato degli arresti di ROLDI e CASTELLANA. Nello specifico MARCIANO' Avvocato Stefano SAVIaveva riferito di essere preoccupato del fatto che CASTELLANA potesse collaborare con l'Autorità Giudiziaria, facendo emergere che "la 'ndrangheta" fosse interessata all'affare. La circostanza che ROLDI non venisse menzionato, fa comprendere come MARCIANO' riponga la massima fiducia su questo soggetto poiché a loro affiliato e quindi non ritenuto capace di commettere alcun "tradimento". Anche la scelta del difensore, fa capire come la difesa di ROLDI sia riconducibile ad un interesse del sodalizio e non solo individuale "mette un avvocato nostro ...inc... che ...inc... io a Genova". In effetti ROLDI Annunziato, nel procedimento in esame è attualmente difeso dall'Avv. SAVI STEFANO del Foro di Genova.

Conversazione... del 25/11/2010
...omissis...
GIUSEPPE MARCIANO': per questo vanno e ci trovano il fucile a casa...
ANTONIO PALAMARA: si ma a parte questo Peppino... vai e fai un azione infame così? ...inc...
GIUSEPPE MARCIANO': ma scherzi... è scampato sempre così..
ANTONIO PALAMARA: loro, no ma oltre che sono scampati sempre, ci fai un'azione...
GIUSEPPE MARCIANO':...inc... lì per tutti sopra la 500 sua... ora la quello architetto che era con quello, è andato e gli ha raccontato tutto la, nomi, cognomi... si chiama... hai capito?
ANTONIO PALAMARA:...inc...
GIUSEPPE MARCIANO': meno male anzi... meno male... domani ci fanno la convalida...
ANTONIO PALAMARA:...inc...
GIUSEPPE MARCIANO':mette un avvocato nostro ...inc... mio che ...inc... a Genova
ANTONIO PALAMARA:che è un fatto grave questo...
GIUSEPPE MARCIANO': ma scherzi... ma scherzi!... hanno fatto... hanno fatto...
ANTONIO PALAMARA: lo hanno fatto con lui in macchina... almeno ...inc...
GIUSEPPE MARCIANO': lui è ...inc... fuori
ANTONIO PALAMARA: vuole ingrandire e lavora così! E poi quel vecchio cornuto bastardo ...inc...
GIUSEPPE MARCIANO': chi?
ANTONIO PALAMARA: questo di Ventimiglia, come si chiama?
GIUSEPPE MARCIANO': CASTELLANA?
ANTONIO PALAMARA: (riferito a CASTELLANA) vai e ti metti con i...
GIUSEPPE MARCIANO': ma pensa te...
ANTONIO PALAMARA: povero cornuto...
GIUSEPPE MARCIANO': ma guarda che ci sono pur le parole, ora dico io ma come cazzo fanno a sapere le parole... che poi mentre che quello sopra gli ha detto: ma cosa stai facendo?.. e gli spara un altro colpo e dice così ...inc... c'è scritto pure questo, vuol dire che allora li erano ...inc...
ANTONIO PALAMARA: Peppino sono sono... questi ...inc...
GIUSEPPE MARCIANO': mo gli canta tutto quello CASTELLANA... domani ...inc...
ANTONIO PALAMARA: si ma la c'era...
GIUSEPPE MARCIANO': del fatto di qua che c'è la 'ndrangheta che vuole entrare nell'affare qua...
ANTONIO PALAMARA: ...inc...
GIUSEPPE MARCIANO': ma che si ammazzino. Antonio
ANTONIO PALAMARA: ...inc... Bordighera non è toccata?!
GIUSEPPE MARCIANO': niente... Ventimiglia, Vallecrosia, Riva Ligure e Taggia, Bordighera niente...
ANTONIO PALAMARA: ti ho detto tutto...
...omissis...

Ma vi è ancora un altro tassello, emerso dalla indagini sull'agguato. Lo possiamo apprendere al rapporto dei Carabinieri sull'ESITO PERQUISIZIONI A CARICO DI ROLDI e CASTELLANA. Gli elementi che emergono dalla lettera sequestrata presso l'abitazione del ROLDI, alla luce del fatto che questi fosse soggetto "affiliato" alla 'ndrangheta e facente capo a MARCIANO' Giuseppe, ovvero al "capo locale" di Ventimiglia, assumono, crediamo, una valenza determinante. Vediamo:
"Presso l'abitazione di CASTELLANA Ettore è stata rinvenuta ed acquisita in copia una lettera verosimilmente da lui manoscritta indirizzata al PARODI.
Come si vedrà il documento rappresenta sostanzialmente una sorta di elencazione dettagliata dei danni subiti da lui e da ROLDI Annunziato "a causa" del loro arresto, nell'anno 2002, nell'ambito di un procedimento penale a carico, secondo quanto scrive CASTELLANA, di PARODI Piergiorgio.
La lettera riporta tra l'altro il numero di R.G.N.R. 6391/6392/2000.
Unitamente alla lettera è stata rinvenuta una dichiarazione di avvenuto pagamento dei "lavori facenti capo al geom. PARODI Piergiorgio" datata 21 giugno 2010 e firmata da Ettore CASTELLANA (...).

Presso l'abitazione del ROLDI è stato rivenuto e sequestrato il fucile da caccia semiautomatico marca Beretta calibro 12... verosimilmente da lui utilizzato per sparare contro l'auto del PARODI. L'arma era contenuta in un fodero marrone...
Nel corso delle operazioni di ricerca, occultata tra documentazione medica custodiva nell'armadio della camera da letto del ROLDI è stata rivenuta e sequestrata una lettera con relativa busta, manoscritta verosimilmente dal ROLDI stesso, indirizzata al PARODI con la quale l'indagato, sostanzialmente contesta e rammenta al costruttore:
- di essersi "dimenticato" del debito che PARODI ed il defunto genero COZZI Gianni, avevano con lui contratto; con particolare riferimento al procedimento penale indicato nel manoscritto rinvenuto presso l'abitazione del CASTELLANA nonché delle promesse a loro fatte mentre erano detenuti;
- in particolare di essersi dimenticato, con riferimento al cantiere del PORTO DI VENTIMIGLIA, delle promesse che gli aveva fatto il defunto COZZI in merito all'affidamento dei servizi di vigilanza del cantiere (testualmente "guardiania") e dei lavori di trasporto del materiale inerte (testualmente "lavorare i camion");
- di essersi dimenticato del fatto che lui, sempre su richiesta del COZZI, aveva risolto i problemi relativi alle autorizzazioni per la costruzione del citato PORTO, sia a Genova che a Ventimiglia, con "minaccia ai vari assessori, consiglieri, anche per le alzate di mano contrarie...";
- di essersi dimenticato la circostanza in cui lui aveva accompagnato PARODI stesso Ventimiglia Alta, Via Garibaldi, dove poi si era "accordato".
La lettera si conclude con una chiara minaccia nel caso non gli vengano corrisposti i soldi che gli spettano: "...verrò davanti allo zenit e davanti a tutti i presenti sarò come un tuono, folgore..." (...)

Dai primi sommari accertamenti eseguiti a riscontro del contenuto delle lettere rinvenute presso le abitazioni degli arrestati è emerso che:
- nel 2002 il ROLDI ed il CASTELLANA erano stati sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari nell'ambito di procedimento penale pendente presso questa Procura (P.M. dott. Zocco)
- sottoposto ad indagine in tale procedimento, per reati di natura fiscale e truffa vi erano anche PARODI Piergiorgio e la di lui moglie MORANDO Vittoria;
- in sostanza la condotta criminosa contestata al ROLDI ed al CASTELLANA era l'emissione false fatture a diverse società, tra le quali alcune che facevano riferimento al PARODI ed alla moglie;
- in data 26/09/2002, alle ore 23.00 in negozio di calzature denominato "SIMON'S", sito in Ventimiglia, Via Matteotti 1, veniva indentificato;
- tra i proprietari del negozio vi era e vi è tuttora BALLESTRA Giovanni, nato il 18/1/1968m residente in.... Ventimiglia - Fraz. Porra, in allora Vice Sindaco del Comune di Ventimiglia ed attualmente Assessore Provinciale di Imperia;
- il BALLESTRA, al momento dell'incendio, stava partecipando alla riunione del Consiglio Comunale di Ventimiglia;
- in seguito al fatto veniva iscritto presso questa Procura (P.M. POLITI) il procedimento penale contro ignoti 1896/02 R.G.N.R. Archiviato dal GIP in data 13/3/2003.

Da accertamenti riservati è emerso inoltre che il BALLESTRA in quel periodo, sia in sedi istituzionali che in pubblico, aveva manifestato:
- contrarietà alla realizzazione del PORTO DI VENTIMIGLIA in località "scoglietti";
- dubbi sulle dimensioni dell'opera, atteso che originariamente il gruppo COZZI PARODI aveva previsto un intervento molto più impattante rispetto a quello attuale.
(...)"

LE CARTE SEQUESTRATE A CASA DI CASTELLANA

le carte sequestrate a casa del CASTELLANA

le carte sequestrate a casa di CASTELLANA
le carte sequestrate a casa di CASTELLANA

le carte sequestrate a casa di CASTELLANA


le carte sequestrate a casa di CASTELLANA

le carte sequestrate a casa di CASTELLANA



LE CARTE SEQUESTRATE A CASA DI ROLDI

LA LETTERA DEL ROLDI AL PARODI
LA LETTERA DEL ROLDI AL PARODI
LA LETTERA DEL ROLDI AL PARODI
LA LETTERA DEL ROLDI AL PARODI



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