Il cuggino VERSACI, arrestato a casa FOTIA... ecco le motivazioni della condanna

Scritto da Ufficio di Presidenza

Le condanne dell'indagine "REALE 3"

Mario VERSACI, il 21 dicembre 2010, venne arrestato a casa del cognato Donato FOTIA a Savona, dagli uomini del ROS per l'Operazione REALE 3 [vedi qui l'Ordinanza di custodia cautelare]. Al termine del giudizio con rito abbreviato, davanti al GUP di Reggio Calabria, è stato riconosciuto colpevole del reato ascrittogli (art. 416 bis commi 1,2,3,4,5 e 6 c.p.) e condannato alla pena di “8 anni di reclusione”, nonché interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e legalmente interdetto durante l'esecuzione della pena. E stata quindi anche prevista l'adozione, anche per il VERSACI, della misura di sicurezza della libertà vigilata e del divieto di soggiorno nella Provincia di Reggio Calabria per tre anni...

L'indagine “REALE 3” dimostra, come già “CRIMINE”, l'unitarietà dell'organizzazione 'ndranghetista e si centra sul rapporto con la politica. Tra gli elementi determinanti vi sono quelli derivanti dalle intercettazioni. Da queste, ad esempio, si apprende che PELLE, prima delle elezioni regionali, fa una sorta di bilancio del passato e di programma per il futuro. Un “bilancio” dal punto di vista dell'esponente di vertice della 'ndrangheta che non è positivo perché, afferma, che si sono sempre dispersi i voti, con il risultato che non si sono riusciti a portare tutti i candidati che si sarebbe voluto e così, alla fine, se la gestiscono loro, cioè i politici. Quindi per il futuro, PELLE elabora una strategia di ampio respiro, affermando che si deve gestire unitariamente il rapporto con la politica, così che non ci sia ogni singolo “locale” che porta il proprio candidato, ma si lavori invece in modo unitario. In questo modo, secondo PELLE Giuseppe, figlio ed erede del capo storico della cosca, la 'ndrangheta si mette in una posizione di forza perché i politici hanno bisogno dell'organizzazione.
Il dato particolare al centro dell'Operazione “REALE 3” è quello di alcuni soggetti che vanno a casa di PELLE Giuseppe a chiedere i voti. Tutti in Calabria sanno chi sia PELLE Giuseppe, ma sono diversi i candidati alle elezioni regionali coinvolti (tra cui NUCERA Pietro Antonio), di cui uno solo è stato poi eletto, che sono andati, a chiedere i voti della 'ndrangheta a casa di PELLE Giuseppe. La posizione più grave è certamente quella di Santi ZAPPALA', il consigliere regionale eletto che, apre un incontro con PELLE affermando: vediamo se troviamo un accordo... Trovando quindi la piena disponibilità di PELLE a nome dell'organizzazione mafiosa. Anche ZAPPALA', ovviamente, sarà condannato al termine del procedimento a rito abbreviato.


L'indagine “REALE 3” della DDA di Reggio Calabria era quindi centrata sul condizionamento del voto per le elezioni regionali del 2010 da parte della 'ndrangheta. Tra gli 'ndranghetisti coinvolti, oltre al VERSACI, vi sono, per citarne alcuni:

- PELLE Giuseppe “nel ruolo di direzione della cosca, con compiti di decisione e degli obiettivi da perseguire, impartiva direttive alle quali tutti gli altri associati davano attuazione; il PELLE inoltre, quale elemento di vertice della cosca, era legittimato a partecipare ai summit dell'organizzazione denominata 'ndrangheta nei quali si decidevano gli equilibri relativi ai “locali” inseriti nella zona jonica della provincia reggina: in particolare, pur non partecipando alla riunione tenutasi in data 9.03.10 nel corso della quale si discuteva della nomina del nuovo capo-locale di Roghudi, comunicava le proprie indicazioni mediante MORABITO Rocco, il quale presenziava alla riunione. Sostenendo la candidatura di ZAVATTIERI Annunciato, alias “Cirma”.”

- MORABITO Rocco “nel ruolo di direzione della cosca MORABITO – operante in Africo Nuovo, a sua volta inserita nel territorio compreso nella fascia jonica della provincia di Reggio Calabria, per come già giudiziariamente accertato nel processo “Armonia” - con compiti di decisione, pianificazione e di individuazione delle azioni delittuose da compiere e degli obiettivi da perseguire, impartiva direttive alle quali tutti gli associati (allo stato non identificati) davano attuazione: il MORABITO, inoltre, quale elemento di vertice della cosca, era legittimato a partecipare ai summit dell'organizzazione denominata 'ndrangheta nei quali si decidevano gli equilibri relativi ai “locali” inseriti nella fascia jonica della provincia reggina: in particolare, in data 9.03.10 presenziava alla riunione nel corso della quale si discuteva della nomina del nuovo capo-locale di Roghudi, sostenendo, anche per conto della cosca di San Luca capeggiata da PELLE Giuseppe, la candidatura di ZAMATTIERI Annunziato, alias “Cirma”. Il MORABITO, infine, ricopriva una carica di livello “provinciale”, quella di “Mastro di Giornata”.

- LATELLA Antonino, FICARA Giovanni, BILLARI Costantino Carmelo “quali soggetti appartenenti alla cosca FICARA-LATELLA - operante nel mandamento di Reggio Calabria centro, in particolare nella fraz. Croce Valanidi, a sua volta inserita nel territorio compreso nella zona sud della città di Reggio Calabria, per come già giudiziariamente accertato nei processi “Valanidi” e “Olimpia” - e in particolare – e in particolare:
- LATELLA Antonio nel ruolo di direzione della cosca con compiti di decisione, pianificazione e di individuazione delle azioni delittuose da compiere e degli obiettivi da perseguire, impartiva direttive alle quali tutti gli altri associati devano attuazione; il LATELLA, inoltre, quale elemento di vertice della cosca, era legittimato a partecipare ai
summit dell'organizzazione denominata 'ndrangheta nei quali si decidevano gli equilibri relativi ai “locali” inseriti nella zona sud della città o comunque a quelli vicini a tale zona: in particolare, in data 9.03.10 presenziava alla riunione nel corso della quale si discuteva della nomina del nuovo capo-locale di Roghudi, sostenendo la candidatura di TRIPODI Giovanni, alias “Giannetto”;... il LATELLA, infine, dal 2 settembre 2009 ricopriva una carica di livello “provinciale” quella di “capo società”.
- FICARA Giovanni, anch'esso con ruolo di direzione della cosca, in particolare di quella articolazione della stessa riconducibile ad esponenti della famiglia FICARA con compiti di decisione, pianificazione e di individuazione delle azioni delittuose da compiere e degli obiettivi da perseguire, impartiva direttive alle quali gli altri associati davano attuazione e stringeva rapporti di alleanze con organizzazioni paritetiche (più precisamente:
con la cosca capeggiata dal defunto NOVELLA Carmelo, operante in Milano: con la cosca DE STEFANO, operante nel quartiere Archi di Reggio Calabria; con la cosca PELLE, operante in San Luca, Bovalino e comuni limitrofi); il FICARA, inoltre, quale elemento di vertice dell'organizzazione denominata
'ndrangheta, fungeva da rappresentante del mandamento di Reggio Calabria Centro in Lombardia, dove ricopriva anche il ruolo di capo del locale di Solaro...”


Scrive il GUP del Tribunale di Reggio Calabria, nella Sentenza [disponibile integralmente qui] del procedimento a rito abbreviato:

“Il delitto associativo contestato a NUCERA Pietro Antonio, IARIA Filippo, VERSACI Mario

L'impostazione accusatorie elevata nei confronti degli odierni imputati è la seguente:
IARIA Filippo, MESIANI MAZZACUVA Giuseppe, NUCERA Pietro Antonio, MANTI Antonio e VERSACI Mario quali soggetti appartenenti alla cosca PELLE – operante in San Luca, Bovalino e comuni limitrofi, a sua volta inserita nel territorio compreso nella fascia jonica della provincia di Reggio Calabria – e precisamente:

NUCERA Pietro Antonio nel ruolo di “partecipa”, forniva un costante contributo alla vita del sodalizio, proponendosi quale candidato di riferimento della cosca PELLE in occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale della Calabria per l'anno 2010 e seguendo pedissequamente le disposizioni impartite dal boss PELLE Giuseppe cl. 60; mettendo a completa disposizione della cosca PELLE le sue competenze in materia medica, in particolare per l'eventuale cura di latitanti, anche appartenenti a consorteria paritetiche legate alla cosca di San Luca (es. cosca FICARA/LATELLA, operante nella zona sud di Reggio Calabria); più in generale, mettendosi a completa disposizione degli interessi del sodalizio, cooperando con gli altri associati nella realizzazione del programma criminoso del gruppo”

IARIA Filippo nel ruolo di “partecipe”, forniva un costante contributo alla vita del sodalizio, eseguendo scrupolosamente tutte le disposizioni impartite dal capo PELLE Giuseppe cl. 60, in particolare curando la campagne elettorale di NUCERA Pietro Antonio, candidato di riferimento della cosca PELLE in occasione delle elezioni per il rinnovamento del Consiglio Regionale della Calabria per l'anno 2010 e seguendo pedissequamente le disposizioni impartite dal boss PELLE Giuseppe cl. 60; inoltre, portando al cospetto di PELLE Giuseppe cl. 60 due soggetti n.m.i. Che proponevano al boss l'avvio di un'attività commerciale per la distruzione di prodotti caseari, attività che il PELLE intendeva intestare a compiacenti prestanome al fine di eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniale; più in generale, mettendosi a completa disposizione degli interessi del sodalizio, cooperando con gli altri associati nella realizzazione del programma criminoso del gruppo.

VERSACI Mario e MANTI Antonio nel ruolo di “partecipi”, fornivano un costante contributo alla vita del sodalizio, partecipando a summit nel corso dei quali veniva delineata la strategia che l'organizzazione avrebbe dovuto adottare in occasione di consultazioni elettorali future e, più in generale, mettendosi a completa disposizione degli interessi del sodalizio, cooperando con gli altri associati nella realizzazione del programma criminoso del gruppo.

Il materiale probatorio è rappresentato, anche in questo caso, dal contenuto delle conversazioni tra presenti registrati all'interno dell'abitazione di PELLE Giuseppe.

NUCERA Pietro Antonio

Il primo dialogo in cui compare il nome dell'odierno imputato è del 13.03.10 tra FICARA Giovanni, PELLE Giuseppe, ZAPPALA' Giovanni e PANGALLO Francesco ed ha per oggetto discussioni relativi alle elezioni comunali e regionali che si sarebbero tenute in data 28 e 29 marzo 2010.
Non corso del colloquio, alla richiesta di FICARA di indicazioni del nominativo del candidato da sostenere (“mi dicevano.. per sto'... sto' politico qua... lo avete trovato?... ci possiamo... impegnare?”), PELLE faceva il nome di “Pietro NUCERA”, un medico impegnato presso l'ospedale di Melito Porto Salvo (RC) (“è di Melito... l'hai visto, è.... Pietro NUCERA si chiama. E' un medico che lavora nell'ospedale di Melito...”) lasciandogli intendere che, considerato lo strettissimo rapporto con lui e la sua incondizionata disponibilità nei confronti della famiglia, a prescindere dalle votazioni, sarebbe stato, comunque, a disposizione per qualsiasi cosa, come la cura di un malato ed altro (“se..., a prescindere dal fatto delle votazioni, se occorre qualche cosa... di venire, di vedere qualche malato, qualche cosa..., che non si può muovere e cose...”).

I due interlocutori concordano sul fatto che soggetti come il NUCERA erano di importante aiuto per l'organizzazione, soprattutto nell'ausilio dei latitanti malati (FICARA: “è sempre buono, non si sa mai, uno... uno che è latitante per paura e non viene...”; PELLE: “se c'è un latitante, lo porto da lui, è un amico fidato, può venire dove vuole...”).
L'importanza di potersi avvalere della disponibilità e conoscenza di un soggetto come NUCERA era nuovamente ribadita da PELLE (
“la vita nostra si sa... uno quando uno va o da un amico o... non si sa mai! … o ha bisogno di un'altra cosa... lo chiama, prenditi la borsetta e vieni che devi venire a ...incompr...”) e da FICARA (“sì, sì, può servire!”) il quale chiedeva al suo interlocutore ulteriori informazioni sulla professione del NUCERA (“ma che medico è, che professione...? medico generico?”) e riceveva la risposta da parte di PELLE che non era importante quale fosse la sua specializzazione perché conosceva altri medici cui avrebbe potuto rivolgersi in caso di necessità (“lui è per tutte cose, ...incompr... tutto compà, di tutto ...incompr...”).
Seguiva la decisione del PELLE di convocare l'odierno imputato presso la sua abitazione per fargli conoscere il FICARA (
“ora sapete che faccio, lo mando a chiamare... che lui è per sotto a Bovalino, che è venuto che gli avevo dato appuntamento per venire... ora lo mando a chiamare e lo faccio venire qua, e vi conoscete voi... sapete che lui è nell'ospedale, e come quando... a un certo punto c'è altro, chi va va di noi deve essere a disposizione... lasciate che lo chiamo...”) il quale, unitamente allo ZAPPALA', si mostrava ben disposto a conoscerlo al fine di appoggiarlo nella campagna elettorale e prendere accordi in caso di necessità di cure mediche per i latitanti (FICARA: “è, così pure ...incompr... ci da due biglietti (volantini), glieli possiamo ...incompr...” - “chiamalo, se sa, lo fate venire ...incompr... e porta un po' di biglietti (volantini), che si trova, una volta che siamo qua, che faccio, torno un'altra volta, sole che poi loro, quagli altri ci sparano a ...incompr... e no perché ho la situazione dei camion là, e va bene ...incompr... l'aiuto di questo, mettiamo se sale, e se ...incompr... bordello di latitanza...”; ZAPPALA' “non ci sono problemi, però almeno sappiamo dove dobbiamo votare, ...incompr... questo medico... il telefono di casa...”).
Dopo qualche minuto PELLE Giuseppe chiedeva al figlio Antonio, che nel frattempo li aveva raggiunto, di recarsi da
“Roberto” il quale avrebbe dovuto contattare “Pierino”per riferirgli di recarsi immediatamente presso la sua abitazione perché doveva presentargli “compare Giovanni” (“oh Antonio là sotto da Roberto c'è Pierino... vai, prenditi la macchina e lo fai venire dietro di te con una macchina e te lo porti qua sopra che lo deve conoscere compare Giovanni... e gli dici che ho detto io che deve venire lui personalmente! … e di portare i bigliettini e vieni presto Antonio!”).
FICARA precisava a PELLE che si sarebbe adoperato per convogliare tutti i voti dei suoi familiari e conoscenti a favore di NUCERA, non avendo la cosca di sua appartenenza preso accordi con altri candidati (
“tutti i nostri vedete compare, tutti i nostri familiari vedete, siamo una buona cinquantina, glieli diamo a tutti... compare Ciccio ha... ha i suoi generi i suoi cosi, dentro Reggio gliene da un bel po', non dobbiamo votare a nessuno, votiamo solo a questo...” ...omissis... “tanto noi impegni non ne abbiamo con nessuno, nessuno ...incompr...”); aggiungeva che, se altri soggetti avessero chiesto appoggio nella raccolta dei voti, avrebbero finto di fornirgli il proprio sostegno mentre avrebbero appoggiato il NUCERA (“a tutti gli diciamo... a tutti gli diciamo sì e poi votiamo a chi vogliamo noi...”, affermazione che trova pienamente d'accordo il PELLE (“esatto! ...inc... tutti che si si, tutti si, ...incompr... e poi votiamo a chi ci interessa!”) il quale rassicurava il suo interlocutore che avrebbe spiegato all'odierno imputato che avrebbe dovuto mettersi “a disposizione” della cosca FICARA come era stato sempre “a disposizione” della sua famiglia (io vi dico una cosa, io parlo con... all'ultimo che poi che ci decide e stop, ...incompr... “senti che ti dico... Vedi che io quello che posso fare lo faccio per te... tu ti sei comportato sempre bene, a livello di Melito cose, sei sempre stato a disposizione, però ...incompr... a disposizione come fai con me! non devono venire da me, vengono direttamente da te, mettiti a disposizione, quello che puoi fare lo fai, se tu vai alla regione se tu sei là, qualsiasi cosa che...”) pena la “rottura” con la cosca di cui era a capo (“se tu non la puoi fare una cosa, spiega e dici “io non la posso fare per questo, questo e questo dobbiamo far passare un po' di tempo per farla...” gli ho detto io, “tu devi parlare chiaro... con questi che ti dico io, poi con gli altri fai quello che vuoi, compà però con gli amici miei devi parlare chiaro, perché se no rompi con me, e no...”).
Successivamente faceva ritorno PELLE Antonio riferendo al padre ed ai conversanti di non avere trovato nessuno (
“o papà, non sono lì! Roberto oggi è chiuso, anche!”).
PELLE Giuseppe si mostrava molto sorpreso di quanto appena riferitogli dal figlio ricordando che sino a poco prima NUCERA era fermo dove gli aveva indicato nel discorrere con degli appartenenti alla famiglia MAISANO (
“No, erano lì, che c'erano quelli Maisano! O erano con Mimmo Santi!”); ipotizzava quindi: “Non me lo sono mai, il numero di... incompr... ! Sai, dove possono essere? A me Peppe l'ha detto ...imcompr... ! Era là a casa? Sai dove devono essere, allora? Là sotto, alla Gioielleria... Dove c'è la Gioielleria ...incompr... Se c'è quel Filippo, digli di telefonargli a Roberto, per dirgli di venire qua! Sicuramente là sono, altrimenti fai telefonare a lui dalla gioielleria, e lo fai venire!”.

Dall'esame della conversazione può dirsi provato che il NUCERA, candidato di riferimento della famiglia PELLE per le consultazioni regionali del 28 e 29 marzo 2010, aveva un rapporto stabile e risalente nel tempo con la famiglia di San Luca in qualità di soggetto definito da PELLE Giuseppe al suo interlocutore, in più occasioni, “a disposizione” della cosca per qualsiasi motivo “a prescindere della votazioni” come ad esempio la cura dei latitanti “a prescindere dal fatto delle votazioni, se occorre qualche cosa... di venire, di vedere qualche malato, qualche cosa.., che non si può muovere e cose...”; “sei stato sempre a disposizione... come fai con me! Non devono venire da me, vengono direttamente da te, mettiti a disposizione, quello che puoi fare lo fai, se tu vai alla regione se tu sei là, qualsiasi cosa...”
Ed è proprio in qualità di appartenente alla cosca che il NUCERA, candidatosi alle elezioni, riceveva l'appoggio della stessa.
Dimostrativa, altresì, del contributo che NUCERA avrebbe potuto dare al rafforzamento della cosca, qualora tra l'altra fosse stato eletto, è l'affermazione finale resa da PELLE (
“se tu vai alla regione se tu sei là, qualsiasi cosa che...”).
Poco dopo all'interno dell'abitazione di Giuseppe PELLE entrava IARIA Filippo (come confermato grazie al supporto fonico del servizio di video osservazione) soggetto che, per come risulterà dal contenuto di questo e di successivi dialoghi, risulta molto vicino alla famiglia PELLE.
In merito alla candidatura di NUCERA Pietro Antonio, PELLE Giuseppe comunicava allo IARIA che
“compare Gianni”(FICARA Giovanni) si era reso disponibile a sostenere la candidatura di “Pierino” a Reggio Calabria e gli chiedeva di riferire a NUCERA di mettersi “a disposizione” della cosca FICARA (“ditegli a Pierino che quando sente il nome di Gianni FICARA deve essere a disposizione ...incompr... fanno un lavoro per Pierino, stanno lavorando per Pierino ...incompr...”); gli spiegava che, nel caso in cui “compare Gianni”, o un soggetto a lui vicino, avesse avuto necessità di qualche cosa o si fosse recato presso l'ospedale di Melito P.S., il NUCERA avrebbe dovuto dimostrarsi pronto a fornire il suo aiuto per ogni evidenza (“...però ditegli a Pierino che quando si presenta compare Gianni là, in Ospedale o di qualunque cosa abbiamo bisogno ...imcompr...”); avrebbe dovuto mostrare al FICARA lo stesso riguardo che aveva sempre riservato a PELLE e alla sua famiglia.
Il FICARA, a questo punto, spiegava a PELLE che, insieme ai suoi accompagnatori, sarebbe riuscito a raccogliere un maggior numero di voti a Reggio, a Pellaro, a Lazzaro e San Gregorio dove poteva vantare la conoscenza di numerosi
“amici” (“Si, Ravagnese, Reggio... Tutto quello perché non è... abitiamo a Ravagnese però abbiamo tanti amici che stanno a Reggio, non è che lo votiamo solo a Ravagnese … Quelli che siamo a Ravagnese, è capace che prendete più a Reggio che a Ravagnese per dire... voti... perché siamo una bella famiglia là... Dico e noi possiamo... a Pellaro, a Pellaro abbiamo amici e possiamo, bene o male pure che hanno impegni... un paio di voti glieli “scippiamo”... A Lazzaro, in quelle zone di San Gregorio, Ravagnese, Reggio, li prendiamo, non vi preoccupate!”); assicurava, inoltre, che, non appena fosse rientrato a Reggio Calabria, si sarebbe adoperato unitamente ai membri della sua cosca a recapitare i volantini agli esponenti delle altre famiglie nonché ai parenti di uno dei suoi accompagnatori che risiedevano nella zona di Modena (“Niente noi domani, come combiniamo già ...incompr... guarda a me appena arriviamo a Reggio, quello ci prende la sua famiglia che sono... un bello poco nella zona di Modena pure non so se sapete Ciccarello, San Sperato, vicino a Sambatello... là..”).
PELLE raccomandava, in ogni caso, il suo interlocutore, di evitare di andare a ricercare voti per il NUCERA nei luoghi di predominio di altre cosche e, in particolare, in quelli dominati dalla famiglia dei LABATE (
“Ti mangiu”) situati al confine con il territorio di competenza della famiglia LATELLA – FICARA (“Voi... gli dovete dire solo questo”... non sgarriamo con la famiglia dei RI MANGIU...”).
Il riferimento all'eventuale interferenza che l'attività dei FICARA avrebbe potuto portare nelle operazioni di procacciamento dei voti nelle zone di influenza del clan LABATE, mette in evidenza, che la conversazione si riferisce a famiglie mafiose e ad equilibri di mafia e che gli interlocutori sono soggetti ben inseriti negli ambienti mafiosi e conoscono le zone di influenza delle varie consorterie criminali.
La discussione avente ad oggetto la candidatura di NUCERA Pietro Antonio proseguiva nel corso della successiva conversazione del 20.03.2010 (conversanti IARIA Filippo, PELLE Giuseppe, FICARA Giovanni e BILLARI Costantino Carmelo) durante la quale FICARA e BILLARI riferivano a PELLE di aver provveduto a consegnare i volantini elettorali alle persone di propria conoscenza (
“Quelle copie, a quelli nostri gliele abbiamo date...” Poi vi facciamo sapere ...incompr...”); FICASA chiedeva quali fossero le origini del NUCERA, in quanto a Reggio Calabria era appoggiato anche un'altra persona dello stesso cognome (“NUCERA Giorgio”) (Ma lui di dov'è, questo qua? ...incompr... si porta a Reggio ...incompr... NUCERA Giorgio”) e PELLE, dopo avere compreso a chi stesse riferendosi il suo interlocutore (Gio... Giò... Giovanni NUCERA... Questo, però è originario di ...incompr... Questo, NUCERA Giovanni...”), esponeva ancora una volta che il NUCERA svolgeva la professioni di medico presso l'ospedale di Melito Porto Salvo ed era originario di quel centro (“Questo è di Melito. Questo lavora all'Ospedale là a Melito”).
FICARA Giovanni, evidenziando di avere raccolto almeno settanta voti (
“io penso che, per non esagerare, una settantina di voti lì...”) e di essere riuscito ad intercedere a favore del NUCERA anche con persone che avevano preso accordi con altri candidati (“Quei giovanotti, amici, che praticamente noi le loro famiglie... mi sono aggiustato a qualcuno che... lo hanno impegnato con qualcuno, “Va bene se siete quattro, tre li date a noi e uno lo date”), si mostrava molto fiducioso sulla sua elezione (“Io penso, che ce la fa perché qua penso che lo votano tutti... Là a Reggio... uhm... quello, quello... Quello che abbiamo! Ma noi non abbiamo nessun ...imcompr...”) mentre il BILLARI confermava che la cosca cui appartenevano non si era impegnata con altri candidati (“No, noi impegni non ne abbiamo...”).
Infine, PELLE Giuseppe, mostrando ancora una volta che il suo comportamento era regolato dal rispetto per le altre famiglie e per la competenza territoriale di rispettiva competenza, ribadiva:
“Compare ...incompr... noi gli dobbia... gli dobbiamo dire il possibile non l'impossibile, perché, non si può pretendere l'impossibile!”.
La candidatura di
“Pierino” veniva affrontata infine nella conversazione del 27.03.2010 (conversanti VERSACI Mario, PELLE Giuseppe ed un altro soggetto non identificato, presentato come il genero di NUCERA Pietro Antonio) che sarà oggetto di trattazione analitica con riferimento alla figura di VERSACI Mario e di cui si riportano spezzoni di interesse.
Nel corso del dialogo gli interlocutori facevano un resoconto delle persone contattate per reperire voti, una valutazione sulle possibilità di riuscita del NUCERA ed una analisi generale di tutta la campagna elettorale evidenziando, nel complesso, una non adeguata partecipazione del candidato.
Nel corso del dialogo VERSACI Mario, dimostrando il suo livello di partecipazione agli affari della 'ndrangheta, spiegava a PELLE di essere stato rassicurato dal
“Ciangiolo” circa il suo appoggio politico al NUCERA e lo esortava ad appoggiarli poiché se non fossero vinte le elezioni per la differenza di poche adesioni sarebbe stata una beffa.
Il riferimento al
“Ciangiolo” oltre al colloquio con il PELLE, non lasciava dubbi sul fatto che le famiglie di cui parlava il VERSACI erano da intendere come strutture della 'ndrangheta (“... niente con... siccome che Pierino mi diceva che per il fatto, che il Ciangiolo qualche cosa fa … incompr... millequattrocento voti lui ha detto che ce li ha presi... millequattro, possono essere millecinque, può... può essere pure che per là abbiamo quell'assetto ...incompr... mah, quelli al massimo questi sono, contati proprio quelli stretti stretti. Diceva lui se è possibile che poteva fare qualche altro piccolo ...incompr... noi possiamo vedere, sempre se si può racimolare qualche altra cosa. Perché lui infatti, infatti lui diceva, peccato mi ha detto, che rimaniamo fuori per poco, perché cento voti...”).
PELLE Giuseppe, a questo punto, riferiva di essersi già messo in contatto con un numero consistente di persone per cercare di raccogliere voti a favore di
“Pierino” (“Io l'ho chiamato un'altra volta, eravamo qua sotto, gli ho detto: ma per il fatto di..., e lui me lo ha detto, mi ha detto: no, siamo stati ieri sera, gli ho detto: che hai fatto con il fatto di Pierino, glieli hai dati questi cosi, che hai fatto? Mi ha detto: tutto a posto, anzi mi ha detto: vedi che ieri sera siamo stati qua”) ribadiva di avere effettuato interventi anche a Reggio Calabria (“...incompr... gli ho dato: ma glieli hai dati tutti quelli che avevi ...incompr... dice: glieli ha dati tutti, quello che prendiamo li diamo tutti. In più, gli avevo detto a Pierino, quel giorno che eravamo qua, ci sono altre famiglie di qua, già abbiamo parlato per questo fatto di cose, per questi voti. Là a Reggio ho fatto altri interventi, questo lo sapete? ...incompr... è venuto l'avvocato Filippo IARIA, quel giorno là, Pierino, onestamente, è pure giusto perché non poteva ...incompr...”); VERSACI sottolineava di avere consigliato al candidato di non recarsi in questi giorni a casa di un appartenente alla 'ndrangheta (“Si no, ma gliel'ho detto anche io, lasciate stare, stai lontano perlomeno in questi giorni”).
PELLE, subito dopo, lasciando trasparire il suo profondo interesse per la candidatura del NUCERA, si esprimeva sui possibili delle votazioni (
“eh... e ci sta facendo un bel lavoro, io dico che a noi ci bastano ...incompr... perché ...incompr...”) avanzando una previsione sul numero dei voti necessari per raggiungere l'obiettivo (“Non voglio dire tutti i voti che votano nel Comune, ma una buona parte... volete che ci danno anche la metà, e se non la metà, i tre quarti volete che ce li danno … se sono i tre quarti, duecento voti li dobbiamo prendere...”); riferiva di essersi interessato anche personalmente nella distribuzione dei volantini elettorali (“Perché io quando sono andato là, la prima volta, dopo ci siamo incontrati altre volte, là … con questi amici, gli ho detto: vedete cosa dovete fare, dategli ...incompr...”) e riceveva conferma dal VERSACI sulla loro consegna (“si, glieli ha portati i fac-simile”).
PELLE chiedeva ai suoi interlocutori chiarimenti sull'andamento della campagna elettorale svolta nei paesi vicini (
“Poi mi ha detto che siete andati voi ...incompr... La ad Africo come siete combinati?) e VERSACI riferiva che ad Africo la situazione era complicata dal fatto che fossero diverse persone che non agivano in maniera unitaria (“Là è, questo un pezzo di paese disgraziato, io là un punto ...incompr... e proprio non sono capace di farlo perché... là entrano tutti, là entrano tutti”); PELLE si mostrava ottimista sull'esito di un incontro svoltosi a Brancaleone di cui gli aveva parlato VERSACI (“Si, a Brancaleone i voti li prendiamo. Almeno mi pigghiamu tutti i voti pure con Peppe, Iddhu è 'mparatu...”); i due interlocutori a questo punto facevano previsioni sulla possibile riuscita elettorale del NUCERA.

VERSACI M. Se prendiamo ottocento saliamo, ma se prendiamo cinquecento o ne prendiamo quattrocento...
UOMO Quattrocento non saliamo.
VERSACI M. Siamo, siamo, siamo bassi.
PELLE Ma l'importante, compare se li prende ottocento voti, almeno che parte con trecento voti
...breve pausa... Si ma vanno bene, li devono portare qua. Però se attacca meno di ottocento voti
VERSACI M. Perché, quando mai, a Bova...
PELLE G. La... la strada la facciamo.
VERSACI M.
...a Bova i voti li prendiamo pure
PELLE G. Si, si.

Subito dopo facevano una stima dei possibili voti nelle zone di Condofuri e Palizzi esprimendosi in termini dubitativi per la prima località e in termini ottimisti per la seconda a causa del personale intervento di PELLE, attraverso MAISANO Filiberto, noto esponente mafioso della zona (
“Guardate, a Palizzi si devono prendere, perché io a Palizzi avevo parlato tramite ...incompr... ancora prima che uscissero tutti i candidati, che è capitato qua un giorno compare Filiberto” e di seguito “E gli ho detto compare Filiberto vedete che, non prendete impegni con nessuno perché vedete che io devo portare Pierino nella politica, ed abbiamo bisogno di voti, non prendete impegni. Tant'è vero che mi ha detto … che quando sono andati con compare Pierino, Pierino NUCERA che gliel'ho ha detto dite: No, noi non abbiamo preso impegni perché lo aveva detto compare ...incompr... io aspettavo, mi ha detto che aveva detto, che vanno con compare Mimmo a Spropoli”) elencava i soggetti di quella zona che erano stati contattati per la campagna elettorale del NUCERA sottolineando il PELLE di averlo più volte invitato a recarsi personalmente dai potenziali elettori indicatigli (“Gli avevo detto, passate, ditegli a Tonino se non ha, se non andate voi altri, prendetevi a Saverino, a compare Severino e andate là e andate insieme o con Franco con il figlio, con il fratello di Peppe MAISANO ...incompr... C'è un “San Giovanni”, con loro si rispettano ...incompr... ...si accavallano le voci...” ...omissis... “...Gli avevo detto, andate... andate là... e parlate con Tonino, perché là, o quindici o venti o dieci sono sempre voti compa' che escono. Gli ho detto andate, passate da là e diteglielo, poi sono passati, se non sono passati, se lo hanno visto”) mentre VERSACI specificava di essere sicuro che l'entourage di NUCERA non era passato dal predetto Tonino lasciando intendere che egli stesso ed il NUCERA avevano avuto contatti con alcuni esponenti della famiglia IAMONTE di Melito Porto Salvo (“Non penso che sono passati, sapete perché non sono passati? Sicuro, sono sicuro, perché quella sera che eravamo, c'erano quelli di Melito, i IAMONTE... uella sera gli è arrivata una telefonata... e gli hanno detto, mi pare, mi pare che compare Mimmo, che deve andare, e poi discutevano il fatto che siamo andati a parlare, Mimmo ha parlato di andare là dove dite voi... “Eh!” dice: “si vediamo... vediamo e andiamo” Volete che andiamo, però, non ho sentito dire se sono andati, se non sono andati, come e quando”).
Concludeva PELLE con l'esortazione ai presenti di fare ulteriori giri per recuperare maggiori adesioni (
“Se non si gira compare, i voti non si prendono, se non si gira e non si va i voti non si prendono. Io ...incompr... sapete qual è il fatto? Io gliel'ho detto a Pierino, se fosse stato di San Luca...”) evidenziando ancora una volta che si sarebbe recato personalmente nei vari paesi per ricercare appoggio (“... ci saremmo messi dentro una macchina, con lui, in breve tempo gli altri li superava, ci mettevamo in una macchina, raccoglievano ...incompr... passavamo e le cose si facevano diversamente. Perché tanto fa uno che lo porta un amico...”) e mostrandosi nuovamente fiducioso nella vittoria politica di NUCERA (“... e tanto ...incompr... e così eravamo sistemati diversamente, però, di come sono e vanno le cose, io dico che noi problemi non dovremmo neanche averne) nonostante il fatto che “Pierino” fosse restio a recarsi nei piccoli centri per dialogare con le persone (“io ho parlato con uno... io avevo detto di Pierino, vedi là, uno non deve stufarsi di ...incompr... con la macchina. Perché se voglio trovarlo a uno, devo andare domani, devo andare stasera devo andare di mattina, a mezzanotte, pure a mezzanotte quando lo trovo...”); ribadendo di avergli anche indicato i paesi dove recarsi per raccogliere adesioni elettorali ricevendo conferma dal VERSACI, a testimonianza dello stretto rapporto intercorrente tra i due, di aver provveduto a fare i giri che gli erano stati segnalati.
PELLE G. Io gli avevo detto, di andare a Delianuova e non sono andati.
VERSACI M. Noi siamo andati allora, il primo giorno ...incompr...gliel'ho detto!
UOMO ...incompr...
PELLE Senza Pierino andatevene a Delianuova.
VERSACI ...incompr...
PELLE Quando andate a Delianuova poi fate Scido, Delianuova, Santa Cristina, fate tutti questi paesi.
VERSACI Siamo, siamo andati per là
PELLE G.
Quando raccogliete due o trecento voti là, sono, sono...

PELLE sottolineava ancora che era necessario proseguire nell'opera di ricerca dei voti anche nell'imminenza delle operazioni elettorali (“Però, deve prendere ...incompr... quello che si può stringere è giusto che si fa, prima che passa. Io vi dico ora, qua sotto erano ...incompr... ho detto: o' Mimmo che avete fatto là per questo fatto di Pierino... avete parlato? Ha detto: tutto a posto... anzi mi ha detto Mimmo, lui me lo ha detto, che io onestamente non lo sapevo che ieri sera erano ...incompr... ha detto: Vedi che ieri sera è stato qua ...incompr... è venuto là, hanno fatto... non che hanno fatto”) dimostrando ulteriormente il suo notevole impegno personale nella campagna elettorale in favore del NUCERA (“Cento voti ci fanno, fate andate, ora andiamo, domani andiamo, dopodomani andiamo, quell'altro domani andiamo, non sono andati ma... dovere andare, dovete camminare!”) trovando pieno consenso nella risposta del VERSACI (“Certo, certo, certo... certe volte... va bene... eh, eh, eh.”).

[…]

VERSACI MARIO

L'impostazione accusatoria a carico di VERSACI Mario è costituita dal dialogo del 27.03.2010 tra PELLE Giuseppe, VERSACI Mario ed un soggetto, non identificato presentato come il genero di NUCERA Pietro Antonio (“Il genero del dottore... di Pierino, si”) avente ad oggetto la candidatura alle elezioni regionali di quest'ultimo.
Il riconoscimento del VERSACI si è basato in primo luogo sull'appellativo con cui PELLE lo aveva chiamato (
“Compare Mario”), sugli argomenti trattati nel corso della conversazione e, in particolare, sulle delucidazioni richieste da PELLE al suo interlocutore sugli affari di una farmacia (“...omissis... Questa farmacia, state lavorando?”) confermate della titolarità da parte della moglie di VERSACI Mario (SCORDO Maria) di una sanitaria ad Africo (RC) in via Gramsci nr. 28; dal riferimento da parte del VERSACI al possesso di un'autovettura BMW X3 (“Le BMW mi piacciono, mi trovo bene con la BMW, ora volevo cambiare che ho pure l'X3”) confermato dalla propria della SCORSO di un autovettura BMW X3 targato DL056KK14; dalle dichiarazioni rese dall'odierno imputato di avere regalato al proprio figlio una vettura FIAT 500, in occasione del suo diciottesimo compleanno (“Gli ho preso pure la macchina per mio figlio che ha fatto diciotto anni” e di seguito “La cinquecento, quella nuova... omissis...”) precisando la data esatta di acquisto (“Si che consuma assai, se no... se non la posa affatto. E' da settembre... a settembre gliel'ho comprata, il quattordici settembre e ha già ventimila chilometri”) confermata dalla titolarità del figlio (VERSACI Giovanni) di un veicolo FIAT 500 targato DY017GR, immatricolato in data 14.09.2009 15; dalla conferma durante l'interrogatorio di garanzia e l'esame del 3.05.11 da parte dell'imputato che l'identificazione operata dalla P.G. era esatta.
Nel corso del dialogo PELLE Giuseppe, affrontando il problema dell'esorbitante dispersione di voti causata dalle incomprensioni scaturite tra le varie “famiglie” in merito ai soggetti da candidare ed evidenziando la strategia che avrebbero voluto adoperare, sosteneva che per il Consiglio Regionale l'organizzazione avrebbe dovuto appoggiare solo determinati candidati, scelti fra appartenenti ai diversi mandati in cui l'organizzazione è strutturata (
“la politica nostra è sbagliata ...omissis... se noi eravamo una cosa più compatta compà, noi dovevamo fare una cosa, quanti possono andare? Da qua …incompr... diciamo qua dalla jonica, quando raccogliete tutti i voti che avere, vanno tre persone per volta, altre tre vanno alla piana e siamo sei, e vanno già sei per il Consiglio Regionale”); aggiungeva che, una volta che i candidati avessero ottenuto la fiducia dell'organizzazione, sarebbero stati appoggiati per le elezioni politiche (la prossima volta quei sei che dovevano andare... che escono dalle regionali, se si portavano bene andavano a Roma... andavano a Roma e andavano altri sei al posto di quelli, in questa maniera si può andare avanti, potevamo ottenere una cosa, uno... c'era chi ci guardava le spalle, poco dopo aveva...”).
Le dichiarazioni di PELLE trovavano il pieno assenso degli altri interlocutori.
L'utilizzo del pronome
“noi” da parte di PELLE (“noi ci dobbiamo mettere tutti là in mezzo, la politica nostra è sbagliata... invece se noi eravamo una cosa più compatta, noi dovevamo fare una cosa... in questa maniera si può andare avanti, potevamo ottenere una cosa...”) costituisce primo indicatore dell'appartenenza di tutti i conversanti alla organizzazione unitaria 'ndrangheta, suddivisa nei mandamenti e smentisce chiaramente le affermazioni resi dal VERSACI nel corso dell'interrogatorio di garanzia durante il quale aveva dichiarato di non avere alcun rapporto con PELLE Giuseppe (“nessun rapporto ho con lui e la sua famiglia”) presso la cui abitazione si era recata solo in quella circostanza perché il NUCERA gli aveva chiesto la cortesia di accompagnare il genero (“Io una sola volta, che ricorso, che sono andato a casa, a casa di PELLE a Bovalino, e... e che il Dottore NUCERA mi aveva chiesto la cortesia se potevo accompagnare... se potevo andare insieme al genero a casa... a casa, perché..” … perché praticamente il suocero è venuto fino a Bianco con... Il NUCERA, Dottore Piero, è venuto con questo ragazzo e mi ha detto che è suo genero, se... se gli faccio la cortesia se possiamo andare da PELLE Giuseppe... La cortesia, se possiamo insieme al genero andare da... da PELLE Giuseppe... Siamo andati per il motivo perché il Dottore NUCERA era... era candidato, e praticamente per dirgli se gli poteva... se... se gli poteva dare una mano, ecco, questo”).
Anche nel corso dell'esame del 3.05.11 l'imputato ha precisato di essersi recato da PELLE per chiedere l'appoggio elettorale per conto del NUCERA e, quindi, ignorando che Giuseppe PELLE già ne sostenesse la candidatura (…).
Nel prosieguo della conversazione, ad ulteriore conferma della sua appartenenza alla
'ndrangheta, VERSACI, utilizzando il plurale ed accomunandosi, quindi a PELLE in una piena condivisione di ruoli, evidenziava che per i politici l'appoggio della 'ndrangheta era assolutamente fondamentale (“Compare, sapete quale è il fatto? Che noi siamo due di quelli che hanno bisogno, di noi, perché noi siamo una “valvola di scarico”, loro hanno bisogno di noi).
Né può darsi altra interpretazione all'espressione utilizzata dal VERSACI (
noi siamo due di quelli che”) alla presenza del capo cosca PELLE come quella sostenuta dall'imputato nel corso dell'interrogatorio di garanzia (il voto come singolo elettore).
Nello stesso senso devono essere lette le successive locuzioni
“valvola di scarico” e la conclusione “loro hanno bisogno di noi”raggiunta dal VERSACI presupponendo la conoscenza da parte dei conversanti di poter spostare, grazie al bacino di elettori appartenenti alla cosca di appartenenza, un consistente “pacchetto” di voti.
Nel proseguo del dialogo VERSACI ribadiva le conclusioni espresse in precedenza dal PELLE (
“... ci perdiamo, e questa è una pecca che hanno tutte le famiglie, tutte, è una pecca questa”) ed il genero di NUCERA Pietro Antonio specificava che il candidato da loro sostenuto è stato sempre il primo eletto (“...incompr... allora è quindici anni io, io sono nella politica, il candidato nostro è stato sempre il primo eletto ...incompr... sempre il primo eletto, però... io uscivo per raccogliere i voti, parlavo io, i miei fratelli parlavano”).
A questo punto PELLE ribadiva ancora una volta che il NUCERA era considerato il vero e proprio rappresentante politico della famiglia e che il VERSACI era a disposizione per la campagna elettorale del NUCERA (
“eh... e ci sta facendo un bel lavoro, io dico che a noi ci bastano ...incompr... perché ...incompr... Non voglio dire tutti i voti che votano nel Comune, ma una buona parte... volete che ci danno anche la metà, e non la metà, i tre quarti volete che ce li danno... se sono i tre quarti, duecento voti li dobbiamo prendere...”); raccontava di avere indicato personalmente, ed in modo perentorio, ad alcuni amici il nominativo del candidato da votare (Perché io quando sono andato là, la prima volta, dopo ci siamo incontrati altre volte, là... con questi amici, gli ho detto: vedete cosa dovete fare, dategli ...incompr...”) specificando di aver parlato anche con “famiglie” di Reggio Calabria della sua candidatura (“ci sono altre famiglie di qua, già abbiamo parlato per questo fatto di cose, per questi voti. Là a Reggio ho fatto altri interventi, questo lo sapete, no?”) in presenza dell'Avvocato Filippo IARIA (“è venuto l'avvocato Filippo IARIA quel giorno là”).
Il riferimento è, chiaramente, all'appoggio richiesto a FICARA Giovanni in qualità di rappresentante della omonima cosca nel corso del più volte citato dialogo del 13.03.10 cui aveva partecipato anche IARIA Filippo.
Parlando in questo modo PELLE dava per scontato di avere di fronte un interlocutore consapevole delle problematiche della cosca di appartenenza e dei suoi tentativi di risolverli tramite il ricorso all'aiuto di rappresentanti di altre famiglie (FICARA).
Non è un caso che VERSACI, nel corso del dialogo, gli avesse rivelato di avere consigliato il NUCERA che non sarebbe stato opportuno farsi vedere in compagnia di certi personaggi (
“gliel'ho detto anche io, lascia stare, stai lontano”) dimostrando, in questo modo, di essere a conoscenza del fatto che esponenti della criminalità organizzata reggina (il FICARA) appoggiavano la candidatura di quest'ultimo (sul punto tanto durante l'interrogatorio di garanzia quanto durante l'esame del 3.05.11 l'imputato non ha fornito alcuna versione alternativa credibile).
Alla successiva richiesta di informazioni sull'andamento della campagna elettorale nei paesi vicini da parte di PELLE (
“Poi mi ha detto che siete andati voi ...incompr... Là ad Africo come siete combinati?”) VERSACI rispondeva che la raccolta di voti ad Africo era difficile perché la maggior parte della popolazione agiva in maniera autonoma e non in modo unitario (“Là è, questo un pezzo di paese disgraziato, io là un punto ...incompr... e proprio non sono capace di farlo perché... là entrano tutti, là entrano tutti”) mentre si mostrava ottimista per il risultato che si sarebbe potuto raggiungere a Brancaleone (“SI, a Brancaleone i voti li prendiamo. Almeno mi pigghiamu tutti i voti pure con Peppe, Iddhu è 'mparatu...”).
I conversanti, quindi, in qualità di portatori di un comune progetto politico, facevano pronostici sul quantitativo di voti necessario in alcuni paesi (Bova) per la vittoria di NUCERA:
VERSACI M. Se prendiamo ottocento saliamo, ma se prendiamo cinquecento o ne prendiamo quattrocento...

UOMO Quattrocento non saliamo

VERSACI M. Siamo, siamo, siamo bassi
PELLE Ma l'importante, compare se li prende ottocento voti, almeno che parte con trecento voti ...breve pausa... Si ,ma vanno bene, li devono portare qua. Però se attacca meno di ottocento voti

VERSACI M. Perché, quando mai, a Bova...
PELLE G. La... la strada la facciamo.
VERSACI M. ...a Bova i voti li prendiamo pure...
PELLE G. Si, si.


PELLE, lasciando trasparire ancora una volta l'organicità di NUCERA in qualità di candidato della cosca, aggiungeva di avere interessato MAISANO Filiberto, (soggetto coinvolto nel procedimento “Armonia” e, successivamente sottoposto a fermo di indiziato di delitto in data 13.07.10, nell'ambito della più volte richiamata Operazione “CRIMINE” per il delitto di cui all'art. 416 bis c.p., quale capo-locale di Palizzi) della raccolta di voti a favore di quest'ultimo nella zona di Palizzi (
“Guardate, a Palizzi si devono prendere, perché io a Palizzi avevo parlato tramite ...incompr... ancora prima che uscissero tutti i candidati, che è capitato qua un giorno compare Filiberto... E gli ho detto compare Filiberto vedete che, non prendete impegni con nessuno perché vedete che io devo portare Pierino nella politica, ed abbiamo bisogno di voti, non prendete impegni. Tant'è vero che mi ha detto... che quando sono andati con compare Pierino, Pierino NUCERA che gliel'ho detto, dice: No, noi non abbiamo preso impegni perché lo aveva detto compare ...incompr... io aspettavo, mi ha detto aveva detto, che vanno con compare Mimmo a Spropoli”).
Dal canto suo, VERSACI partecipava attivamente alle notizie fornitegli da PELLE dimostrando di conoscere il MAISANO, facendone il nome del figlio (
“compare Filiberto di Palizzi” (nonostante abbia dichiarato il contrario nel corso dell'interrogatorio di garanzia e nel corso dell'esame del 3.05.11). (“UOMO: Palizzi? VERSACI M: … Palizzi si prendono pochi voti. UOMO: Si. PELLE G.: Guardate, a Palizzi si devono prendere, perché io a Palizzi avevo parlato tramite ...incompr... ancora prima che uscissero tutti i candidati, che è capitato qua un giorno compare FILIBERTO (ndr MAISANO Filiberto cl.32)... VERSACI M.: Uh. PELLE G.: Ed hanno chiamato ...incomor... per... VERSACI M.: Saverio? (ndr MAISANO Saverio figlio di Maisano Filibero cl. 32)… PELLE G.: No, proprio FILIBERTO, proprio. VERSACI M.: Ah si. PELLE G.: E gli ho detto compare FILIBERTO vedete che, non prendete impegni con nessuno perché vedete che io devo portare Pierino nella politica, ed abbiamo bisogno di voti, non prendete impegni. Tant'è vero che mi ha detto... che quando sono andati con compare Pierino, Pierino NUCERA che glielo ha detto, dice: “No noi non abbiamo preso impegni perché lo aveva detto compare ...incompr... io aspettavo” mi ha detto che aveva detto, che vanno con compare Mimmo a Spropoli... VERSACI M.: Eh. PELLE G: ...là da cosa... ...omissis...”).
Inoltre, dichiarando di essersi incontrato con appartenenti alla famiglia degli IAMONTE di Melito P.S. (
“non penso che sono passati, sapete perché non sono passati? Sicuro, sono sicuro, perché quella sera che eravamo, c'erano quelli di Melito, i IAMONTE... quella sera gli è arrivata una telefonata... e gli hanno detto, mi pare, mi pare che compare Mimmo, che deve andare, e poi discutevano che siamo andati a parlare, Mimmo ha parlato di andare là dove dite voi...” Eh!” dice: “si vediamo... vediamo e andiamo” Volete che andiamo, però, non ho sentito dire se sono andati, se non sono andati, come e quando”), VERSACI si mostrava vicino ad un'altra organizzazione criminosa operante sul versante jonico della provincia di Reggio Calabria (anche su questo punto il VERSACI, nel corso dell'esame del 3.05.11, non è stato in grado di fornire una lettura del dialogo in senso a lui favorevole).
A causa della scarsa propensione di NUCERA a recarsi nei piccoli centri per dialogare con le persone (
Io ho parlato con uno... io avevo detto di Pierino, vedi là, uno non deve stufarsi di ...incompr... con la macchina. Perché se vogliono trovarlo a uno, devo andare domani, devo andare stasera devo andare di mattina, a mezzanotte, pure a mezzanotte quando lo trovo...”) PELLE ordinava ai suoi interlocutori di portare avanti la campagna elettorale nei paesi di Delianuova, Santa Cristina, Scido ed altri, anche in mancanza del candidato della cosca, (“Senza Pierino andatevene a Delianuova, Santa Cristina, fate tutti questi paesi”); ribadiva che si trattava di un ordine irremovibile (“dovete andare, dovete camminare!”) e otteneva risposta da VERSACI in senso affermativo (“Siamo, siamo andati andati per là... siamo siamo siamo andati quel giorno che non aveva, che erano a Roma... certo certo certo... certe volte... va bene... eh, eh, eh”).
Le ultime affermazioni dell'odierno imputato depongono chiaramente per la sua
“messa a disposizione” a favore di PELLE e della sua cosca tramite il sostegno alla campagna elettorale del NUCERA, attività fondamentale per il rafforzamento della compagine criminosa, a differenza di quanto dallo stesso dichiarato nel corso dell'interrogatorio di garanzia e dell'esame del 3.05.11 durante i quali aveva affermato di essersi recato in casa PELLE perché il NUCERA gli aveva chiesto di accompagnare il genero.
Gli elementi desumibili dal contenuto del dialogo intercettato e, in particolare, delle schiaccianti dichiarazioni auto-accusatorie depongono univocamente per l'appartenenza del VERSACI all'associazione capeggiata dal PELLE.

Può dirsi, pertanto, provato che la condotta del VERSACI si pone in senso rafforzativo ad uno degli scopi principali dell'associazione: sostenere il candidato scelto dalla cosca per poter, attraverso la sua elezione, partecipare all'amministrazione della cosa pubblica.
D'altro canto non è revocabile in dubbio che ad una riunione avente ad oggetto strategie di nevralgica importanza per la sussistenza ed il rafforzamento della cosca avessero accesso soltanto personaggi intranei all'associazione criminosa.
In tal senso depongono le risultanze dell'operazione CRIMINE (…): e in particolare la parte dell'indagine dedicata all'esistenza del c.d. “il Tribunale”, deputato a giudicare i sodali responsabili di determinate “mancanze” o “trascuratezze”; ichè in data 03.07.1008 si sarebbe dovuto riunire in località ALLAI di Motta San Giovanni per giudicare GATTUSO Francesco, reo di aver permesso a un soggetto non affiliato (si trattava del geometra della sua ditta, “GATTUSO FRANCESCO & C. s.a.s.”) di partecipare ad una riunione di 'ndrangheta (cfr. conversazione tra presenti registrata in data 09.05.2008 all'interno della rivendita di RUSSO Francesco, tra GATTUSO Nicola, RUSSO Francesco cl. 1973 e RUSSO Francesco cl. 1963 detto “U Massaru” nel corso della quale GATTUSO Nicola raccontava che “Ciccillo” si era recato ad una “riunione” portando con sé una persona che non aveva titolo per presenziare; aggiungeva che tale Vincenzo – che rivestiva il ruolo di “Capo Sociatà” - aveva allora chiesto a Ciccillo chi fosse l'uomo che era con lui e Ciccillo gli aveva risposto che si trattava del geometra della ditta: <<è andato da Vincenzo, il CAPO SOCIETA' con ...inc... gli ha detto “compare Ciccio ma questo chi è?” “Il geometra della mia ditta”>>; GATTUSO infatti, spiegava che il capo-società aveva chiesto a “Ciccollo” che grado avesse il geometra ed era andato su tutte le furie quando aveva appreso che “non aveva niente”, quindi stava presenziando ad una riunione di 'ndrangheta senza alcun titolo <<Non m'interessa. “Cosa ha?” “No, no, no” - dice - “niente”. “E quando me lo dite?”, ha detto. “Dovete scusarmi”. “Ma noi parlavamo di tutti i cazzi, questo si è alzato e mi ha detto che queste cose non le sa e se ne è andato fuori, ...inc... mannaggia la madonna”. “Mi dovete scusare”. “Ma che vi devo scusare, che vi devo scusare, la madonna santissima, vi devo scusare! Quando ce lo dicevi che questo non può stare ...inc... che ha”>>.
In proposito è opportuno evidenziare che GATTUSO Francesco, sottoposto a fermo di indiziato di delitto nell'operazione “CRIMINE”, ricopre un ruolo di vertice nell'organizzazione denominata 'ndrangheta, in particolare in quella articolazione territoriale del sodalizio operante nella zona sud della città di Reggio Calabria.
GATTUSO Francesco è un personaggio di altissima levatura criminale, ma, nonostante ciò, la colpa di cui si era macchiato era ritenuta talmente grave da determinare l'apertura di un vero e proprio procedimento a suo carico, a riprova del fatto che il principio secondo il quale solo gli affiliati possono partecipare alle riunioni non è suscettibile di deroghe."

FacebookFacebookTwitterTwitterGoogleShareGoogleShareGoogleGoogleLinkedinLinkedinMySpaceMySpaceWindowsLiveWindowsLiveBloggerBlogger