Il Riesame affossa la Difesa dei FOTIA ed il teorema della "persecuzione"

Scritto da Ufficio di Presidenza

Savona – Il Tribunale del Riesame – stando a quanto riportato dagli organi di informazione – ha confermato il sequestro delle imprese dei FOTIA “P.D.F.” e “SE.LE.NI.” che gli stessi FOTIA avevano fittiziamente intestato a terzi sia per aggirare la misura interdittiva antimafia disposta sulla “SCAVO-TER” (interdittiva antimafia della Prefettura di Savona confermata dalla Sentenza del TAR), sia per eludere le possibili conseguenze del procedimento per l'adozione della misura di prevenzione patrimoniale (sequestro/confisca) a carico degli stessi FOTIA (procedimento attualmente in corso dopo che la Suprema Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento del Tribunale di Savona che accoglieva la tesi difensiva dei FOTIA in quanto tale provvedimento risultava: «connotato da diversi profili di illegittimità, non solo in termini di immediata violazione del dato normativo di riferimento, ma anche in ragione di un motivare meramente apparente, sprovvisto dei requisiti minimi utili a rendere comprensibili la vicenda contestata e l'iter logico seguito del giudice»).

Confermando il sequestro alle due imprese dei FOTIA, il Riesame riconosce la solidità e fondatezza del provvedimento richiesto dalla Procura di Savona e dalla D.I.A. a carico dei FOTIA (alla faccia della delirante campagna che vorrebbe dipingere i FOTIA come povere vittime di una persecuzione)...

Il Riesame – secondo quanto riportato dagli organi di informazione – ha dissequestrato solo la “SCAVO-TER” (già oggetto di misura interdittiva antimafia). Tale società, già svuotata dagli stessi FOTIA a favore della P.D.F.* (e SE.LE.NI.), non era stata fittiziamente intestata a terzi, rimanendo le quote suddivise tra Donato FOTIA ed il Francesco FOTIA (ovvero "Ciccio", quello che resta agli arresti in carcere per tentata estorsione aggravata).

Se occorre quindi attendere di leggere integralmente le motivazioni di tale pronunciamento del Riesame per compiere ogni più precisa valutazione, occorre anche ovviamente attendere le iniziative che la Procura intenderà assumere anche alla luce del documentato ruolo di dominus - anche nella “SCAVO-TER” - svolto dal FOTIA Pietro (ruolo dallo stesso, tra l'altro, confessato in più occasioni ed ammesso platealmente anche con molteplici – anche recentissime – dichiarazioni pubbliche).

Appare, inoltre, indispensabile ricordare e richiamare quell'elemento centrale che rischia di sfuggire dall'attenzione: ovvero il solido e documentato legame dei FOTIA alla 'ndrangheta ed in particolare alla cosca dei MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI di Africo, così come dettagliatamente ricostruito - con risultanze univoche, plurime e concordanti - dai diversi Reparti dello Stato (Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Carabinieri), nonché anche nella D.I.A., in ultimo, nell'ambito del procedimento che ha visto disporre e confermare il sequestro della “P.D.F.” e della “SE.LE.NI.”. Elementi di “mafiosità” documentati che sono stati alla base – tra l'altro – dell'archiviazione di querele dei FOTIA nei confronti della Casa della Legalità, nonché della richiesta di assoluzione degli esponenti della Casa della Legalità, avanzata dalla Procura di Genova, nell'ambito del procedimento per altra querela dei FOTIA (che hanno ritirato la loro costituzione di Parte Civile).

Se secondo FOTIA Pietro questo pronunciamento sarebbe una "vittoria" si conferma il detto "chi si accontenta gode"… anche dell'ennesima sconfitta!

Occorre poi anche sottolineare la gravità della campagna mediatica promossa dai FOTIA nelle ultime settimane, inequivocabilmente mirata al tentativo di delegittimazione della D.I.A. e della Procura di Savona (oltre che anche della Casa della Legalità). Un operazione che appariva concretamente volta alla creazione di un generale clima di intimidazione senza precedenti verso lo Stato ed in particolare verso la Magistratura (con accuse di “pulizia etnica” o di “magistratura deviata”). Una campagna ed un clima che come Casa della Legalità abbiamo condannato con fermezza (e che sarà anche oggetto di formale denuncia – attualmente in fase di stesura - all'Autorità Giudiziaria) e su cui sarebbe auspicabile un ampio e netto pronunciamento di quella che si definisce “società civile”.



* Qui l'Atto di cessione (integrale) del Ramo d'Azienda con cui iniziò, nel 2010, lo svuotamento di "SCAVO-TER" sulla "P.D.F." poi intestata fittiziamente a terzi nel 2012, con la SE.LE.NI., per aggirare le misure interdittive antimafia ed eludere i possibili provvedimenti di prevenzione patrimoniale (sequestro/confisca) per il procedimento in corso a carico degli esponenti dellafamiglia FOTIA.

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